Prime Esperienze
La prima volta che ho davvero sentito ...
biolgarisos
04.04.2026 |
1.560 |
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"Quel passaggio da “sto per fare qualcosa di nuovo”
a “sto vivendo qualcosa che mi sta cambiando”..."
Ci sono esperienze che immagini per anni.Non nel dettaglio, non in modo preciso…
ma come una sensazione lontana, qualcosa che sai che prima o poi succederà.
E quando finalmente arriva, non è mai come te l’aspettavi.
È diverso.
Più lento.
Più reale.
Più intenso, proprio perché non è perfetto.
La mia non è iniziata con sicurezza.
Non con quella sicurezza che vedi nei racconti o nei film.
Era più un misto di curiosità e consapevolezza che stavo entrando in qualcosa di nuovo,
senza avere davvero il controllo.
Lei non era qualcuno scelto “a caso”.
Era una presenza che si era costruita nel tempo.
Sguardi incrociati, conversazioni leggere, piccoli momenti che all’inizio sembravano insignificanti.
Ma che, messi insieme, avevano creato qualcosa.
Non dichiarato.
Non esplicito.
Ma presente.
Ricordo ancora la sensazione dei primi momenti da soli.
Non c’era fretta.
E questo, in qualche modo, rendeva tutto ancora più intenso.
Perché quando non c’è fretta…
non hai scuse.
Sei lì.
Devi sentire davvero quello che sta succedendo.
All’inizio abbiamo parlato.
Di cose semplici.
Quasi banali.
Ma sotto quelle parole c’era altro.
Una tensione leggera, sottile,
che cresceva senza bisogno di essere alimentata.
Gli sguardi iniziavano a cambiare.
Duravano un po’ di più.
Diventavano più diretti.
E ogni volta che si incontravano…
c’era un momento in cui nessuno dei due diceva niente.
E quel niente… diceva tutto.
Non è stato un passaggio improvviso.
Non c’è stato un momento preciso in cui “è iniziato”.
È stato più un avvicinarsi graduale.
Fatto di piccoli segnali.
Una distanza che si accorcia.
Una pausa che si allunga.
Una consapevolezza che cresce.
E più succedeva…
più sentivo che non potevo più tornare indietro a quello che ero prima.
Non perché fosse qualcosa di estremo.
Ma perché era reale.
Per la prima volta non stavo immaginando.
Non stavo pensando.
Stavo vivendo.
E questo cambia tutto.
Ricordo che, a un certo punto, ho smesso di cercare di “fare la cosa giusta”.
Ho smesso di chiedermi come dovesse essere.
Ho iniziato semplicemente a seguire quello che sentivo.
E lì è cambiato tutto.
La tensione è diventata presenza.
La curiosità… coinvolgimento.
E quella distanza iniziale, che sembrava così importante,
ha smesso di esistere.
Non perché fosse stata superata di colpo.
Ma perché non serviva più.
Quello che è successo dopo non è stato perfetto.
E forse è proprio questo che lo ha reso vero.
Non c’erano schemi da seguire.
Non c’era esperienza da imitare.
C’era solo quel momento.
E due persone dentro quel momento.
A cercare di capirlo insieme.
Senza parole inutili.
Senza aspettative irrealistiche.
Solo presenza.
E la cosa che mi è rimasta più impressa non è stata l’intensità in sé.
Ma il cambiamento.
Quel passaggio da “sto per fare qualcosa di nuovo”
a “sto vivendo qualcosa che mi sta cambiando”.
Perché alla fine, le prime volte non sono importanti per quello che succede.
Sono importanti per quello che ti lasciano.
Per come ti fanno vedere le cose dopo.
Per come ti fanno capire che certe esperienze
non si possono prevedere, né controllare davvero.
Si possono solo vivere.
E forse è proprio questo il punto.
Non farle nel modo giusto.
Ma esserci davvero, mentre succedono.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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