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trio

Un inaspettato ménage à trois


di CPwommer
21.01.2026    |    3.699    |    17 9.9
"È rimasto nella posizione iniziale, appoggiato all’angolo del divano con un braccio sollevato ad accogliermi, ma sembra come pietrificato, lo sguardo fisso davanti a sé..."
La telefonata di Edoardo mi raggiunge mentre mi sto inerpicando sul treno con i miei stivaletti da dodici centimetri.
Non riesco a rinunciare alla mia femminilità neppure quando devo fare lunghi spostamenti.
"Che fai domani?"
"Mmm - nulla."
"Ok, allora vieni da noi e poi ti facciamo provare un posto nuovo. Ci vediamo domani sera alle 21 per un brindisi e poi andiamo insieme".
Edo è mio amico da lungo tempo, più o meno da quando ho cambiato lavoro, praticamente una vita fa.
A lui piace sorprendermi con uscite inaspettate, e io amo le sorprese.
Ci siamo conosciuti per caso in ufficio, durante un party natalizio e da quella sera non c'è stata settimana che non ci siamo visti, un cinema, un teatro, un museo, un aperitivo, una passeggiata in centro, uno shopping...
Con lui ho fatto cose che prima detestavo, come girovagare per locali il venerdì sera e fare mattina mezza stordita.
Con il suo entusiasmo ha il potere di rendere meravigliosa qualsiasi esperienza.
Da qualche mese ci vediamo un po' meno. Ha una relazione con Andrea, un ragazzo decisamente più giovane di lui di cui ancora non so bene cosa pensare: è molto attraente, ha labbra carnose estremamente sensuali, capelli lisci e setosi, uno sguardo ambiguo che mi mette sempre a disagio.
Trapela in quello sguardo una perversione diabolica, che nello stesso tempo attrae e mette paura.
La sera dopo arrivo da loro alle 21 precise, so che il mio ospite ci tiene alla puntualità. Andrea mi aiuta a liberarmi del cappotto, mentre Edo prende dalle mie mani la bottiglia di prosecco, che ho portato per un veloce aperitivo insieme per far decollare come si deve la serata.
La combinazione dei loro gesti mi sorprende e per un attimo mi sento preda di mani avide, li vedo complici negli sguardi e per un attimo mi sento in pericolo imminente, indifesa e senza via di scampo.
Mi sembra di essere in procinto di entrare in un tunnel nel quale non si vede luce in fondo e non si sa esattamente dove sbuchi.
Entriamo in soggiorno dove grandi lampade incombono basse su un tavolino illuminando violentemente gli oggetti disposti sopra e lasciando il resto della stanza, noi compresi, immersi in una penombra luminosa. L’atmosfera è languida e in sottofondo una leggera musica swing accompagna i nostri movimenti creando un suggestivo palcoscenico. Mi sembra di vivere la scena di un film, di cui però non conosco il copione. Vengo pervasa da un’eccitazione strana, mista a timore. L’adrenalina mi sale come accade per un’esperienza ancestrale, richiamando alla memoria antichi pericoli e preparandomi alla battaglia. Sono a disagio, ma nello stesso tempo mi piace.
Ci accomodiamo su sedie alte disegnate da un noto architetto, molto belle e molto scomode, che invitano ad alzarsi il prima possibile. Questo vorrei: uscire e continuare la nostra serata fuori.
Mentre la conversazione prosegue fluida, provo a decifrare la natura del rapporto che lega il mio amico a questo emaciato ragazzetto, che sembra uscito da un libro di Pasolini. Edoardo è certamente ipnotizzato dalla sua bellezza, che si manifesta nei suoi gesti, nel modo in cui piega la testa di lato quando ti guarda, nella sua voce dal tono leggero e acuto. Ma sembra anche godere dell’evidente ammirazione che l’amante più giovane gli riserva.
Beviamo un altro calice e ridiamo mentre l’alcol si fa strada dentro di noi e il tono delle nostre voci si alza. Osservo i miei amici e l’effetto dell’ebrezza ha annullato qualsiasi timore provato in prima battuta. Ora mi sento vincente, potente, spregiudicata e mi sento anche pervasa da una crescente voglia di sesso. So bene che Edo non ha mai toccato una donna e che io sono la sua migliore amica, ma questa situazione ha sparigliato le carte e mi sembra di avere davanti un’altra persona.
Lui sembra accorgersi delle mie emozioni, mi sta leggendo nella mente, si alza e mi prende per mano.
"Mettiamoci comodi", dice guidando il mio corpo verso il divano.
Andrea mi versa altro champagne e io lo sorseggio con gusto, noncurante del fatto che ormai mi gira parecchio la testa. Io praticamente sono astemia perché lo so che con l’alcol perdo qualsiasi freno inibitore. La testa parte e le mie gambe si aprono con estrema facilità. Ma con loro mi sento tranquilla, almeno fino a questa sera!
“Edo ma dove mi volevi portare? Hai parlato di un posto nuovo? Tra quanto usciamo?”
“Non ti preoccupare ora, rilassati e goditi il momento. Non pensare a dove andremo, pensa alla strada che stai percorrendo per arrivarci e guarda il panorama che ti circonda”, mi risponde in tono scherzoso e ammicca con gli occhi.
Mi lascio cadere sul divano bassissimo finendo quasi addosso a lui già seduto e scoppiamo entrambi a ridere.
Mi adagio un po’ sul suo corpo e il calore che emana lo percepisco come accogliente, rassicurante.
Vengo da un periodo intenso di impegni e grattacapi e sono ormai più le sere in cui mi soddisfo con i miei giocattolini erotici di quelle in cui mi addormento appagata per un orgasmo procurato da un uomo.
Lui alza un braccio ad accogliermi nella cavità della sua spalla e io mi adagio su di lui mentre appoggio consapevolmente la mano tra le sue gambe, cerco il suo membro e lo sento.
Mi piace da impazzire tenere un cazzo tra le mani, sentirlo indurirsi repentinamente, aprirlo per mettermelo in bocca e anche se so che a lui pure piace il cazzo, la sensazione che provo è sempre la stessa
La testa mi gira un po’, sento il calore delle sue cosce avvolgere il braccio e sento il suo sesso a contatto con il mio gomito. Un guizzo nella sua carne mi rivela la sua eccitazione.
Alzo uno sguardo sornione su Andrea. È innegabile che sia estremamente attraente, con quella bocca imbronciata e le membra agili.
Vorrei affondare le mie dita nei suoi capelli e baciare le sue labbra appena un po’ troppo grandi, risalire con la bocca sul suo naso, mordicchiare il lobo del suo orecchio, prendere la sua mano e succhiare il suo indice.
Allontano con fatica da me questi pensieri.
Troppo tardi, lui li ha sicuramente percepiti.
Viene a sedersi anche lui sul divano e appena accanto a me infila le sue mani tra le mie cosce. E mentre la sorpresa mi manda in estasi, lui si protende verso Edo e si baciano.
Sono in mezzo e sento le mani di Andrea accarezzarmi le gambe, risalire verso l’alto.
Edo si stacca un attimo da lui e contempla la scena. È colpito, lo so, lo conosco troppo bene per non sapere che non ha mai provato nulla di simile prima. Lui per me è un libro aperto, conosco i suoi gusti sessuali, sono come arriva all’orgasmo, conosco i suoi vizi…e la figa non è mai stata tra questi. Lui non ha mai infilato il suo cazzo nella figa e, lo sento, ora lo metterà nella mia.
Wow, le cose inaspettate sono quelle che mi creano le eccitazioni più potenti.
Questa è la vera trasgressione per me, l’inaspettato, quello che un attimo prima avrei giurato di non fare e ora non vedo l’ora che accada.
Sento le pulsazioni della mia eccitazione farsi più intense, il cuore accelerare, il fiato farsi corto.
Inizio a capire il fascino trasgressivo di Andrea su Edo, quanto debba averlo intrigato nella sua rete di seduzione.
Quello che non conosco affatto è invece Andrea, ma la situazione è troppo eccitante perché io possa anche solo pensare di modificarla.
Loro si guardano e si sorridono, poi Andrea si piega su di me e finalmente sento il tocco delle sue labbra sulle mie. Sono morbide come velluto e carnose come una rosa.  Mi bacia lentamente, mi lecca con la lingua calda. Vorrei capire cosa sta succedendo ma riesco solo a lasciarmi andare, abbandonarmi completamente mentre il bacio di Andrea si fa più insistente, più aggressivo, più profondo.
Lo sento afferrare i miei slip e trascinarli verso il basso con un gesto che mi fa bruciare la stoffa sulla pelle. Capisco di essere nuda di fronte a Edo e per la prima volta mi vergogno. Respingo Andrea con forza e mi copro con il vestito. Mi sento arrossire violentemente mentre fisso le gambe di Edo , che è ancora seduto di fianco a me ma, in un certo senso, più distaccato di prima.
Andrea riappoggia la sua mano tra le mie gambe nude, accosta di nuovo il suo viso al mio. La sua vicinanza è inebriante, il suo tocco è deciso. Il desiderio torna a offuscarmi il giudizio, a sciogliermi le membra. Ma questa volta non mi lascio andare e mentre le sue dita risalgono rapaci alla ricerca del mio sesso e lo sento aprirsi la strada, divertito, tra le mie gambe serrate, alzo lo sguardo su Edo.
È rimasto nella posizione iniziale, appoggiato all’angolo del divano con un braccio sollevato ad accogliermi, ma sembra come pietrificato, lo sguardo fisso davanti a sé.
Non so cosa fare, come sbloccare la situazione.
So che voglio essere sfondata, qui e ora.
Le dita di Andrea, nel frattempo, hanno raggiunto di nuovo la mia apertura bagnata di piacere e so che non resisterò ancora a lungo prima di lasciarmi andare.
Ora desidero Andrea e mi sento in colpa verso Edo, come un bambino che abbia involontariamente rotto il giocattolo più prezioso del suo migliore amico, dopo averglielo strappato di mano solo per guardarlo più da vicino.
Mi sottraggo a fatica alla carezza di Andrea e circondo con le braccia il collo di Edo, mentre mi inerpico su di lui.
Sembra risvegliarsi da un lungo sogno e mi osserva sorpreso mentre mi avvicino lenta alle sue labbra, mentre mi appoggio sul suo membro e inizio a muovermi in piccoli cerchi. Allungo una mano verso la sua cerniera e lo inizio a baciare
"Vieni da me". Andrea dice a Edo, “Vieni da me per lei”, prendendomi per la vita e tirandomi verso di lui.
Lo guardo e mi rendo conto che si è denudato, vedo il suo cazzo ergersi imperioso, le vene gonfiarsi.
La sua cappella è ricurva verso il ventre e nel momento in cui mi fermo un istante, incerta, Andrea si allunga verso Edo e si baciano con passione.
Mi metto a cavalcioni sulle gambe di Edo, mi lascio scendere lentamente sulla sua erezione. Prima di farmi penetrare gli chiedo di strusciarlo sul mio grilletto.
"Di più, ti prego! Sfregalo ancora, struscialo forte. E ora infilamelo più su che puoi, ti voglio sentire tutto dentro di me. Non lasciare fuori neppure un millimetro della tua verga."
"Obbedisci, subito.", gli ordino con autorità.
Lui non se lo fa ripetere due volte e penetrandomi con decisione emette un mugolio di soddisfazione.
Inizio a muovermi lenta, sento le sue mani scivolare sul mio corpo, abbandonare i miei seni e stringersi attorno alla rotondità del mio sedere, affondando le dita nella mia carne.
Mi pizzica le chiappe, le schiaffeggia, si abbassa e con fare da contorsionista mi morde su un fianco.
Il dolore che mi provoca è lancinante. "Fallo ancora, ti prego. Voglio che mi restino addosso i segni della tua passione. Mordimi fino a farmi sanguinare."
E in un istante capisco le sue intenzioni...non disubbidirà ai miei ordini.
Mi stringo ancora più a lui mentre scariche di eccitazione mi attraversano il corpo.
"Vieni, vieni da me", ripete Andrea.
Sento i suoi spostamenti mentre Edo continua a muoversi dentro di me.
Sono troppo eccitata per poter ragionare ma capisco che stanno cercando una posizione ottimale che ci permetta di essere tutti e tre insieme.
E mi lascio muovere e spostare, docile, mentre Edo mi bacia e mi accarezza e mi dice "Brava, brava così. Bella zoccola, puttana. Non aspettavi altro."
Sento l’abbraccio di Andrea, sento il suo sesso appoggiarsi a me da dietro, lo sento spingere e lentissimamente entrare, mentre Edo lo aiuta con le mani.
Restiamo un attimo immobili tutti e tre.
Mi sembra impossibile che potremo muoverci ancora. Poi è Andrea il primo a scivolare più dentro di me e poi un po’ fuori. Edo resta immobile, ma lo sento, solo che ora sono concentrata ad ascoltare i gesti di Andrea dentro di me. A percepire il piacere che sale piano piano.
Mi stringe i seni, mi strizza i capezzoli mentre Edo si è riappropriato della mia bocca e ogni tanto si ferma per baciare Andrea. Poi, quando ormai mi sono quasi scordata di lui, Edo ricomincia a muoversi dentro di me e a quel punto il piacere diventa quasi intollerabile.
Mi muovo anche io adesso, mi muovo incontro al mio orgasmo, mi muovo mentre i miei gemiti riempiono le orecchie e le bocche dei miei amanti.
Edo implacabilmente mentre sto per venire, esce dalla mia figa e mi schiaffa il suo cazzo umido in bocca.
Sento il sapore del mio sesso, misto all’odore del suo cazzo e questo mi accende ancor di più l’eccitazione.
Glielo succhio con vigore, lo mordo.
Ho voglia di staccarlo, per portarlo via con me, ma riprendo invece a succhiarlo, a leccarlo.
Sento che ormai è prossimo ad esplodere.
Allora mi fermo e gli chiedo di farsi una sega e di sborrare sulla mia faccia, mentre Andrea mi stringe a sé, sussulta e appoggia una mano sul mio clitoride gonfio.
Gridiamo insieme e ci lasciamo andare a un orgasmo, tutti e tre ad un orgasmo che sembra non finire mai.
Dopo ci siamo assopiti per un po’.
Quando ci siamo svegliati ci siamo trasferiti nella doccia, la prima e l’ultima che abbiamo fatto insieme.
Di Andrea non ho più notizie e non mi interessa averne. Edo è rimasto il mio migliore amico e tutto è tornato come prima.
Ancora oggi mi chiedo se quello che è successo quella sera sia stato soltanto il frutto della mia immaginazione.
Ma quando mi capita di pensarci li sento ancora dentro di me e certe sensazioni non si possono immaginare se non ti hanno toccato l'anima almeno una volta.
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