trio
Sottomissione con sorpresa
28.03.2026 |
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"“Non è finita, lurida puttana, ” mi disse, afferrando il mio polso e trascinandola verso la camera da letto..."
Rimasi lì, in piedi in mezzo al soggiorno, il respiro affannoso e il corpo ancora tremante per il desiderio insoddisfatto.La gonna alzata e gli slip spostati mi facevano sentire esposta, vulnerabile, ma anche eccitata.
Il culo mi pulsava, desideroso di essere riempito, e la figa bagnata mi scottava, chiedendo attenzione.
Federico si era allontanato, lasciandomi in sospeso, con il cuore che batteva all’impazzata e la mente che cercava di anticipare i suoi prossimi piani.
“Dove stai andando?” gli chiesi, la voce roca per il bisogno.
“Non puoi lasciarmi così.”
Lui si voltò lentamente, un sorriso enigmatico sulle labbra.
“Mia lurida puttana, non ti sto lasciando, sto solo preparando una sorpresa speciale per te. Qualcosa che ti farà urlare il mio nome ancora più forte.”
Deglutii, il corpo già teso in attesa fu pervaso da un formicolio strano, che a volte provavo contemporaneamente all’orgasmo.
Sapevo che con Federico non c’erano limiti, che ogni volta spingevano oltre, esplorando desideri sempre più sporchi, alzando l’asticella sempre più in alto.
Lui ha un’irrequietezza sessuale che mi intriga, un’insoddisfazione perenne, sempre alla ricerca di qualcosa ancora più trasgressivo.
Essere messa continuamente alla prova in fondo genera anche in me una forma di eccitazione, data dalla sfida, dalla competizione. Un’adrenalina che si produce dal pericolo, quello che la routine quotidiana non è in grado di farti avere.
Mi mordicchiai il labbro inferiore, immaginando cosa avesse in mente.
Lui scomparve in soggiorno, lasciandomi sola con i miei pensieri e il mio desiderio crescente. Mi guardai intorno, il cuore che batteva all’impazzata.
Pochi minuti dopo, Federico tornò, un’espressione determinata sul volto.
In mano aveva un frustino di pelle nera, che fece scorrere tra le dita con un gesto lento e deliberato.
Sentii un brivido percorrermi la schiena.
Sapevo cosa significava quella cintura e istintivamente iniziai a masturbarmi la fica.
Inserendo due dita sentii quanto fosse bagnata e spinsi con decisione. Poi toccai il clitoride e lo strofinai per aumentare l’eccitazione, già molto alta.
Stavo già per venire e fermai la mia mano.
“Vieni qui,” mi ordinò lui, la voce profonda, calda e al tempo stesso autoritaria, imperativa.
Mi avvicinai, gli occhi fissi sui suoi, il corpo già pronto a obbedire.
Federico mi afferrò per il polso, strattonandomi verso di sé, e mi spinse con forza contro il tavolo del soggiorno.
La gonna si alzò ulteriormente, esponendo il mio culo nudo e la figa bagnata.
“Sei pronta a fare la brava ragazza? A ubbidire ad ogni mio volere incondizionatamente?” mi chiese, la voce carica di promessa.
Annuii, il respiro già affannoso.
“Sì,” sussurrai, desiderosa di qualsiasi cosa avesse in mente.
Non disse altro.
Sollevò il frustino e lo fece scendere con un colpo secco sul suo culo.
Il dolore si mescolò al piacere, facendomi gemere.
La pelle mi bruciò, ma il calore si diffuse rapidamente, trasformandosi in un’ondata di eccitazione.
“Ancora,” mormorai, spingendo il culo verso di lui.
Federico sorrise, soddisfatto della sua reazione, e colpì di nuovo, questa volta con più forza.
Il suono del frustino che fischiava nell’aria e il contatto con la mia pelle mi fecero tremare. Gemetti, il corpo arcuato, il culo offerto mentre il piacere cresceva con ogni colpo.
“Sei una puttana così brava,” mi sussurrò, la voce calda e piena di desiderio.
“Ti piace essere punita, vero? Ti piace sentire il dolore che si trasforma in piacere?”
“Sì,” ansimai, il corpo già sudato.
“Mi piace. Mi piaci tu, Mi piace tutto ciò che fai. Sono la tua schiava, la tua sottomessa. Tu sei il mio padrone, Il mio angelo e il mio demone.”
Il demone mi colpì di nuovo, questa volta più in basso, vicino alla figa.
Oddio il dolore mi fece emettere un urlo e la figa si fece più pulsante, bagnata e pronta, e il culo mi chiedeva di essere riempito.
“Basta,” disse improvvisamente, posando il frustino sul tavolo.
“Ora è il momento di darti ciò che desideri davvero.”
Mi voltai, gli occhi pieni di desiderio. Lui mi afferrò i fianchi, tirandomi verso di sé, e senza preamboli, mi infilò due dita nella figa bagnata.
Che immenso piacere, il mio corpo si arcuava per incontrare il suo tocco.
“Sei così stretta,” mormorò, pompando le dita dentro di mi con forza.
“Così calda e bagnata. Sei pronta per il mio cazzo, lurida puttana?”
“Sì,” ansimai, il corpo già sul punto di esplodere. “Ti prego, scopami subito. Adesso. Ho bisogno di te.”
Estrasse le dita, leccandole con un gemito di approvazione, e si slacciò i pantaloni, liberando il suo cazzo duro e pulsante.
Impazzii guardandolo, gli occhi pieni di desiderio, mentre lui si posizionava dietro di me.
“Questa volta,” le sussurrò all’orecchio, “ti scopo il culo. Voglio sentire il tuo buco stretto che mi avvolge, che mi succhia dentro.”
Tremai, il corpo già pronto.
Mi aveva sempre eccitata all’idea di essere scopata nel culo, ma con lui era diverso. Con lui, ogni esperienza era più intensa, più profonda.
Si abbassò e mi leccò in modo da prepararmi bene alla penetrazione.
Afferrò il suo cazzo, guidandolo verso il buco stretto.
Trattenni il respiro, il corpo teso in attesa. Poi, con un movimento lento e deliberato, lui mi penetrò, il cazzo che scivolava dentro di me, riempiendola completamente.
Urlai, il piacere che mi travolse come un’onda.
Il culo mi si contrasse intorno al suo cazzo, stretto e avvolgente, mentre lui iniziava a pomparmi con forza.
“Oh, cazzo,” gemette, la voce roca per il piacere. “Sei così stretta, zoccola. Il tuo culo mi sta succhiando dentro.”
“Guarda,” mi sussurrò, afferrandomi il mento e girando il mio volto verso lo specchio sulla parete.
“Guarda quanto sei puttana. Guarda come ti scopo il culo, come ti riempio di cazzo.”
Guardai, gli occhi pieni di desiderio. Vidi mi stessa, la gonna alzata, il culo offerto, e Fede dietro di me, il cazzo che entrava e usciva dal mio buco stretto.
Adoro vedere quando mi scopano, vedere l’intensità dei movimenti, le espressioni dei volti trasformati dall’eccitazione.
Nel momento dell’apice dell’eccitazione nello specchio appare l’essenza di ognuno di noi, senza barriere inibitorie, senza preconcetti.
Quella che vedevo era un’immagine che mi eccitò ancora di più, il corpo già sul punto di raggiungere l’orgasmo.
“Non venire,” mi ordinò lui, leggendo nella mia mente.
“Non ancora. Ho altri piani per te.”
Estrasse il cazzo dal culo, lasciandomi vuota e desiderosa.
Mi voltai, gli occhi pieni di domanda, ma lui sorrise, enigmatico.
“Non è finita, lurida puttana,” mi disse, afferrando il mio polso e trascinandola verso la camera da letto.
“Ho qualcos’altro in mente per te.”
Lo seguì, il corpo tremante per il desiderio insoddisfatto.
E mentre entravo nella stanza, vidi che non era sola.
Due uomini, amici suoi, erano sdraiati sul letto, gli occhi pieni di desiderio mentre mi guardavano.
Sentii il cuore accelerare, il corpo già pronto per ciò che stava per accadere.
“Ho pensato che avresti apprezzato un po’ di compagnia,” mi disse, un sorriso malizioso sulle labbra.
“Questi sono i miei amici. E oggi, lurida puttana, sarai il loro giocattolo.”
Deglutii, il corpo già eccitato all’idea, era più di quanto mi aspettassi.
Ero impreparata e per questo più eccitata che mai.
“Vieni qui,” mi ordinò, spingendomi verso gli uomini.
“Mostra loro quanto sei puttana, quanto sei brava.”
Mi avvicinai, gli occhi bassi, il corpo offerto.
Non ero preparata, ma sapevo cosa si aspettavano da me, e non volevo deludere le loro aspettative, non volevo deludere in primo luogo quelle di Federico.
Uno degli uomini mi afferrò i capelli, tirandomi verso di sé, e mi infilò il cazzo in bocca.
Lo succhiai con avidità, il gusto del pre-sperma che mi riempiva la bocca mentre l’altro uomo mi si posizionava dietro, pronto a scoparla.
Lui si sedette su una poltrona, osservando la scena con un sorriso soddisfatto.
“Ecco la mia piccola puttana,” disse, la voce carica di orgoglio. “È tutta per voi.”
Gemetti intorno al cazzo che mi riempiva la bocca, il corpo già pronto per essere scopato, usato, riempito di cazzo.
Sapevo che quel pomeriggio sarebbe stato indimenticabile, che avrei raggiunto piaceri mai provati prima.
Il primo uomo mi penetrò con forza la fica, io girai lo sguardo carico di piacere, sorrisi a Federico e vidi si stava masturbando mentre si gustava la scena.
Seduto su un'altra poltrona anche l'altro uomo si stava masturbando.
Poi si alzò e si avvicinò a Federico.
Lo prese per la nuca e gli schiaffò il suo enorme cazzo in bocca, come a soffocarlo.
Quella scena accentuò il mio piacere e raggiunsi un orgasmo inebriante, intenso, profondo…non capii più nulla da quel momento e quello che accadde dopo non lo ricordo più.
Ricordo soltanto che quello è stato il momento in cui il legame stretto con Federico diventò così forte come non lo era mai stato prima.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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