trio
E se fosse stato solo un sogno?
12.02.2026 |
2.019 |
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"E alla fine non ero più in grado di capire chi fossi in quel momento, omosessuale o eterosessuale..."
Mi sono sempre reputata eterosessuale, anche se nelle mie fantasie erotiche il corpo femminile mi ha sempre generato una forte eccitazione. In particolare, il seno.
Pensare ad un seno sodo con una forma un po’ a punta, un capezzolo grande e sporgente, che quasi deborda dalla mammella, di colore scuro, da succhiare e mordicchiare, questo mi ha sempre fatto bagnare la fica e creato una forte eccitazione.
A volte ci ho pensato mentre un uomo mi stava penetrando e il pensiero mi ha amplificato il piacere.
Ma poi in realtà non c’era mai stata una donna che mi avesse suscitato turbamenti al punto da pensare di realizzare la mia fantasia.
Fino a quando lui non me lo ha proposto.
Oddio non è stata una proposta vera e propria.
Lui, da perfetto stratega, ha creato la condizione favorevole e mi ha buttata letteralmente tra le braccia di una donna totalmente omosessuale.
Vasca idromassaggio, corpi seminudi, vicinanza facilitata dalle piccole dimensioni e in breve tempo la mano di lui prende la mia e la appoggia sul piede di lei.
La complicità è scattata subito, anche se una certa diffidenza sulle reciproche reazioni, inizialmente non ci ha fatto essere totalmente coinvolte.
Lei mi si faceva sempre più vicina ma la cosa non mi infastidiva. La sua vicinanza, al contrario, mi eccitava. Era inebriante come il vino.
Sempre lui, con determinazione ha spostato la mia mano sul seno di lei, perfetto, effetto di una sapiente chirurgia che lo ha reso irresistibile ai miei occhi.
Nel vedere la scena lui, eccitato come non mai, ha sfilato dal costume il suo cazzo già pronto e me lo ha infilato da dietro nella fica.
Il mio volto si trasforma quando sono penetrata, il piacere indotto dalla penetrazione arriva ai miei muscoli facciali e mi provoca un’espressione marcatamente da troia.
Lei nel vedere il mio volto trasfigurato ha abbandonato qualsiasi remora e ha iniziato a leccarmi le labbra e io ero così eccitata che non mi sono trattenuta più e ho iniziato a baciarla.
E ci siamo baciate a lungo, con trasporto, un bacio profondo, intimo.
Com’ero lontana dall’immaginare la realtà, un attimo prima quando mi sono immersa nella vasca.
Succede spesso, vero?
Che uno pensa di essere dentro un film e invece stanno proiettando proprio tutt’un’altra storia.
Non avevo mai baciato una donna, nemmeno da bambina, nemmeno per scherzo, ma mi piaceva un sacco.
Mi piaceva la consistenza vellutata delle sue labbra, mi piaceva il suo abbraccio leggero, mi piaceva sentire il suo corpo morbido contro il mio.
Lei mi ha abbracciata stretta, premendo i suoi seni contro i miei, mentre le nostre lingue s mescolavano ai nostri respiri.
E dentro di me mi ripetevo ‘sto baciando una donna!’ e non ci potevo credere, ma l’idea di fare una cosa trasgressiva mi faceva eccitare ancora di più.
Poi dalla bocca, è scesa sul mio seno e inizia a mordicchiare i miei capezzoli.
Lei era molto eccitata adesso, si sentiva palesemente a suo agio dentro ad una situazione a lei nota.
Io ero tesa, non sapevo fino a che punto volevo arrivare, ma i colpi inferti da lui rendevano la situazione naturale anche per me.
Una donna davanti, ma un cazzo nella fica, il suo cazzo nella mia fica.
Lui il mio peccato, lui l’uomo che mi tenta con cose sempre più trasgressive, che mi prende per mano e mi porta nel paese dei balocchi, in quel paese dove non avevo mai osato entrare perché spaventata dallo stigma correlato.
Più facevo cose trasgressive e più avevo necessità di farne delle altre.
Assaggiare piatti nuovi, provare nuove location, nuove intriganti situazioni.
Volevo parlarle, dirle che io non ero come lei, mi sembrava quasi di tradirla, di usarla, ma il piacere che la sua bocca e tutta la situazione mi dava, compresa la mia stessa tensione, mi occupava tutta la mente.
L’unica cosa che riuscivo a fare era seguire il percorso delle sue labbra sul mio corpo.
E lei non lasciava indietro niente.
Lui, nel frattempo, aveva tirato fuori da me il suo cazzo e se lo stava masturbando con vigore.
Non voleva perdersi neppure un frame di quella scena, godersela tutta.
Lei ora stava succhiando i lobi delle mie orecchie, mordicchiato il mio collo e le spalle, mi aveva massaggiato e baciato a lungo i seni e ora procedeva inesorabile lungo il mio torace. Era arrivata all’ombelico e io avevo cercato di fermarla, con qualche protesta poco convinta.
Lei era tornata su, di fronte al mio viso, mi aveva messo un dito sulle labbra, come a dire fai silenzio, mi aveva detto “lasciati andare, non pensare a niente”.
Mi aveva tolto la camicia e aveva scoperto il piccolo tatuaggio che ho sul fianco destro e si era messa a tracciarne i contorni con un dito. E continuava a girarci intorno e passava e ripassava sullo stesso tratto di pelle, come incantata.
E mi sembrava che quella parte del mio corpo prendesse fuoco. Poi mi ha girata e ha iniziato a baciarmi la schiena.
E io mi stavo sentendo irresistibile.
Lei è tornata a baciarmi la pancia, intorno all’ombelico e più giù.
È rimasta un istante a fissarmi, con le labbra vicinissime al mio corpo, facendomi sentire il calore del suo respiro.
Io allora sono fuoriuscita dall’acqua e mi sono seduta sul bordo della vasca.
Poi mi sono abbassata il costume e l’ho invitata a leccarmi.
E io non resistito, mi sono sollevata sui gomiti e l’ho guardata, ho guardato mentre una donna mi baciava proprio lì, perché quasi non ci credevo che stesse succedendo davvero.
Guardavo lei e guardavo lui e con un cenno l’ho invitato a infilarmi il cazzo in bocca.
“Voglio sentire il tuo sperma caldo che mi riempie la bocca, voglio ingoiarlo tutto, mi voglio nutrire di te”.
Al centro delle loro attenzioni, per una come me esibizionista!!
Non avrei potuto chiedere di più!
Sentivo che ormai il mio orgasmo era prossimo, perché quando ti bacia la fica una donna è proprio tutto diverso.
Prima di tutto lei è diversa, è più piccola e più delicata di un uomo, ma poi proprio il modo in cui lo fa.
O forse era semplicemente lei che era particolarmente seducente. Non so. So solo che mi ha baciata per poco tempo e quando sono venuta ha continuato a baciarmi e sono venuta ancora e ancora, mentre lo sperma di lui scendeva copioso nella mia gola.
E alla fine non ero più in grado di capire chi fossi in quel momento, omosessuale o eterosessuale.
Non ha molta importanza sapere chi fossi in quel momento, ero di sicuro senza alcuna maschera, libera di vivere ciò che in quel momento volevo.
Ho pensato soltanto che uscita da lì avrei rimesso la solita maschera perbenista e sarei, con naturalezza, tornata alla quotidianità.
Più consapevole e più appagata.
Contava solo questo, non aveva importanza neppure capire se fosse stato solo un sogno.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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