Lui & Lei
fantasie a cena: le porcelline e i camerieri
Curiosoio
22.06.2026 |
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Lo attira più vicino, la mano già di nuovo intorno al suo cazzo grosso e ancora sensibile, mentre Carla gli accarezza la coscia e sussurra: "Tranquillo, facciamo tutto con..."
Siamo a cena nel ristorante dell’hotel, ospiti di Barbara e Antonio, un tavolo tondo con una lunga tovaglia bianca fino ai piedi. Barbara vorrebbe fare amicizia con il cameriere: ha messo la mano sulla spalliera mentre lui le spingeva il cazzo sulla mano nel servire i dolci. Decidiamo di invitarlo al tavolo per il caffè.Mi dirigo verso la cassa e parlo brevemente con il proprietario dell’hotel, un uomo sulla cinquantina che mi ascolta con un mezzo sorriso complice.
Dopo una breve spiegazione e una mancia generosa, annuisce: "Per dieci minuti può sedersi, ma che non si faccia notare troppo."
Torno al tavolo e faccio un cenno discreto al cameriere. Gli chiedo: "Cinque caffè per favore, da bere assieme, uno è per lei. Ho il permesso del suo capo."
Lui capisce al volo, si guarda intorno e dopo un paio di minuti si avvicina con il vassoio dei caffè. Barbara lo guarda con occhi affamati mentre Carla gli sorride invitante, prende una sedia e gli fa spazio tra loro due.
Barbara non perde tempo: tira verso di sé la tovaglia e appoggia la mano sulle cosce del cameriere. "Quale è il suo nome?" Chiede.
Lui è un uomo di colore, alto quasi due metri, spalle possenti e risponde: "Buonasera signori, molto piacere, sono Dalmar."
Mentre lo dice Barbara sale con la mano fino a sfiorargli le palle e lui: "Molto ma davvero molto piacere!" Fa una smorfia, e allunga la sua mano per stringere le nostre una ad una.
Barbara non perde tempo, gli dice: "Abbiamo solo dieci minuti."
Sbottona rapidamente la patta dei pantaloni coprendo il cazzo con la tovaglia. Carla sgattaiola sotto il tavolo e, mentre Barbara lo sega con movimenti veloci e decisi, glielo prende in bocca a fatica, gemendo piano per quanto è grosso. Dalmar stringe il bordo del tavolo, cercando di mantenere un’espressione normale.
Barbara fa un cenno con la mano sulla testa di Carla per chiederle di fare a cambio. Carla riemerge da sotto il tavolo con le labbra lucide, mentre Barbara si infila velocemente sotto la tovaglia al suo posto.
"Sborrale in bocca dai!" Gli sussurra Carla all’orecchio, leccandogli il lobo con la lingua calda mentre lo masturba velocemente con la mano stretta intorno al grosso cazzo.
Sotto il tavolo Barbara geme piano, succhiando con avidità la cappella che le riempie tutta la bocca, muovendo la testa come può nello spazio ristretto mentre con una mano gli accarezza le palle. Dalmar stringe i denti, respirando affannosamente.
Il suo cazzo è talmente lungo che Carla riesce a stringerlo e a muoverlo mentre la cappella resta nella bocca della sua amica.
Dalmar viene con moltissimi schizzi potenti e densi. Stringe forte il bordo del tavolo, cercando di non gemere, mentre Barbara tiene la bocca spalancata intorno alla cappella, ingoiando il più possibile.
Carla continua a masturbarlo velocemente, sente il suo cazzo contrarsi e lo muove spremendo ogni goccia, mentre sussurra eccitata all' amica: "Brava, prendila tutta…"
Barbara geme soddisfatta sotto la tovaglia, il viso e le labbra completamente ricoperti di sperma caldo, era talmente tanta sborra che una parte le è colata sul petto. Continua a succhiare piano mentre il grosso cazzo continua a pulsare nella sua bocca.
Infine riemerge da sotto il tavolo con la bocca ancora sporca di sperma, le labbra lucide e un filo bianco che le cola sul mento, il seno pieno di fili bianchi. Si passa lentamente la lingua sulle labbra, raccogliendo quello che può, e sorride con aria soddisfatta e maliziosa.
Dalmar, ancora col respiro pesante, si sistema rapidamente i pantaloni mentre Carla ridacchia piano.
Barbara sussurra guardandoci tutti: "Era buonissimo… ma ora ho voglia di un secondo giro."
"Posso chiamare un mio collega se vuole!" Dice Dalmar con voce bassa e incerta, ancora scosso dall’orgasmo.
Barbara si pulisce lentamente il mento con un dito, se lo porta alla bocca e lo succhia guardandolo negli occhi: "No no… voglio ancora il tuo cazzo. È troppo grosso e buono."
Carla sorride divertita e aggiunge sottovoce: "Resta qui ancora un po’. Barbara non ha finito con te… e nemmeno noi; e non sono ancora passati i dieci minuti!"
Sotto la tovaglia la mano di Barbara torna subito sul cazzo semi-duro del cameriere, accarezzandolo con desiderio.
"Ma datemi almeno il tempo di riprendermi…" dice Dalmar con un sorriso imbarazzato, ancora col respiro corto.
Barbara ride piano, maliziosa, e gli risponde tirandolo leggermente verso di sé sotto la tovaglia: "Sei giovane, non fare storie… vieni qua."
Lo attira più vicino, la mano già di nuovo intorno al suo cazzo grosso e ancora sensibile, mentre Carla gli accarezza la coscia e sussurra: "Tranquillo, facciamo tutto con calma… per ora."
Aggiunge Carla con voce bassa e decisa: "Chiama il tuo amico, se ha il cazzo grosso come il tuo, lo voglio anche io."
Dalmar sorride, si alza con discrezione e fa un cenno al collega dall’altra parte della sala. Poco dopo arriva un secondo ragazzo, anche lui alto, di colore, con un fisico scolpito. Il primo gli sussurra qualcosa all’orecchio.
Il nuovo arrivato ci guarda uno per uno, soffermandosi su Carla con evidente interesse, mentre Barbara continua a tenere in mano il cazzo ancora mezzo duro di Dalmar sotto la tovaglia.
Carla si infila sotto al tavolo e dice: "Mettiti qui al mio posto, vicino a Barbara, ti lascio le mie sedia, prego."
Lui si siede accanto a Barbara, che non perde tempo: con entrambe le mani tira fuori i due cazzi grossi e inizia a segarli lentamente, uno per mano, alternando ritmo e pressione.
Sotto la tovaglia Carla lecca e succhia alternativamente le cappelle mentre Barbara continua a masturbarli con movimenti decisi.
I due ragazzi stringono i denti, cercando di mantenere un’espressione normale.
Barbara sente sotto le dita i due cazzi enormi, caldi e pesanti, che pulsano forte nella sua stretta. La pelle liscia e scura è tesa al massimo, le vene in rilievo che le scorrono sotto il palmo mentre li sega con movimenti lenti e decisi.
Sotto il tavolo Carla gode della sensazione di pienezza: la bocca le si spalanca al massimo per accogliere prima uno, poi l’altro, la cappella grossa che le preme contro la lingua e le arriva in fondo alla gola, facendola lacrimare leggermente per lo sforzo. Il sapore forte e virile le riempie la bocca, mentre la saliva cola abbondante lungo le aste.
I due camerieri respirano con il naso, i muscoli delle cosce tesi e tremanti, mentre ondate di piacere caldo salgono dai testicoli fino alla punta dei cazzi, ormai durissimi e bagnati di saliva.
"Scendi anche tu!" Le sussurra Carla.
Barbara non se lo fa ripetere: scivola silenziosamente sotto la tovaglia e si inginocchia accanto a lei. Le due donne ora sono entrambe sotto il tavolo, spalla contro spalla, e iniziano a leccare e succhiare insieme i due cazzi enormi, passando dall’uno all’altro, con lingue che si sfiorano e bocche che si alternano per berli avidamente.
Barbara infila un dito nel culo di Carla, spingendolo lentamente dentro mentre continua a succhiare uno dei due cazzi. Carla geme intorno all’asta che ha in bocca e ricambia subito, infilando a sua volta un dito nel culo stretto di Barbara.
I due camerieri arrivano quasi contemporaneamente al culmine. I cazzi pulsano violentemente nelle loro bocche: il primo schizza getti densi e abbondanti direttamente in gola a Barbara, mentre il secondo riempie la bocca di Carla con schizzi caldi.
Le due donne gemono soffocate, cercando di ingoiare tutto, le dita che continuano a muoversi dentro al culo. Le bocche non riescono a contenere tutto e inevitabilmente alcuni schizzi sono sul vestito.
Barbara e Carla riemergono da sotto il tavolo con i vestiti impiastrati di sborra. Macchie bianche e lucide decorano i loro décolleté, colano tra i seni e sulle stoffe leggere dei vestiti. Le tette di entrambe sono bagnate e lucide, con rivoli densi che scendono lentamente sulla pelle.
Non si puliscono. Anzi, Barbara si passa un dito sul mento raccogliendo un po’ di sperma e se lo porta alla bocca con un sorriso soddisfatto, mentre Carla si lecca le labbra senza vergogna.
I due camerieri, ancora col respiro affannato, si ricompongono velocemente e tornano ai loro servizi con le gambe leggermente tremanti, lanciando un’ultima occhiata carica di desiderio al tavolo.
"È ora di andare al cinema", dico io, guardando le due con un sorriso complice. "Venite così o volete cambiarvi?"
Barbara e Carla si scambiano un’occhiata maliziosa. Carla si passa una mano sul décolleté ancora lucido di sborra e risponde con voce bassa: "Veniamo così… con l’odore della sborra addosso. Così quando entreremo al cinema, chiunque ci sarà vicino sentirà il profumo di quello che abbiamo appena fatto."
Barbara si alza, il vestito leggero che aderisce alle tette bagnate, e aggiunge con un sorriso eccitato: "Mi piace l’idea che tutti possano annusare quanto siamo state porche stasera."
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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