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Gay & Bisex

Festa di liberazione dagli ottomani


di Membro VIP di Annunci69.it Beaudenuit
09.09.2025    |    7.051    |    14 9.5
"Hai preservativi e lubrificante?" Li prese velocemente da un cassetto, indossò il preservativo e si spalmò il lubrificante sul membro..."
Parecchio tempo fa, quand'ero intorno ai quarant'anni, nello splendore della mia forma fisica, ho insegnato per un paio d'anni italiano agli stranieri, la sera, nella parrocchia vicino casa mia. Erano una dozzina, bengalesi, filippini, sudamericani, ucraini e bulgari se ricordo bene, ma potrei averne dimenticato qualcuno.

I due bulgari, in particolare, Pavel e Kiril, erano molto assidui e imparavano in fretta e spesso dopo la lezione si fermavano a chiacchierare un po' insieme a me e ad altri. Erano tutti e due sui trent'anni e lavoravano ai mercati generali come uomini di fatica, erano quindi due ragazzoni ben piazzati ed io, che avevo da poco riconquistato il mio lato femminile, provavo piacere a stare con loro, senza fare trapelare nulla, però, delle mie preferenze sessuali (almeno così pensavo).

Verso la fine di febbraio del secondo anno, una sera, Pavel mi disse che il 3 marzo era per loro festa nazionale, festeggiavano, se non ricordo male, la liberazione dall'impero Ottomano, e mi invitò alla festa che avrebbero dato in quell'occasione dove abitavano, ci sarebbero stati altri amici ed amiche. Accettai con piacere.

La sera della festa mi presentai con due bottiglie di vino e loro mi accolsero con grande cordialità. La casa era un seminterrato, ma molto grande, con un corridoio su cui si aprivano a sinistra un salotto e due due grandi stanze, a destra una stanza altrettanto grande e un gabinetto, in fondo la cucina.
Pavel mi mostrò la casa e mi disse che in ogni stanza dormivano tre persone, tutti bulgari eccetto un moldavo.

Nel salotto già c'era Kiril, che mi salutò, ma anche molta gente festante, soltanto tre donne di una certa età, gli altri erano tutti maschi adulti, anche molto maturi, fra i quali notai però un ragazzo molto bello, capelli lunghi biondissimi raccolti dietro la testa, che avrà avuto sì e no sedici o diciassette anni e che mi parve un po' stonare in quell'ambiente.
La tavola era imbandita con salumi, snacks e loro dolci tradizionali, alcuni dei quali a base di zucca, come mi spiegarono.
Pavel e Kiril mi chiamavano professore perciò tutti mi trattavano con riguardo. Notai che la birra correva a fiumi e dopo un'oretta erano tutti un po' brilli (forse anch'io che di solito non bevo).

Ad un certo punto mi allontanai per andare al gabinetto, ma passando nel corridoio notai in una stanza, attraverso la porta socchiusa (anzi quasi aperta), il ragazzo biondo seduto su un letto, intento a succhiare il cazzo di due uomini attempati.
In quel periodo ero in fase di riconquista della mia femminilità e quindi indossavo sempre sotto i vestiti almeno perizoma e autoreggenti, era una cosa che mi faceva piacere e mi predisponeva (come ancora adesso) all'erotismo, perciò la scena mi eccitò molto e mi sorpresi a toccarmi le parti intime mentre osservavo, sempre più preso da quella situazione. Ero talmente preso che nel frattempo qualcuno era arrivato senza fare rumore dietro di me. Me ne accorsi soltanto dall'odore di alcool che mi colse. Mi voltai di scatto e mi trovai Pavel a dieci centimetri da me.

"Ti piace professore?" Disse con un sorriso malizioso
"Sì...cioè no, stavo solo guardando..."
"Lui è Stefan" mi disse "ogni tanto viene qui e fa divertire noi, a volte noi vestiamo anche lui da donna, a lui piace e anche a noi. Se vuoi professore, puoi usare lui anche tu"
"No, no, non è il caso, io non... insomma sono cose che non faccio...o meglio...scusa Pavel forse ho bevuto un po' troppo...sono confusa..cioè confuso." Perché mi era scappato quel parlare al femminile?
"Sai professore che quando scrivi su lavagna io e Kiril abbiamo tante volte commentato tuo culo" disse con un sorriso malandrino. L'affermazione, detta così, senza mezzi termini, mi sorprese. Io di solito non arrossisco ma stavo avvampando, non sapendo cosa dire. Poi risposi.
"Ma perché lo commentate? Che pensieri vi fate?"
"Perché soprattutto quando hai pantaloni di tuta, si vede che è un culo bello. A noi piacciono culi belli"
Stava passando gente nel corridoio. Abbassai gli occhi non so perché.
"Mi stai mettendo in imbarazzo Pavel, c'è gente non vedi?"
"Vieni con me professore" disse prendendomi per mano, quasi trascinandomi nella stanza di fronte"
"Questa è stanza mia, di Kiril e di altro amico.

La stanza era abbastanza grande, con un letto a castello da una parte e dall'altra un divano (che doveva potersi aprire a letto, visto che in quella stanza dormivano in tre), un po' di disordine qua e là e un mobile a cassetti in fondo.
Pavel mi spinse contro il letto a castello, in piedi, e senza dire niente, mi infilò all'improvviso la lingua in bocca. L'odore forte di alcool mi guastava un po' il piacere di quell'assalto, ma ricambiai facendogli capire che ero disponibile. Contemporaneamente sentivo le sue mani sul culo. Era molto più alto di me e muscoloso. Mi sentii sollevare di peso con le sue mani sotto le mie chiappe.

"Chiudi la porta Pavel, possono vederci" dissi staccandomi un attimo dalla sua bocca.
"Che importa, è bello se guardano"
"Ma mi vergogno"
"Non devi, sono tutti amici". Che cazzo di spiegazione pensai, ma lui mi infilò di nuovo la lingua in bocca e non potrei replicare. Dopo un po' mi mise di peso seduto sul divano, si aprì freneticamente i pantaloni, sfoderò il suo cazzo imponente, già in erezione, e mi disse
"Succhia professore!" questo aggiungere "professore" in quel contesto aveva un che di perverso, aggiungeva qualcosa di hot alla situazione, ma non mi dispiaceva affatto.

Lo succhiai, baciai e leccai a lungo, fino a che, un po' per la leggera sbronza che avevo, un po' per la completa eccitazione di quel momento, ero completamente "partito" e gli dissi
"Lo voglio nel culo Pavel, incula il tuo professore dai"
Mi sfilai la t-shirt, le scarpe e i pantaloni e Pavel, vedendo la lingerie che avevo sotto esclamò
"Wow, professore, ma sei meglio di donna"
"E allora trattami da donna, porco. Hai preservativi e lubrificante?"
Li prese velocemente da un cassetto, indossò il preservativo e si spalmò il lubrificante sul membro. Mi girai e poggiai le mani sul divano, restando in piedi a novanta gradi.
"Fai piano Pavel, ce l'hai molto grosso" implorai con una vocina frocia.

La penetrazione fu delicata, devo dire, lui era molto attento al mio piacere e si fermava quando io lo pregavo di farlo, poi continuava piano fino a che sentì di avermi penetrato fino in fondo. A quel punto io stesso gli chiesi di scoparmi per bene e lui non se lo fece ripetere. Durò a lungo e, ad un certo punto, con la coda dell'occhio vidi che qualcuno, affacciato alla porta, si stava godendo lo spettacolo, come avevo previsto. Era Kiril e probabilmente l'altro occupante della stanza, un tizio sui cinquant'anni basso e tarchiato
Io li guardai con la faccia stravolta, ma piena di desiderio e loro la interpretarono come un invito ad avvicinarsi.

"Tirate fuori il cazzo e mettete in bocca al professore, lui piace" disse Pavel che ormai si sentiva il padrone della mia bocca e del mio culo. Così mentre lui continuava a martellare mi ritrovai altri due cazzi in bocca, di dimensioni più modeste ma comunque apprezzabili.
"E' favoloso pompino! Ma allora è professore anche di pompini!" Tutti e tre risero sguaiatamente alla battuta.
La mia posizione era scomoda, glie lo dissi appena potei, così Pavel mi spostò come una bambola di gomma e mi mise a novanta gradi con la pancia poggiata sul bracciolo della poltrona. Me lo sbatté di nuovo nel culo, stavolta senza riguardo, e ricominciò a scoparmi. Gli altri due in questa posizione potevano più agevolmente dedicarsi alla mia bocca.

"Te l'avevo detto" disse Kiril "che secondo me professore era froscio"
"No, è meglio, è proprio femmina troia" rispose Pavel ridendo. Poco dopo sentii i suoi rantoli mentre sborrava.
"Tocca a voi" disse sfilandosi. Ed infatti subito il basso e tarchiato si infilò un preservativo e mi penetrò senza un attimo di tregua.
Pavel era uscito e tornò poco dopo, accompagnando altri "amici" allo scannatoio. Cazzo, ne stava portando altri quattro o cinque. Cercai di divincolarmi per dirgli di no ma Kiril mi bloccava la testa e io non potevo reagire. Confesso però che il trattamento dei primi due aveva reso il mio culo duttile e pronto a riceverne altri, cosa che nel mio stato di leggera ebbrezza, non mi dispiaceva affatto.

Rimasi in balia di quei maiali, non so più neanche quanti, per almeno quattro ore, sempre con bocca e culo pieni, in tutte le posizioni possibili, sentendo i loro commenti in bulgaro che non capivo ma potevo immaginare e le loro risate, provai più volte orgasmi anali, ma alla fine ero distrutta.

Nei tre mesi che mancavano alla fine dell'anno scolastico tornai più volte a casa di Pavel e Kiril, anche senza bisogno di una festa, perché la festa la facevano a me, spesso completamente en femme.





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