Prime Esperienze
Dal cassetto dei miei ricordi, segue.
06.11.2025 |
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"Accettai con entusiasmo, anche se avevo sperato che la sua telefonata fosse per dedicarmi una giornata..."
Da quel giorno per tutto il mese di agosto il mio unico pensiero era rivolto a Ornella e soprattutto alla sua personalità.Rientrato dopo le ferie ogni giorno speravo di ricevere la telefonata, ma niente. L’ultima settimana di settembre mi arrivò la tanto desiata telefonata.
Alzai la cornetta e sentii la sua voce che dopo i saluti di rito mi disse mi hai pensato un po’?
Certamente tutti i giorni , bugiardo mi disse. Io le feci la stessa domanda, ma abilmente riuscì a svicolare la risposta dicendomi ho deciso di prendermi un giorno tutto per me e voglio che tu sia con me. Ci sarò dimmi quando e dove, lei mi disse che andava bene per martedì della settimana successiva e dovevamo vederci alle 8:00 al parcheggio dell’autostrada.
Quella mattina alle 7:30 ero già li, poco dopo arrivò Ornella che mi chiese di salire sulla sua auto e insieme partimmo per la montagna.
Mentre guidava io la guardavo rapito dalla sua personalità aveva un viso sorridente, allegro. Mi guardò e mi chiese perché mi guardi? Sono rapito dalla felicità che esprime il tuo viso.
Sono felice perché finalmente mi sono presa una giornata tutta per me e in questa giornata ci sei anche tu la persona che mi fa veramente sentire donna.
Inoltre, proprio ieri, la banca mi ha confermato l’avvenuta erogazione dei contributi, grazie al tuo sollecito lavoro, e, finalmente, posso fare quegli investimenti che mi ero ripromessa da un po' di tempo.
Mi hai fatto nel giro di poco tempo dei bei regali, grazie.
Veramente, sei tu che mi hai fatto un grande regalo quando mi hai telefonato, le risposi. Al suo sguardo interrogativo le dissi che il giorno della sua telefonata era il mio compleanno e quindi quale ottimo regalo?
Lei fu sorpresa da quanto detto e mi disse ho voglia di baciarti ora qui, le suggerii di fermarsi al primo autogrill e baciamoci anche io ho voglia di baciarti.
Così facemmo, ci prendemmo anche un caffè e poi proseguimmo verso la sua villa che aveva in montagna sul versante francese.
Dopo due ore di viaggio arrivammo davanti al cancello della villa che si aprì automaticamente, entrammo nel cortile e da lì entrammo in casa. Anche in questa casa c’era un grande ingresso living.
Qualcuno aveva provveduto a regolare la temperatura, eravamo a fine e settembre e oltre i mille metri d’altitudine.
Ornella fece un giro veloce per vedere se fosse tutto in ordine poi mi disse cambiati mettiti l’accappatoio che troverai in camera da letto così andiamo giù a farci un bagno turco. Fui sorpreso però mi affrettai a spogliarmi e lo stesso fece Ornella, mi precedette nel seminterrato dove era collocata una stanza contenete il bagno turco e una piscina con idromassaggio.
Entrammo nella saletta ci togliemmo l’accappatoio e incominciammo a beneficiare degli effluivi del bagno turco, ovviamente la cosa mi aveva eccitato e mi avvicinai a Ornella e incominciai a limonare con lei. Ornella mi abbracciò e mi stampò un bacio veramente eccezionale.
La feci distendere sulla panca e incominciai a leccarle la figa: Più leccavo e più Ornella si contorceva dal desiderio che la pervadeva e le sue mani posizionate sulla mia nuca mi spingevano forte fino a togliermi il respiro.
All’improvviso ebbe un sussulto e incominciò a godere e a urlare, mi fermai un attimo, la guardai e lei ..tranquillo siamo soli.
Ripresi a leccare e succhiare i suoi umori che uscivano a flutti intensi.
Mi inebriavo del suo profumo e dei suoi umori.
Poco dopo uscimmo i e ci infilammo nell’idromassaggio e li Ornella ricambiò il favore facendomi drizzare il cazzo e infilandoselo in figa, mentre lei si era messa a cavalcioni e andava avanti e indietro aumentando sempre più il ritmo finché le sborrai in figa. Lei si strinse a me e mi disse .. grazie amore! La guardai stupito per quella parola e lei con un candore fanciullesco mi disse in questo momento sei il mio grande amore!
Uscii dalla vasca e andai verso la doccia dove qualche secondo mi raggiunse Ornella e li riprendemmo a limonare e la feci di nuovo godere e subito dopo le sborrai anche io sulle chiappe perché in quel momento si era girata.
Lavati e asciugati ci sdraiammo su un divanetto; lì vicino trovai delle tisane, a quel punto le chiesi in questa casa non siamo soli! Lei mi rispose di non preoccuparmi perché era una sua persona della massima fiducia
Mentre eravamo lì mi confidò che con me si sentiva bene e che era una situazione che aveva vissuto solo una volta nella sua vita, coi suoi genitori. Il padre, infatti, durante la giornata la trattava come il figlio maschio che non era venuto, ma la sera entrambi i genitori la trattavano con affetto perché era la loro bambina.
Dopo ci spostammo nel soggiorno dove ci accomodammo sul divano con Ornella accoccolata accanto a me e per un po' ci rilassammo addormentandoci.
Quando ci svegliammo Ornella riprese a parlare del suo lavoro, ma nel frattempo la tenevo stretta a me e la baciavo lungo il collo dietro l’orecchio e le mie mani sul suo seno meraviglioso dove i capezzoli erano diventati duri come dei chiodi.
Lei rispondeva ai miei baci e alle mie carezze. Era estasiata, poi, dopo ave guardato l’orologio, mi disse che dovevamo rientrare per evitare il traffico del rientro al traforo.
Ci vestimmo e, dopo un ulteriore breve giro della casa, salimmo in macchina.
Durante il viaggio di ritorno le chiesi se la villa la usasse durante per le vacanze invernali, mi rispose che per le vacanze invernali andava in Svizzera e che quella villa veniva utilizzata quando andava allo stabilimento che aveva in Francia dove venivano assemblati i macchinari per il mercato del Nord Europa. In Italia si produceva la componentistica e i soldi del finanziamento sarebbero stati usati per acquistare macchinari che avrebbero raddoppiato la produzione.
Era sua intenzione ampliare anche lo stabilimento che aveva in Brasile perché anche in quella parte era aumentata sensibilmente la richiesta dei suoi macchinari. Tra il serio e il faceto le dissi … vuol dire che mi dovrai assumere per andare a dirigere lo stabilimento brasiliano.
Rallentò l’auto, mi guardò in faccia e mi disse tu non vai da nessuna parte sei solo mio. Le ribattei anche tu sei solo mia? Non mi rispose e svicolò la risposta continuando a parlare del suo lavoro.
Arrivati al parcheggio ci salutammo con un lunghissimo bacio e poi mi dette il numero del suo cellulare avvisandomi di mandarle sempre un messaggio prima di chiamare.
Dopo quella giornata meravigliosa per alcune settimane non la sentii.
Un giorno squillò il telefono dell’ufficio ed era la sua segretaria che, su direttive di Ornella, mi chiedeva delle informazioni, che mi affrettai a dare. Dopo qualche ora mi arrivò un sms di Ornella che mi ringraziava.
Eravamo sul finire di novembre quando mi squillò il cellulare, era Ornella, che dopo i convenevoli di rito, mi disse ho tanta voglia di te, ma soprattutto ho voglia dei tuoi baci e delle tue carezze, le dissi che anche io avevo tanta voglia di lei e mi era capitato di dover ricorrere alla masturbazione perché la voglia era tanta.
Rimase a sentire quello che le avevo detto e mi propose di fare un’altra giornata come la precedente non appena avesse avuto tempo.
Eravamo alla prima settimana di dicembre quando Ornella mi telefonò dicendomi che non aveva avuto ancora l’occasione di trovare una giornata per noi, tuttavia mi invitava a casa sua per una cena tra amici. Accettai con entusiasmo, anche se avevo sperato che la sua telefonata fosse per dedicarmi una giornata.
Arrivato il giorno ero tutto gasato, Ornella mi telefonò e mi chiese di passare in anticipo di 30 minuti e direttamente dal suo ufficio perché voleva farmi vedere della documentazione.
Come concordato arrivai e direttamente andai nell’ufficio di Ornella, la quale mi venne incontro e m disse che ci saremmo recati nell’ufficio che era stato del padre.
Mi fece strada, mi fece entrare e subito dopo entrò lei chiudendosi la porta alle spalle.
Mi si avvicinò mi spinse verso il muro e mi baciò con foga. Superato il momento inziale risposi anche io ai suoi baci e le nostre mulinavano sui nostri corpi.
Ornella era una furia mi baciava, mi toccava da tutte le parti, io rispondevo con la stessa furia, anzi a un certo punto le infilai le mani sotto la gonna e arpionai le sue chiappe. Mi estasiavo al contatto della sua pelle soda e calda.
Ornella si fermò mi prese per mano e mi disse voglio essere sbattuta sulla scrivania come faceva mio padre con le sue dipendenti.
Ci precipitammo alla scrivania lei si sdraiò su tirandosi su la gonna e aprendo le gambe mi disse … penetrami fammi sentire femmina, anzi puttana la tua puttana perché ho voglia del tuo cazzo.
Mi sfilai i pantaloni e i boxer e subito le infilai il mio cazzo nella sua figa completamente bagnata. Ci entrai con la facilità di una lama arroventata in un panetto di burro.
Una volta dentro Ornella mi blocco con i suoi piedi intrecciati dietro la mia schiena e mi disse stai fermo ti voglio assaporare dentro di me poi incominciò a muovere il bacino Era una sensazione meravigliosa eccitato le strappai la camicetta e sfilandole dal reggiseno arpionai le sue tette e incominciai a giocare coi suoi capezzoli. Scopami porco, scopa la tua femmina la tua puttana, perché io sono la puttana del mio padrone. Ornella muoveva il suo bacino ed io le mani sulle sue tette fenomenali e incominciai a sentire che stavo per venire. Le dissi fermati un attimo altrimenti me ne vango, Ornella mi incitò vai avanti voglio godere anche io e con te e così avvenne. Godemmo entrambi in un momento di grande goduria.
Ornella mi disse rimani dentro voglio sentirti ancora, io mi abbandonai su di lei abbracciandola e godendo del momento.
Poco dopo ci riprendemmo e tornando alla realtà Ornella mi disse ricordati che sei il mio uomo e devi essere solo mio. Subito dopo cercò di sistemarsi, ma non poteva nascondere che la sua camicetta era rimasta senza bottoni, per cui s’infilò una tuta, mentre io cercai di riprendere una condizione normale.
Ci avviammo verso la villa di Ornella e una volta arrivati mi fece accomodare nella sala dove c’erano altre persone mentre lei si avviò verso la sua stanza per cambiarsi per l’occasione.
In quel soggiorno fra le varie persone c’era anche la sua amica che l’aveva accompagnata la prima volta, e, subito, mi si avvicinò mi salutò e incominciammo a parlare.
Dopo un certo lasso di tempo entrò in sala Ornella al braccio del suo compagno, era meravigliosa e come già detto sembrava una dea greca.
Ci accomodammo a tavola e accanto a me si posizionò la sua amica che mi dava chiacchiera e più la c’era Ornella che ogni tanto mi dava un’occhiata di controllo.
La serata proseguì normalmente fino alla fine quando la cena terminò con un brindisi per le feste che sarebbero arrivate dopo qualche giorno.
Rimanemmo ancora un po' a chiacchierare, poco dopo Ornella si avvicinò col suo compagno che me lo presentò.
A un certo momento decisi di andare via per cui mi avvicinai a Ornella e le dissi che mi sarei congedato, allora mi salutò e facendomi l’occhiolino mi disse .. si ricordi dottore cosa le ho detto in merito al fascicolo che abbiamo esaminato.
Ringraziai e andai via. Quella fu l’ultima volta che vidi Ornella, perché non solo non la vidi più, ma non ebbi neanche sue notizie a parte alcuni sms di auguri formali.
Dopo qualche anno venni a sapere che Ornella aveva venduto il suo impero industriale e si era trasferita all’estero.
La ringrazierò sempre per avermi regalato una splendida stagione nella mia vita.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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