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L'Aspirante segreteria 1
17.02.2020 |
261 |
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"Quando aveva visto che stavo chiudendo le imposte allora aveva capito che ero solo..."
Il venerdì sera mi raccontò come aveva scoperto questo sentirsi femmina, cosa aveva provato e soprattutto il superamento del primo momento quando da cacciatore si era scoperta preda.Per correttezza e rispetto di Maria, non vi racconto i particolari, ma posso dirvi che sono particolari belli, interessanti e soprattutto ... piccanti.
Ritornato a casa raccontai a mia moglie del perché avessi fatto tardi, ma senza dire più di tanto.
Una volta messo a letto mi addormentai profondamente, ma dopo alcune ore mi svegliai e il pensiero andò subito a Maria alla sua avvenenza, ma senza essere volgare e soprattutto alla sua eleganza nei modi e nel vestire.
Iniziai un po' a fantasticare con la mente. Piano piano mi riaddormentai, ma anche i sogni erano popolati da Maria. Sognavo che ci abbracciavamo che ci accarezzavamo e che lei delicatamente poggiava le sue labbra sulle mie e partiva un bacio caldo e prolungato.
Quel bacio fu per me come un incubo, infatti mi svegliai sullo spaventato, ma eccitato.
Mi alzai, feci colazione ed uscii con il cane a fare due passi nel fresco della mattina. Ritornato a casa mi ero dimenticato di tutto, almeno apparentemente.
A metà mattina, mentre ero alle prese con le incombenze familiari, mi arriva un sms; lo apro e vedo che era Maria che si scusava per la sera precedente e si augurava di non avermi shoccato. Le rispondo che non doveva scusarsi di alcunché in quanto rispettavo chiunque soprattutto in certe scelte.
Poco dopo mi arriva un altro messaggio, questa volta su Whats App, che mi ringraziava e mi augurava un buon week end; ricambio mandandole un emoticon a forma di baci al quale subito lei ne fece seguire uno a forma di cuore.
M rituffai nelle incombenze tipiche di una famiglia e trascorse tutta la giornata fino a quando la sera controllando il cellulare mi accorsi che mi aveva augurato la buonanotte con una sua foto con le labbra in atteggiamento di baciare... qualcuno.
La ringraziai, le ricambiai la buona notte e spensi il cellulare.
La mattina al risveglio riaccesi il cellulare e subito mi accorsi che mi era arrivato un messaggio; era di Maria, ancora una sua foto, con figura completa che mi inviava il suo buongiorno.
Risposi in maniera un po' asettica e poi mi dedicai alla colazione preparazione ed uscita col cane per la solita passeggiata.
Mentre passeggiavo con il cane sentii vibrare diverse volte il cellulare; mi fermai e detti uno sguardo ai messaggi era Maria, che mi chiedeva se fossi in collera con lei e se mai mi avesse disturbato per cui mi chiedeva scusa.
Le risposi che non disturbava affatto, anzi mi lusingava essere nei suoi pensieri.
Ci pensai un attimo su e la chiamai al telefono, perché preferivo parlarle di persona. Dopo i soliti convenevoli le chiesi se era disponibile ad un secondo appuntamento in studio per definire il tutto; mi ripose che era disponibile anche nell'immediato. Allora le proposi per il giorno dopo alle 18.30 così avremmo potuto parlare tranquillamente. Lei confermò e conclusi la telefonata salutandola con un abbraccio al quale lei fece seguire un ... bacio.
Il giorno dopo, come tutti i lunedì fummo sommersi da telefonate di clienti e dall'arrivo di documenti, l'anno stava finendo, quindi solita frenesia. Solo nell'intervallo pensai a Maria, al nostra appuntamento serale e alla conclusione della telefonata del giorno prima.
Finita la pausa, mi rituffai nel lavoro; quando guardai l'orologio erano già le 17.00, allorquando la segretaria mi chiamò per dirmi che mio fratello, fuori da un cliente, non sarebbe rientrato in studio andandosene direttamente a casa.
La notizia mi gasò, anzi mi eccitò al pensiero che mancava poco più di una ora all'incontro. Chiamai entrambe le segretarie e dissi loro che alle 18.00 potevano andare, tanto non c'erano più appuntamenti.
Rimasto solo incominciai a contare il tempo e a pensare cosa dirle..
Alle 18.30 non si presentò ed io rimasi deluso. Pensai che avesse cambiato idea senza alcun motivo apparente. Attesi ancora 10 minuti e piano piano iniziai a chiudere le imposte. A quel punto sentii suonare subito risposi .. era lei.
Attesi che salisse e le andai incontro aprendole la porta e facendola accomodare questa volta nella mia stanza.
Prima che le chiedessi il motivo del ritardo, lei mi precedette dicendomi che era in attesa fuori e voleva essere sicura che le impiegate fossero andate via. Quando aveva visto che stavo chiudendo le imposte allora aveva capito che ero solo.
La ringrazia della cortesia dimostrata. A quel punto lei si sbottonò il giaccone e la vidi splendere in un tailleur classico, ma sexy e scarpe basse.
Mi disse che aveva da dirmi una cosa, prima di iniziare qualsiasi discorso, allora le detti la parola.
Mi confidò che, dopo un periodo di ripensamento aveva deciso di ritornare al suo lavoro all'estero dove aveva dei colleghi che la consideravano per quello che faceva e non per quello che ... era in quel momento.
Mi sentii sollevato, tuttavia volli essere sincero con lei dicendole che non avrei potuto assumerla per due importanti motivi Il primo era che, benché avessimo una clientela polivalente, tuttavia non ancora pronta a una simile presenza, che avrebbe potuto creare imbarazzo, secondo punto, altrettanto importante, era che la sua alta specializzazione e soprattutto la serie di titoli di studio la mettevano in una situazione particolare a livello retributivo, che per me sarebbe risultato esoso.
Maria apprezzò la mia sincerità, soprattutto sul primo punto e mi ringraziò. Le proposi se le andava di prendere un aperitivo, ma rifiutò chiedendomi se poteva avere un caffè considerato che le era piaciuto il caffè della volta precedente.
Le risposi che l'avrebbe avuto subito, ma che questa volta l'avrei dovuto fare io, per cui non assicuravo l'identico risultato; lei sorrise e disse che accettava il rischio.
Ci spostammo nella archivio dove c'era l'angolo mensa e incominciai ad armeggiare con la macchinetta. Maria notò la mia difficoltà e si propose di farlo lei. Lasciai a lei, quindi, il compito che assolse egregiamente come una perfetta segretaria. Sorseggiammo il caffè parlando del più e del meno, finito le presi la tazzina dalle mani per cestinarla, ma la mia mano si attardò un po' sulla sua. Maria mi guardò con un sorrisino mentre le nostre mani erano una nell'altra, allora me la prese e me la baciò. LA cosa mi eccitò come non mai, ricambiai il bacio alle sue mani e nel frattempo l'attirai verso di me per abbracciarla.
Il suo profumo mi inebriò e subito ci baciammo prima timidamente e poi sempre più focosi; la mia lingua turbinava nella sua bocca e l'eccitazione era alle stelle. Eravamo avvinghiati l'uno all'altro come l'edera al suo albero.
La staccai da me la presi per mano e ci spostammo nella sala d'attesa dove ci accomodammo sul divanetto. Li riprendemmo a baciarci e a toccarci in un desiderio fuori dall'ordinario. La baciavo ovunque senza lasciare un centimetro della sua pelle senza dei miei baci. A un certo punto la mia mano scese lungo il suo corpo fino ... all'inguine. Lei mi fermò e mi disse sospirando che ....; le dissi che volevo farla mia accettando tutto di lei.
Allora lei si alzò si fece scivolare l'abito rimanendo con la sola biancheria intima e si fece ammirare nel suo splendore. Ripresi a baciarla.....
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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