Prime Esperienze
La Custode
30.09.2022 |
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"Mentre aspettavamo di esser e serviti e durante il pasto Anna, di sua iniziativa, mi raccontò tutta la sua vita fino a quel momento, ovviamente in maniera sintetica..."
La CustodeCome già detto in altri miei racconti sono un professionista socio di uno studio del Nord Ovest con incarico ad avere contatti con la clientela.
All’inizio dell’estate mi chiese un appuntamento un cliente per chiedermi delle informazioni.
Quando l’ho ricevuto mi ha detto che aveva preso un grosso contratto di lavoro e che per questo aveva bisogno di un sostanzioso finanziamento dalla banca; lui aveva già contattato una banca e aveva fissato un appuntamento e voleva che lo assistessi durante tutto il percorso.
Ci demmo un appuntamento per la mattina indicata perché dovevamo prendere il treno e recarci a Milano dove erano collocati gli uffici di questa banca.
Il giorno convenuto prendemmo il treno, arrivammo a Milano e dalla stazione con un taxi ci recammo all’appuntamento.
Entrammo in banca presentandoci, ma ci fu detto che dovevamo andare al portone accanto nel cui palazzo c’erano gli uffici. Si prestò di accompagnarci un funzionario.
Palazzo bellissimo nel centro finanziario con ingresso elegante e custode di guardia.
Dopo l’incontro, che era andato positivamente, e mentre uscivamo si fece incontro la custode per aprirci il portone e, per tale, gentilezza mi venne spontaneo fare un complimento alla signora che d’altronde era una bella donna elegante.
Saremmo dovuti ritornare a incontrarci coi funzionari banca il venerdì successivo, il giorno prima mi chiamò il cliente dicendomi che lui sarebbe andato prima per fermarsi per il fine settimana a casa di suoi parenti e quindi io potevo andare tranquillamente.
Decisi allora di fare due biglietti di viaggio differenti uno per l’andata e l’altro per il ritorno senza obbligo di orario così avrei approfittato per farmi un giro in centro.
Quando arrivai davanti al portone mi accorsi che ero in anticipo così decisi di aspettare anche l’arrivo del cliente.
Mentre ero li mi si avvicinò una signora, che poi riconobbi essere la custode del palazzo, la quale mi chiese se avessi bisogno di qualcosa e quando le dissi che ero in anticipo sull’appuntamento, mi invitò ad entrare nel portone così avrei potuto gustare un po' di fresco.
Mentre ero li la signora si presento e mi chiese se fossi un avvocato, le risposi che ero un commercialista. A tale risposta subito Anna, la signora, mi chiese se poteva farmi veder dei documenti che lei aveva dovuto sottoscrivere col datore di lavoro. Nel frattempo era arrivato il cliente per cui le dissi che l’avrei letti dopo.
Finita la riunione scendemmo io e il cliente e subito la custode si fece avanti con una cartellina portadocumenti. Sinceramente l’avevo quasi dimenticato, a quel punto salutai il cliente dicendogli che ci saremmo rivisti la settimana successiva e mi dedicai alla lettura dei documenti che mi aveva dato Anna.
La lettura era un po' impegnativa per cui chiesi di sedermi nella sua bussola al fresco dell’aria condizionata.
A un certo punto mi accorsi che mancava un allegato che subito chiesi, ma lei mi disse di non averlo preso e di averlo in casa; allora le dissi di fare con comodo e nel frattempo io sarei andato a mangiare qualcosa.
Lei mi guardò coi suoi occhi vedi e profondi e mentre mi stava per confermare, le proposi se voleva farmi compagnia.
Anna accettò senza batter ciglio dicendomi che ovviamente avrebbe pagato lei, feci finta di accettare e subito andammo in un ristorante lì vicino.
Mentre aspettavamo di esser e serviti e durante il pasto Anna, di sua iniziativa, mi raccontò tutta la sua vita fino a quel momento, ovviamente in maniera sintetica.
Quando arrivò il momento del conto lei si avviò verso la cassa per pagare, ma trovò la sorpresa che io avevo già provveduto. A quel punto Anna mi rimproverò e a un contempo mi ringraziò dicendomi che aveva capito subito che ero un signore.
Uscimmo e facemmo due passi, mentre lei approfittava per fumare; quando rientrammo, siccome era ancora presto per riprendere servizio, mi propose di salire in casa da lei così potevo finire di esaminare i documenti.
Una volta arrivati mi fece accomodare nel soggiorno e poco dopo mi dette il resto dei documenti da esaminare.
Mentre li leggevo, mi chiese se mi andava ancora un caffè che subito accettai.
Mentre sorseggiavo il caffè le spiegai cosa era riportato nei documenti esaminati e le feci notare che aveva commesso un errore di valutazione nel sottoscriverli.
Lei mi confermò che se ne era accorta e che sperava di poter correre ai ripari, ma oramai non si poteva fare niente salvo non iniziare una controversia legale con un risultato incerto.
A quel punto mi chiese se avessi voluto vedere il suo alloggio, che a seguito di quella firma, lei avrebbe dovuto lasciare dopo qualche mese.
L’alloggio era piccolo, in ordine, ma bello soprattutto la vista che si aveva da una stanza che dava sui navigli.
Ero alla finestra mentre ammiravo lei mi si è avvicinata e il suo corpo era accanto al mio e questo faceva sì che io sentissi non solo il suo profumo, ma anche la sensualità che emetteva il suo corpo.
Allungai il braccio e lo poggiai sulle sue spalle attirandola a me a quel punto ci guardammo ed io osai e la baciai.
Al mio bacio lei non si ritrasse anzi spinse le sue labbra contro le mie e le aprì offrendomi la sua bocca che io subito penetrai con la mia lingua.
Ci abbracciammo stringendoci e le nostre mani iniziarono ad accarezzare i nostri corpi.
Piano piano ci spostammo verso il divano e li iniziai a spogliarla, mentre lei lo faceva a me, ma il disagio del divano fece si che rotolammo in terra, allora lei mi prese per mano e mi portò nella sua camera da letto, dicendomi che ero il primo uomo che ci entrava da quando, circa dieci anni prima, si era separata.
Una volta sul letto incomincia a baciarla e morderla e a giocare coi suoi capezzoli mentre lei si contorceva come un’anguilla.
Per fermarla la presi per i capelli a quel punto lei iniziò a godere perché era un qualcosa che la faceva impazzire.
La mise per terra a 4 zampe e coi capelli nelle mie mani la spingevo a camminare come una schiava ai miei desideri.
Lei incominciò a godere e urlare come non mai; aveva la figa completamente affogata nei suoi umori, a quel punto la riportai sul letto e apertele le gambe iniziai a leccare e succhiare i suoi umori.
Avevo il cazzo in tiro e mi faceva male tanto era duro, allora le chiesi di spompinarmi e poco dopo, mentre stavo per venire, lo sfilai dalla sua bocca e le spruzzai in faccia con il massimo del godimento di entrambi.
Stanchi ci abbracciamo e ci coccolammo.
Poi… il seguito se vi fa piacere ve lo racconto in un altro momento, fatemi sapere se vi è piaciuto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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