Gay & Bisex
il mio primo amante brutal
24.10.2025 |
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"Ubbidii e lui mi venne sopra chiavandomi con la forza di un toro; sentii le sue palle sbattere sulle mie chiappette mentre io piangevo e dicevo "basta, basta!" ma lui continuava deciso, ..."
Quando avevo 19 anni conobbi un uomo interessante al cinema porno. Io ci andavo due sere alla settimana e mi piaceva fare pompini agli uomini maturi e a volte anche anziani. Lui si chiamava Diego e aveva sui 45 anni, faceva l'operaio ed era piuttosto robusto. Come mi vide mi puntò subito, allora come al solito mi recai nei cessi del cinema e lasciai la porta semi aperta. Io in genere mi abbassavo jeans e mutandine per far vedere il mio culetto e lui non ci mise molto per entrare. Una volta dentro prese a baciarmi sul collo mentre con la mano mi palpava le chiappette facendomi andare in calore. Poi si fermò per sbottonarsi i pantaloni e dalle mutande vidi uscire un cazzo notevole, già in fase di erezione. "Sei bello... Prendimelo in bocca" disse, mentre mi accarezzava il viso. Io gli afferrai il cazzo in mano, era caldo e turgido e gli feci subito una sega. Presi della carta igienica e la misi per terra, poi mi inginocchiai e cominciai a leccarlo e poi a ciucciarlo; lui mi mise le mani sulla la testa per guidare la pompata. Sentivo che nella mia bocca cresceva sempre di più mentre lui cercava di infilarmelo dentro il più possibile. Mi fece tossire e anche sbavare molto, ma non si fermava. Ad un certo punto lo sentii mugolare e di colpo sentii la bocca che mi si riempiva del suo liquido caldo: mi aveva sborrato in bocca. Io ingoiai tutto, mentre lui si scrollava le ultime gocce di sperma sul mio viso e mi disse: "Sei un bravo spompinaro, voglio conoscerti meglio!" Mi raccontò che era in questa città in trasferta e viveva da solo in un trilocale. Ci scambiammo i numeri di telefono e ci salutammo.
Già il giorno dopo, giovedì, mi chiamò e mi diede l'indirizzo per andare a trovarlo. Io fino ad allora avevo avuto qualche rapporto completo ma con uomini poco dotati e pure frettolosi, in posti all'aperto o in macchina. Un'esperienza in casa invece non l'avevo mai provata e mi stuzzicava molto.
Per l'occasione mi preparai bene, mi depilai anche i peli più remoti (anche se sono naturalmente glabro), mi lavai bene il corpo, la bocca e soprattutto l'ano e mi presentai a casa sua.
Era una casa vecchia in un vicolo, ma ristrutturata molto bene, e arredata in modo da dare alloggio ai trasfertisti.
Una volta entrato mi trovai in un piccolo soggiorno con divano e angolo cottura. A lato c'era la camera da letto e il bagno. Lui aveva addosso un'accappatoio blu e ciabatte da mare. Mi chiese se volevo qualcosa da bere ma risposi di no. Allora mi venne vicino, mi abbracciò e mi baciò sulle labbra.
Poi cominciò a spogliarmi, togliendomi giubbottino, maglietta, jeans e scarpe. Quando vide il mio perizoma fece un sorriso e me lo sfilò lasciandomi nudo. "Sei magrino eh? Quanto pesi? 50 Kg? Sembri una vera fighetta!" Mentre io annuivo lui prese a leccarmi i capezzoli e poi a strizzarli per sentire il mio "Ahi!". Dopo avermi palpato dappertutto d'improvviso mi sollevò da terra come un fuscello e mi portò in camera da letto. Mi buttò sul letto come una preda da spolpare mentre lui si liberava dell'accappatoio e mi mostrava il suo fisico muscoloso e peloso. Salito sul letto si mise adagiato alla spalliera con le cosce divaricate. "Vieni, succhiami il cazzo!" disse con tono deciso. Rimasi un po' stupito di questo cambiamento di modi ma non mi feci pregare. Di lato a lui mi chinai sul suo magnifico cazzo e cominciai a succhiarlo come so fare. Lui mi guidava la pompata premendomi la testa spingendo il più possibile. Quando fu durissimo mi fermò la pompata e mi fece mettere a pecora sul letto dicendomi "Ora t'inculo!". "Ti metti il preservativo? Chiesi io timidamente - "No, il mio cazzo lo devi sentire bene dentro, però ti metto un po' di crema, sennò ti spacco!" Io pensai "meno male, in fondo è gentile, non vuole farmi male" Ma ero un illuso.
Mi afferrò le chiappette con le mani allargandole al massimo, mi spalmò la crema con le dita frugandomi dentro, poi mi appoggiò la cappella calda sull'ano. Sentii il suo cazzo duro penetrarmi il culo e affondare dentro per metà, poi cominciò a stantuffarmi con una foga incredibile. "Tò, tò ... prendilo in culo, tò, tò, frocetta!" diceva mentre i colpi diventavano sempre più decisi e profondi. Io ansimavo come una vacca in calore e lui cercava di mettermelo tutto dentro. Dopo 15 minuti di chiavata esclamai "Oh mamma... mi sfondi!", pensando che si eccitasse per farlo venire, perchè adesso il culo mi bruciava davvero e lui continuava come un martello pneumatico. Di colpo si fermò, lo tirò fuori dal mio culo e afferrandomi un braccino mi tirò giù dal letto e mi fece mettere in ginocchio davanti allo specchio dell'armadio. Cominciò a masturbarsi freneticamente sul mio viso fino a che vidi la sborra che mi schizzava addosso. Mi riempì la faccia di sperma denso e non contento mi sputò anche in mezzo agli occhi. Dopo essersi scaricato mi disse: "Guardati allo specchio... lo vedi che ti ho riempito come una vera troia? Tua mamma sarebbe contenta di vederti così, vero?" Io mi guardai, vidi il mio viso con la sborra e la saliva che mi colava e dissi: "Si, mamma, sono diventata una troia, sei contenta?"
Tornato a casa pensai che la cosa sarebbe finita lì, oppure che sarebbe passata una settimana (anche per far riposare il mio culetto) invece il sabato pomeriggio mi chiamò di nuovo. Alle 16 andai lì e dopo 5 minuti eravamo già nudi sul divano a slinguarci. Lui si mise in ginocchio e io sotto di lato che gli facevo una pompa. All'improvviso mi diede una sculacciata sulla chiappetta e non so perchè la cosa mi eccitò molto e presi a succhiargli il cazzo come un aspirapolvere. Lui capì e continuò a sculacciarmi sempre più forte fino a farmi le chiappette tutte rosse. Poi all'improvviso si fermò, si mise seduto sul divano e mi fece mettere verso di lui a smorzacandela sul suo cazzo dritto. Una volta entrato in culo mi tirò a sè riprese a sculacciarmi. Non capivo più nulla, le chiappe mi bruciavano, il suo cazzo mi stantuffava il culo e io piangevo di piacere e dolore. Poi mi staccò da lui, mi diede uno schiaffo sul viso e mi disse: "Non è mica finita qui, troietta. Mettiti a 90 sul tavolo che voglio ingravidarti". Ubbidii e lui mi venne sopra chiavandomi con la forza di un toro; sentii le sue palle sbattere sulle mie chiappette mentre io piangevo e dicevo "basta, basta!" ma lui continuava deciso, fino a quando urlò "Sborrrrroooo" e sentii il suo sperma caldo entrami nell'intestino. Mi aveva ingravidato come una vacca e mi sentivo appagato per questo. La sborra mi colava tra le cosce e lui rideva dicendomi "Sei una troia rottainculo, lo sai?"
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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