Gay & Bisex
Blasfemia
19.08.2025 |
379 |
1
"Ad un certo punto il parroco si inginocchiò davanti all’altro uomo e iniziò a fargli un pompino..."
Quello che mi è successo cinque anni fa al funerale del genitore di un mio collega è una cosa che se ci penso ancora oggi mi vengono i brividi.Un misto di vergogna e di eccitazione ai massimi livelli che non è molto facile da esprimere a parole, bisognerebbe viverla di persona per capire, ma proverò comunque a descriverlo.
Estate, chiesa piena. Persone sconosciute e facce note
Come, ad esempio, Carla.
Mi chiesi che rapporto avesse con il defunto, dato che oltretutto abitava in una zona molto lontana da dove viveva il papà del mio collega e non mi sembrava avesse un rapporto di parentela.
Almeno questo è quello che mi ricordavo quando la conobbi vent’anni prima.
Mi ricordavo di lei che era una vera adoratrice del cazzo. Una porca come poche, tanto che ci lasciammo perché il mio non le bastava e non ci tenevo proprio a farmi cornificare.
Quando la vidi provai un senso di eccitazione che mi fece vergognare data la situazione ed il luogo.
Riuscii a non pensare a quello che faceva con la lingua, ma non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso, tanto che lei ad un certo punto se ne accorse e senza alcun imbarazzo mi sorrise.
Malgrado fosse intorno alla cinquantina come me, era in piena forma. Ovviamente era vestita in modo consono all’evento, ma i pantaloni che indossava le stavano abbastanza aderenti da capire che aveva ancora un bel culo sodo e la pancia piatta. La camicia invece un po' larga e non si vedeva la forma del seno, però ricordavo che non fosse particolarmente abbondante, anzi era piuttosto piccolo, e a me le donne col seno piccolo sono sempre piaciute.
Era in compagnia di un uomo forse un po' più vecchio di lei, anche lui di bella presenza anche se non proprio col il fisico atletico.
Ero come incantato, ipnotizzato.
La scrutavo con attenzione cercando di capire se portava il reggiseno e che tipo di mutandine indossasse.
Ogni tanto realizzavo che i miei pensieri erano proprio fuori luogo e li alternavo con una preghiera…mi sentivo il vero prete falso.
Notai che aprì la borsa che aveva appoggiato nel banco davanti a lei. Pensavo prendesse dei soldi per la questua, invece estrasse un blocchetto di post-it gialli, una penna e ci scrisse sopra qualcosa facendolo poi leggere all’uomo al suo fianco, il quale lo lesse e annuì.
Quando arrivò il momento della comunione mi misi in fila nel corridoio centrale della chiesa e lei fece di tutto per posizionarsi dietro di me. Tenevo le mani unite dietro la schiena e sentii che mi appoggiò qualcosa, sembrava il foglietto sul quale aveva scritto poco prima.
La cosa mi face andare il cuore a mille. Mi estraniai completamente da quello che stavo facendo e cominciai a cercare di immaginare cosa ci fosse scritto, tanto che mi ritrovai davanti al parroco senza nemmeno accorgermene.
Avrà pensato che fossi così assente perché distrutto dal dolore invece stavo immaginando le cose più sconce che si potessero pensare tanto che ebbi un’erezione per fortuna nascosta dalla giacca che indossavo.
Andai velocemente al mio posto e ancora con l’ostia in bocca spiegai il biglietto con le mani un po' tremanti dall’emozione tenendolo nascosto tra le gambe per non farlo vedere alle persone chi mi erano a fianco.
Il messaggio diceva:
Se ti piace il sesso a tre… avvicinati a me. Subito!
Il cuore mi sobbalzò!
Senza perdere tempo mi diressi verso loro, i quali, appena videro che mi stavo muovendo, si allontanarono dal posto facendomi cenno di seguirli.
Nel frattempo, la messa finì e tutta la gente stava defluì verso l’uscita della chiesa seguendo la bara.
Ci mettemmo in un angolo sulla destra dell’altare, vicino alla porta che andava in sacrestia.
Non appena uscirono tutti, compreso il parroco, lei aprì la porta mi prese per mano e mi trascinò dentro mentre il suo accompagnatore rimase fuori.
Non mi diede nemmeno il tempo di chiederle cosa avesse in mente che mi slacciò la cintura, mi abbassò i pantaloni e le mutande e prese in bocca la mia cappella che stava quasi esplodendo dall’eccitazione.
Mentre mi succhiava il cazzo in maniera sublime trovai la forza di dirle che era completamente pazza e di smetterla subito perché poteva rientrare il parroco e non mi sembrava proprio il caso visto il luogo sacro nel quale ci trovavamo.
Lei per tutta risposta disse ridendo: chi, il parroco? Magari! È più porco di me!!
Rimasi senza fiato e capii immediatamente quale era il suo progetto.
Pensai che il sesso a tre non fosse con l’uomo che era rimasto fuori, ma con il parroco.
Da lì a poco quello che avevo presupposto sarebbe stato smentito in modo sconvolgente!
Allora mi lasciai andare completamente; la girai, le abbassai i pantaloni, le spostai la mutandina e la penetrai.
Il cazzo sprofondò nella vagina bagnatissima e caldissima. Infilai le mani nella camicetta e le presi in mano i seni.
Mi ricordavo bene che fossero piccoli, infatti mi stavano giusti dentro al palmo delle mani.
Gli presi i capezzoli fra pollice e indice e strinsi forte mentre affondavo i colpi nella figa grondante.
Ebbi un sobbalzo quando la porta si spalancò ed entrò il parroco.
Non aveva più l’abito da cerimonia e in un primo momento pensavo fosse l’uomo che era con lei durante la messa.
Quando entrò anche l’altro notai che in effetti si assomigliavano fisicamente anche se il parroco era molto più giovane.
A quel punto però i conti non mi tornavano visto che lei nel bigliettino parlava di sesso a tre… ed eravamo già in quattro.
Il parroco ci disse di continuare come se non ci fosse perché la cosa lo eccitava enormemente. Era evidente che situazioni del genere erano già capitate e si notava chiaramente che tra loro c’era molta complicità.
I due si sedettero su un divanetto appoggiato al muro per godersi lo spettacolo.
Notai con la coda dell’occhio notai che il parroco prese in mano il cellulare e mandò un messaggio e subito dopò arrivò la risposta.
Poi disse all’uomo accanto a lui “sta arrivando”.
Finché mi trombavo Carla la mia fantasia viaggiava e iniziai a fantasticare su chi potesse essere la persona che stava arrivando.
La mia mente vagliò molte possibilità: un uomo, magari un altro prete, una donna, la perpetua, una suora!! Ormai mi aspettavo di tutto.
Ma a volte la realtà supera la fantasia…soprattutto quella di persone normali come mi ritengo di essere.
Lo stupore fu grande quando dopo pochi minuti entrò una ragazza…molto giovane apparentemente minorenne.
Era magra e minuta. Indossava dei pantaloni a 3/4 aderentissimi ed una canottierina molto scollata.
Il parroco le disse che non voleva entrasse in chiesa vestita così e tutti risero.
Non era certo per quello che avrebbe dovuto chiedere perdono.
La ragazza si tolse la canottiera, mettendo in mostra un seno piccolo e decisamente immaturo, e si avvicinò a me e Carla.
Io mi allontanai dicendo “fermi tutti! C’è la galera per questo!!”
Carla allora mi disse che non dovevo preoccuparmi perché, malgrado l’apparenza, mi assicurò che la ragazza era maggiorenne, da poco, ma maggiorenne; e che lei lo sapeva bene visto che… era sua figlia!!
Mi ricordavo che lei da giovane fosse molto disinibita e porca, ma evidentemente con gli anni ha perso qualsiasi inibizione e pudore, sfociando nella perversione.
Non ero decisamente pronto a tutto ciò ed il mio cazzo ne risentì, tanto che si afflosciò scivolando fuori dalla figa bagnata.
Carla si sedette sulla scrivania e allargò le gambe accarezzandosi il clitoride. La ragazza si fiondò sulla sua figa leccandole le grandi labbra e infilando due dita in vagina.
Poco dopo si abbassò i pantaloni. Non portava mutandine.
Aveva un culetto liscio e sodo, nessuna traccia di pelo. L’immagine che mi si presentava davanti era estremamente eccitante.
Si piegò in avanti dandomi le spalle facendo scorrere i pantaloni lungo le gambe lisce e ben definite. Non vedevo l’ora di vederle la fighetta nella quale avrei volentieri infilato la lingua. Me l’aspettavo piccola e completamente senza pelo.
Man mano che i pantaloni scendevano aumentava la mia curiosità che diventò stupore quando dallo scanso tra le gambe sbucò uno scroto e subito dopo un pene di dimensioni sproporzionate rispetto al resto del corpo.
Tutte le mie fantasie cambiarono immediatamente prospettiva. Fu come resettare un programma di un computer e ricominciare con l’installazione di un nuovo sistema operativo.
La mia mente ripescò vecchie perversioni che ormai avevo accantonato. In passato le mie fantasie erotiche più spinte erano volte proprio al sesso con dei gay molto effeminati e molto giovani.
Persi completamente il controllo e mi fiondai con il mio cazzo, che era diventato duro come un bastone, verso quel culetto.
La presi per i fianchi e la tirai verso di me infilando la cappella tra le natiche. Lei si allontanò leggermente quanto bastava per prendere in mano il cazzo e indirizzarlo verso il buchetto caldo e incredibilmente umido.
Volevo incularmela subito ma non era sufficientemente lubrificata perciò mi abbassai, gli allargai le chiappette e le passai la lingua sull’ano. Spinsi la punta della lingua dentro il buchetto che piano piano si stava rilassando. Mi bagnai due dita con la saliva e uno alla volta glieli infilai.
Adesso era pronta. Si voltò verso di me e prese in bocca la cappella che sembrava esplodesse. La succhiò voracemente, la ricoprì di saliva che poi la spalmò lungo l’asta.
Mi fece sedere e dandomi la schiena si infilò la cappella che entrò senza grossi sforzi. Piano piano penetrò tutto fino all’ultimo millimetrò e quando ormai era sparito tutto nel suo culo fece un grosso sospiro restando ferma per qualche secondo.
La presi per le spalle e la tirai verso di me così da poterle prendere in mano i seni.
Iniziò ad andare su e giù prima piano piano poi sempre più velocemente. Il suo cazzo sobbalzava e quando affondava il colpo la cappella andava a sbattere sulle mie palle.
Carla si inginocchiò davanti a lei e glielo prese in bocca finché divenne duro al punto giusto per infilarselo anch’essa in culo.
Andammo avanti in questa posizione per alcuni minuti poi Carla si sfilò dal culo il cazzo della ragazza e si distese sulla scrivania.
La ragazzina salì anche lei sulla scrivania e si mise sopra Carla iniziando un 69 da sballo.
Carla le leccava le palle mentre le faceva una sega. La ragazzina invece le succhiava voracemente il clitoride mentre con le mani le teneva le gambe spalancate.
Nel frattempo, gli altri due si gustavano lo spettacolo seduti nel divanetto vicino alla porta, menandosi l’uccello a vicenda.
Ad un certo punto il parroco si inginocchiò davanti all’altro uomo e iniziò a fargli un pompino.
Io non sapevo più dove guardare. Mi intrigava da morire quello che stavo facendo quelle due troie sopra al tavolo, ma mi piaceva vedere come il parroco si stesse gustando il cazzo dell’altro.
Ero molto indeciso in quale delle due coppie intromettermi, ma alla fine pensai che l’occasione di inculare una piccola trans non mi sarebbe più capitata ed allora optai per quelle sul tavolo.
Mi avvicinai al culetto della ragazza e ricominciai ad incularla mentre Carla le leccava le palle.
Ogni tanto uscivo da quel culetto da sogno e lo mettevo in bocca a Carla per poi rituffarmi di nuovo nell’ano ormai ben dilatato della troietta.
Stavo ormai per scoppiare ma mi fermai. Decisi di dedicarmi un po' anch’io al cazzo della piccola trans.
La sollevai di peso e la feci sedere nella poltrona dov’ero seduto io poco prima e mi inginocchiai davanti a lei. Ero a pochi centimetri dal suo cazzo ed ero come ipnotizzato.
Lo guardai bene.
Era circonciso, la cappella gonfia e la pelle immediatamente sotto un po' arrossata. La pelle dello scroto era sottile e si intravedevano le vene e le palle ben separate.
Con una mano le feci una sega e con l’altra gli accarezzavo le palle. Presi in bocca la cappella dalla quale stava uscendo un po' di liquido trasparente. Era da un po' di tempo che non succhiavo un cazzo ma devo dire che mi ricordavo benissimo come si facesse.
Non sono un appassionato della gola profonda, ma non essendo particolarmente grosso e lungo me lo infilai tutto in bocca fino alla radice.
Poi mi dedicai alla cappella. La succhiai, leccai e baciai con passione.
Inaspettatamente mi sborrò in bocca. Era un getto molto denso e abbondante che ingoiai senza perdere nemmeno una goccia.
Continuai a succhiare e leccare finché mi si afflosciò in bocca facendo uscire un’altra goccia di sperma. Lo strizzai come fosse uno straccio umido e la raccolsi con la lingua.
I due uomini erano eccitatissimi e si avvicinarono con il cazzo in mano sborrandole in faccia.
Contemporaneamente Io feci altrettanto in bocca a Carla, la quale ingoiò tutto dopo aver giocato un po' con la sborra sulla lingua.
La faccia della ragazza era completamente coperta di sborra e Carla cominciò a leccarla ripulendola centimetro per centimetro.
Io ancora non credevo a quello che era successo, mi sembrava di vivere un sogno.
Malgrado avessi sborrato poco prima il mio cazzo era ancora in tiro dall’eccitazione e mi chiedevo in quale buco potessi infilarlo.
Carla e la ragazza erano ancora impegnate a pulirsi a vicenda dagli schizzi di sborra ricevuti, mentre i due uomini erano intenti a strusciarsi tra di loro scambiandosi palpate e carezze tra cazzo e culo.
Decisi allora di infilarmi in mezzo a loro senza un’idea precisa di cosa fare ma lasciandomi andare all’istinto e alle reazioni degli altri due.
Presi in mano i loro cazzi e mi inginocchiai. Cominciai a succhiare quello del parroco, era piuttosto grosso anche se non era al massimo dell’erezione dato che aveva sborrato da poco.
L’odore della sua sborra era molto forte ma mi piaceva perciò non smisi di succhiarlo finché non riprese vigore. La cappella si ingrossò e la sentivo pulsare in bocca. Mentre succhiavo lui facevo una sega all’altro finché non divenne bello duro anche il suo cazzo.
Mi rialzai continuando a segarli e guardandoli in faccia chiesi chi di loro volesse mettermelo in culo.
Mi dissero di fare io la scelta. Allora decisi che doveva essere il parroco…per iniziare!
Mi misi in ginocchio sul tappeto davanti al divano.
Il parroco si posizionò dietro di me e iniziò a leccarmi il buco del culo.
Dall’ultima volta che lo presi in culo erano passati almeno sei mesi ma non mi preoccupavo perché nel frattempo mi ero mantenuto l’ano in allenamento con il mio dildo.
L’altro uomo gli succhiò il cazzo per lubrificarlo così poté infilarmelo senza grosse difficoltà.
Devo dire che non c’è dildo che tenga; prendere in culo un vero cazzo è tutta un’altra storia.
Me lo infilò tutto fino in fondo mentre io mi allargavo le natiche per permettergli di entrare più possibile.
L’altro si sedette sul divano e mi disse di succhiarglielo.
Non mi tirai certo indietro e iniziai a spompinarlo con passione. Ad ogni colpo del parroco il suo cazzo mi entrava in gola, cosa che mi infastidiva parecchio perciò decisi di dedicarmi alle sue palle.
Gliele leccai e succhiai mentre con una mano gli facevo una sega schiacciando leggermente la cappella.
Dopo pochi minuti, lo sentii gemere e capii che stava per venire.
Allora tornai a succhiargli il glande finché mi sparò in bocca la sua sborra calda. Malgrado avesse sborrato poco prima ne uscì ancora molta, segno che il mio lavoretto aveva fatto effetto e mi felicitai con me stesso.
Anche il parroco era in dirittura d’arrivo, perciò inarcai la schiena e sollevai il culo dando colpi all’indietro per farmi penetrare il più possibile.
Dopo poco si svuotò le palle dentro di me gridando dal piacere. Quando il suo cazzo si ammosciò lo estrasse e un fiotto di sborra uscì dal mio ano colando sulle palle.
La ragazzina allora si precipitò sotto per andare a raccogliere con la bocca aperta la sborra calda prima che andasse perduta cadendo sul tappeto.
Quando fu sicura che non ne sarebbe più uscita sgusciò sotto di me strofinando il culetto sul mio cazzo.
Lo prese in mano e lo diresse verso il buchetto.
La inculai con violenza ma lei non si lamentò, anzi, mi incitò a spingere di più.
Le venni dentro quasi subito. Avevo il cuore che galoppava e ormai non mi rendevo più conto di dove fossi.
Forse più precisamente il fatto di essere all’interno di una chiesa mi aveva fatto eccitare ancora di più.
Non volevo più togliere il cazzo da quel culetto perché chissà quando mi sarebbe capitato di nuovo, ma ormai aveva perso ogni forza e sgusciò fuori malgrado tutti i miei tentativi di tenerlo dentro.
Lei mise una mano per tappare il buco del culo dal quale stava per uscire la mia sborra e si diresse da Carla la quale si distese sotto di lei e si posizionò con la bocca proprio davanti all’ano.
La ragazza tolse la mano e una cascata di sborra uscì per andare a finire dritta in bocca di Carla, la quale ingoiò tutto senza perdersene nemmeno una goccia.
Mi avvicinai e misi un paio di dita in culo alla ragazza riuscendo a far uscire ancora un po' di sborra che finì anch’essa in bocca a Carla.
Dopo quella sera persi di nuovo contatto con Carla. Poco dopo venni a sapere che quel parroco era stato trasferito in un’altra parrocchia, ma la curiosità mi spinse comunque a tornare in quella chiesa.
Era una domenica come tante altre ed andai alla messa delle undici.
Mi guardai in giro per vedere se per caso ci fosse Carla e quel suo amico ma non vidi nessuno dei due.
Ad un tratto però vidi la ragazza. Era nel coro assieme ad altri suoi coetanei.
Non c’era molta gente, perciò riuscii a sedermi nei primi banchi, vicino a loro.
Lei mi vide, sorrise e li passò la lingua sul labbro superiore.
Mi tornò in mente tutto quello che avevamo fatto e mi vergognai da morire.
Feci il segno della croce e me ne andai velocemente promettendomi di non tornare mai più in quella chiesa.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Blasfemia :

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
