orge
Piacere interrotto: vecchie conoscenze
bolleblu
11.03.2026 |
1.620 |
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"Jean cercò la bocca di Luc voltando la testa, e i due si scambiarono un bacio brutale, fatto di morsi e lingue che si intrecciavano, mentre i loro bacini continuavano a scontrarsi senza sosta..."
«Parliamo fuori da qui,» rispose Marta, rinfoderando il rasoio e guardando i due corpi a terra. «E se provi a fregarmi, non ci sarà bisogno di un posacenere per finirti.»Il chiarimento avvenne ore dopo, in una villa sicura affacciata sulle scogliere. Elena non era una nemica, ma una "pulitrice" indipendente incaricata di proteggere l'archivio eliminando chiunque lo seguisse. Aveva usato Marta come esca, è vero, ma la passione tra loro era stata l'unica variabile fuori controllo. «Siamo sulla stessa barca, Marta. E l'unico modo per goderci la libertà è sparire dove nessuno ci cercherà.»
Due settimane dopo, il calore del sud della Francia le avvolgeva. Si trovavano nel cuore pulsante del libertinaggio mondiale: Cap d'Agde. Per celebrare la scampata morte e la nuova alleanza, avevano scelto il club privé più esclusivo della zona, il Glamour.
L'aria all'interno del club era satura di profumi costosi, sudore e desiderio. Marta ed Elena entrarono già nude, attirando immediatamente l'attenzione. Un uomo imponente di nome Jean, dalla pelle olivastra e un cazzo enorme, lungo almeno 25 centimetri e spesso come un avambraccio, si avvicinò a loro.
Marta non perse tempo. Si inginocchiò davanti a lui, afferrando quell'asta turgida e venosa, iniziando a succhiarlo con colpi di gola profondi, mentre Elena si posizionava dietro Jean. La ragazza iniziò a leccargli il buco del culo con voracità, mentre le sue dita cercavano la figa di Marta che sporgeva in avanti. Jean gemeva, le mani poggiate sulle teste delle due donne.
L'azione si fece frenetica. Marta venne fatta stendere su un divano di pelle nera. Jean la penetrò con una spinta brutale, dilatandola al limite, mentre Elena si accovacciava sul viso di Marta. In un incrocio lesbo torbido, Marta leccava freneticamente il clitoride di Elena mentre veniva posseduta dall'uomo. Elena, eccitata dal ritmo di Jean, iniziò a squirtare copiosamente, inondando il viso di Marta di succhi caldi che lei ingoiò con avidità.
«Ora la mano... la voglio tutta!» urlò Elena.
Marta, mentre Jean continuava a pompare forte, lubrificò la mano libera e la spinse con decisione dentro Elena. Il fisting le fece inarcare la schiena, le pareti vaginali che schioccavano sotto la pressione delle nocche.
Il vapore e l'odore del sesso estremo nel club di Cap d'Agde sembravano farsi ancora più densi mentre l'attenzione di tutti si concentrava su Jean che, con il suo fisico statuario, era ancora piantato dentro Marta. Nel frattempo, un tipo massiccio con la barba incolta e lo sguardo famelico di nome Luc, trasformò l'atto in qualcosa di ancora più crudo e selvaggio.
Luc si posizionò dietro Jean, afferrandogli i fianchi con mani callose che affondavano nei muscoli dei glutei. Non ci fu bisogno di parole. Luc lubrificò la punta del suo cazzo, altrettanto imponente e turgido, con la propria saliva e quella che colava dalle cosce delle donne, poi spinse con una forza animalesca. Jean emise un ruggito che non era solo dolore, ma una scarica di piacere proibito che gli fece vibrare l'intero corpo. Il buco del culo di Jean si tese al limite, accogliendo la cappella larga di Luc che penetrava centimetro dopo centimetro, dilatandolo fino a farlo scoppiare.
Mentre Jean continuava a martellare Marta con colpi di bacino furiosi, Luc lo scopava da dietro con un ritmo sincopato e violento. Si sentiva il rumore sordo delle palle di Luc che sbattevano contro le natiche di Jean, un suono ritmico e bagnato che eccitava le donne al limite del delirio. Jean, stretto in quella morsa di carne, sentiva il proprio cazzo dentro Marta diventare ancora più duro, pompato dalla pressione che Luc esercitava sulla sua prostata ad ogni affondo profondo.
Jean cercò la bocca di Luc voltando la testa, e i due si scambiarono un bacio brutale, fatto di morsi e lingue che si intrecciavano, mentre i loro bacini continuavano a scontrarsi senza sosta. Luc non dava tregua: afferrava Jean per il collo, tirandolo a sé mentre lo incitava con grugniti sporchi, godendo della sensazione del proprio uccello che veniva stretto dalle pareti anali di Jean, calde e lubrificate.
Elena, davanti a loro, non riusciva a staccare gli occhi da quella scena. Si avvicinò e iniziò a leccare le palle di Luc che oscillavano furiosamente, mentre Marta, sotto Jean, sentiva ogni spinta di Luc ripercuotersi attraverso il corpo dell'uomo sopra di lei, creando una vibrazione continua che la faceva squirtare a ripetizione.
L'apice arrivò quando Luc, con un ultimo affondo che portò il suo cazzo a toccare il fondo delle viscere di Jean, esplose. Jean ruggì mentre sentiva il fiotto caldo e abbondante della sborra di Luc riempirgli il culo, una sensazione che lo spinse oltre il limite. Nello stesso istante, Jean sborrò dentro Marta con una forza tale da farle inarcare la schiena, mentre Elena raccoglieva tra le mani gli schizzi di sperma che colavano dai corpi dei due uomini, portandoli alla bocca in un rito di pura lussuria.
Arrivò poi il momento della doppia penetrazione. Jean spinse il suo cazzo enorme nel culo di Marta, mentre l'altro uomo la penetrava davanti. Marta urlava di piacere puro, il corpo teso come una corda di violino. Elena, davanti a lei, riceveva la sborra di un terzo uomo direttamente in bocca, ingoiando ogni goccia prima di baciare Marta e passargli quel poco che restava di quel succo di cazzo, come amava definirla.
L'orgasmo collettivo fu un'esplosione di fluidi. Jean sborrò dentro Marta con getti potenti, mentre lei squirtava di nuovo, bagnando l'uomo che la possedeva davanti. Si accasciarono tutti sul divano, un groviglio di corpi sudati e soddisfatti.
Elena però non era sazia e continuava a sgrillettarsi mentre beveva altra sborra da due giovanotti che fino a un attimo prima si succhiavano il cazzo tra di loro, in un 69 molto sexy.
Il mattino dopo, passeggiando sulla spiaggia naturista di Cap d'Agde, Marta ed Elena godevano del sole tiepido. Marta si sentiva finalmente leggera, ma il suo istinto non dormiva mai. Si fermò di colpo quando vide due donne sdraiate poco lontano, intente a spalmarsi l'olio solare con una sensualità familiare.
Marta impallidì. Le riconobbe dai tatuaggi e dal modo in cui si guardavano.
«Non può essere...» sussurrò.
Elena si accigliò. «Chi sono?»
Marta non staccò gli occhi da loro. «Pat ed Eva. Le ultime persone che avrei voluto vedere in questo paradiso. Se sono qui, la nostra vacanza è appena finita.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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