trio
Giochi di Seta e Desiderio
02.02.2026 |
590 |
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"Le tre figure rimasero così per un momento, i respiri affannosi, i corpi lucidi di sudore, l’aria carica dell’odore del sesso..."
La stanza era avvolta da una luce dorata e soffusa, filtrata dalle tende di seta che si muovevano lievemente al ritmo del ventilatore a soffitto. L’aria era pesante, carica di un profumo dolce e avvolgente un mix di vaniglia, sudore fresco e quel sentore inconfondibile di eccitazione che già aleggiava tra le pareti. Al centro della camera, un letto king-size dominava lo spazio, coperto da lenzuola di raso nero che riflettevano la luce come una pozza d’olio. Ai lati, due poltrone di pelle scura, una delle quali già occupata da un uomo dai lineamenti decisi, gli occhi scuri e lo sguardo carico di una sicurezza che non lasciava spazio a dubbi. Davanti a lui, in piedi, due donne che sembravano uscite da un sogno erotico: una bionda dai capelli lunghi e setosi che le scendevano fino alla vita, gli occhi verdi come smeraldi e i seni enormi, pesanti, con areole larghe e capezzoli già duri per l’attesa; l’altra, una rossa dai riccioli fiammeggianti che le arrivavano fino al sedere soda e rotondo, gli occhi nocciola che brillavano di malizia, le labbra carnose leggermente dischiuse.L’uomo, Yury, non aveva fretta. Si godette lo spettacolo delle due dee davanti a lui, i corpi già in tensione, le pelle d’oca che si formavano sulle braccia nude mentre lo guardavano con desiderio. «Avvicinatevi», ordinò con voce bassa, quasi un ringhio. Non era una richiesta.
La bionda, Sofia, fece un passo avanti per prima, i fianchi ondeggianti, i seni che rimbalzavano leggermente ad ogni movimento. La rossa, Elena, la seguì, le dita che giocavano con una ciocca dei suoi capelli come se avesse bisogno di un diversivo per la trepidazione che le serrava lo stomaco. Quando furono abbastanza vicine, Yury allungò una mano e afferrò un capezzolo di Sofia tra pollice e indice, strizzandolo appena. Lei gemette, la schiena che si inarcava istintivamente, spingendo il seno ancora di più verso di lui. «Ti piace, puttana?» chiese lui, la voce roca. Sofia annuì, le labbra che si mordevano per trattenere un altro gemito quando lui passò il pollice sull’areola gonfia, tracciandone il contorno prima di pizzicarla di nuovo, più forte questa volta.
Elena non rimase a guardare. Si avvicinò alle spalle di Sofia, le mani che scivolarono sui fianchi dell’amica prima di risalire, le unghie che graffiavano leggermente la pelle morbida. «Anche io voglio», sussurrò, la bocca vicina all’orecchio della bionda, la lingua che sfiorava il lobo prima di mordicchiarlo. Sofia tremò, le gambe che minacciavano di cedere quando sentì le dita di Elena chiudersi intorno all’altro seno, massaggiandolo con movimenti circolari mentre Yury continuava a tormentare il capezzolo opposto. «Porca troia», ansimò Sofia, la testa che cadeva all’indietro contro la spalla di Elena, gli occhi chiusi, le labbra aperte in un sospiro roco.
Yury sorrise, soddisfatto. «Bene», disse, lasciando andare Sofia solo per prendere dal comodino due anelli di gomma nera, spessi e lucidi. «In ginocchio, entrambe.» Non ci fu esitazione. Sofia scivolò a terra per prima, le ginocchia aperte, i seni che pendevano pesanti davanti a lei. Elena la imitò, posizionandosi accanto, i loro corpi quasi a specchio, le cosce che si sfioravano. Yury si chinò, passando un anello intorno al capezzolo sinistro di Sofia, stirandolo leggermente prima di lasciarlo andare con un snap secco. Lei sibilò, il dolore che si mescolava subito al piacere quando il sangue affluì di nuovo, rendendo la punta ancora più sensibile. Lo stesso trattamento toccò all’altro seno, poi a entrambi i capezzoli di Elena, che gemette forte quando la gomma le strinse la carne tenera, mandando una scossa diretta tra le gambe.
«Perfette», mormorò Yury, passando le dita sui capezzoli imprigionati, godendosi il modo in cui entrambe sobbalzavano al minimo tocco. «Ora, baciatevi.»
Non ci fu bisogno di dirlo due volte. Sofia si voltò verso Elena, le labbra che si scontrarono in un bacio famelico, le lingue che si cercavano subito, avide. Le mani di Elena afferrarono i seni di Sofia, le dita che pizzicavano gli anelli, facendola gemere nella bocca dell’amica. Yury osservò lo spettacolo per un momento, il cazzo già duro nei pantaloni, prima di decidere che era ora di partecipare attivamente. Si chinò, afferrando i capelli di Sofia e tirandoli indietro con forza, esponendo la gola. «Apri», comandò.
Lei obbedì all’istante, la bocca che si spalancava mentre Yury vi spingeva dentro due dita, fino in fondo, fino a quando non sentì la gola contrarsi intorno a loro. «Così, troia», ringhiò, muovendo le dita dentro e fuori, bagnandole di saliva mentre Sofia ansimava, gli occhi lucidi. Poi si ritirò, lasciandola tossire leggermente, prima di passare a Elena. Questa volta non usò le dita. Affondò la lingua nella sua bocca, esplorandola con violenza, mentre le mani scendevano a strizzarle i seni, i pollici che premevano sugli anelli, facendola contorcere. «Ti piace essere trattata come una cagna, Elena?» chiese, staccandosi appena per vedere i suoi occhi annebbiati.
«Sì», ansimò lei, la voce rotta. «Per favore, signore…»
Yury rise, basso e oscuro. «Brava puttana.» Si alzò in piedi, slacciandosi i pantaloni con movimenti lenti, gli occhi che non lasciavano mai i loro. Il cazzo saltò fuori, grosso e già lucido in punta, le vene che pulsavano sotto la pelle tesa. Sofia non poté resistere. Si protese in avanti, la lingua che usciva per leccare la lunghezza dall’alto in basso, raccogliendo la goccia di precum che già scendeva. «Mmm, così buono», mormorò, prima di avvolgere le labbra intorno alla testa, succhiando con forza.
Elena non rimase indietro. Si spostò dietro Sofia, le mani che le afferrarono i fianchi prima di scivolare giù, le dita che si insinuarono tra le cosce della bionda, trovando la sua fica già fradicia. «Dio, sei bagnatissima», sussurrò, sfregando il clitoride gonfio con movimenti circolari mentre Sofia gemette intorno al cazzo di Yury, le guance che si scavavano per prendere più a fondo.
Yury afferrò la testa di Sofia, tenendola ferma mentre cominciava a muovere i fianchi, spingendo il cazzo sempre più a fondo nella sua gola. «Prendilo tutto, troia», ansimò, sentendo la gola di lei contrarsi intorno a lui. Sofia obbedì, rilassando la mascella nonostante le lacrime che le pizzicavano gli occhi, la mano di Elena che intanto si muoveva sempre più veloce tra le sue gambe. «Cazzo, sì», ringhiò Yury, sentendo le palle che cominciavano a tirarsi su. Ma non era ancora il momento. Si ritirò con un gemito, il cazzo che schizzava fuori dalla bocca di Sofia con un pop umido.
«Giratevi», ordinò. Entrambe ubbidirono, mettendosi carponi sul letto, i culi alti e aperti, le fiche che gocciolavano eccitazione sulle lenzuola. Yury si posizionò dietro Elena, passando le mani sui suoi glutei sodi prima di dividerli, esponendo il buco stretto e rosa. «Qualcuno ha voglia di essere sculacciata?» chiese, la mano che si alzava prima di abbassarsi con un crack secco sulla carne bianca.
«Ah!» urlò Elena, la testa che si buttava all’indietro, ma poi si morse il labbro, gli occhi che brillavano. «Di più, per favore.»
Yury non se lo fece ripetere. La sculacciò di nuovo, più forte, lasciando l’impronta rossa della mano sulla sua pelle. Poi, senza preavviso, sputò sul suo ano, passando il pollice intorno all’anello stretto, lubrificandolo prima di spingere dentro, lentamente. Elena gemette, le dita che si aggrappavano alle lenzuola, mentre Sofia si voltava a guardare, gli occhi fissi sul dito che scompariva dentro l’amica. «Ti piace, puttana?» chiese Yury, aggiungendo un secondo dito, allargando il buco con movimenti lenti e circolari.
«Sì! Cazzo, sì!» ansimò Elena, spingendo indietro contro la sua mano, disperata per avere di più.
Yury sorrise, estraendo le dita con un pop umido. «Brava. Ora tocca a te, Sofia.» Si spostò dietro la bionda, passando le mani sulle sue natiche generose prima di dividerle, esponendo la fica bagnata e l’ano che pulsava. Senza preamboli, affondò la lingua dentro di lei, leccando dalla fica al buco posteriore in una lunga, lenta passata. Sofia urlò, le gambe che tremavano, mentre Elena si avvicinava, la bocca che si chiudeva su un capezzolo della bionda, succhiando forte attraverso l’anello di gomma.
«Sei così dolce», mormorò Yury contro la sua carne, prima di sputare anche lì, passando un dito intorno all’ano di Sofia, preparandola. «Pronta per il mio cazzo, troia?» Non attese risposta. Si posizionò, la punta del cazzo che premeva contro la sua fica fradicia, poi affondò in un solo, lungo colpo, riempiendola completamente. Sofia gridò, le unghie che graffiavano le lenzuola, mentre Yury cominciava a muoversi, le spinte profonde e regolari, ogni affondo che la faceva sobbalzare in avanti.
Elena non stava con le mani in mano. Si mise dietro Yury, le mani che gli afferrarono i glutei mentre si sporgeva in avanti, la lingua che usciva per leccare le palle di lui ad ogni spinta. «Porca puttana, sì», gemette Yury, sentendo la lingua calda di Elena che gli accarezzava lo scroto, mentre la fica di Sofia si stringeva intorno al suo cazzo come una morsa. «Leccami il cazxo, troia», ordinò a Elena, e lei ubbidì all’istante, la lingua che si insinuava tra le sue natiche, trovando i testicoli gonfi e cominciando a leccarlo con movimenti rapidi e avidi.
Il ritmo di Yury divenne più selvaggio, i fianchi che sbattevano contro il culo di Sofia, i testi che si scontrano ad ogni spinta. «Voglio venire nel tuo culo», ringhiò, estraendo il cazzo dalla fica gocciolante della bionda. Senza darle tempo di reagire, lo spinse contro il suo ano, spingendo dentro con un colpo secco. Sofia urlò, il dolore che si mescolava subito al piacere quando cominciò a muoversi, allargandola, possedendola completamente.
Elena si spostò, mettendosi davanti a Sofia, le mani che le afferrarono i seni mentre si chinava per baciarla, le lingue che si intrecciavano di nuovo, i gemiti che si fondevano. Yury aumentò il ritmo, le palle che si stringevano, il cazzo che pulsava mentre sentiva l’ano di Sofia contrarsi intorno a lui. «Vengo», ansimò, affondando un’ultima volta, il cazzo che esplodeva dentro di lei, riempiendola di sperma caldo.
Sofia gemette contro la bocca di Elena, sentendo lo sperma che le colava fuori quando Yury si ritirò, gocciolando sulle lenzuola. Ma non era finita. Yury si voltò verso Elena, il cazzo ancora duro nonostante avesse appena svuotato le palle. «In ginocchio», ordinò. Lei scivolò giù dal letto, mettendosi davanti a lui, le labbra che si aprivano per accogliere il suo cazzo ancora bagnato del succo di Sofia. Cominciò a succhiare subito, la lingua che girava intorno alla testa, raccogliendo ogni goccia di sperma residuo, mentre Sofia si avvicinava, le mani che le accarezzavano i capelli, incoraggiandola.
Yury chiuse gli occhi, godendosi la bocca calda di Elena che lo lavorava con abilità, le labbra strette, la lingua che accarezzava la parte inferiore del suo cazzo ad ogni risucchio. «Così, brava puttana», ansimò, passando una mano tra i capelli di Elena, guidando i suoi movimenti. Sofia non rimase a guardare. Si chinò, la lingua che usciva per leccare le palle di Yury, poi scese più giù, tra le sue natiche, la punta che premeva contro il suo ano.
«Cazzo!» imprecò Yury, sentendo la lingua di Sofia che lo esplorava lì, mentre Elena continuava a succhiarlo con fervore. Non ci volle molto. Con un gemito roco, venne di nuovo, lo sperma che schizzava nella gola di Elena, che ingoiò tutto senza esitazione, leccandosi le labbra quando lui si ritirò, il cazzo che pulsava ancora tra le sue mani.
Le tre figure rimasero così per un momento, i respiri affannosi, i corpi lucidi di sudore, l’aria carica dell’odore del sesso. Yury sorrise, soddisfatto, mentre Sofia ed Elena si scambiavano un altro bacio, le lingue che si cercavano, condividendo il sapore salato del suo sperma. «Brave puttane», mormorò lui, accarezzando i loro capelli. «Ma questa è solo l’inizio.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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