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NON SOLO SCI


di Membro VIP di Annunci69.it hairfire
17.01.2026    |    163    |    3 9.4
"Guardò i balconi del residence e notò la figura di un uomo affacciato al balcone..."
Era iniziata una splendida giornata. Luisa si era appena svegliata. Un magnifico risveglio, accolta con al visione delle montagne imbiancate da una abbondante nevicata notturna, che aveva lasciato il posto ad un limpido sole mattutino, libero di colorare di rosso la neve. Un panorama mozzafiato. La settimana bianca che Luisa e Giuseppe stavano trascorrendo, correva veloce, troppo veloce. Era già mercoledì ed il tempo volava.
Il piccolo appartamento preso in affitto dalla coppia, si affacciava sulla piazza del paese, una piccola bomboniera immersa nelle montagne trentine. Si erano ritagliati una settimana di ferie, da vivere senza pensare. Mattina sugli sci, pomeriggio in una spa in cui rilassarsi in totale libertà. Fu Giuseppe ad alzarsi per primo. Barba, doccia e bonaria sgridata alla sua compagna, ancora immersa nel caldissimo piumone che proteggeva la sua magnifica nudità.
Luisa era una donna matura, per la quale il tempo sembrava essersi fermato. Corpo con qualche segno del tempo che la rendeva sempre tremendamente sexy. Lei non faceva nulla per nascondere questa sua caratteristica, anzi.
Gli accordi con il suo uomo erano molto stimolanti: bandita la biancheria intima. Assenti sempre perizoma e reggiseno. La sua quarta si un seno granitico disegnava una siluette sensuale e provocante.
Si alzò. Anche per lei doccia e trucco leggero. Uscì dal bagno, manco a dirlo, splendidamente nuda. Mentre Giuseppe indossa pantaloni e maglia termica, Luisa una maglia da pelle bianca, leggerissima, trasparentissima e salopette. Andarono a fare colazione. Dai lati di quest’ultimo indumento, si poteva vedere molto distintamente il disegno del seno. Sembrava, ma forse no, non esserne accorta. Giuseppe sapeva che non era così. La sua donna stava giocando con il suo splendido corpo, senza nasconderlo, anzi, permettendo a chi voleva lei, di godere dello spettacolo.
Finirono di prepararsi. Luisa aveva la quotidiana lezione individuale di sci. Si separarono. La donna prese la funivia con Gustav, il maestro. Era un uomo dall’età indefinita, ma sicuramente sinonimo di tanta esperienza. Il volto segnato dal freddo pungente gli conferiva un fascino quasi irresistibile, che tanto piaceva alla sua allieva. Durante la sessione presero una seggiovia e Luisa cominciò il suo gioco. Appena seduta, aprì la giacca a vento con la scusa di cercare il cellulare per chiamare il compagno. Non si preoccupò minimamente di richiudere la giacca, offrendo al maestro la visione parziale del seno in trasparenza. Non sentiva minimamente il freddo pungente che accompagnava quella magnifica giornata di sole.
Continuarono la lezione, ma qualcosa era cambiato. Almeno nell’atteggiamento di Gustav, al quale non era sfuggita l’immagine, seppur coperta parzialmente, del seno della sua allieva durante la risalita. Correggeva diligentemente i difetti di movimento della allieva, ma, spesso si avvicinava a lei con la scusa di mostrarle la corretta postura. Le si metteva dietro, quasi in un contatto intimo, assumendo le posizioni corrette. Per farlo, doveva necessariamente avvicinarsi, quasi abbracciandola, accarezzando le braccia nascoste dalla giacca a vento, aderendo alla schiena della donna, facendo sentire distintamente il membro ormai teso e voglioso.
Luisa non si sottraeva a quel tocco, anzi. Appena sentiva il corpo dell’uomo, spingeva il culo indietro, a cercare la sua eccitazione. Ogni occasione era buona per una verifica della posizione sugli sci. Ogni occasione era buona per sentire il cazzo del maestro che reclamava quell’attenzione particolare.
Al termine della lezione, si fermarono al rifugio per una meritata pausa. Andarono in bagno, molto affollato. Lui uscì prima dalla toilette e andò verso un tavolo, non prima di uno sguardo d’intesa con la sua allieva; la quale, una volta entrata nel bagno, si slacciò la salopette, si sedette per fare al pipì, ma, invece di riallacciare completamente, chiuse solo la parte dei pantaloni, lasciando libera alla vista quella trasparenza birichina sotto la maglia. Si rimise la giacca e raggiunse Gustav tenendo la casacca chiusa con le braccia, si accomodò davanti a lui e ordinarono un bombardino. Una volta arrivata la consumazione, Luisa fu costretta, ma nemmeno tanto, ad usare un braccio per prendere il bicchiere. La giacca a vento si aprì parzialmente. L’uomo poté così godere della vista completa della quarta misura di Luisa. La trasparenza della maglietta, rendeva quel momento sensualissimo. Il cazzo di Gustav premeva sotto i pantaloni da sci. L’eccitazione era palpabile. Rimasero seduti un po’, senza fretta. Almeno lei non ne aveva. Lui le chiese un appuntamento, lei declinò confessando di essere sposata. Lei propose comunque di vedersi alla spa del residence nel pomeriggio. Lui accettò senza pensarci due volte. Entrambi sapevano che, nei centri benessere di montagna, l’accesso era obbligatoriamente completamente nudi. Si misero d’accordo per il primo pomeriggio.
Come d’accordo, Gustav arrivò al residence, chiedendo di Luisa alla reception. Lei fu avvertita telefonicamente. Dovevano trovarsi dentro la spa dopo pochi minuti. L’uomo entrò nello spogliatoio, si spogliò completamente e si cinse i fianchi con un piccolo asciugamano. Successivamente prese possesso di un lettino, aspettando la sua allieva che non tardò ad arrivare. Cinta da un accappatoio, si adagiò su un lettino vicino a Gustav. Si scambiarono inutili convenevoli. Entrambi aspettavano che l’altro facesse la prima mossa. L’unica cosa che fu chiara fin da subito era che la donna era sola. Giuseppe era ancora sugli sci.
Luisa si alzò, invitando il maestro ad andare con lei in sauna. Ma prima passaggio in doccia. Gustav si liberò dell’asciugamano, mostrando un cazzo di una certa dimensione e già sulla strada della massima eccitazione. Lei rimase colpita, percependo l’umidità della sua fica che si stava caricando di umori. A sua volta si tolse l’accappatoio, mostrando tutto il suo splendore di donna; il suo fisico minuto, le gambe perfette, il culo tondo e granitico, il seno che, a dispetto dell’età, si mostrava sodo da far invidia ad una ventenne. Sotto l’acqua cominciarono i primi tocchi. Poi lui aiutò lei ad asciugarsi, sfiorando le tette e i capezzoli già duri e desiderosi di attenzione. Lei aiutò lui accarezzandone il torace muscoloso e tonico, senza dimenticarsi di quel totem meraviglioso, oggetto di tocchi delicati, sensuali e vogliosi. Entrarono nella sauna e, subito, si cercarono. Le bocche fameliche si incollarono, le mani coprirono reciprocamente i loro corpi, cercando ogni centimetro di pelle. Le mani di lui si concentrarono sui seni di; lei, con un tocco deciso ed esperto, sul cazzo di lui. L’uomo si sedette, la donna si mise davanti senza perdere il contatto con quell’asta di carne. La accarezzò con dolcezza, prima con una poi con due mani, con un movimento dall’alto al basso, andando a cercare i punti di godimento di Gustav, appoggiato alla parete con gli occhi chiusi, in estasi. Momento che divenne assolutamente eccitante quando la donna lo prese in bocca, giocando con la lingua e succhiandolo con voglia.
Le esplose in bocca con una quantità incredibile di sborra. Luisa ingoiò tutto senza perderne una goccia. Si guardarono e incollarono le loro bocche. Le lingue si cercavano fameliche, scambiandosi gli umori maschili che ricoprivano la bocca di lei. Il caldo, però, la faceva da padrone e divenne un compagno insopportabile. I due amanti uscirono, si rifecero la doccia questa volta rimanendo incollati l’uno all’altra e raggiunsero nuovamente i lettini. Luisa, però, non era soddisfatta.
Dopo un breve relax sui lettini, durante il quale le mani furono protagoniste di continue provocazioni, fatte di tocchi e carezze ora sui seni di lei, ora sul cazzo di lui, per finire sulla fica carica di umori, la donna si alzò, si liberò nuovamente dell’accappatoio, si fece ammirare dall’amante tendendogli la mano. Si immersero nell’acqua calda della piscina, attraversando il passaggio che portava all’esterno. Si ritrovarono soli, con la luce del tramonto che colorava le montagne di rosso, nudi, nel calore dell’acqua.
Gustav rimase leggermente indietro per ammirare i movimenti del corpo della donna, estremamente femminili e dolcissimi. Le si avvicinò da dietro, abbracciandola e facendole sentire il cazzo ormai durissimo e pronto per dare e ricevere piacere.
Luisa si girò, agganciò con le gambe il corpo del maestro, prese in mano quel ben di Dio e ricominciò a giocarci con le mani per farlo diventare più duro. Le bocche si cercarono di nuovo, questa volta con estrema dolcezza. Quando lei decise che era pronto, guidò il cazzo dentro di lei, rimanendo allacciata a Gustav. La lenta entrata nella fica bagnatissima fu molto facile. Cominciarono la loro danza, soli nell’acqua, senza preoccuparsi di eventuali curiosi. I volti accarezzati dalla fredda brezza serale, i corpi protetti dal calore dell’acqua. I movimenti erano lenti, quasi a voler ritardare il più possibile l’orgasmo. Non ci volle molto, però, per far godere Luisa, che strinse ancora di più le gambe attorno alla schiena di Gustav. Emise un suono dolcissimo, a testimoniare quanto le stesse piacendo quel momento.
L’uomo non si fermò. La fece girare, sollevò leggermente il suo corpo e spinse ancora il suo cazzo nella fica della magnifica donna che stava possedendo. A lei mancò per un attimo il respiro, ma solo per un attimo. Lo stimolo della posizione era massimo. Cominciarono una danza frenetica, figlia appunto delle sensazioni estreme che stavano provando. Cercarono entrambi di ritardare l’orgasmo, alternando momenti frenetici a momenti di dolcezza infinita. Non volevano smettere.
Intanto l’oscurità li stava avvolgendo. Erano illuminati solamente dalle luci della piscina. L’orgasmo arrivò, violentissimo e magnificamente bello. Luisa urlò tutto il suo godimento senza ritegno, accogliendo la sborra del maestro, abbondante dentro di lei. Anche lui non nascose il suo orgasmo mentre si scaricava nella fica della sua allieva.
Rimasero abbandonati nell’acqua, abbracciati e con le bocche incollate in un bacio meraviglioso e molto intenso.
Luisa si guardò intorno, ammirando il panorama delle montagne scure per la sera che intento era arrivata. Guardò i balconi del residence e notò la figura di un uomo affacciato al balcone. Guardò con maggiore attenzione ed ebbe la conferma che era Giuseppe. Sicuramente aveva assistito al rapporto e un po’ le dispiacque.
Uscirono dall’acqua si coprirono e si allontanarono dalla spa. Gustav nello spogliatoio, Luisa verso l’ascensore che la portava nell’appartamento, non prima di un ultimo intensissimo bacio. Si diedero appuntamento per l’indomani.
Arrivata al piano, bussò alla porta. Giuseppe aprì. La vide, bellissima, sensualissima, coperta, nemmeno tanto, dall’accappatoio. Le spalle scoperte, la scollatura profondissima, i lembi dell’accappatoio tenuti insieme dalle mani a livello dell’ombelico. Le gambe erano quasi del tutto scoperte. Era chiaro che voleva farsi perdonare dal suo uomo.
Liberò le mani, mostrandogli il suo magnifico corpo. Entrò, rimase nuda davanti a lui, si baciarono, suggellando il perdono da parte del compagno. D’altronde l’aveva sempre lasciata libera di trovare piacere quando voleva. L’amava troppo per metterle dei paletti. In ogni caso, si amavano immensamente e questo bastava.


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