Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > Il centro commerciale
tradimenti

Il centro commerciale


di cuckoldAG
09.09.2026    |    2.446    |    7 9.5
"Tua moglie si è fatta scopare in un cesso e tu le lecchi la sborra come un cane affamato..."
Il centro commerciale era pieno, luci, voci, famiglie con i sacchetti. Nessuno guardava davvero. Nessuno sapeva che Sharon camminava tenendo per mano Roberto come se fosse suo marito, e che tre passi dietro di loro c’era Marco, il vero marito, con la gabbia di castità chiusa sotto i pantaloni, le palle già pesanti e il cazzetto rinchiuso che pulsava a ogni passo.

Sharon indossava una gonna corta e una maglietta scollata. Roberto era alto, largo di spalle, la mano le stringeva il culo ogni tanto come se le appartenesse. Marco li seguiva con lo sguardo basso, le mani in tasca per non farsi vedere quanto gli tremavano. Ogni tanto Sharon si voltava e gli lanciava un sorriso piccolo, cattivo.

«Resta indietro, cagnolino. Oggi sei al guinzaglio, anche se non si vede.»

A Marco si stretse lo stomaco. Quello era esattamente ciò che lo faceva impazzire: essere il marito invisibile, il cornuto che cammina dietro mentre sua moglie si fa toccare in pubblico da un altro uomo. La gabbia gli premeva, umida di prefato. Sentiva le persone intorno e pensava: se solo sapessero che sotto i pantaloni ho il cazzo chiuso e che sto seguendo mia moglie e il suo amante come un cane.

Si fermarono davanti a un negozio. Roberto le parlò all’orecchio, le mise una mano sotto la gonna per un secondo. Sharon rise, si premette contro di lui. Marco vide il movimento. Vide le dita di Roberto sparire e poi uscire lucide. Sharon si leccò un dito senza nascondersi.

«Vieni,» disse a Roberto. «Ho bisogno di un bagno.»

Il bagno dei disabili era in fondo a un corridoio laterale. Sharon gli fece un cenno a Marco: resta fuori, aspetta, non fare rumore. Poi entrarono. La porta si chiuse. Marco rimase lì, schiena al muro, cuore in gola, gabbia che gli faceva male. Sentiva già i rumori. Un colpo contro il lavandino. La gonna di Sharon che scendeva. La cerniera di Roberto.

«Aprila. Aprila tutta, puttana sposata.»

Marco chiuse gli occhi e ascoltò. Sentì Sharon gemere basso, poi il suono umido di un pompino fatto in fretta, saliva, respiri. Poi il rumore sordo di un corpo sollevato. Roberto la stava scopando in piedi, contro il muro o sul lavandino. Colpi corti, profondi, da animale. Sharon non si tratteneva.

«Più forte… sì… riempimi… mia moglie di merda… no, tuo marito è fuori… il cornuto è fuori ad aspettare…»

Marco premette la fronte sul muro. Il cazzetto in gabbia gli pulsava fino alle lacrime. Voleva entrare. Voleva guardare. Voleva leccare. Voleva proprio questo: stare fuori come un cane mentre un altro uomo sfondeva sua moglie in un cesso di centro commerciale.

Durò poco. Troppo poco e troppo lungo. Sentì Roberto sbuffare, Sharon gemere alto, poi un silenzio rotto solo da respiri e da un suono viscido. La sborra. Tanta. Dentro.

La porta si aprì dopo un minuto. Sharon uscì prima, gonna tirata giù alla meglio, le cosce lucide. Roberto dietro, ancora che si sistemava la cintura, il cazzo appena rimesso, ancora grosso. Passarono accanto a Marco come se lui fosse aria. Sharon gli sfiorò il braccio.

«Bagno. Adesso. In ginocchio.»

Marco entrò. L’odore lo colpì subito: sesso, sborra, fica usata, sapone di centro commerciale. Sharon si appoggiò al lavandino, alzò la gonna, allargò le gambe. La figa era aperta, rossa, piena. Un filo bianco le scendeva già verso il ginocchio. Roberto si era messo in piedi accanto alla porta, braccia conserte, a guardare.

«Pulisci, cagnolino. Tutto. Fica, cosce, culo se è uscito. Ingoia. Qui non si lascia niente.»

Marco si mise in ginocchio sul pavimento freddo. Affondò la faccia. Il sapore era forte, amaro, caldo. Sborra di Roberto mescolata ai succhi di Sharon. Lecciò, succhiò, pulì i lembi gonfi, infilò la lingua dove il cazzo di Roberto era appena stato. Sharon gli tenne la testa premuta, si mosse un po’ sul suo viso come se si stesse asciugando.

«Bravo. Bevi. Questo è il tuo pranzo. Tua moglie si è fatta scopare in un cesso e tu le lecchi la sborra come un cane affamato. Dillo.»

«Lo voglio… lo voglio… sono il vostro cornuto… pulisco…»

Roberto rise basso, gli mise una scarpa sulla schiena, non per far male, solo per ricordargli chi stava in piedi e chi no.

«Guarda com’è ridotto. Gabbia, ginocchia, faccia piena di sborra. E gli piace. Gli piace da morire.»

Sharon gli tirò i capelli e lo fece alzare lo sguardo. Aveva le guance rosse, gli occhi lucidi di piacere sporco.

«Dopo torniamo a camminare. Io e Roberto mano nella mano. Tu dietro. E se ti gira di nuovo, te lo dico io quando puoi toccarti. Oggi no. Oggi resti chiuso. Oggi sei solo il cagnolino che pulisce.»

Marco annuì, la bocca ancora lucida. Si alzò. Si sistemò i pantaloni. La gabbia gli premeva di nuovo, più stretta di prima. Uscirono. Nel corridoio pieno di gente Sharon riprese la mano di Roberto. Marco li seguì a tre passi, testa bassa, sapore di sborra ancora in gola, cuore che batteva come se avesse corso.

Nessuno li guardava. O forse sì, per un secondo, e non capiva. Sharon si voltò una volta sola, gli lanciò un bacio piccolo, crudele.

«Bravo cuck. Continua a camminare. Questa è la tua vita. E tu la vuoi tutta.»

Marco continuò a camminare dietro di loro, gabbia chiusa, palle piene, faccia ancora calda. Sì. La voleva tutta. Esattamente così.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.5
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Il centro commerciale:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni