Prima volta in tre
Veronique72
Ho introdotto Rebecca, la mia splendida compagna, nel mondo libertino da qualche anno. Ha imparato ad apprezzarne la libertà, il colore, il non giudizio, il fatto di poter essere spogliata e posseduta da me in ogni momento.
Lei è curiosa, ama ascoltare le storie delle altre coppie, chiede degli inizi, che a volte sono naturali, a volte difficili. Ha imparato a conoscere le mille sfumature del desiderio che la libertà di essere se stessi può regalare, ha ascoltato le mille sfumature che il sesso può assumere, facendo ormai passare la normalità per la vera anormalità. Eppure ha ancora limiti che non riesce a superare, che non vuole superare fino a quando sente che è giunto il momento. Io, Andrea, il suo compagno, le sono accanto, accompagnandola in questo universo parallelo dove tutto è possibile, dove il peccato non è farlo, ma non farlo.
Io sono il diavoletto che la punzecchia, che la tenta, che la espone nuda, che ama succhiarle un seno durante la cena, pronto a cogliere ogni sua perversione, trasformando ogni sua esitazione in azione. Lei si muove ormai in questo mondo con la disinvoltura di chi si sente a casa: qui ha le sue amiche, i suoi amici, il suo habitat.
Sono passati anni da quando, impaurita, ha varcato la porta del suo primo privé, facendosi scudo con me senza lasciare mai la mia mano, come se avesse paura di poter essere aggredita, una pecorella in mezzo ai lupi. Ora lei è la predatrice. Individua le coppie più adatte che possano rispecchiare i suoi machiavellici desideri, ma non guarda il fuori, non solo quello: guarda il dentro. Per molti si tratta solo di carne e desiderio, ma per lei è qualcosa di più sottile. Lei cerca l’intesa, la complicità, cerca persone in cui potersi rispecchiare, condividere e non divorare. Lei cerca l’esperienza dietro alla passione.
Negli abitini succinti che risaltano il suo fisico formoso e maledettamente invitante, riesce a non essere mai volgare. Cammina e scruta, un po’ santa e un po’ puttana: quel connubio che mi fa impazzire e che la rende unica per me.
Eppure ci sono fantasie che non ha ancora realizzato. Io divoro, lei assapora, sa aspettare la situazione perfetta che possa realizzare a pieno le sue complesse fantasie. Io sto ai suoi desideri, mi piace vedere come evolve con i suoi ritmi. Avanza lentamente, ma ne vuole sempre di più, e io sono lì per darle quello che cerca, il compagno perfetto per portarla a superare i suoi limiti. Non lo dico, ma vado fiero di come l’ho trasformata in quella creatura dalla fine perversione, così a suo agio nei giochi a quattro di cui lei è sempre la fautrice.
So che le piacerebbe essere posseduta da me e da un altro, ma non ha ancora realizzato quella fantasia. Io non vedo l’ora di scoparla insieme a un altro, di vedere come si barcamena tra due cazzi tutti per lei. Ma lei non osava… fino a quel giorno.
Lo vede in piscina. Lui è solo, sembra un po’ triste o a disagio, come lo sono i single quando sono tra coppie di sconosciuti che interagiscono senza badare a loro. Lui è bellissimo: alto, fisico asciutto, una bocca carnosa, degli occhi scuri grandi, dei lineamenti perfetti e delicati.
Lei lo tiene d’occhio tutto il pomeriggio e lui ricambia. Le ronza intorno, ma lei fa finta di niente, lascia che lui si accorga delle sue occhiate furtive, poi si gira dall’altra parte. Ha iniziato il suo gioco da predatrice e io sono lì per assicurarmi che lo porti a compimento, accompagnandola nel superare i fragili limiti che ancora non è riuscita a superare.
Durante la cena lei è presa dagli amici, dalla musica, dalle mie mani che si infilano sotto il suo vestitino per accarezzarle quella sua bella fica liscia e sempre bagnata. Fa la ritrosa, ma io so che anche quello è parte del suo gioco. In realtà le piace quando, davanti a tutti, la spoglio e la tocco.
Dopo la cena ci ritroviamo seduti in giardino. I giochi sono già iniziati, intorno a noi sono già iniziate le gang bang nei letti a baldacchino. Una biondina sta tenendo testa a una decina di single mentre il suo compagno la guarda. Viene presa e ripresa in varie posizioni, penetrata in ogni anfratto contemporaneamente da più uomini. Lei si muove con disinvoltura, fremendo ai tocchi, succhia, afferra, ondeggia e cavalca quegli uomini, gestendo il gioco in modo da non lasciare nessuno insoddisfatto.
Le coppie si appartano nei lettoni, iniziando a dare sfogo all’istinto. Le bocche sono già possedute, le fiche riempite da sconosciuti, i partner si incontrano in un gioco che qualcuno chiamerebbe perversione. Per noi è semplicemente la verità della natura umana libera di esprimersi.
A Rebecca piace guardare. La vedo rapita dagli spettacoli intorno a noi mentre chiacchieriamo con altri amici, sento che inizia ad eccitarsi.
Si alza per andare in bagno, viene fermata da un uomo alto ed elegante. È il ragazzo della piscina.
Lui le dice qualcosa e lei sorride, maliziosa e provocante. È bellissima nel suo abitino aderente verde smeraldo come i suoi occhi. Il colore fa risaltare il rame dei suoi capelli e avvolge il suo corpo sensuale.
Torna tenendosi per mano con lui e mi guarda dritto negli occhi. Io sono già eccitato.
Si siede con noi sul lettino, lo presentiamo agli altri e iniziamo a chiacchierare. Poi lei mi guarda e mi sorride con malizia, si volta verso di lui e lo bacia con trasporto. Vedo le loro lingue che si toccano, poi si volta verso di me e mi bacia allo stesso modo.
Ha deciso.
Mentre torna a baciare lui, io le scopro le belle tette abbondanti, che restano lì esposte, con i capezzoli già turgidi. Sento il suo profumo familiare di vaniglia e limone che esala dalla sua pelle morbida, già un fuoco.
Lui si abbassa su quel bel seno e inizia a succhiare prima un capezzolo, poi l’altro.
«Hai un seno bellissimo», le dice. «Mi fai impazzire.»
Lui è deciso ma rispettoso, è delicato al contrario di me. A lei piace. La vedo lasciarsi andare mentre lui la accarezza e le succhia il seno.
Come al solito, lei ha scelto bene.
Io le infilo la mano sotto la gonna e trovo subito la sua fessura bagnata e nuda, senza slip. Inizio a masturbarla e il suo corpo risponde con un fremito. Poi anche lui inizia a sfiorarle la coscia e accarezza la sua fica bagnata e morbida.
Gli altri guardano eccitati la scena.
Ci posizioniamo sul lettone poco più in là. Lui si sdraia e tira fuori il suo cazzo già eretto. Da duro è notevolmente più grande. Lei si posiziona ancora mezza vestita su di lui e inizia a masturbarlo mentre lo bacia.
Io, nel frattempo, preparo i suoi buchini con la lingua a ricevere entrambi, le bagno bene l’ano e la fica mentre lei ha infilato in bocca il cazzo di lui, assaporandone il gusto.
«Hai un sapore buonissimo», dice Rebecca al ragazzo. «È dolce e la pelle è soffice.»
Poi ritorna a succhiarlo con vigore.
Io non resisto e la penetro mentre lei continua a succhiare.
Rebecca si gira di scatto e mi sfila da lei. Si distende. A lei piacciono i preliminari.
Lui si spoglia completamente e spoglia anche lei, lasciandola nuda sotto di noi, aperta, vulnerabile e disponibile. La bacia, le sussurra:
«Sei bellissima, mi fai impazzire. Che gran figa che sei.»
Le succhia un capezzolo e lei geme guardandomi. Io le tiro l’altro. Uno di noi ha un suo capezzolo in bocca. Lui lecca e succhia dolcemente, io la succhio forte e tiro. Questo la manda in estasi e inizia a contorcersi.
Lui scende giù verso la sua fica, la bacia, la lecca, ci infila la lingua mentre lei si contorce sotto di me. Le infilo il cazzo in bocca. È così sexy, selvaggia e porca che non resisto.
Lei viene gridando nella bocca di lui, che si alza e sorride.
«Sei così buona», dice.
Mi sdraio, il cazzo ancora duro. Lei si mette a pecorina sopra di me e me lo prende ancora in bocca. Lui si infila il preservativo.
«A lei piace molto l’anal, falla godere ancora», gli dico io, sempre pronto a spingere i giochi all’estremo.
Rebecca esita.
«Ma no, non ora.»
Ma lui, al solo pensiero, è già impazzito. Inizia a cercare il buchino di lei con le dita, lo trova e ci posiziona subito la grossa cappella.
Lei, a quel contatto, si rilassa, lasciando distendere quella sua fessura. Io la masturbo forte con due dita infilate dentro la sua fica, in modo che lui possa penetrarla analmente più facilmente.
«Fai piano», dice lei.
«Non ti preoccupare, farò pianissimo. Muoviti tu, non voglio farti male. Mi piace tantissimo, voglio solo farti godere.»
Ma, come avevo previsto, l’accesso è facile. Ho già preso il culetto di Rebecca poche ore prima, la fessura si schiude subito e lui penetra gemendo in un colpo solo, come se fosse burro.
Lei inizia a godere sotto i colpi di quel grosso membro. Io la posiziono sul mio cazzo e le penetro la fica.
La doppia penetrazione le fa definitivamente perdere il controllo.
Lei ormai è selvaggia. Guardarla così è uno spettacolo di lussuria e sensualità. È solo emozione, sensazione, istinto e piacere, in cerca dell’orgasmo che la liberi da quel fermento che vuole esplodere.
La guardo, sudata, gli occhi chiusi, le labbra socchiuse, i capelli scomposti tutti intorno a lei, totalmente in balia dei nostri colpi.
«Fate muovere me», sussurra a un tratto.
Noi siamo pronti a rispondere ai suoi ordini. Ci fermiamo, lasciando che sia lei a muoversi sui nostri cazzi, divisi solo da una sottile membrana, attendendo l’orgasmo di quella splendida creatura.
Lei inizia a fremere.
«Dai, insieme!»
E noi, perfettamente sincronizzati, spingiamo insieme dentro di lei mentre lei esplode nell’orgasmo più fragoroso che io ricordi, la sua fica un lago.
Immediatamente viene urlando anche lui e si distende accanto a lei.
«Wow!» esclama ansimando e sorridendo. «Grazie.»
Ma per Rebecca non è ancora finita.
Non le lascio tregua. Ora è il mio turno.
Le do solo un attimo per riprendere fiato, poi mi posiziono sopra di lei, spalancandole la fica. La lecco un po’ e mi ci infilo.
Lei è stupenda così esausta, spettinata eppure ancora pronta a ricevermi.
Inizio a scoparla mentre lui la bacia, ricominciando a masturbarsi.
Dividere la mia donna con un altro amplifica il mio piacere. Vederla usata, violata, goduta da lui come da me è inebriante. Lei, il perfetto oggetto di piacere, che in realtà è la vera protagonista e conduttrice del gioco.
Mentre lui la sbatte, lei cerca il mio sguardo con i suoi occhi verdi da gattina. Cerca la mia mano, il mio tocco, a conferma della nostra complicità. Vuole essere certa che io stia godendo così come sta facendo lei, che essere scopata da un altro sotto i miei occhi provochi in me la stessa eccitazione.
Vuole essere certa che è sempre un gioco.
Il nostro gioco.
La serata continua. Ci lasciamo andare completamente e perdiamo la cognizione del tempo. I corpi si intrecciano in una perfetta armonia mentre Rebecca è una fiamma che brucia, brucia senza mai consumarsi, e noi la prendiamo ancora e ancora, finché riusciamo.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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