Prime Esperienze
Dal cassetto dei miei ricordi.
01.11.2025 |
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"Piano piano risalii verso le sue tette che avevo ripreso a baciare mordere, mentre le mani di Ornella mi stringevano a lei sempre più forte fino a esplodere in urlo di piacere era venuta..."
Qualche giorno fa mentre parlavo con un conoscente mi è venuto in mente un’avventura capitata circa trenta anni fa.
A quell’epoca ero un funzionario di una Pubblica Amministrazione; ero stato assegnato a questo nuovo ufficio dove dovevo occuparmi di contabilità europea.
Dopo qualche giorno il mio arrivo, vengo convocato dal dirigente, il quale subito mi da il ben arrivato e poi mi dice.. Dottore ho letto il suo fascicolo ed ho visto che lei è esperto di Diritto Internazionale Tributario ho la pratica giusta per lei, dovrà esaminarla e vedere se ci sono i presupposti perché hanno richiesto dei contributi UE per diverse centinaia di milioni (all’epoca avevamo ancora la Lira) e mi è stata sollecitata dall’alto.
Veramente, gli risposi, non ero preparato sulla questione dei contributi UE, il dirigente mi disse che era arrivato il momento di imparare.
Se avessi avuto bisogno di aiuto potevo rivolgermi alla collega Signora X oppure direttamente a lui.
Non appena finito di esaminare la pratica avrei dovuto redigere una relazione in entrambi i casi.
Presi il fascicolo e rientrai nella mia stanza. Incominciai a dare un’occhiata alla documentazione, ma ci capivo poco, allora mi rivolsi alla collega la quale subito si offrì di darmi tutte le informazioni necessarie, anzi mi fornì una check list per avere una visione completa della documentazione necessaria.
Dopo un paio di giorni ritornai dal direttore e gli espressi i miei dubbi sulla fattibilità, allora mi consiglio chiedere ulteriore documentazione e direttamente all’azienda, infatti mi scrisse su un biglietto il numero di carta e il nome dell’ingegnere da contattare.
Ritornai nella mia stanza e subito dopo telefonai, mi rispose una voce gentile che mi disse che l’ingegnere era occupato e che potevo dire a lei; risposi dicendo il motivo della telefonata e che avrei voluto parlare con l’ing. Conclusi la telefonata lasciando il mio recapito telefonico con la preghiera di farmi chiamare subito
Dopo un paio di giorni mi squillò il telefono e dall’altro capo c’era una voce femminile che si presenta scoprendo che l’ingegnere amministratore dell’azienda era una donna.
Si presentò e mi chiese il motivo della mia telefonata e della richiesta di ulteriori documenti. Le faci presente che dall’esame della pratica relativa alla richiesta di fondi UE avrei avuto bisogno di ulteriori documenti altrimenti mi sarei stato costretto ad archiviarla.
A quel punto l’ingegnere mi chiese di formulare una richiesta ufficiale; a quel punto le suggerii che forse sarebbe stato meglio che le inviassi una mail con l’elenco dei documenti così si sarebbero ridotti i tempi considerato che eravamo nel mese di luglio e quindi prossimi al periodo feriale.
Dopo un paio di giorni dall’invio della mia mail mi richiamò l’ingegnere dicendo che aveva tutta la documentazione e mi chiese quando potermela consegnare.
Le dissi che nel primo pomeriggio poteva passare così avrei avuto i restanti giorni per ultimare la pratica.
Puntuale alle 15:00 sentii bussare, aprii e mi apparve una signora che subito si presentò dicendo sono l’ing. Ornella …. AD della società Pinco e con lei c’erano altre due signore, una era la sua segretaria e l’altra una sua amica.
Feci accomodare le tre signore e subito l’ing. Ornella chiese alla sua segretaria di darle il fascicolo che girò a me.
Le chiesi di vederlo insieme forte della mia lista. Alla fine della disamina della documentazione aggiuntiva Le dissi che quanto prima avrei esaminato il fascicolo completo e stabilire se erogare o no i contributi UE.
Non appena finii l’ing. Ornella mi chiese eventualmente di accelerare perché eravamo a metà luglio e poco dopo tutto si sarebbe fermato per le vacanze estive ed eventuali erogazioni sarebbero slittate di almeno due mesi.
Mi alzai dalla mia postazione e dissi che avrei cercato di fare del mio meglio, nel frattempo le congedai.
L’ing. Ornella rispose al mio saluto in maniera fredda e distaccata, poi si girò e si allontanò seguita dalle altre due accompagnatrici.
Il comportamento freddo e supponente dell’ingegnere mi aveva irritato per cui chiusi il fascicolo e decisi di andar via per rilassarmi andandomene a casa.
Il giorno dopo a mente fredda riesaminai il fascicolo alla luce dei nuovi documenti e valutai che c’erano tutte le condizioni per erogare i contributi. Predisposi una relazione ben documentata e mi recai dal dirigente per aggiornarlo e consegnargli il fascicolo per le firme autorizzative.
Arrivato dal dirigente lo aggiornai e gli consegnai il fascicolo con la relazione che lesse attentamente; fatta una piccola correzione mi restituì il fascicolo dicendomi di rettificare la relazione e convocare l’ingegnere per far apporre le dovute firme e poi riportargli il fascicolo.
Ritornato nella mia stanza chiamami l’ing. al suo numero diretto e infatti mi rispose immediatamente le riferii la notizia e la invitai a venire in ufficio per le firme del documento.
L’appuntamento fu fissato per il pomeriggio successivo.
All’orario stabilito la vidi entrare direttamente nella mia stanza, questa volta era sola ci salutammo e incominciai a spiegare il buon esito della pratica e lei mi ascoltava attentamente subito dopo le feci firmare i documenti.
A quel punto l’ing. Valeria mi ringraziò e mi disse che era rimasta meravigliata dalla velocità dell’esecuzione, mi avevano detto che la mia pratica era finita nelle mani di un funzionario ben preparato. La ringraziai e nel frattempo le chiesi informazioni circa l’attività lavorativa dell’azienda giustificando la mia curiosità dal fatto che fino a quel momento non ero mai stato in una fabbrica.
L’ing. mi dette delle informazioni e nel frattempo mi propose, che non appena ci fosse stata l’occasione di fare un giro dello stabilimento.
La ringraziai e nel frattempo ci salutammo e questa volta fu meno fredda e mi elargì anche un sorriso.
Fra me e me subito dopo mi dissi che l’ing. era più rilassata ora che la pratica era stata definita.
Chiusi il fascicolo e lo feci pervenire al dirigente per il seguito.
La settimana proseguì con altri lavori senza pensare più a quanto mi era stato detto. Il weekend passò con il soliti impegni e il lunedì ritornai a lavoro e strada facendo feci caso che l’azienda in questione era sulla strada del mio percorso casa ufficio.
Il giovedì squillò il telefono e risposi rimanendo meravigliato perché dall’altro lato del filo c’era l’ing. Che dopo i saluti di rito mi propose di passare il giorno dopo all’uscita dall’ufficio per fare un giro dello stabilimento e bere un caffè insieme, la ringraziai dell’invito e confermai la mia presenza; a quel punto mi chiese la targa dell’auto perché la doveva comunicare alla sicurezza per poter accedere all’interno del cortile.
Quel giorno passò normalmente, il venerdì mattina, uscendo da casa, dissi che avrei fatto tardi al rientro dovendo passare da uno stabilimento industriale per vedere delle lavorazioni.
Alle 17.00 uscii dall’ufficio e mi recai all’appuntamento dove arrivai dopo circa 20 minuti.
All’ingresso l’addetto alla portineria mi controllò, mi fece parcheggiare e poi, chiamò un addetto, che mi accompagnò fino all’ingresso dello stabilimento dove c’era l’ing. Ornella che mi attendeva.
Ci salutammo come se fossimo stati dei vecchi amici e subito iniziò il giro dello stabilimento con Ornella che, approfittando che gli operai erano andati in ferie, mi poteva spiegare meglio le varie fasi delle lavorazioni.
Fino a quel momento Ornella parlava con una proprietà di linguaggio del settore che mi incantava.
Finito il giro, mi chiese.” l’è piaciuto?” Certamente fu la mia risposta, allora adesso possiamo andare a casa che le offro il caffè promesso. Saremo soli perché il mio compagno con i nostri figli sono già partiti per la villa al mare ed io li raggiungerò domenica dopo aver sistemato gli ultimi impegni.
L’alloggio era attaccato allo stabilimento, salimmo le scale ed entrammo in un ampio ingresso living mentre mi faceva accomodare mi disse vado un attimo a cambiarmi e ritorno, infatti fino a quel momento indossava una tuta come un semplicissimo operaio.
Nell’attesa fui attratto da un televisore accesso su un canale economico, dove passavano le valutazioni di titoli e metalli.
Dopo un po' ricomparve e questa volta indossava un tipico vestito estivo, si sedette accanto a me e riprese a parlarmi del suo lavoro ed io imbambolato l’ascoltavo.
Un paio di volte avevo provato a fare qualche domanda, del tipo ing. Ornella mi scusi…
La seconda volta mi fa possiamo darci del tuo e chiamarci col nostro nome il mio è Ornella ed io il mio è Giuseppe le allungai la mano per suggellare il patto lei prese la mia mano fra le sue a conferma poi mi guardò negli occhi i mi disse. ti piaccio?
Preso alla sprovvista dissi ..sì e molto!
Lei continuò a guardarmi ed io a lei, per una frazione di secondo mi passò una strana idea di baciarla di non perdere l’occasione e così feci.
La baciai poggiando leggermente le mie labbra sulle sue, subito dopo mi staccai, ma vidi che Ornella era ancora lì in trance allora la ribaciai e questa volta con molta più foga e lei rispose con la stessa foga. L’abbracciai, la strinsi a me e potei inebriarmi del suo profumo.
Quella sensazione mi aveva galvanizzato ed eccitato, ma anche Ornella non era da meno mi baciava, le nostre mani si intrecciavano e ci accarezzavamo a vicenda.
A un certo punto ci staccammo e lei guardandomi negli occhi mi disse mi piaci tanto e dal primo momento che ti ho visto. Le risposi... tu mi hai stregato!
Ci stringemmo di nuovo ed io incominciai a baciala tutta scendendo tra il suo seno ancora bloccato da un leggero reggiseno sotto il vestito.
Ornella si districò, si alzò in piedi e dandomi la mano mi disse andiamo in camera sul letto staremo più comodi.
Una volta arrivati si sfilò il vestitino e rimase in reggiseno e tanga, era una immagine stupenda come una dea greca. La feci sdraiare sul letto e ripresi a baciarla tutta. Liberai il suo seno dalla costrizione del reggiseno e fui estasiato da tanta bellezza me lo baciai tutto, succhiai i suoi capezzoli con una energia straordinaria, lei si contorceva sotto di me e piano piano scesi sulla sua vulva e incominciai prima a baciarla e poi a leccarla ed assaporare i suoi umori.
A lei piaceva tanto e mugolava di piacere e desiderio. Piano piano risalii verso le sue tette che avevo ripreso a baciare mordere, mentre le mani di Ornella mi stringevano a lei sempre più forte fino a esplodere in urlo di piacere era venuta.
Subito dopo con voce affannata mi disse penetrami fammi tua, si prese il mio cazzo e lei stessa se lo infilò. Una vota dentro ero io ora l’estasiato, incominciai ad andare su e giù sempre più forte fino a che esplosi in una sborrata torrenziale nella sua bollente figa.
Mi accasciai su di lei con entrambi il fiato affannato, giusto un momento per riprenderci e subito la baciai ringraziandola e lei mi abbracciò teneramente. Rimanemmo così abbracciati per un tempo indefinito. Subito dopo Ornella si riprese e mi disse ora ti vado a preparare il caffè che ti avevo promesso, si alzò e, con una innata disinvoltura, nuda si avviò verso la cucina, poco dopo ritornò con due tazze di caffè si sdraiò accanto e ci sorseggiammo il caffè guardandoci negli occhi.
Finito si accoccolò accanto ed io me l’abbracciai come se fosse stata la mia bambina.
Mentre eravamo così teneramente abbracciati le squillò il telefono, era il suo compagno che l’avvisava di essere arrivato al mare e che non vedeva l’ora che lei arrivasse.
Ornella, con una prontezza rispose che entro domenica sarebbe arrivata, quindi aveva evitato di rispondere come si risponde in certi momenti.
Capii che la situazione poteva essere imbarazzante per cui andai bagno, mi rivestii e uscendo le dissi che sarei andato via per lasciarle il tempo per fare le sue cose e così partire per andare dal suo compagno.
Ornella capì e mi dette un bacio lungo e dolce, poi si infilò una vestaglia e mi accompagnò alla porta dicendo che era stato un momento bello e felice e che al suo rientro dalle vacanze mi avrebbe cercato.
Da quel giorno per tutto il mese di agosto il mio unico pensiero era rivolto a Ornella e soprattutto alla sua personalità.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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