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incesto

Che famiglia 3 (cosa sono diventata)


di ScrittoreAcerbo
28.11.2025    |    3.294    |    0 9.9
"Ero venuta vedendo i miei figli scopare, ero una madre degenerata? Una donna infoiata? Una troia da strada? Non sapevo più cosa pensare di me, mai mi sarei immaginato che avrei potuto vivere..."
Mi capita spesso di scendere in magazzino e vedere se qualcuno in turno ha bisogno di una mano e non ci trovai nulla di strano nel farlo anche quel giorno, se non fosse per quello che udirono le mie orecchie una volta arrivata nei pressi della porta che dava al nostro luogo di lavoro.

“Cazzo, si fratellino, leccami la figa. Fai venire questa puttana vogliosa di cazzo”.
“Leccami la figa”? “Puttana vogliosa di cazzo”? “Fratellino”?
Il mio cervello non riuscì a capire la situazione fino a quando non mi sporsi abbastanza per vedere.
Lo spettacolo che ebbi davanti ai miei occhi superò ogni mia peggior perversione.

Mia figlia, Alessia, era seduta sulla scrivania del magazzino. Le gambe, nude e spalancate, accoglievano la testa di capelli castano chiaro di mio figlio, Luca. Dal rumore e dal movimento che stava facendo non mi ci volle molto per capire che stavano facendo del sesso orale.
Riuscii a notare la mano destra di Alessia che, stingendo una ciocca di capelli del fratello, lo indirizzava verso il luogo più sensibile del godimento femminile.

Devo ammettere che fu strano capire che quella visione non mi dava rabbia.
Vedere Alessia, in tutta la sua bellezza, lasciarsi andare in quel modo, con i capelli neri che a ciocche iniziavano a svolazzargli sul viso, con gli occhi chiusi alla ricerca del miglior piacere e la bocca spalancata al fine di emettere suoni di godimento, mi diede un senso di pace e di eccitazione che difficilmente riuscirei a spiegare.

Le ci volle poco per arrivare al culmine.
Il suo petto prese a gonfiarsi sempre più velocemente, la presa su suo fratello sempre più stretta e i suoi gemiti più acuti. Quello fu il primo orgasmo che vidi fare a mia figlia.

Quell’episodio cambiò tutto.
Vederla tremare mentre mio figlio si rialzava, con la bocca luccicante dovuta agli umori della sua consanguinea, mi diede una vampata di calore in mezzo alle cosce che mai provai in vita mia.
Mi persi nei miei pensieri, guardandoli scambiarsi un bacio che di fraterno aveva ben poco.
Non ero arrabbiata e non stavo trovando una particolare attrazione fisica per loro, eppure mi scoprii eccitata come non mai da quella situazione.
Mi estraniai dalla scena per cercare di capire cosa mi portasse a questo. Ero una maniaca? Ero una madre degenere? Era colpa mia se i miei figli si comportavano in questo modo?

Non feci in tempo a darmi una risposta che i miei pensieri furono interrotti da un gemito di Alessia.
Persa nei meandri della mia testa, non mi ero accorta che Luca fosse a petto nudo e che fosse per tutta la sua grandezza dentro sua sorella. Le braccia le tenevano alte le gambe, in modo da avere le sue ginocchia sulle spalle e la stava scopando con colpi lenti e profondi.
Fu uno spettacolo. Gli addominali tenuti duro dallo sforzo, la pelle chiara e resa luccicante dal sudore, il fare avanti e indietro del bacino che faceva muovere il suo corpo fino al ciuffo castano davanti alla fronte.. tutto di lui faceva capire che fosse nato per scopare.
Non era da meno Alessia, con quel ghigno di godimento stampato sul volto, la testa a penzoloni e le frasi sconnesse che chiedevano solo di ricevere quel trattamento ancora e ancora.
Sembravano nati solo per fare quello.

Mentre osservavo quei due animali cercavano di sfruttarsi a vicenda alla ricerca del massimo punto di godimento, sentii uno spasmo arrivare dal mio basso ventre e salire andando ad infiammare tutto il mio corpo.
Ero cosi presa da loro che non mi ero accorta che, in maniera incontrollata, avevo posizionato una mano sul mio seno destro e che stavo tirando con forza il capezzolo posto al centro della mia quarta e che due dita dell’altra mano erano conficcate dentro di me. Il movimento della mano aveva portato il palmo della mano a premere sul clitoride facendomi trovare ad un passo dal momento fatidico in cui avrei avuto un orgasmo causato dai miei figli.
Cosa stavo facendo? Godere guardando due ragazzi che facevano un incesto? I miei figli per giunta? Dovevo smettere subito e fermare questo abominio.

“Cazzo, sì Luca, spacca la figa di quella puttana di tua sorella”.
Sentire queste parole da Alessia mi fece capitolare. Le gambe presero a vibrare e dovetti mordermi la mano per non urlare il mio orgasmo.
I miei umori mi riempirono la mano e feci appena in tempo a rimettere insieme le ultime forze per correre via prima che sentissi Alessia urlare un orgasmo che non aveva nulla di umano.

Corsi verso casa cercando di rielaborare ciò che era successo ma non mi fu possibile. Rivedevo solo i due giovani corpi che si fondevano l’uno dentro l’altra e non riuscivo a non pensare all’intensità dei loro orgasmi e a ciò che mi avevano procurato. Ero sconvolta.

Quando fui in casa mi accasciai a terra, con le spalle contro la porta, le mani in faccia e mille pensieri che mi passavano per la mente.
Ero venuta vedendo i miei figli scopare, ero una madre degenerata? Una donna infoiata? Una troia da strada?
Non sapevo più cosa pensare di me, mai mi sarei immaginato che avrei potuto vivere un'esperienza simile. Mai avrei immaginato di poter reagire in quel modo.

Lì sul freddo del pavimento di casa mia, sentii un calore tornare a crescere dentro di me. Ero sconvolta emotivamente ma non fisicamente. La mia mano andò sotto le mutande e mi riscoprii bagnata. Fu una cosa automatica. L'indice ed il medio si unirono ed entrarono nella mia carne, il pollice si posò sul bottone della mia parete vaginale.
Le immagini di Alessia e Luca che si davano piacere non consapevoli di avermi come loro spettatrice mi tornarono alla mente.
Mi tornò alla mente la faccia travolta dal godimento di mia figlia durante il suo primo orgasmo, l'addome di Luca che si contraeva ad ogni spinta dentro sua sorella, i loro versi di godimento.

Di questi ultimi ne ebbi uno anche io, e poi un altro e un altro ancora. In poco tempo i miei umori erano sul pavimento davanti alla porta, la mia bocca aperta cercava aria e la mia faccia paonazza cercava di tornare al suo colorito originale.
Non mi importava se ero una madre immonda o una donna della peggior specie, volevo solo rivivere queste emozioni.

Spalancai gli occhi.
All’improvviso capii cosa era davvero importante e di cosa avevo un estremo bisogno: dovevo rivederli

Mio Dio, cos’ero diventata…

CONTINUA..

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