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La cosa più naturale del mondo


di Membro VIP di Annunci69.it bolleblu
16.09.2025    |    4.082    |    5 9.4
"Quando tutto finì, rimasero stese l'una sull'altra, il respiro ancora irregolare..."
La canzone andava avanti. In quel momento, il mondo esterno scomparve. Non c'erano più i ragazzi con i capelli verdi, né il fumo, né la gente che ballava. C'erano solo loro due, in quell'angolo, illuminate da una luce interiore che si era accesa per la prima volta.
Marina, mossa da un impulso improvviso, prese la mano di Giovanna. Non era un gesto di conforto, ma qualcosa di diverso, un contatto che le fece tremare. Giovanna le strinse la mano, e Marina ricambiò la pressione.
"Marina..." mormorò Giovanna, la sua voce incrinata.
Marina non rispose a parole. Si avvicinò lentamente e, con una delicatezza che le sorprese entrambe, le posò un bacio sulle labbra. Non fu un bacio appassionato, ma un bacio pieno di timidezza, di scoperta, di una verità che aveva aspettato decenni per venire alla luce. Un bacio che le fece capire che non era mai stata sola. Aveva solo aspettato la persona giusta, al posto giusto, al momento giusto.

Quando si separarono, le note della canzone erano quasi finite.
"Non... non mi aspettavo questo," disse Giovanna, la voce ancora tremante.
"Nemmeno io," rispose Marina, un sorriso che le illuminava il viso in un modo che non aveva più fatto dai tempi di Lorenzo. "Ma è come se fosse la cosa più naturale del mondo."

"Andiamo a casa mia," propose Marina, la voce un soffio.
Giovanna annuì, senza esitazione. Arrivate nell'appartamento di Marina, la porta si chiuse dietro di loro, isolandole dal mondo. Il silenzio era denso di aspettativa. Giovanna si tolse la giacca, ma non sapeva bene cosa fare. Marina si avvicinò e le prese il viso tra le mani.
"Non avere paura," mormorò.
"Non ho paura," rispose Giovanna, “voglio la tua lingua, voglio sentirla!”
Marina la baciò di nuovo, e questa volta il bacio era più profondo, più sicuro. Le loro labbra si cercarono, le lingue si incontrarono, assaporando un gusto che era al tempo stesso nuovo e familiare. Le mani di Marina scivolarono lungo la schiena di Giovanna, accarezzando la pelle nuda sotto il vestito. Giovanna chiuse gli occhi, abbandonandosi a quella sensazione meravigliosa. Il suo corpo un vulcano, la sua figa in fiamme.
Si spostarono lentamente verso il divano. I vestiti caddero, lasciando le loro curve esposte alla luce fioca. Le mani di Marina accarezzarono il ventre di Giovanna, risalendo fino alle tette, disegnando cerchi con i polpastrelli. Giovanna gemette, un suono che non sapeva di poter emettere. Il piacere era un'onda che montava, un calore che si diffondeva dal profondo del suo corpo giù fino alle pareti della figa ormai intrisa di umori.

Marina si chinò, e Giovanna si sentì morire. Le labbra di Marina cercarono la sua figa. All'inizio fu un tocco leggero, quasi timido, poi più deciso. La sensazione era travolgente, un misto di tenerezza, desiderio e una profonda, inaspettata voglia di sesso. Era un linguaggio che non conoscevano, ma che parlavano perfettamente.
Con una delicatezza infinita, Marina iniziò a lavorare con le dita. Le sue carezze intime erano mirate, pazienti, un'arte che sembrava aver sempre saputo, pur non avendola mai praticata. Le dita si mossero lentamente, esplorando la pelle morbida, la consistenza del pelo curato, trovando il punto esatto che faceva sussultare Giovanna. “Scopami amore! Fammi godere!”
Poi, con un gesto di profonda devozione, Marina si chinò ancora di più. La sua lingua cercò e trovò il piccolo punto di piacere. I gemiti di Giovanna si mescolarono al respiro affannoso di Marina. La sua bocca divenne uno strumento di piacere intenso e incontrollabile, che saliva, ondata dopo ondata.
E poi, inaspettato, accadde. Un'esplosione di piacere che non aveva mai sperimentato, un'ondata di calore che la fece tremare. Si sentì rilasciare un fiotto di liquido caldo e abbondante, un'emozione che la confuse e la liberò allo stesso tempo. Non era solo un orgasmo, ma un cataclisma, un'eruzione di piacere.
Quando tutto finì, rimasero stese l'una sull'altra, il respiro ancora irregolare. Il corpo di Giovanna era una pozza di morbidezza e abbandono. "Cos'era... quello?" sussurrò, la voce rotta da un misto di stupore e felicità.
Marina le sorrise, un sorriso che le illuminava il viso in un modo che non aveva più fatto dai tempi di Lorenzo. "Non lo so. Ma è come se fosse la cosa più naturale del mondo."
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