Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Lui & Lei > Senza consenzo Cap.2
Lui & Lei

Senza consenzo Cap.2


di Membro VIP di Annunci69.it Impalatore74
12.08.2026    |    348    |    0 7.6
"Poi si ritirò, sistemò i pantaloni e restò in piedi tra le sue gambe, osservandola..."
Il Diavolo restò immobile per lunghi secondi, osservandola.
Lei tremava. Le mollette di metallo le stringevano i capezzoli e il clitoride con una pressione costante, crudele. I punti di tortura erano diventati di un viola scuro, pulsanti, gonfi oltre le branche. Ogni piccolo movimento del suo corpo faceva oscillare le catenelle e le strappava un gemito rotto.
Lui allungò una mano e tirò.
Non con forza eccessiva. Solo abbastanza da sollevare i tre punti torturati di qualche centimetro. Lei urlò. Il corpo si inarcò violentemente contro le corde, i muscoli della fregna che si contraevano a vuoto. Il clitoride, imprigionato, era diventato quasi nero alla punta. I capezzoli erano deformati, allungati, con la carne bianca intorno alle mollette.
Il Diavolo rilasciò le catenelle e le lasciò cadere. Poi le afferrò di nuovo e tirò più forte, più a lungo. Lei si contorse, piangendo, cercando disperatamente di chiudere le cosce. Le corde non le diedero spazio. Un filo di saliva le colò dalla bocca aperta.
Quando le rilasciò di nuovo, i tre punti erano ancora più gonfi, lucidi, di un colore quasi violaceo.
Lui si chinò tra le sue gambe.
Con due dita le aprì ulteriormente le labbra già arrossate e gonfie. La fregna era aperta, rossa, lucida di sborra, di piscio e dei suoi liquidi. Il clitoride schiacciato dalla molletta pulsava visibilmente. Il Diavolo appoggiò la lingua direttamente sopra la molletta e cominciò a leccare, a succhiare, a mordicchiare la carne torturata intorno.
Lei urlò di nuovo.
Il corpo le scoppiò in un sesto orgasmo violento e incontrollato. I muscoli della figa si chiusero a scatti, un getto chiaro le uscì con forza, bagnandogli il mento e il petto. Le cosce tremavano così forte che le corde scricchiolavano. Continuò a contrarsi a lungo, emettendo suoni rotti, quasi animali, mentre lui non smetteva di torturarle il clitoride con la bocca.
Quando i brividi diminuirono, il Diavolo si rialzò.
Prese un paio di pinze metalliche più lunghe e più aggressive. Le aprì e le chiuse lentamente sul capezzolo destro, proprio sopra la molletta già presente. La pressione fu immediata e spietata. Il capezzolo, già violaceo, venne compresso ancora di più. Lei emise un urlo rauco. Lui fece la stessa cosa sul sinistro. Poi, con calma, applicò una terza pinza direttamente sul clitoride, chiudendola sopra la molletta.
I tre punti erano ora torturati da due strumenti ciascuno.
Il Diavolo tirò le nuove catenelle.
Lei si sollevò quasi completamente dal tavolo, il corpo inarcato, le corde che le tagliavano i polsi e le caviglie. Urlò finché la voce non le si spezzò. Un altro orgasmo la travolse mentre era ancora sospesa: le contrazioni furono così violente che un getto di piscio le uscì incontrollato, bagnando il legno e le scarpe di lui.
Lui la lasciò cadere di nuovo sul cuneo.
Si sbottonò.
Le entrò di nuovo con una spinta secca, fino in fondo, spingendo sborra e piscio più in profondità. La scopò con colpi duri e profondi, tenendo le catenelle delle pinze in una mano e tirandole a intervalli regolari. Ogni strattone faceva contrarre violentemente la figa intorno al suo cazzo. Lei piangeva, singhiozzava, ma il corpo continuava a tradirla: piccoli orgasmi convulsivi le scuotevano il bacino a ogni tiro.
Il Diavolo la usò a lungo.
Quando venne, si spinse fino in fondo e restò immobile dentro di lei, riempiendola di nuovo. Solo dopo si ritirò. La fregna restò spalancata, rossa, gonfia, con un filo denso di sborra e piscio che le colava fuori continuamente.
Lui non aveva ancora finito.
Prese una sottile frusta di cuoio.
Senza una parola cominciò a colpirle le cosce interne, già arrossate. I colpi erano precisi, secchi, mirati. Poi salì più in alto. Colpì direttamente i capezzoli torturati dalle pinze. Lei urlò. Colpì il clitoride imprigionato. Un altro urlo, più alto, più rotto. Continuò a frustare i tre punti di tortura a intervalli regolari, osservando come la carne già ferita diventasse ancora più scura, più gonfia, più sensibile.
A un certo punto le aprì ulteriormente le labbra con due dita e le diede una serie di colpi leggeri ma precisi direttamente sul clitoride esposto tra le branche della pinza.
Il nono orgasmo la distrusse.
Il corpo si contorse con una violenza tale che una delle corde ai polsi le tagliò la pelle. Sangue le colò lungo l’avambraccio. Lei si piscio di nuovo, in modo incontrollato, mentre le contrazioni le scuotevano tutto il bacino e un gemito lungo, rauco, le usciva dalla gola.
Il Diavolo posò la frusta.
Si chinò di nuovo tra le sue gambe e cominciò a leccare il clitoride torturato, succhiando intorno alle pinze, spingendo la lingua contro la carne gonfia e ferita. Lei non riusciva più a formare parole. Solo suoni rotti, singhiozzi, piccoli spasmi continui.
Quando si rialzò, il suo cazzo era di nuovo duro.
Le entrò per la terza volta.
La scopò lentamente, profondamente, mentre teneva le catenelle delle pinze e le tirava a ritmo con le spinte. Ogni penetrazione faceva oscillare gli strumenti di tortura. Ogni strattone le strappava un nuovo spasmo. La fregna di lei era diventata un disastro rosso, gonfio, lucido, che faceva uno schiocco umido e osceno a ogni colpo.
Il Diavolo non si affrettò.
La usò finché non venne di nuovo, spingendosi fino in fondo e lasciandole la sborra dentro.
Poi si ritirò, sistemò i pantaloni e restò in piedi tra le sue gambe, osservandola.
Lei era un disastro.
Capezzoli e clitoride di un viola quasi nero, deformati dalle pinze e dalle mollette. Cosce interne segnate dai colpi della frusta. Polsi sanguinanti. Fregna aperta, gonfia, da cui colavano sborra e piscio in un filo continuo. Il corpo le tremava ancora di piccoli spasmi incontrollati.
Il Diavolo allungò una mano e tirò una volta sola, secca, tutte e tre le catenelle insieme.
Lei urlò.
E lui, sempre in silenzio, cominciò a preparare il passo successivo.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
7.6
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Senza consenzo Cap.2 :

Altri Racconti Erotici in Lui & Lei:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni