Lui & Lei
Colleghi di piacere
05.02.2026 |
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"Vorrei ribattere, domandare ‘perché’, opporre una finta resistenza, ma il fatto di trovarmi nuda di fronte a lui mi fa sentire stranamente vulnerabile e trovo più erotico abbandonarmi al suo..."
Con Giovanni ci siamo conosciuti a un convegno a Taormina un mese fa e da allora non passa giorno in cui non ci sentiamo, con una scusa o un’altra.A volte sono call di lavoro, altre volte è il buongiorno e da qualche giorno è arrivata anche la buonanotte.
In verità ci sono stati un paio di giorni in cui non ci siamo sentiti e mi sono accorta di essere stata più nervosa. Ho anche scritto un messaggio ma poi non l’ho inviato nel timore di essere troppo invadente.
I giorni trascorsi con lui a Taormina mi hanno riattivato i sensi, sopiti da un po’ di noia invernale e dall’estenuante routine lavorativa che mi toglie a volte tutte le fantasie erotiche…ops non proprio tutte, ma riduce la frequenza dei miei pensieri verso il sesso.
Lui ha un sorriso aperto e contagioso, uno sguardo con un guizzo intelligente, mani delicate, ma al tempo stesso forti.
Mani calde, in qualche modo sexy.
Ho avuto modo di saggiarle sulla mia pelle, quando con fermezza mi ha abbracciato prima di prendere direzioni diverse per ritornare alle rispettive destinazioni, io a Roma e lui a Milano.
Avrei voluto che oltre ad abbracciarmi mi avesse anche dato un bacio, anche solo a stampo sulle labbra, ma significativo per me.
Mi spoglia con gli occhi quando mi guarda in videochat, ma non si sbilancia.
In fondo questa attesa mi piace e a volte dopo una sua videochiamata mi tocco compulsivamente perché mi eccita da morire quel suo sguardo su di me.
A volte mi tocco anche mentre siamo in videochiamata lavorativa in team con altre persone e spero che lui percepisca la mia brama di peccato, il desiderio che provo verso di lui.
Oggi è una di quelle giornate in cui dobbiamo sentirci e inconsapevolmente indosso una camicetta trasparente, leggermente attillata.
Ho messo un reggiseno di pizzo nero che valorizza il volume del mio seno, grande al punto giusto, ancora in grado di difendersi bene nonostante la sua naturalezza.
Ho acceso il condizionatore a causa delle alte temperature esterne, ma non riesco a regolarlo come vorrei.
Nonostante il caldo decido di tenerlo spento, per non avere troppo distrazioni durante la riunione.
Mai decisione fu più azzeccata.
Ci sono trenta grandi nel mio appartamento e io, che volevo apparire professionale e attraente durante la telefonata, sono già una maschera di sudore e guance rosse dopo neppure una decina di minuti.
Finalmente, quando ormai ho la pelle umida e la camicetta completamente appiccicata alla pelle, la nostra telefonata arriva alla fine.
Ci salutiamo e uno a uno i miei colleghi abbandonano la chat, io mi alzo di corsa per fiondarmi in cucina a prendere un bicchiere di acqua ghiacciata e mentre sono ancora di fronte al frigorifero aperto in cerca di refrigerio, sento la voce di Giovanni.
“Serena? Ci sei ancora?”
Torno veloce davanti al computer.
“Sì, eccomi. Sono andata a prendere un po’ d’acqua.”
“Posso dirti una cosa, senza che mi prendi per sfacciato o che ti arrabbi?”
La sua voce è titubante, ma i suoi occhi brillano sorridenti e un po’ birichini e il suo sorriso aperto già mi ha conquistato dal primo momento che ci siamo conosciuti.
“Dimmi.”
Rispondo perplessa per non lasciar intendere che non stavo aspettando altro. Perché in realtà non sono perplessa, sono eccitata.
“Mi piace il rischio e con te ne sto correndo uno grosso. Ma non riesco più a trattenermi. So di essere inappropriato, ma ti ho trovato molto attraente oggi. E non solo oggi”
Sbotta a ridere, imbarazzato e rido anch’io, di riflesso.
Sarà il calore della stanza che mi dà alla testa, sarà la sensazione di euforia che si prova quando si riceve una dichiarazione d’ammirazione, ma la mia voce cambia, si fa subito allusiva e seducente. Divertita.
“Ah sì? E che cos’è di preciso che hai trovato attraente?”
Domando mentre mi siedo di nuovo davanti alla telecamera e mi faccio passare il dorso della mano sulla fronte, per poi mordicchiarmi un dito tra le labbra socchiuse.
Giovanni rimane un attimo spiazzato dalla mia pronta reazione, dal mio parlare allusivo, dalle seduttività che trapela dal tono di voce mutato.
“Ecco così mi metti in imbarazzo!” “Pensavo di condurre io il gioco e invece mi trovo di fronte una dominatrice!!!”, ribatte lui intrigato dalla mia domanda.
Perché mai gli uomini si devono spaventare come conigli quando si trovano davanti una donna che non si lascia intimidire dalle loro avances?, rifletto tra me e me.
Ma lui recupera terreno in un nanosecondo:
“Il modo in cui la stoffa ti aderisce ai seni. E il sudore che vedo.” Pausa. “Vorrei leccartelo via.” Deglutisco e i 30 gradi della stanza mi sembrano improvvisamente 50.
“Mmmh, interessante. E cos’altro vorresti fare?”, e mentre dico queste parole sento tra le mie gambe una pulsazione forte e so già che mi sto bagnando pronta per quello che non vedo l’ora che accada.
Vorrei dire “farmi’”, ma mi trattengo, è pur sempre un collega e stavamo pur sempre parlando di lavoro fino a qualche minuto fa.
“Vorrei toglierti quella maglietta, toglierti quel reggiseno nero che intravedo e guardare i tuoi capezzoli. Li ho immaginati tante di quelle volte in questo ultimo mese. Me li sono immaginati con un’areola grande, con una punta spessa e dura, di colore marrone un po’ scuro. Tu hai capelli scuri e pelle ambrata. I tuoi capezzoli immagino siano scuri. Fammeli vedere, non resisto più dalla voglia.”
Il suo sguardo mi arriva magnetico, buca lo schermo che ci separa.
Rimango un attimo in silenzio. Lui anche. Bevo un sorso dell’acqua che fino a un attimo fa era gelida ed è già tiepida, lentamente mi slaccio la camicetta e faccio una pausa.
“Togliti anche il reggiseno.”, dice lui.
Il suo tono non è imperativo, né supplichevole, ma c’è una fermezza nella sua voce che mi eccita fino in fondo al mio sesso.
Lentamente mi porto le mani dietro la schiena e mi sgancio il reggiseno che rimane perfettamente incollato alla pelle sudata. Faccio scivolare una spallina, poi l’altra. Sento la massa dei miei seni aprirsi e scivolare verso il basso.
Lui rimane per un attimo senza fiato, poi un sospiro gli sfugge dalle labbra.
“Alzati”, dice con lo stesso tono di voce tranquillo, ma in un certo senso autorevole, “voglio vedere cosa hai sotto.”
Mi alzo e per la prima volta l’imbarazzo si insinua in me.
Indosso un paio di shorts da spiaggia e sotto… niente. Ovvio. Fa un caldo tropicale e quando sono a casa amo avere addosso il minor numero di cose possibile, ho messo il reggiseno solo perché sapevo di essere inquadrata e non volevo essere sexy. A quanto pare con scarsi risultati.
“Mmmmmh, carini questi pantaloncini…” Il suo mugolio di approvazione mi compiace e mi eccita. Muovo lo schermo del computer in modo che la telecamera mi inquadri meglio.
“Ti piacciono?”, domando un po’ schiva.
“Molto. Sono molto contento che il tuo condizionatore abbia deciso di fare i capricci proprio oggi.”
Rido. Sono contenta anch’io.
“Toglili.”
Per un attimo non capisco
“Come dici?”.
“Togli anche i pantaloncini.”
Esito un attimo.
Lancio un’occhiata alla finestra, so che nessuno mi può vedere da fuori, ma è un riflesso condizionato. Controllo la mia inquadratura sul computer, la web cam non è il massimo per mettere in evidenza le mie curve, ma tutto sommato ci posso stare.
“E tu che premio mi dai in cambio per convincermi a farlo?’, scherzo un po’.
La sua risposta è semplice e diretta.
“Se non lo fai ti punirò crudelmente. Non ti darò la mia benedizione”, e sorridendo si alza in piedi e posiziona davanti alla telecamera la cerniera dei suoi pantaloni che sapientemente sta aprendo con lentezza.
“Voglio farti venire e voglio sentire i gemiti del tuo piacere mentre lo fai.”
Un brivido mi attraversa, dalla testa ai piedi.
“E come farai a farmi venire?”
La mia voce già languida di piacere sembra contraddire la mia domanda.
“Fidati di me. Abbassa i pantaloncini, voglio vedere i tuoi slip. E toglierti anche quelli.”
L’idea di sorprenderlo vince la mia ultima resistenza. Faccio scivolare le mani ai lati del corpo, allargo l’elastico che mi tiene i pantaloni in vita e, lentissimamente, mi spoglio.
Tengo lo sguardo fisso in quello di Giovanni, nuovamente seduto davanti allo schermo, per non perdermi il piacere della sua reazione e, quando scopro il mio sesso completamente depilato, la sua sorpresa è pari alle mie aspettative.
‘Wow!’ Rimane in silenzio a contemplarmi, mentre
‘Girati.” dice dopo un po’.
Vorrei ribattere, domandare ‘perché’, opporre una finta resistenza, ma il fatto di trovarmi nuda di fronte a lui mi fa sentire stranamente vulnerabile e trovo più erotico abbandonarmi al suo volere.
Mi giro, ben consapevole che la telecamera adesso inquadra il mio sedere.
‘Sei bellissima’ Dice lui con voce rotta e la sua eccitazione mi contagia.
“Adesso voglio che ti giri verso di me e ti tocchi fino a farti venire.” Aspettavo questo momento. Mi rialzo e lentamente mi giro.
“In piedi?”, domando.
“Sì.”
Mi prendo il mio tempo, regolo lo schermo del computer in modo che l’inquadratura sia perfetta, poi allungo una mano verso un cassetto della scrivania e ne tiro fuori un piccolo oggetto dalla forma ovale, il mio vibratore preferito.
“Ohhhhhh!” Giovanni ha un moto di eccitata sorpresa dall’altre parte dello schermo.
Lo accendo e me lo passo sull’ombelico, le vibrazioni sono delicate e si trasmettono a fior di pelle, come un piccolo terremoto di piacere. Fisso l’immagine di Giovanni sullo schermo e lo vedo infilare una mano nei pantaloni. Siamo sulla stessa barca.
Faccio scorrere il vibratore sulla pelle della pancia, sempre più in basso, faccio una piccola deviazione verso le cosce mentre mi sento bagnare.
Giovanni sta adesso ansimando mentre la sua mano si muove ritmica dentro i pantaloni. Avvicino il vibratore al mio sesso, mentre premo il pulsante e aumento l’intensità.
Le vibrazioni si propagano sulla pelle e le sento risuonare in profondità, anche se ho semplicemente appoggiato la punta sul mio clitoride.
I miei sospiri diventano gemiti e Giovanni risponde con aumentata eccitazione.”
“Ci sono quasi.”, dice con voce strozzata.
Premo al massimo il pulsante, le vibrazioni sono adesso vigorose e il mio sesso è gonfio di piacere. Spingo il vibratore verso la mia apertura, poi lo riporto immediatamente verso l’alto e sento i muscoli contrarsi, pronti a esplodere nell’orgasmo.
“Eccomi!”, sussurro ansimando, “sto godendo immaginando la tua lingua sul mio clitoride, eretto, gonfio, duro, come un piccolo pene!”
“Sìiiii! Sto esplodendo anch’io e ti sto inondando tutto il seno con il mio sburro abbondante e caldo
Il piacere mi travolge mentre mi abbandono sulla sedia e, con un colpo secco, chiudo lo schermo del computer.
Sento la notifica di un messaggio: “Domani sera prendo un aereo e vengo da te…ti ho soltanto assaggiata, ora ti voglio divorare”.
“Sono già tua, farai di me quel che vorrai!”
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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