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Prime Esperienze

La spiaggia degli acerbi turbamenti


di CPwommer
28.01.2026    |    4.467    |    5 9.2
"“Brava, te lo sei meritato il tuo piacere” disse alla donna mentre scendeva nuovamente verso le gambe..."
Francesca e Giulio non erano la solita coppia che viveva una relazione fatta di uscite con amici, vacanze all’estero nei ponti canonici, shopping e serate al cinema o nei locali alla moda.
Erano in sintonia anche se si vedevano poco, la loro era una relazione fatta di silenzi, di assenze, ma anche di passione animalesca, di intense giornate, di ore di possesso carnale del quale non potevano fare a meno. Quando si vedevano era per stare insieme senza ulteriori distrazioni, a loro non serviva altro che la reciproca presenza.
Avevano entrambi altre storie, ma poi, gira che ti rigira, solo insieme raggiungevano l’incastro perfetto. Si attiravano e si respingevano, ma quando poi si attiravano di nuovo, l’attrazione diventava più forte, irresistibile.
Nel tempo gli spazi fatti di assenza si erano ridotti sempre di più e ormai si vedevano sempre più spesso.
Lo sapevano che solo insieme i loro corpi si sentivano completi e le loro anime si sentivano a casa.
Ecco cosa erano uno per l’altro, erano casa, il luogo dove finalmente si può essere se stessi, il luogo in cui ogni desiderio, ogni stranezza, ogni perversione poteva esprimersi con libertà assoluta.
Quel pomeriggio di ottobre si erano addormentati in spiaggia dopo aver fatto l’amore.
A loro piaceva molto vivere il sesso all’aperto e la sabbia era un’alcova perfetta.
Disponevano grandi teli su cui si sdraiavano e poi con il calore che saliva da sotto, al tramonto, a loro piaceva salutare la giornata con un orgasmo dolce, passionale e allo stesso tempo tenero. Lo raggiungevano con calma, se lo gustavo con piacere, aspettavano che il sole baciasse l’orizzonte e poi godevano dei rispettivi corpi, delle calde e umide lingue con le quali esploravano i corpi ormai noti.
Avevano trovato una spiaggetta deserta, che raggiungevano con il gommone e non si curavano della possibile presenza di altri. Anzi l’eventualità che qualcuno potesse masturbarsi e godere guardandoli, creava in loro un’eccitazione più forte.
Quella sera all'imbrunire avevano appena deposto le armi, guerrieri esausti e soddisfatti, si erano appisolati uno tra le braccia dell’altro baciati dagli ultimi raggi del sole, quando un’ombra attraversò il campo visivo.
Lui se ne accorse e aprì gli occhi appena per controllare meglio.
Sapeva che la spiaggia era praticamente sconosciuta, raggiungibile solo in barca o con un’ora di cammino.
Era sempre deserta fuori stagione, e poi aveva controllato bene e il luogo era riparato.
Vide spuntare da dietro uno scoglio un ciuffo biondo e fu pervaso da una nuova eccitazione.
Fece scivolare lo sguardo su lei che dormiva languidamente abbracciata al suo petto con la gamba appoggiata sul suo pene.
Si accorse che fuori dagli slip spuntava la punta del membro nuovamente in erezione e che lei aveva il costume sposato così che dalla coppa del reggiseno sbucava un capezzolo.
Sperò che la presenza fosse una soltanto, che non fosse arrivato un branco.
Con assoluta calma finse di girarsi addormentato e spostò lo sguardo a favore dello scoglio. Uno solo, sembrava uno solo.
Continuò a fingersi addormentato, in attesa che la figura si mostrasse più distintamente.
Dietro allo scoglio il ragazzo prese coraggio, e uscì un poco allo scoperto. 
Si guardò il cazzo durissimo e pronto a venire.
Aveva 18 anni ed era quasi un uomo, ma non aveva ancora penetrato una fica. Ne aveva toccate alcune, ma non era mai riuscito a penetrare neppure una.
Quella spiaggia era il luogo preferito per potersi masturbare alla scoperta del suo corpo.
Sperava nell’arrivo di qualche coppia e beneficiava delle prodezze che mettevano in campo.
La cosa che lo faceva eccitare maggiormente era la vista della fica da dietro, una fica totalmente depilata, con le labbra carnose ben in vista.
Quel momento lo faceva impazzire e a volte lo faceva esplodere in un orgasmo incontrollato.
Si stava esercitando a controllare la sua eiaculazione, a goderne meglio, ma la vista della fica che sbucava tra le cosce, vederla aprirsi da dietro era qualcosa di paradisiaco.
Sognava di infilare il suo cazzo in quelle fiche, dopo averle leccate con ingordigia
È solo un ragazzo, pensò Giulio e sorrise rilassato nel vedere gli slip tesi e gonfi pronti allo scoppio.
Sotto il volto di uomo maturo si materializzò il ricordo della sua adolescenza, quando dai preti nemmeno toccarlo per lavarsi era ben visto.
Si ricordò dell’emozione provata quella volta in treno, quando fingendo di dormire accanto alla mamma spiava il seno della signora davanti che sobbalzava per gli scossoni.
Ripensò all’odore fortissimo di sesso che aveva inspirato quando era riuscito a sottrarre le mutandine alla figlia degli amici con cui erano in vacanza. L’odore di quegli slip lo poteva ancora sentire tanto era stata forte la suggestione che aveva provato.
Aveva soltanto 14 anni ma per lui quello era un ricordo vivo come fosse successo il giorno precedente.
Stavano giocando in camera da letto e si erano nascosti entrambi nell’armadio. Lui al buio aveva infilato la sua mano sotto il leggero vestito estivo di lei e, nonostante l’opposizione ricevuta, era riuscito a sfilare lo slip alla sua amica di giochi e se lo era portato velocemente al naso…mmm che delizia, che ebrezza, che erezione!!!
Se un’occasione così fosse capitata a lui, altro che slip gonfio!
Se lo sarebbe masturbato a sangue davanti al mondo!
Fu un attimo di puro ricordo adolescenziale, immediatamente sostituito da un’idea fulminea.
“Tesoro svegliati su, dai”, disse a Francesca.
Prese a baciarle l’incavo dell’orecchio lentamente con piccoli bacini umidi, per stuzzicare la sua libido.
Sapeva che a lei veniva la pelle d’oca quando le baciava così e infatti ben presto il capezzolo si indurì svettando sotto il nylon del costume.
“Ma che hai? Si sta tanto bene qui tranquilli in spiaggia, non mi dirai che ti è tornata ancora la smania? Sei veramente insaziabile, amore mio!!!”
Non le fece finire la frase che la afferrò per le caviglie e facendola scivolare sulla sabbia si sistemò in modo da favorire la visuale al ragazzo.
“Ho sempre voglia di te lo sai, fatti sbattere ancora un poco, dai fatti trattare fa grandissima troia. Voglio leccarti tutta, voglio sentirti godere come la più lussuriosa delle puttane”
Prese le bandane e legò i polsi strettamente alle cosce piegate per impedirle qualsiasi possibilità di movimento e con il reggiseno la bendò.
“Ora lo sai che succede vero? “
Lei stava già impazzendo alla sola idea, l’odore forte del suo sesso penetrava le narici di Giulio, ma non solo le sue. Sicuramente non solo le mie ridacchiò immaginando il volto del ragazzo che si stava godendo lo spettacolo.
“Oddio ma cosa le sta facendo?” pensò il giovane.
Intanto qualunque cosa fosse era incantato dalla visuale della sua fica.
Era senza peli, tranne che per il ciuffetto sopra e sembrava spaccata a metà. Era diversa da quelle che vedeva nei filmini porno che scaricava di notte. Sembrava più irregolare, meno gonfia, sembrava carne viva!
La mano rimaneva incollata sugli slip e l’elastico non dava respiro al suo povero cazzo duro.
Aveva paura di tirarlo fuori, gli stava venendo il pensiero che l’uomo lo avrebbe sentito mentre si segava forte.
“Certo che la mia donna è uno spettacolo qua sotto!”, pensava Giulio mentre si gustava quella fantastica veduta.
E iniziò a divaricare le sue labbra con questo pensiero, a mostrare l’apertura bagnata, per far ribollire il sangue nelle sue vene e in quelle del fortunato ospite.
Aveva l’intento di far godere come non mai due persone ignare l’una dell’altra. Francesca non sapeva di essere vista e il giovane “eros” non aveva sentore di essere stato avvistato.
In piedi davanti a lei, posò la mano a conchiglia sui genitali, prese a premere con il palmo della mano mentre le dita stuzzicavano i buchetti.
I primi sospiri giungevano un po’ strozzati e le mani legate di lei iniziarono a muoversi dal desiderio, alla ricerca di un nodo da sciogliere e nello stesso tempo da stringere ancora di più.
Si abbassò inginocchiato con il naso al suo sesso e con la punta della lingua divaricò le grandi labbra.
“Oddio oddio ma la sta leccando! Le sta leccando la fica!”, pensò il giovane.
Ipnotizzato da quello che stava accadendo sotto ai suoi occhi si ritrovò nudo con le due mani attaccate la cazzo. Iniziò a muoverle stringendosi in una morsa, immaginando fosse come entrare in una donna.
L’uomo si abbandonò completamente al piacere della sua donna, la lingua entrava e usciva veloce da lei, mentre le dita si introducevano e uscivano ricche di umori.
Lei mugolava di piacere, ansimava dal godimento, cercando di muovere il bacino scopando la sua lingua. Troppo intenso pensò l’uomo, devo rallentare o non raggiungerò il mio scopo.
“E dai ti prego non ti fermare, dai”, implorava Francesca, muovendosi più freneticamente, alla spasmodica ricerca del piacere.
Giulio adorava la sua donna in calore, quando ormai al posto del cuore le pulsava solo la fica, quando nulla proprio nulla era più importante che concedersi e godere, perdendo completamente il controllo.
A Francesca si annebbiava la vista, la razionalità. I freni inibitori sparivano e si sarebbe fatta scopare anche da una creatura mostruosa, da un moderno minotauro.
Giulio ne era convinto ed era eccitatissimo all’idea di verificarlo adesso.
“Oddio oddio ma che fa? Si è fermato, ma è pazzo!”, pensò il ragazzo ignaro di quello che sarebbe successo di lì a poco e ormai prossimo a venire.
La scena che vide subito dopo lo accompagnò per mesi mentre si masturbava al suo ricordo.
“Devi meritarlo quello che vuoi, devi meritarlo” quello era uno dei loro giochi preferiti.
Si avvicinò alla bocca che lei aveva già spalancato e fece sparire il suo cazzo fino in fondo.
Lui si mise lateralmente e prese a scoparla forte in bocca. Ogni tanto si fermava ansante e le tappava le narici rimanendo immobile dentro alla bocca calda.
Il ragazzo era incantato dalla scena che si stava materializzando agli occhi, gli tremavano le ginocchia per il godimento furioso che stava provando, e riprese immediatamente a masturbarsi perché’ la visione del corpo della donna, con il sesso esposto e la cappella del suo uomo che le pompava in bocca era insopportabile.
Il cazzo era durissimo, lo spingeva a fondo nella bocca e la voglia di venirle dentro diventava urgente, ma ancora voleva vedere il ragazzo come avrebbe fatto godere la sua donna con la lingua.
“Brava, te lo sei meritato il tuo piacere” disse alla donna mentre scendeva nuovamente verso le gambe.
La slegò e mettendo le braccia sotto i fianchi la sollevò all’altezza della bocca . Si fece ancora più prossimo allo scoglio, e iniziò a succhiare il clitoride della donna. Piccoli succhi profondi e lunghe leccate umide. Lentamente introdusse un dito e non smise mai di leccare le grandi labbra e il suo grilletto. Ogni tanto emergeva da quella apnea dolcissima per respirare prima di rituffarsi alla ricerca del piccolo clitoride duro come marmo, che si era ingrandito in erezione piena.
Il ragazzo si fece avanti, ormai certo che Giulio stesse facendo quello spettacolo per lui.
Francesca si contorceva, gemeva e infine emise dei gridolini di piacere e strinse fortemente le sue cosce fino a comprimere la testa del suo uomo.
A quel punto Giulio si riuscì a divincolare, si girò e con un cenno invitò il ragazzo ad unirsi a loro.
Non appena su sufficientemente vicino, gli afferrò il cazzo durissimo e lo infilò nella fica di Francesca, ancora pulsante per l’orgasmo appena raggiunto.
Il ragazzo iniziò a penetrarla con fortissime battute, mentre Giulio gridava alle sue orecchie: “Voglio che tu la faccia godere come non mai, voglio sentirla impazzire”.
“Guarda, guarda bene cosa sto facendo adesso” disse poi a voce alta, parlando contemporaneamente ad entrambe.
Ottenne un unico gemito forte, che percepì chiaramente composto da due voci differenti, una femminile ed una resa acuta dal continuo piacere che sformava la cappella del ragazzo. “guarda come le sfondo la gola”, e spinse il suo cazzo nella bocca di lei.
”Così piace a voi donne, vero? Così vi piace, essere sbattute profondamente, essere riempite fino al sentire che non c’è spazio per altro” ecco, adesso era chiaramente avvertibile dietro di lui l’ansimare del ragazzo, intenso, forte, animalesco.
La sua donna stava per godere e lui impazziva a sentire il corpo di lei contorcersi.
Il giovane la fece godere di un orgasmo intenso, non lasciandole la libertà di sfuggire ai colpi e alle dita abili. Poi uscì da lei e i fiotti caldi le ricaddero sulla schiena.
Giulio a quel punto le schizzò sul viso e con le mani le sparse il suo sperma tutto intorno alla bocca, l’aprì e si fece succhiare le dita sporche della sua eiaculazione
Sulla spiaggia il rumore del mare era un sottofondo ideale, una musica che rendeva il momento ancora più magico.
Una leggera risacca cullava attore e comparse dello spettacolo.
Giulio, appagato, soddisfatto della sua regia, si girò sulla schiena e prima di chiudere gli occhi spiò i movimenti lenti di un’ombra che alle sue spalle si allontanava silenziosa.
 
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