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Prime Esperienze

In ufficio


di Giorgino663
19.08.2025    |    112    |    1 9.2
"Anch’io avevo il cazzo che pulsava dentro ai pantaloni ma non sapevo quale sarebbe stata la sua reazione se mi fossi spogliato anch’io..."


Non ho mai amato fare gli straordinari, però, da quando mi sono separato e di conseguenza le spese sono aumentate in modo esponenziale, se voglio arrivare a fine mese sono costretto a farli.

Di solito mi limito a fermarmi la sera durante la settimana ma qualche volta capita che vada a lavorare anche il sabato, soprattutto nel periodo invernale.

L’orario del sabato di solito va dalle 6 del mattino fino a mezzogiorno così da avere il pomeriggio libero, ma a volte succede che mi spinga ben oltre.

Come un mese fa che mi fermai per finire un lavoro urgente fino alle 19, assieme ad un collega.

Il sabato è il giorno migliore per fare gli straordinari perché in azienda c’è poca gente, perciò non si ricevono telefonate ed e-mail che distraggono e fanno perdere tempo.

Soprattutto dopo mezzogiorno, quando non c’è praticamente più nessuno.

Il collega che si è fermato con me è un ragazzo giovane, assunto da pochi mesi che sta imparando il mestiere, perciò è stata una buona occasione per approfondire certi argomenti che di solito durante la settimana non si ha mai tempo di farlo.

Mai mi sarei aspettato di approfondire certi argomenti anche perché non immaginavo che al collega piacesse il cazzo quanto piace a me.

Lavorando insieme tutta la settimana si finisce con lo stare più tempo con i colleghi che con i propri partner ed è inevitabile che si finisca col parlare della propria vita privata arrivando anche a fare delle confidenze che con altri non faresti.

Se poi succede che ci si ritrovi da soli i discorsi possono prendere anche delle strade particolari.

Certo non mi sarei mai aspettato domande del tipo:
“hai mai fatto sesso con un uomo?”

Ed è proprio quello che mi ha chiesto dopo che i nostri discorsi sono sfociati nelle fantasie sessuali.

Lì per lì pensai che si stesse allargando un po’ troppo e che avrei anche potuto troncare la discussione sul nascere, ma al tempo stesso mi incuriosiva sapere quali esperienze avesse lui con gli uomini.

Decisi perciò di rispondere, ma in modo non completamente sincero.

Le dissi:
“Non l’ho mai fatto, ma è una cosa che si ripete spesso nei miei sogni erotici. Tu invece?”

Rispose:
“sono bisessuale e mi piace la figa quanto il cazzo. Ho avuto parecchie esperienze con uomini, ma sempre a livello soft. Qualche sega o pompino, ma non sono mai andato fino in fondo”.

Non mi aspettavo si sbottonasse così senza problemi, perciò rimasi un po’ spiazzato.

“che c’è?” disse “ti ho shockato?”

“Un po’ si” le risposi fingendo di essere veramente sorpreso.

Ma già stavo viaggiando con la mente per cercare di trovare il sistema per fargli fare l’esperienza che gli mancava.

“però non ho capito se sei attivo o passivo” chiesi fingendomi imbarazzato.

“questo lo devo ancora scoprire” rispose. Specificando che i pompini e le seghe se li è sempre fatti fare.

Mentre parlava si avvicinava alla mia scrivania guardandomi dritto negli occhi.

Quando fu abbastanza vicino gli misi la mano su una gamba accarezzandogli l’interno della coscia.

“così mi fai eccitare” disse.

“È ciò che voglio” risposi e aggiunsi “sono curioso di vedere quanto grosso ce l’hai”.

Lui si alzò in piedi, si slacciò i pantaloni e se li abbassò dicendo “continuo?”

Senza dire nulla gli accarezzai il cazzo da sopra le mutande. Non era ancora al massimo dell’erezione ma prometteva davvero bene. Appoggiai la bocca proprio sopra la cappella e iniziai a morderla con le labbra.

Prese rapidamente vigore e potei constatare la sua durezza e possenza.

Non persi altro tempo e gli abbassai le mutande. Il cazzo saltò fuori come spinto da una molla e mi colpì in faccia dandomi la conferma che era duro come un bastone.

Lo afferrai con una mano e mi infilai la cappella in bocca succhiandola voracemente, mentre con l’altra gli massaggiavo lo scroto.

Gli feci un pompino come nessuno gli aveva fatto mai!

“mi sa che mi prendevi in giro quando dicevi di non averlo mai fatto. Sei un pompinaro pazzesco. Però fermati altrimenti mi fai venire subito” mi disse spingendomi via per cercare di allontanarmi dal suo cazzo.

In realtà la mia intenzione era quella di fare una sveltina perché, malgrado in azienda non ci fosse quasi più nessuno, era sempre un po' rischioso.

Le proposi allora di andare nello sgabuzzino che noi usavamo come archivio e magazzino per la cancelleria.

Lui accettò. Spegnemmo la luce dell’ufficio per far credere che non ci fosse più nessuno e ci chiudemmo dentro allo stanzino.

Lo feci sedere sul tavolo e io mi accomodai sulla sedia davanti a lui. Gli sfilai i pantaloni e le mutande.

Gli allargai le gambe ed iniziai a leccargli le palle mentre gli facevo una sega.

Aveva davvero un cazzo notevole. Non lunghissimo ma con una cappella grossa e turgida.

Anch’io avevo il cazzo che pulsava dentro ai pantaloni ma non sapevo quale sarebbe stata la sua reazione se mi fossi spogliato anch’io.

Decisi comunque di denudarmi. Quando lui vide il mio cazzo non esitò un attimo e lo prese in mano iniziando a farmi una sega

“hai un bel cazzo. Mi viene voglia di succhiarlo” mi disse.

“che cosa aspetti?” risposi.

Si inginocchiò davanti a me e lo prese in bocca. Da come lo succhiava era evidente che non aveva molta esperienza. Andava tutto bene finché roteava la lingua intorno alla cappella, ma quando se la infilava in bocca me la grattava con i denti e questo mi dava parecchio fastidio.

Dopo un po' decisi di fermarlo perché era tutto fuorché eccitante. Le diedi la schiena, iniziò a strofinare il suo cazzo tra le mie chiappe e le sussurrai:

“dai! Sbattimelo in culo!!”

Mi appoggiai con la pancia sul tavolino e allargai le natiche. Lui si abbassò e si mise a leccarmi il buco del culo allargando ulteriormente le chiappe.

La cosa mi piaceva da morire e lo pregai di continuare magari infilando anche una o due dita.

Cosa che fece non appena l’ano fu ben lubrificato.

Iniziò con un dito e accorgendosi immediatamente che entrava senza nessuna difficoltà, infilò anche il secondo e poi il terzo.

“Sei slabbrato”, mi disse “mi hai preso per il culo finora”.

Gli spiegai, mentendo spudoratamente, che ero così largo perché ero abituato ad infilarmi di tutto, ma cazzi non ne avevo mai presi. Non sapendo che proprio la sera precedente mi ero fatto inculare da due ragazzi con dei cazzi maestosi.

Me lo infilò tutto dentro con un colpo solo e iniziò a scoparmi prima lentamente poi sempre più velocemente

“non venirmi dentro. Voglio che mi sborri in bocca” gli dissi.

“allora girati perché sto per venire” rispose.

Mi inginocchiai velocemente davanti al lui giusto in tempo per ricevere in faccia una potente sborrata.

Aprii la bocca per ricevere la seconda e poi tutte le altre. Tenni la cappella dentro finché non finì di sborrare e poi continuai a spompinarlo con lo sperma chi mi usciva ai lati della bocca.

Quando il cazzo perse consistenza passai a leccargli l’asta per raccogliere tutto quello che era uscito, fino allo scroto, continuando però a segarlo per poi tornare verso la cappella e raccogliere con la lingua le ultime gocce.

Allora mi disse:

“adesso lo voglio io in bocca”

“Senza offesa” risposi, “ma sei negato a fare i pompini. Al massimo mi fai una sega”

Un po' seccato accettò a malincuore e iniziò a segarmi dando ogni tanto un colpo di lingua sul frenulo.

Gli dissi che stavo per venire e lui aprì la bocca tirando fuori la lingua sulla quale sborrai copiosamente.

Lui ingoiò tutto senza batter ciglio dicendo che era buonissima.

Ci rivestimmo ed uscimmo uno alla volta dallo sgabuzzino

Da quella sera i nostri sabati diventarono più frequenti con grande piacere del nostro capo…e non solo.
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