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La Nascita di GangBangToscana


di Membro VIP di Annunci69.it GangBangToscana
05.11.2026    |    76    |    0 6.0
"Avevamo finalmente un luogo dove incontrarci, organizzare le nostre serate e ospitare persone interessate a partecipare..."
CAPITOLO 6

La nascita di GangBangToscana

PARTE PRIMA

2002–2005 – Cinque amici, Internet e una storia d'amore inaspettata

Dopo la prima gangbang

Quella prima esperienza del 2002, organizzata quasi per caso in un appartamento tra Firenze e Pistoia, mi aveva aperto un mondo.

Non avevamo un nome, non esisteva nessuna organizzazione e nessuno di noi aveva immaginato di dare vita a qualcosa che sarebbe durato negli anni.

Eravamo semplicemente cinque amici, alcuni anche colleghi di lavoro, che avevano scoperto di condividere una particolare fantasia sessuale.

La cosa mi era piaciuta.

E avevo voglia di ripeterla.

Ma c'era un problema piuttosto evidente.

Trovare cinque uomini disponibili a partecipare a una gangbang non era certamente difficile.

Trovare una donna che desiderasse davvero vivere quell'esperienza era tutta un'altra storia.

E soprattutto bisognava trovare persone interessate a incontrarsi realmente, non soltanto a fantasticare davanti a un computer.

La pesca a strascico

Cominciai così a utilizzare Internet in una maniera decisamente più mirata.

Frequentavo già da anni le chat e i siti di incontri, quindi sapevo muovermi abbastanza bene.

Preparai un messaggio semplice, diretto e senza troppi giri di parole.

«Ciao, piacere, sono Marco. Potrebbe interessarti giocare in GangBang con cinque uomini contemporaneamente?»

Tutto qui.

Niente presentazioni interminabili.

Niente frasi romantiche.

Nessuna promessa di cene a lume di candela.

La domanda era chiara.

E altrettanto chiara poteva essere la risposta.

Incollavo quel messaggio su quattro o cinque siti differenti, alcuni dedicati allo scambismo e altri agli incontri tradizionali.

Lo inviavo a numerose donne, naturalmente maggiorenni, senza sapere in anticipo chi potesse essere interessata.

Avevo dato un nome a quel metodo.

Pesca a strascico.

Un'espressione poco romantica, lo ammetto.

Ma descriveva perfettamente quello che facevo.

Mandavo tanti messaggi e aspettavo di vedere se qualcuno abboccava.

La maggior parte delle risposte era negativa.

Alcune donne non rispondevano affatto.

Altre mi mandavano direttamente a quel paese.

Qualcuna pensava che stessi scherzando.

E qualcun'altra era semplicemente incuriosita.

La cosa che mi sorprese maggiormente fu che, spesso, ricevevo più risposte interessate dai siti di incontri tradizionali che da quelli espressamente dedicati allo scambismo.

Probabilmente perché molte persone avevano fantasie che non avevano mai avuto occasione di esprimere apertamente.

Naturalmente una risposta incuriosita non significava automaticamente un incontro.

C'era da conoscersi, parlare, capire se la persona fosse realmente interessata e organizzare tutto.

Ma avevo trovato un sistema per entrare in contatto con donne che condividevano quella fantasia.

E cominciò a funzionare.

Cinque uomini, senza un nome

Tra il 2002 e il 2005 continuammo a organizzare incontri occasionali.

Il gruppo era formato indicativamente da cinque uomini, anche se non erano sempre gli stessi.

Qualcuno cominciava una relazione sentimentale e smetteva di partecipare.

Qualcun altro si sposava.

Altri, semplicemente, perdevano interesse.

Così ogni tanto cambiava qualche componente.

Io rimanevo quello che si occupava maggiormente dei contatti.

Utilizzavo i miei profili personali e cercavo donne interessate a incontrarci.

Non avevamo una sede.

Non avevamo un marchio.

Non avevamo una pagina dedicata.

E non guadagnavamo nulla da quegli incontri.

Era soltanto una passione condivisa.

La nostra vita quotidiana proseguiva normalmente, tra lavoro, amicizie e relazioni sentimentali.

Per me, in particolare, continuava anche la frequentazione del mondo della musica house.

E proprio in quell'ambiente, nel 2005, avrei conosciuto una donna destinata a cambiare completamente le mie abitudini.

Rebecca

Nel 2005 lavoravo anche come vocalist nelle discoteche.

Mi piaceva stare al microfono, coinvolgere il pubblico e contribuire all'atmosfera delle serate.

Avevo inoltre cominciato a mettere musica come DJ durante alcuni aperitivi nei locali fiorentini.

Fu in quel periodo che conobbi Rebecca.

Era napoletana.

Alta, formosa, con una presenza che difficilmente passava inosservata.

Lavoravamo nello stesso ambiente.

La trovavo molto attraente, ma inizialmente evitai di farmi avanti.

Non perché mi mancasse il coraggio.

Semplicemente, quando frequenti gli stessi ambienti professionali, una storia finita male può complicare parecchio le cose.

E io, almeno quella volta, avevo deciso di comportarmi con una certa prudenza.

Una prudenza che sarebbe durata molto poco.

Un cuore disegnato sul vetro

Una sera stavo mettendo musica durante un aperitivo in un locale di Firenze.

Ero all'interno, impegnato con la consolle.

A un certo punto vidi Rebecca dall'altra parte della vetrata.

Si avvicinò.

Mi guardò.

E con le mani disegnò un cuore sul vetro.

Un gesto semplice.

Ma assolutamente inequivocabile.

A quel punto non avevo più nessuna ragione per continuare a fare quello prudente.

Lasciai per un momento la consolle e uscii.

La raggiunsi.

E la baciai.

Non fu un bacetto timido o un saluto affettuoso.

Fu un bacio appassionato.

Di quelli che ti fanno capire immediatamente che fra due persone c'è qualcosa di importante.

Da quella sera cominciò la nostra storia.

La donna che mi fece fermare

Con Rebecca accadde qualcosa che, fino a quel momento, non mi era mai successo.

Mi innamorai profondamente.

Non era soltanto attrazione fisica.

Non era una delle tante frequentazioni nate in discoteca.

Era una donna con la quale desideravo stare davvero.

E la cosa più sorprendente fu quello che accadde alle mie abitudini.

Smisi di cercare incontri attraverso Internet.

Smisi di partecipare alle gangbang.

Smisi perfino di organizzarle per gli amici.

Chiusi completamente quella parte della mia vita.

Non perché Rebecca mi avesse imposto qualcosa.

Ma perché non ne sentivo più il bisogno.

Ero innamorato.

E, per una volta, non avevo alcuna voglia di cercare altrove.

Dal 2005 fino all'agosto del 2007 rimasi fedele a Rebecca.

Per uno che negli anni precedenti aveva tradito anche donne alle quali voleva sinceramente bene, era un cambiamento enorme.

Ma non mi pesava affatto.

Anzi.

Con lei avevo trovato una complicità che rendeva tutto il resto poco interessante.

Un amore diverso dagli altri

Rebecca non fu semplicemente una parentesi sentimentale.

Fu una delle persone più importanti della mia vita.

Anzi, ripensandoci oggi, nel 2027, posso dire che è stata probabilmente la donna che ho amato più intensamente.

Avevamo caratteri forti.

Eravamo passionali.

Ci cercavamo continuamente.

E la nostra intesa non si limitava alla vita quotidiana.

Anche sessualmente vivevamo una relazione fuori dal comune.

Ma quello che rendeva Rebecca diversa dalle altre donne non era soltanto il sesso.

Era il fatto che, per la prima volta, avevo scelto spontaneamente di rinunciare a tutte quelle esperienze che fino a poco tempo prima consideravo indispensabili.

Avevo smesso di organizzare incontri di gruppo.

Avevo abbandonato i siti.

Avevo messo da parte il mondo trasgressivo.

Non sapevo ancora che quella storia sarebbe finita.

E soprattutto non immaginavo che la sua conclusione avrebbe segnato la nascita di qualcosa di completamente nuovo.

Per il momento, però, ero soltanto un uomo innamorato.

E mi bastava.

Rebecca, una donna fuori dagli schemi

Quando cominciai a frequentare Rebecca, nel 2005, avevo già alle spalle un bel po' di esperienze.

Donne single, sposate, mature, incontri occasionali, coppie cuckold e perfino le prime gangbang.

Non ero certamente uno che si scandalizzava facilmente.

Eppure Rebecca riuscì a sorprendermi.

Era napoletana, alta, formosa, con un carattere che non passava inosservato e una sessualità altrettanto esplosiva.

Non era una donna che aspettava sempre che fosse l'uomo a prendere l'iniziativa.

Sapeva quello che voleva e non aveva problemi a farlo capire.

Tra noi il sesso occupava una parte enorme della relazione.

Scopavamo spesso, senza particolari tabù e senza quella finta delicatezza che a volte si usa per rendere rispettabile anche ciò che rispettabile non deve necessariamente essere.

Ci piacevano le parole crude, le provocazioni e le esperienze fuori dagli schemi.

Il sesso anale faceva parte della nostra intimità.

Non era una fantasia da confessare sottovoce.

Era qualcosa che desideravamo entrambi e che vivevamo senza imbarazzi.

Con Rebecca potevo essere completamente me stesso, anche nelle mie fantasie più trasgressive.

E lei non era certamente da meno.

La sfida dei venti orgasmi

Rebecca aveva una capacità orgasmica che non avevo mai incontrato prima.

Poteva raggiungere il piacere ripetutamente, anche a distanza di pochissimo tempo.

Un giorno, durante una delle nostre conversazioni provocatorie, nacque una sfida.

Voleva vedere fino a dove saremmo riusciti ad arrivare.

Io accettai.

E, conoscendo il mio carattere, non avevo nessuna intenzione di arrendermi facilmente.

Quella volta dedicammo ore intere al sesso orale.

La leccai per ore, raccogliendo la sfida che mi aveva lanciato.

Non ricordo quante volte pensai che avessimo raggiunto il limite.

Ma Rebecca continuava a sorprendermi.

Alla fine arrivammo a venti orgasmi.

Venti orgasmi in un solo incontro.

Io ne avevo avuto uno.

Lei venti.

Una sproporzione talmente assurda che ancora oggi, ripensandoci, mi viene da sorridere.

Ero abituato a donne disinibite, ma non mi era mai capitato niente del genere.

Non fu una semplice scopata.

Fu una sfida sessuale durata ore, una di quelle esperienze che ti rimangono impresse anche dopo vent'anni.

Lo squirting

Con Rebecca scoprii anche lo squirting.

Ne avevo sentito parlare, ma fino a quel momento non avevo mai avuto una compagna con la quale sperimentarlo direttamente.

Rebecca viveva il piacere in maniera estremamente libera.

Non cercava di trattenere le proprie reazioni e non si preoccupava di apparire composta.

Tra noi non esisteva il problema di dover sembrare una coppia perbene quando eravamo soli.

Se qualcosa ci piaceva, lo dicevamo.

Se volevamo sperimentare, lo facevamo.

E se una fantasia ci incuriosiva, non avevamo bisogno di inventare mille giri di parole per parlarne.

Era proprio questa libertà a rendere la nostra intesa così particolare.

Il sesso anale

Un altro aspetto importante della nostra relazione era il sesso anale.

Avevo già avuto numerose esperienze di quel tipo negli anni precedenti, ma Rebecca lo viveva con una naturalezza e una disinvoltura che mi piacevano da morire.

Le inculate non erano un episodio occasionale della nostra vita sessuale.

Facevano parte delle nostre abitudini.

Non c'erano imbarazzi, finzioni o atteggiamenti da finta santarellina.

Rebecca era una donna che sapeva esprimere chiaramente i propri desideri.

E io ero uno che non aveva mai avuto particolare difficoltà a parlare di sesso in maniera esplicita.

Tra noi il linguaggio poteva essere volgare, provocatorio e decisamente poco romantico.

Ma era il nostro modo di vivere l'intimità.

Non dovevamo dimostrare niente a nessuno.

La notte della frusta a sette code

Una delle esperienze più particolari con Rebecca cominciò durante una serata in discoteca.

Quella notte lavoravo come animatore in un evento a tema sadomaso.

Ero vestito per l'occasione e avevo una frusta di pelle a sette code.

Rebecca era con me in discoteca.

Passammo la notte nel locale e tornammo a casa all'alba.

Non fu una di quelle mattine nelle quali rientri, ti togli le scarpe e crolli immediatamente sul letto.

Avevamo ancora voglia di stare insieme.

Finimmo a fare sesso.

A un certo punto, mentre stavamo già scopando, Rebecca prese la frusta e me la passò direttamente.

Fu lei a introdurla in quel momento.

Non ci fu la scena che si potrebbe immaginare, con una lunga conversazione sulla frusta ritrovata in un cassetto.

Non andò affatto così.

Eravamo tornati dalla discoteca, stavamo facendo sesso e Rebecca prese l'iniziativa.

La situazione diventò particolarmente intensa e sperimentammo anche pratiche sadomaso con la frusta.

Fu una delle nostre esperienze più spinte.

Rebecca aveva un modo tutto suo di sorprendermi.

E quella mattina, dopo una notte trascorsa in discoteca, me ne diede un'altra dimostrazione.

Quando il carattere diventava un problema

Naturalmente Rebecca non era soltanto sesso.

Aveva anche un carattere esplosivo.

E io non ero certamente un santo.

Quando discutevamo, nessuno dei due era particolarmente bravo a fare un passo indietro.

Le litigate potevano diventare molto accese.

In alcune occasioni Rebecca arrivò a prendermi a schiaffi.

Anche in pubblico.

Non erano giochi erotici e non avevano niente a che vedere con le nostre fantasie sessuali.

Erano litigi veri.

Per un certo periodo lasciai correre.

Ma nell'agosto del 2007 accadde qualcosa che segnò definitivamente la fine della nostra relazione.

Lo schiaffo sulla spiaggia

Era una domenica d'agosto.

Eravamo al mare, in una spiaggia piena di gente.

Durante una discussione Rebecca mi mollò uno schiaffo davanti a tutti.

Quella volta mi girarono davvero i coglioni.

Non era la prima volta.

E soprattutto non avevo più voglia di sopportare una situazione del genere.

Mi sentii umiliato.

Decisi di lasciarla.

Dopo oltre due anni insieme, la nostra storia finì così.

Non perché avessi conosciuto un'altra donna.

Non perché avessi ripreso a frequentare le chat.

E nemmeno perché fossi tornato alle gangbang.

Finì perché quella volta dissi basta.

Dopo Rebecca

Nei mesi successivi provai a recuperare il rapporto.

Mi mancava, e non ho motivo di negarlo.

Nonostante le discussioni e gli episodi spiacevoli, avevamo condiviso una relazione molto intensa.

La ricontattai, cercando di capire se fosse possibile ricominciare.

Ma Rebecca aveva preso la propria decisione.

Non voleva tornare con me.

Mi bloccò.

E io rispettai la sua volontà.

Ripensandoci nel 2027, Rebecca rimane una delle donne più importanti che abbia conosciuto.

Non perché fosse tutto perfetto.

Non lo era affatto.

Ma perché, dal 2005 all'agosto del 2007, ero stato completamente fedele a lei.

Avevo abbandonato chat, incontri occasionali e gangbang.

Non avevo nemmeno continuato a organizzarle per gli amici.

Ero uscito completamente da quel mondo.

Per uno con il mio passato, era successo qualcosa di davvero insolito.

Il ritorno alle gangbang

Nel 2007 mi ero trasferito nella Toscana meridionale, vicino al mare.

Avevo una casa tutta mia.

Ero nuovamente single.

Dopo la fine della relazione con Rebecca, cominciai a riprendere i contatti con gli amici che avevano partecipato alle esperienze di gruppo negli anni precedenti.

Tornai a frequentare i siti di incontri trasgressivi.

E ricominciai a utilizzare il sistema che avevo inventato anni prima.

La pesca a strascico.

Messaggi diretti, inviati a donne e coppie potenzialmente interessate a incontri di gruppo.

Ma questa volta volevo fare qualcosa di diverso.

Non avevo più intenzione di presentarmi soltanto con il mio profilo personale.

Volevo dare un nome a quel gruppo di amici.

Qualcosa che fosse immediatamente riconoscibile.

Nasce GangBangToscana

Scelsi un nome che non aveva bisogno di spiegazioni.

GangBangToscana.

Era il 2007.

Creai un profilo dedicato su uno dei principali siti italiani frequentati da coppie scambiste, cuckold e persone interessate agli incontri trasgressivi.

Non era una società.

Non era un'attività commerciale.

Non c'erano dipendenti, uffici o guadagni.

Eravamo semplicemente un gruppo di amici che condividevano la stessa passione.

Indicativamente cinque uomini.

La mia casa diventò il nostro punto di riferimento.

Avevamo finalmente un luogo dove incontrarci, organizzare le nostre serate e ospitare persone interessate a partecipare.

E avevamo un nome.

GangBangToscana.

Venticinque anni di esperienze, venti anni di GangBangToscana

Oggi, nel 2027, sono passati venticinque anni dalla mia prima gangbang del 2002.

E vent'anni dalla nascita del nome GangBangToscana.

Tutto era cominciato con cinque amici e una proposta fatta quasi per caso dopo una notte in discoteca.

Poi erano arrivati gli incontri organizzati attraverso Internet.

La storia con Rebecca aveva interrotto completamente quella parte della mia vita per oltre due anni.

E la fine della nostra relazione aveva coinciso con il mio ritorno a quel mondo.

Ma questa volta avevamo un'identità precisa.

Un nome che, negli anni successivi, sarebbe arrivato a essere conosciuto ben oltre la Toscana.

Non immaginavo ancora quante donne e coppie avremmo incontrato.

Quante persone avrebbero viaggiato per raggiungerci.

E quanto quel progetto nato per divertimento sarebbe cresciuto.

Nel 2007 GangBangToscana era appena nato.

Il resto doveva ancora succedere.
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