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Gay & Bisex

L'amico pornolettore


di nikole
25.02.2013    |    5.076    |    9 9.5
"Andammo avanti così per qualche minuto, la cosa mi stava piacendo anche se stavo zitta e ferma, si rese conto anche lui che la situazione era di mio gradimento..."
Ciao a tutti,
Mentre rileggevo i miei racconti,l memoria mi ha regalato altri episodi di quel meraviglioso periodo, ed uno in particolare che mi appresto a raccontare.Il periodo è sempre quello, preadolescente e adolescente,e contnuavo ad incontrarmi con il mio amichetto del cuore e anche con l'amico di famiglia, molto più grande di me, come ho scritto nei racconti precedenti,
avevo avuto l'impressione che nel quartiere si fosse sparsa la voce su quello che mi piacva e quello che effettivamente facevo,probabilmente qualcuno dei miei "AMICI" si è confidato con qualche altra persona e così la voce è girata, fatto sta che da quel giorno tutti mi guardavano in modo diverso e incominciavano a darmi una certa confidenza, cosa che a me faceva piacere, era solo un sospetto, un altra ragione poteva essere che stavo crescendo e il corpo cambiava e le mie fattezze assomigliavano sempre più a quelle di una femmina, il tutto accentuato dal mio abbigliamento, mamma continuava a farmi vestire con pantaloncini molto corti e stretti ( dell'anno precedente) che mettevano in risalto il mio culetto e le mie cosce.. Una domenica pomeriggio, quasi sera bighellonavo in cortile, da sola, mi annoiavo a stare a casa, improvvisamente mi si avvicinò una persona, non l’avevo vista arrivare, era un ragazzo sui 19-20 anni che io già conoscevo, lo vedevo spesso quando girovagavo nel quartiere,ea del quartiere vicino, ma lavorava in un ufficio adiacente al mio condominio ,mi salutò e mi chiese:” Cosa fai tutto solo?” risposi:”Niente di che, mi annoiavo di stare da solo a casa e sono sceso un po’ in cortile con la speranza di trovare qualche amico con il quale giocare”, “ Io devo andare in ufficio, aspetto un cliente che dovrebbe arrivare tra poco , se ti va puoi venire con me e ci facciamo compagnia e facciamo 4 chiacchiere” così mi rispose, accettai l’invito e ci dirigemmo verso il suo ufficio, ci accomodammo alla scrivania , lui da un lato e io dall’altro. Mentre si parlava del più e del meno, aprì un cassetto e prese un libricino e mi chiese:”Hai mai letto dei racconti o libri un po’ spinti?” Risposi:” si certo e mi sono anche piaciuti”, non era vero, mai letto e neanche visto qualcosa del genere, ma volevo farmi grande ai suoi occhi e mentii spudoratamente. Prese il libricino e me lo porse dicendo:”Questo è tanto spinto, se non ti piace più mentre leggi, fermati pure, e adesso leggi ad alta voce”- Preso il libricino iniziai a leggere ad alta voce, lui mi ascoltava con attenzione e mi guardava fisso negli occhi. Il racconto parlava di una nobildonna che si faceva scopare da tutti e non gli bastava mai , alla fine si faceva scopare anche dagli animali e dal cavallo, c’erano anche dei disegni che rappresentavano quello che stava avvenendo, la lettura andava avanti e io mi eccitavo, ogni tanto guardavo lui e vedevo che aveva gli occhi lucidi, eravamo seduti vicino alla scrivania lui da un lato e io dall’altro, poi si alzò prese la sedia e si sedette vicino a me, per seguire la lettura più da vicino e per vedere anche i disegni, eravamo uno accanto all’altro e io continuavo a leggere, l’eccitazione era alle stelle, almeno la mia, ma penso che anche lui era eccitato,le cosce si toccavano, io come al solito indossavo pantaloncini corti, molto corti e stretti, quasi inguinali, come si dice oggi, dopo un po’ sentii la sua mano sulla mia coscia, gliela tolsi, poi mi disse: “Ti piace il racconto? Hai visto che bei disegni?” , “Si , molto belli e eccitanti” risposi. Dopo un po’ mi rimise la mano sulla coscia, questa volta molto più deciso, cercai di alzarmi, ma lui con decisione mi teneva inchiodata alla sedia, ero incastrata tra il muro e la sua sedia, e per poter scappare dovevo per forza passare davanti a lui posò, mi rilassai e continuai a leggere, iniziò ad accarezzarmi la coscia, cercavo di spostarle, ma lo spazio era poco e lui insisteva. Ogni tanto la mano finiva sulla mia patta, si accorse che il mio cazzetto si era indurito e allora insisteva a passarci la mano sopra, stava cercando di convincermi e a farmi cedere e rilassare,” Smettila “ gli dissi, ma credo che non fui molto convincente, e così prese la mia mano e se la portò sulla sua patta, dopo un po’ di resistenza, cedetti e così andò a finire che ci accarezzavamo a vicenda, lui mi palpava le cosce e ogni tanto metteva la mano sul cazzo, e con l’altra mano teneva la mia sul suo cazzo, io con l’altra tenevo il libro che continuavo a leggere. Andammo avanti così per un po’, fino a quando non suonò il campanello, era il cliente che era arrivato, mi feci rossa in viso dalla vergogna e me ne andai in bagno, quando sentii la porta richiudersi uscii, volevo andare via, ma lui mi convinse a rimanere dicendo: “ Adesso non viene più nessuno, e puoi continuare a leggere, dai sediamoci “, così mi accomodai e ricominciai a leggere, rimise la mano sulla mia coscia, e continuò ad accarezzarla , riprese ad accarezzarmi anche il cazzetto, poi prese la mia mano e se la portò sul suo, e qui ebbi uno scatto, ritirai la mano, il suo cazzo era fuori dai pantaloni, l’aveva fatto mentre io stavo leggendo, riprese e a forza la mia mano e la riportò sul suo cazzo, era durissimo e grande, era molto più forte di me, alla fine cedetti e mi rilassai, mi teneva stretta la mano sul suo cazzo, l’altra sua mano continuava ad accarezzarmi la coscia e a palpare il mio cazzetto, che diventava sempre più duro, andammo avanti così per un po’, poi accellerò il movimento della mia mano sul suo cazzo, si irrigidì ed esplose, mi inondò la mano di sperma, si alzò mi diede dei tovaglioli per pulirmi la mano, si ricompose, ci salutammo e me ne andai. Come al solito ero rimasta insoddisfatta, con una eccitazione addosso che appena a casa mi chiusi in bagno e mi feci una sega.
Le giornate passavano in modo normale, io che continuavo a spiare mia madre e mia sorella e ogni tanto mi divertivo ad indossare il loro intimo, e appena si presentava l’occasione incontravo il mio amichetto con il quale giocavo e ci divertivamo a mettercelo nel culetto, più lui a me che io a lui (vedi racconti precedenti).
Una sera mentre rincasavo, mi sentii chiamare , era quell’amico che aveva l’ufficio là vicino, dove ci eravamo incontrati qualche giorno prima, era sulla soglia, mi salutò,e mi chiese:” Hai voglia di fare 4 chiacchiere, ho anche qualche rivista interessante se ti va di vederla “, , io curiosa e anche eccitata al pensiero di quei giornali , entrai, mi sedetti e lui prese da sotto la scrivania un paio di giornali per soli uomini, tipo “LE ORE e MEN” andavano molto di moda in quel periodo, iniziai a sfogliarli, erano molto belli e mi facevano eccitare tantissimo, le foto non nascondevano niente, tutti nudi sia maschi che femmine, e stavano anche in pose molto eccitanti, lui era dietro di me e guardava da sopra le mie spalle, “ Ti piacciono? “ mi disse,“ Si molto” gli rispondevo “, per un adolescente, vedere quelle foto con scene bellissime, era come sognare, le guardavamo insieme, lui quasi appoggiato con la testa sulla mia spalla, le sue mani iniziarono ad accarezzarmi le cosce, cercai di scostarle, dicendogli: “ Smettila altrimenti me ne vado” evidentemente non fui molto convincente, infatti passò solo qualche minuto che ricominciò ad accarezzarmele. tentai di nuovo di allontanarle ma lui non mollava mi teneva inchiodata alla sedia, mi rilassai, e così con una mano iniziò a toccarmi il cazzetto, cosa che gradii molto, infatti mi fermai e mi godevo quelle carezze, mi accarezzava cosce e cazzo contemporaneamente, si accostò di più a me e guardando anche lui le foto da sopra la mia spalla mi accarezzava sempre con più foga, poi mi chiese di fargli un po’ di posto si era stancato di stare in piedi, mi fece spostare sul bordo della sedia e si piazzò seduto dietro di me a gambe aperte, riprese ad accarezzarmi, sentivo il suo cazzo duro premere contro la mia schiena,anche io avevo il cazzetto duro, mi faceva quasi male, merito delle sue carezze.Dopo un po’ mi disse: “Sto scomodo e mi sto facendo male, alzati un momento”, mi aiutò a sollevarmi chiuse le gambe e mi fece sedere sulle sue cosce in quella posizione il suo cazzo era a pieno contatto del mio culetto, io non mi muovevo ero eccitatissima, sia da come mi accarezzava le cosce e il cazzetto e anche dalle figure e foto che vedevo sul giornale, vi ricordo che a quella età avevo delle cosce belle dure ben tornite, lisce come la seta e senza l’ombra di un pelo, proprio come quelle di una femmina. Lo sentivo muoversi dietro di me, le mani si muovevano in continuazione, non sapeva più dove toccare, cosce, fianchi, petto, mi abbracciava e mi stringeva a se stava zitto ma ansimava. Mi alzò la maglietta e iniziò ad accarezzarmi petto e pancia a pelle, staccò una mano e la portò all’abbottonatura del pantaloncino, mi scostò la mano e riuscì a sbottonarmi il pantaloncino, ci infilò la mano dentro, cercai di resistere, non perché non mi piacesse ma perché mi vergognavo, non volevo che si accorgesse che sul cazzo non avevo neanche un pelo, in pratica di peli non ne avevo da nessuna parte,ero completamente glabra ,al contrario di tutti i miei coetanei che ne avevano tantissimi e dappertutto , gli tenevo la mano ferma sulla mia pancia, la tirò su e mi accarezzava la pancia, il petto mi pizzicava un po’ i capezzolini, ridiscendeva sulla pancia, ero in estasi, ne approfittò subito per infilare la mano nelle mutandine fino a prendere in mano il mio cazzetto diventato durissimo, era bellissimo, mi accarezzava in modo divino, ero rilassata e mi godevo quelle carezze, mmmmmmmmm, mi fece alzare un po’ e mi abbassò mutandine e calzoncini, sempre tenendo in mano il mio cazzetto. “ Amore alzati un momento sto scomodo e mi sto facendo male” me lo aveva detto sussurrandomi nell’orecchio, mi aiutò ad alzarmi, stavo in piedi , e anche lui n piede dietro di me, mi fece poggiare le mani sulla scrivania, prese i pantaloncini per il bordo e me li abbassò insieme alle mutandine, rimasi imbambolata “ così siamo più comodi” disse, , poi miprese per i fianchi e mi fece risedere sulle sue cosce, appena appoggiatami sulle sue cosce, mi bloccai, si era abbassato i pantaloni anche lui e il suo cazzo era a diretto contatto del mio culo, posizionato tra le mie natiche, mi bloccai e mi irrigidii e gli dissi : “Non voglio così non mi piace”, lui accarezzarmi cosce e cazzetto mi rispose così: “ Amore stiamo giocando e così stiamo più comodi, poi se non ti piace smettiamo” e continuava ad accarezzarmi tutta, partiva dal petto e scendeva alla pancia , insisteva con le carezze sulla parte superiore del pube, dove ero più liscia, poi mi menava un po’ i cazzetto e poi passava alle cosce e parte del culo,sentivo il suo cazzo che si faceva sempre più duro tra le mie natiche. Mi piaceva ero in estasi , il mio cazzetto stava scoppiando, “Che bella pelle che hai, sei liscissim”) così diceva mentre mi accarezzava.
Andammo avanti così per qualche minuto, la cosa mi stava piacendo anche se stavo zitta e ferma, si rese conto anche lui che la situazione era di mio gradimento. Non passò molto tempo che mi disse : “Alzati un po’, non sento più legambe, sto scomodo”, mi aiutò ad alzarmi tenendomi da sotto le cosce, mi fece chinare un po’ e appoggiare i gomiti sulla scrivania, in pratica ero a 90° con le gambe tese e aperte, mi disse: “ Non ti muovere fatti guardare, sei bellissima, che bel culo che hai”, era dritto dietro di me e mentre diceva queste parole mi accarezzava tutta, indugiando sul culo, me lo accarezzava a due mani e ogni tanto si soffermava nel solco, io ero come paralizzata, mi piaceva quel trattamento, sentivo le sue mani sul culo e godevo, una sensazione nuova, bella e unica; iniziò a mettere il dito dentro il solco fino a sfiorare la mia rosellina, ebbi un sobbalzo, non perché mi desse fastidio ma perché mi piaceva e mi eccitavo tanto appena mi sfioravano il buchetto, il cazzetto diventò ancora più duro, vedendo la mia reazione aveva intuito che mi piaceva essere accarezzata sulla rosellina, e così insistette ero eccitatissima, il suo dito faceva sempre più pressione sul mio buchetto, facendomi sobbalzare in continuazione , lui era di fianco e sentivo il suo cazzo, durissimo, premere sulla mia coscia ,si fermò un attimo e poi sentii qualcosa di umido sul mio buchetto, con il dito mi stava inumidendo il buchetto e ogni tanto lo ficcava dentro, lo sentivo bene, già avevo sperimentato qualcosa del genere, mi agitai un pò e gli dissi :” No fermo non mi piace così, non voglio, mi fai male) però stavo ferma sempre in quella posizione, lui rispose : “ Non ti preoccupare, facco piano, vedrai che non tifaccio male e poi ti piacerà”, il dito iniziò ad entrare e uscire con più frequenza dal mio buchetto, lo sentivo e non mi dava nessun fastidio, poi ne mise un altro e appena dentro sentii un po’ di dolore, ma sopportabile, stavo zitta e ferma e lui mi stava chiavando con due dita nel culo, si fermò e lentamente le tirò fuori, mi inumidì di nuovo il buchetto, mi aprì con le mani le natiche e poggiò il suo cazzo sul mio forellino, cercai di divincolarmi, mi piaceva ma mi vergognavo a far vedere che mi piaceva da matti, mi teneva una mano sulla schiena per tenermi ferma e abbassata, iniziò a spingere , il culetto faceva un po’ di resistenza, e iniziavo a sentire un po’ di dolore, appena mi sentiva più rigida si fermava, poi riprendeva spingere, lentamente spingeva e si fermava, fino a quando la cappella entrò tutta e sentii una fitta tremenda che mi fece gridare “Fermo, esci mi stai facendo tanto male” gli dissi, e lui sifermò e rispose : “ Amore adesso passa , vedrai che poi ti piacerà, resisti un po’” melo sussurrò in un orecchio e lo faceva mentre con le mani mi accarezzava tutta, partiva dalle cosce , passando per le natiche e finendo alla pancia e al petto, sempre con il cazzo piantato nel mio culo, sentivo come un palo di ferro incandescente nel culo, siamo stati fermi così non so quanto temo, e lui sempre ad accarezzarmi, appena mi sentì più rilassata riprese a spingere, ormai il più era fatto e il cazzo entrò tutto nel mio culo con molta facilità, mi sentivo tutta tappata, il suo cazzo occupava tutto il mio culo, stette un po’ fermo e poi iniziò a chiavarmi, lo tirava fuori molto lentamente e prima che uscisse del tutto lo respingeva dentro, poi di nuovo fuori e poi tutto dentro di nuovo, man mano che mi chiavava aumentava il ritmo,io godevo in continuazione, degli orgasmi anali lunghi e intensi, era bellissimo, poi lo sentii fremere e così esplose inondami il culo di sborra, si accasciò su di me e disse :” E’ stato bellissimo, e tu sei bellissima”, io diventai rossa come un peperone, come se mi fossi vergognata di quello che era successo. Dopo come , ormai, succedeva spesso con tutti quelli che stavano con me, si pulì, si rivestì io andai in bagno mi pulii e notai che la carta igienica era un po’ sporca di sangue, poi misi un pò di carta igienica sul buchetto, a mò di pannolino, la sborra avrebbe impiegato un pò di tempo ad uscire, e non volevo che le mutandine si sporcassero di sborra e di sangue, quale giustificazione avrei potuto trovare per mamma? uscii dal bagno, ero tutta indolenzita, lui era seduto alla scrivania, come se non fosse successo niente, non proferimmo parola, poi lo salutai e piano piano tornai a casa, ero tutta scassata, il culo mi faceva male e lo sentivo tutto infiammato. Arrivai a casa che ero ancora tutta eccitata, mi chiusi in bagno e mi feci una sega, pensando a quello che era successo, godetti quasi subito, ma senza sborrare , non lo facevo ancora .
La storia continua…………… alla prossima


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