Lui & Lei
Lussuriosa per vocazione
21.02.2026 |
930 |
2
"Mi ha sganciato il costume e si è precipitato con la bocca sul mio seno mentre io mi toglievo lo slip..."
Giulia è il mio nome, questo lo so da sempre, ma chi realmente io fossi lo scoprii soltanto dopo.Probabilmente nella mia testa l’idea di fedeltà non aveva mai trovato casa, ma le convenzioni sociali, la morale, il comune senso del pudore, non mi avevano permesso di esprimere pienamente la mia personalità.
Cedere alla tentazione fu molto più facile di quanto lui, Gabriele, non avrebbe mai immaginato.
Sapevo da diversi giorni come sarebbe andata a finire.
Forse anche da diverse settimane, quando l’ho incontrato per la prima volta in ufficio.
Non lavoravamo allo stesso piano, ed era raro incontrare persone con cui non avessimo un progetto professionale in comune.
Proprio quel giorno era sceso al nostro piano per conoscerci.
Non appena i nostri sguardi si sono incrociati, ho capito quanto sarebbe stata pericolosa la sua presenza.
Mi sono sposata giovane, probabilmente troppo giovane, sicuramente molto innamorata, ma non amo la routine, sento il bisogno di stimoli continui, di novità, di adrenalina.
Ho sempre saputo che un giorno avrei desiderato altro.
Desideri che pensavo di poter reprimere facilmente.
Ma quando ho incrociato il suo sguardo, le certezze che mi ero costruita e che mi ero forzata a rispettare improvvisamente si dissolsero.
Così, quando ci hanno detto che a metà giugno si sarebbe tenuto un corso ad Ischia, in un grande hotel con piscina, già sapevo esattamente come sarebbe andata a finire.
Nei giorni precedenti la nostra partenza, i miei sentimenti erano contrastanti, ma intanto mi ero premunita, con uno shopping mirato, acquistando un guardaroba intimo da professionista.
Reggiseni neri e rossi che con l’apertura per far uscire i capezzoli ed esporli alla vista, perizomi trasparenti sofisticati, ma arrapanti al punto giusto, sottovesti corte trasparenti, con aperture sulla schiena che mettessero in evidenza le mie chiappe sode, frutto di ore di sacrificante allenamento.
Mentre mi dedicavo allo shopping ero stata avvolta da un misto di eccitazione e paura.
Ho pensato più volte di non andare al corso, di rinunciare all’ultimo minuto adducendo un malessere o un imprevisto improvviso.
Quando ho visto mio marito fischiettare tra sé nel nostro appartamento senza dubitare di nulla, mi sono sentita in colpa.
Ma il pensiero di rinunciare a quel seminario e a Gabriele mi sembrava impossibile.
Mi faceva impazzire.
Subito dopo il suo arrivo, mi sono sentita attratta dal suo carisma magnetico, tutto il suo corpo sembrava chiamarmi.
Provocavo mio marito per fare sesso con più frequenza del solito, questo perché mentre facevo l’amore con lui, vedevo Gabriele e immaginavo che fosse lui a penetrarmi.
In particolare se mi penetrava da dietro, non vedendolo, diventava facile pensare che i colpi ricevuti erano inferti da Gabriele.
Fin dal primo giorno del corso, un po’ per la bellezza della location, per il fascino dell’isola, per il carisma del mio collega, non sono stata capace di trattenermi e ho ceduto.
Siamo arrivati a metà pomeriggio e quasi tutti sono andati a cambiarsi per godersi la piscina al sole.
Ho indossato il mio nuovo bikini, che metteva particolarmente in risalto le mie curve, e ho sentito gli sguardi degli uomini su di me.
E lo sguardo di quello che aveva catturato la mia attenzione.
Dopo qualche bracciata rinfrescante, ci siamo seduti entrambi a bordo piscina, con i piedi nell’acqua.
Ogni tanto ci sfioravamo i piedi e ad ogni tocco il mio desiderio cresceva.
Per aumentare il contatto mi sono avvicinata e ho accostato la mia coscia alla sua, la mia spalla alla sua e, ridendo ad una sua battuta, ho anche appoggiato la mia testa sulla sua spalla.
Lui incoraggiato dai mieti atteggiamenti, mi aveva appoggiato una mano sulla coscia e mi aveva iniziato ad accarezzarmi, facendo apprezzamenti sulla mia pelle, morbido rivestimento di una muscolatura proporzionata e tonica.
Mi sentivo inebriata dall’eccitazione, il fiato iniziava a farsi più corto e una sorta di calore mi pervadeva l’intero corpo, che rispondeva agli stimoli sessuali provocando delle pulsazioni sulla mia fica.
Abbiamo chiacchierato di tutto e di niente, sapendo in cuor nostro come sarebbe andata a finire.
Passa del tempo, ci dicono che la cena sarebbe stata servita dopo due ore. Mi sono alzata, ho detto a Gabriele che sarei andata a prepararmi.
Mi ha seguita e siamo entrati nell’edificio.
Per arrivare alla sua stanza doveva passare davanti alla mia. Così, quando sono arrivata alla mia porta, ho semplicemente detto:
“Vieni”, e lui è entrato perché era la cosa più ovvia da fare.
Mi sono comportata come se tutto fosse normale, spiegandogli che volevo liberarmi dall’odore di cloro. Sono andata in bagno e lui mi ha seguita. Era un bagno con una doccia senza porta, in un angolo. Ho aperto il rubinetto e lasciato scorrere l’acqua sui capelli.
Lui si è avvicinato, l’ho stretto forte e ci siamo baciati.
Poi ho preso il sapone e ho iniziato a passarlo sulla sua schiena, infilando le mani all’interno degli slip.
Gli ho accarezzato i glutei e li ho pizzicati per sentire quanto fossero sodi.
Le mie mani non riuscivano a fermarsi, desideravano il cazzo, avevano voglia di sentire quanto fosse grosso, largo e duro
Il desiderio era stato troppo forte per troppo tempo.
Ho abbassato energicamente il costume e Il suo pene, duro, vivo e bellissimo, e apparso ai miei occhi in tutta la sua magnificenza.
Mi ha sganciato il costume e si è precipitato con la bocca sul mio seno mentre io mi toglievo lo slip.
Eravamo entrambi nudi, premuti l’uno contro l’altro.
Tutta questa attesa, questo desiderio represso, non ce la facevo più…
Mi appoggiata alla parete della doccia, con una gamba sollevata per offrirgli il mio sesso.
Lui si è stretto contro di me e mi ha penetrata e io ho approfittato del rumore dell’acqua per gridare il mio piacere.
Gli ho urlato che volevo che mi scopasse, che mi prendesse selvaggiamente, senza ritegno. Le sue spinte profonde e secche mi hanno sollevato nella doccia, il piacere immenso.
Spinto dal desiderio, mi ha girata e mi ha preso a pecorina, con l’acqua che mi scorreva lungo la schiena curva.
A ogni spinta, la mia estasi aumentava. Volevo essere la sua cosa, una marionetta piantata sul suo cazzo mentre mi penetrava.
Anche lui gridava di piacere ed è venuto per la prima volta.
Ci siamo asciugati e, ancora nudi, siamo tornati a letto.
Ha iniziato dai miei piedi, leccando le dita una ad una prima di passare ai polpacci e alle cosce, commentando la loro bellezza, tonicità, senza riuscire a smettere di baciarmi.
Il mio desiderio non accennava a diminuire.
Ha raggiunto rapidamente il mio sesso, ancora gonfio di piacere, e lo ha divorato con la sua lingua agile.
Gli ho premuto la testa tra le cosce per aumentare il piacere e arrivare ad un altro orgasmo.
Mentre stavo godendo stimolata dalla sua lingua, le sue mani mi hanno stretto i seni con una forza delicata che mi ha riempita di piacere.
Quando ho mormorato che non ce la facevo più, che volevo sentirlo ancora dentro di me, si è tirato su e mi ha penetrata.
Sopra di me, delicatamente, ha mosso il bacino avanti e indietro, riempiendo la mia fica con il suo pene avido.
Le nostre mani si sono unite e ho chiuso gli occhi, godendomi le sue spinte languide.
Sono venuta rapidamente, completamente abbandonata tra le sue braccia.
Ma non aveva intenzione di fermarsi lì…
Mi ha girata e messa a quattro zampe sul letto.
Ha giocherellato con le dita sul mio clitoride, usando il liquido del mio orgasmo per penetrarmi meglio i glutei.
Sorpresa all’inizio, il mio desiderio per lui e il mio perenne desiderio di arrendermi mi hanno fatto iniziare ad apprezzare questo nuovo tipo di carezze.
Quando ha sentito che ero pronta, ha spinto delicatamente il suo pene tra le mie natiche desiderose.
Stavo assaporando quel piacere per la prima volta e morsi le lenzuola per non urlare di gioia.
È venuto allora di nuovo, in quello spazio precedentemente vergine.
Passavano i giorni della settimana, ma la nostra fame no, non passava.
Facevamo l’amore ovunque, in qualsiasi modo, nella mia stanza, nella sua, in bagno, non ne avevo mai abbastanza di lui e non pensavo più a mio marito.
Amavo che mi prendesse da dietro, da davanti, in piedi, sdraiata sul mio tappeto, nell’ingresso della camera da letto o nell’ascensore quando il desiderio non poteva aspettare…
Quando sono tonata a casa, mio marito è stato felice di vedermi fresca e rinvigorita e mi ha spogliata senza darmi il tempo di aprire i bagagli. Mi ha scaraventata contro la parete dell’ingresso e mi ha penetrata con vigore.
Il mio sesso e le mie natiche erano ancora pesanti per i tanti e deliziosi assalti che avevano subito, facevo fatica a camminare con le gambe unite, ma soprattutto facevo fatica a non pensare a Gabriele e alla nostra osmosi sessuale.
Fortunatamente, ho incontrato presto Filippo, alto, fisico da atleta, occhi verdi penetranti e una carnagione ambrata meravigliosa.
Un filo di barba scura, curata e un sorriso aperto, accattivante.
Mi avevano parlato già di lui alcune colleghe, ma quando lo vidi per la prima volta fui catturata dal suo fascino magnetico.
Si era appena unito a un progetto nel nostro team e avremmo dovuto trascorrere tre giorni insieme in Germania per incontrare dei clienti.
Sospirai, sapendo benissimo che, anche se volevo credere che non fosse così, sapevo benissimo come sarebbe finita…
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Lussuriosa per vocazione :

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
