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Prime Esperienze

La Vicina


di Giuseppe12
14.10.2025    |    69    |    1 8.7
"Scesi dal letto e a quel punto Rosalia, guardando fissa negli occhi, mi disse “ti voglio pagare subito” e mi stampò un bacio sulle labbra..."
Come ho già detto negli altri miei racconti sono un professionista con studio in una città del Nord-ovest.
Da qualche anno mi sono trasferito in periferia in un centro residenziale immerso nel verde, piccole palazzine a un piano max due come la mia.
Poco dopo il mio arrivo l’alloggio di vicino fu occupato da una giovane famiglia composta da padre, madre e figlia, che piangeva h24.
Nel quinquennio successivo la famiglia aumentò di altre tre bambini questo creava un gran frastuono più volte rimproverato dall’amministratore
Un giorno il vicino mi incontrò per le scale e mi disse che aveva venduto il proprio alloggio e ne aveva acquistato un altro più grande e nel giro di un mese sarebbe andato via.
Grande festa quando feci girare la notizia tra gli atri 4 condomini.
Come detto nel giro di un mese il vicino traslocò e venne la nuova proprietaria di cui feci subito conoscenza.
Mi raccontò che era sola, perché separata di fresco e aveva scelto quell’alloggio, benché molto grande per lei, sola per la posizione.
Mi offrii di aiutarla per eventuali informazioni o bisogni in loco.
Dopo qualche giorno, era la mattina di Natale, sentii suonare ed era lei che, dopo aver formulato gli auguri di rito, mi chiese se avessi la corrente elettrica in quanto lei era al buio.
Le dissi che da me l’utenza funzionava regolarmente. A quel punto, mentre mia moglie le preparava un caffè, chiamai la società fornitrice e, dopo un po' di tempo, l’operatore mi rispose dicendomi che il contratto era stato chiuso dal vecchio utente.
La vicina rimase sbalordita perché avevano concordato con l’uscente il passaggio di contratto.
Presi la palla al balzo e le proposi di fermarsi con noi a pranzo, ma declinò l’invito dicendo che sarebbe andata dai genitori che aveva già avvisato.
Per molto tempo le cose proseguirono solo con degli incontri lungo le scale e i saluti.
Durante la settimana lavorava e il fine settimana lo dedicava a uscite con le sue amicizie con le quali frequentava i tipici locali della zona e in alcuni casi anche brevi viaggi.
Un giorno mi chiese se potevo verificare una comunicazione avuta dall’Entrate che feci subito rassicurandola che era una tipica comunicazione con la quale si faceva presente che la sua posizione era regolare Da quel momento mi dette l’incarico di assisterla.
Per non dilungarmi in tante altre mie assistenze vengo all’accaduto, posso solo aggiungere che fino a quel momento la vicina, Rosalia (nome di fantasia) aveva dimostrato di essere una donna bella, alta elegante e sempre in tiro e quindi molto desiderabile non solo da me, ma anche dai maschi del vicinato.
Un giorno mi chiese se poteva posizionare una carrozzina nel corridoio del pianerottolo perché dopo qualche giorno avrebbe ospitato i genitori non più autosufficienti; la mia risposta fu positiva anzi mi offrii di aiutarla se ne avesse avuto bisogno e così avvenne in tante piccole e grandi situazioni.
Da quel momento la sua vita privata cambiò in maniera molto sostanziale dovendo dedicare il suo tempo libero ad assistere i suoi anziani genitori.
Spesso ci sentivamo sia a voce che con messaggi per vari motivi sempre connessi al suo nuovo status di pseudo badante dei propri genitori. Per lei ero diventato un angelo, anzi il suo angelo.
Quest’estate aveva deciso di prendersi una breve vacanza lasciando una badante h24 ad assistere ai suoi genitori.
Qualche giorno prima della sua partenza, mi accorsi che il suo balcone era infestato da vespe glielo feci presente e mi offrii di debellare i diversi alveari che aveva sul balcone, però era un’operazione che andava fatta la sera tardi, considerato che i genitori andavano a dormire presto avrei fatto il tutto dal balcone sottostante il suo alloggio arrampicandomi lungo una struttura e così feci la sera tardi.
Il sabato mattina andai sul balcone sottostante e vidi che avevo raggiunto l’obiettivo di far fuori tutti gli alveari, per cui contattai Rosalia e le feci presente quello che avevo fatto, ma avevo bisogno di fare un ultimo passaggio dal suo balcone per sincerarmi che l’intervento era stato definitivo.
Rosalia mi chiese se potevamo spostare l’appuntamento al pomeriggio e così feci.
Il pomeriggio mi recai nel suo alloggio e dopo i convenevoli di rito andai sul balcone e constatai che il lavoro aveva prodotto un ottimo risultato e lo feci notare a Rosalia, la quale riferì il fatto ai genitori che subito si offrirono di pagarmi o ricompensarmi.
Mi schernii e dissi che l’avevo fatto di buona volontà e che ci sarebbe stata occasione per ripagare il mio operato.
Stavo per andare via, quando Rosalia mi chiese se potevo salire un momento al piano di sopra perché forse c’era un alveare anche dalle parti della finestra della sua stanza da letto.
Salii cercai di affacciarmi, ma il letto era posizionato sotto la finestra per cui avevo difficoltà quindi le chiesi se potevo salirci per affacciarmi meglio, non ci furono problemi, quindi mi tolsi le ciabatte e salii, mi affacciai, ma non trovai niente.
Mi girai per scendere e mi accorsi che Rosalia era posizionata tra il letto e la finestra per cui scendendo io avevo uno spazio molto ristretto.
Scesi dal letto e a quel punto Rosalia, guardando fissa negli occhi, mi disse “ti voglio pagare subito” e mi stampò un bacio sulle labbra. Rimasi allibito e nel frattempo mi ribaciò e questa volta risposi anche io infilandole la lingua in bocca e stringendola a me.
Ci staccammo e Rosalia mi disse “non è finita qui”; s’inginocchiò mi abbasso i pantaloncini e gli slip mi prese il cazzo in mano, era ancora sull’addormentato, e incominciò prima a masturbarmi piano piano e poi se lo prese in bocca.
Con una maestria eccezionale se lo leccava e succhiava mentre io, sempre sull’allibito, incominciai a gradire il lavoro e a mugolare di piacere.
Le mi accarezzava con una mano e con l’altra si teneva il mio cazzo in bocca e se lo faceva scivolare fino in gola.
Lo tirava fuori per prendere fiato e poi ricominciava sempre con una avidità mai vista.
Allora mi ripresi e incominciai a gradire il lavoretto e lo dimostrai subito venendole in bocca alla quale Lei rispose ingoiando il tutto.
Alzò lo sguardo e mi chiese.. ti è piaciuto? Eccezionale le risposi aggiungendo che era la prima volta che venivo ricompensato in quella maniera.
Rosalia, alzandosi mi disse che non era finita e che mi avrebbe ricompensato ogni volta che l’avessi desiderato.
Scendemmo al piano di sotto e disse ai genitori che avevo sistemato tutto, al che il padre disse, offri un caffè al dottore, subito Rosalia rispose che ci sarebbe stata occasione per il caffè e accompagnandomi alla porta e strizzandomi l’occhiolino mi disse sotto voce… vieni ogni volta che vuoi io ti saprò ricompensare adeguatamente.
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