Lui & Lei
IL PASSATO RITORNA
hairfire
31.12.2025 |
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"Si distese sul corpo dell’uomo, continuando con le carezze ed inebriandosi del suo profumo..."
Prima di leggere questo racconto, vi consiglio di leggere “Viaggio nel passato”.Al risveglio, dopo quella notte di fantastica masturbazione, Alessandra non riusciva a staccare la mente da quei ricordi di anni trascorsi nella solitudine. Dopo quel periodo, nella sua vita era entrato Luigi, il primo uomo, dopo tanto tempo, a risvegliare in lei la voglia di un rapporto serio e coinvolgente. Ma quella mattina la sua mente era distolta da quella notte. Con un giovane che l’aveva riportata al piacere. La provocazione che lei fece, il grande cazzo che entrava dentro di lei, provocandole un piacere sopito da tanto tempo.
Andò in cucina per preparare la colazione. Le venne in mente la mattina successiva, quando assistette al pasto mattutino di Valerio, seduta sulle sue ginocchia, entrambi nudi e incuranti del mondo intorno. Soprattutto senza minimamente pensare che suo figlio Luca si sarebbe potuto svegliare e sorprenderli.
Dopo aver sorseggiato il caffè andò a prepararsi: doccia, crema da corpo e, soprattutto, depilazione accurata della fica. Un rito che anticipava la vestizione. Quella mattina decisa di omettere di indossare l’intimo. Niente perizoma e reggiseno. Quarta misura libera di muoversi sotto la stoffa. Indossò una tuta molto scollata, dalla stoffa leggera, rosso amaranto, cintura nera a decorare i suoi fianchi. Tacco alto ma comodo, soprabito beige. Era semplicemente perfetta. Uscì. Destinazione il centro commerciale.
Iniziò, come sempre, un giro distratto per i negozi. Le scarpe erano la sua passione, ma anche abbigliamento giovanile, ornamenti per la casa. Insomma, il suo girovagare senza meta la faceva stare bene. E quando il caso la fa da padrone…, ci mette sempre lo zampino…
Stava entrando in un negozio di costumi da bagno, quando si sentì chiamare. In lontananza vide un uomo, capelli corti, barba apparentemente incolta. Un bell’uomo insomma. Mentre si avvicinava riconobbe Valerio. Erano passati vent’anni ormai. Era un uomo fatto e finito. Elegante nel portamento. Non aveva più l’aspetto del ragazzino di quando frequentava suo figlio Luca. Fu un tonfo al cuore. Sembrava fatto apposta. La sua mente era dedicata a lui e lui si era materializzato. Uno scherzo del destino.
Lo abbracciò e, dopo una breve chiacchierata, gli disse che stava entrando per cercare un costume per l’estate che stava arrivando. Sembrava una ragazzina. Lei, donna matura, in cui i segni del tempo erano visibili e che le davano un tocco di magnifica femminilità. Erano passati vent’anni da quella notte, ma sembravano passate venti ore. I capezzoli si erano induriti e la fica si era bagnata. Valerio si offrì di accompagnarla con molto piacere. E con molto piacere Alessandra accettò di essere accompagnata.
Fu così che cominciò un tour fra gli espositori. La loro attenzione si posò su una serie di costumi di varie fantasie. La donna ne scelse due e si diresse verso i camerini, sempre accompagna dal giovane uomo. Chiuse la tenda e solo in quel momento realizzò che l’abbigliamento non la aiutava in una prova comoda. Sorrise. Non voleva perdere quella occasione di gioco.
Si liberò completamente della tuta e indossò il primo costume, molto succinto, con slip allacciato da sottili laccetti laterali e un reggiseno che copriva appena i capezzoli. Aprì la tenda e per poco a Valerio non prese un infarto nel vederla così provocante. Alessandra se ne accorse ma non fece nulla per coprirsi. Chiese a Valerio di passarle l’altro costume e richiuse la tenda. Forse accidentalmente o forse volutamente, il camerino rimase visibile dall’esterno. Il giovane uomo se ne accorse e ne approfittò, mettendosi a favore di visuale dello specchio che rifletteva la figura meravigliosa della donna. Forse presa dalla prova, magari no, lei non sembrava essersi accorta della vista che offriva fuori dal camerino. I loro occhi si incrociarono, in un silenzio carico di eccitazione. Rimase ferma davanti allo specchio, guardando fuori con aria di sfida. Lui tenne lo sguardo accettando quella tacita proposta di prendere una strada che entrambi sapevano dove avrebbe portato.
Sempre in silenzio e sempre senza staccare gli occhi da Valerio, Alessandra si slacciò prima il reggiseno, poi i laccetti dello slip. Indossò nuovamente la tuta, confermando all’uomo che era senza biancheria intima, disponibile al tocco delle sue mani e del suo corpo.
Mentre si avvicinavano alla cassa, Alessandra vide, su un manichino, un copricostume nero, corto, fatto a mantello, allacciato davanti. Decise di comprare anche quello. Nell’uscire dal negozio, si accorsero che il tempo era volato. Valerio aveva un appuntamento di lavoro e doveva separarsi. Di getto Alessandra decise di invitarlo a cena quella sera. Sarebbe stata da sola e le avrebbe, ovviamente, fatto molto piacere. Valerio non si fece certo pregare. Si separarono.
Alessandra si catapultò in macchina, destinazione casa. Per un attimo si pentì dell’invito fatto al giovane uomo. Sapeva come sarebbe andata. Pensò per un attimo a Luigi, il suo uomo. Non aveva mai fatto riflessioni per un altro. Fino a quel momento almeno. E come era venuto quel momento, altrettanto velocemente venne rimosso.
Arrivata a casa, si spogliò in un attimo, fece una doccia, si coccolò con una crema, questa volta profumata. Guardò il letto, su cui erano stati appoggiati gli acquisti del pomeriggio. Mise in ordine i costumi, poi tirò fuori la mantella nera. La guardò meglio. Le piaceva, appoggiata sulle sue spalle, abbottonata completamente davanti, otto bottini chiusi ad avvolgere il corpo, coprendolo qualche centimetro sotto il culo. La stoffa leggerissima, con un giusto gioco di luce, creava una trasparenza eccitantissima. I capezzoli erano di marmo. La fica depilata un premio a cui mirare. Dietro era ben visibile il solco fra le natiche, pronto per essere ammirato.
Non si accorse che il tempo era volato. Era rientrata con l’idea di preparare qualcosa per cena e non l’aveva messa in pratica.
Guardò nuovamente la sua immagine riflessa nello specchio. Aprì tre bottoni sopra e due sotto. La scollatura giocava con il seno. Sotto lo spacco avrebbe potuto mettere in mostra la fica, pulita, bagnata, invitante.
Al suono della porta ebbe un sussulto, quasi fosse stata svegliata da un magnifico sogno.
Non si preoccupò minimamente di cambiarsi. Rimase con il mantello e si diresse alla porta. Alla vista di Valerio ebbe la tentazione di coprirsi. L’uomo la trattenne, si avvicinò. Le loro bocche si incollarono in un bacio carico di eccitazione. Le lingue si cercavano. Le mani dell’uomo accarezzavano il corpo nudo di Alessandra attraverso la stoffa sottile del mantello. Sembravano una cosa sola sotto una campana di vetro. La cena era un proposito passato in secondo piano. Lei si impadronì della cintura dei pantaloni. Abbassò la cerniera. Prese in mano il cazzo del suo amante, duro, marmoreo, voglioso della attenzione della donna.
La bocca di Alessandra si impadronì del giocattolo. La sua bocca lo fece entrare tutto, succhiandolo, leccandolo, bagnandolo. Non smetteva. Valerio accarezzava il corpo della donna, il seno e, soprattutto, la fica.
Lo prese per mano. Andarono in camera da letto. Alessandra ricominciò quel meraviglioso pompino, cercando di non far esplodere quel missile di carne. Lo voleva dentro di lei ma, allo stesso momento voleva gustarselo in bocca.
Anche Valerio volle giocare con la fica della donna. Anche lui dimostrando una certa esperienza nel ritardare l’orgasmo dell’amante.
Alessandra si alzò, si mise a cavallo di Luca tenendo in mano il suo uccello. Lo guidò dentro di lei, esattamente come vent’anni prima. E, come vent’anni prima, iniziò una danza lenta, dominante. Voleva venire dolcemente, come piaceva a lei. Esplose in un orgasmo dolce ma intenso. La sua voce lo accompagnava. Non voleva finisse. La sborra di Luca innondò li fica della donna, portandola ad un secondo incredibile orgasmo, questa volta molto più intenso e violento.
Si distese sul corpo dell’uomo, continuando con le carezze ed inebriandosi del suo profumo.
Rimasero immobili per un tempo infinito. Poi il gorgoglìo della fame si fece sentire. Come in un dejavù, entrarono in cucina, nudi, sudati. Alessandra aprì il frigo, ma il frigo era vuoto. Si guardarono in faccia e decisero di uscire. Erano solo all’inizio.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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