Lui & Lei
La magia del Natale.
10.12.2025 |
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"Ogni colpo era accompagnato dal tintinnio delle sue palle natalizie che sbattevano contro il corpo di Rachele..."
Rachele aveva 45 anni suonati e il 2025 l’aveva presa a schiaffi come se avesse un conto in sospeso con lei.Gennaio: il marito l’aveva lasciata per un collega uomo che finalmente lo faceva sentire vivo.
Febbraio: licenziata in tronco perché il capo aveva scoperto che usava la stampante aziendale per stampare immagini di gattini randagi.
Marzo: il gatto vero era morto investito dal camion dei gelati.
Aprile: alluvione, l’appartamento al piano terra era diventato una piscina olimpionica per anatre.
Maggio: il dentista le aveva estratto il dente sbagliato, ora sorrideva con un buco da pirata.
Giugno: colpo di sole in spiaggia, ustionata a forma di costume intero, sembrava un pandoro bruciato.
Luglio: truffa telefonica, aveva regalato 8.000 euro a un finto nipote bloccato in Marocco.
Agosto: il nuovo fidanzato su Tinder si era rivelato sposato.
Settembre: il vibratore era esploso (letteralmente: batteria al litio cinese).
Ottobre: il cane del vicino le aveva mangiato l’unica pianta che era sopravvissuta all’alluvione.
Novembre: si era ubriacata con le colleghe ed era stata “pizzicata” al volante ubriaca: patente sospesa.
Dicembre: era appena iniziato e stava aspettando la nuova sfiga con terrore.
Insomma, Rachele era un disastro con le occhiaie incorporate.
Il 10 dicembre, dopo l’ennesima bottiglia di prosecco da solo 3,99 € al Lidl, prese un foglio di carta da lettere con gli orsetti e scrisse disperata:
«Caro Babbo Natale,
sono Rachele, 45 anni, residente a Desio, terzo piano senza ascensore.
Da piccola ti chiedevo Barbie e il castello.
Adesso sono adulta e vorrei solo un motivo per non buttarmi dal balcone.
Non mi servono regali.
Mi serve un miracolo.
So che non esisti, ma ormai questa é la mia unica speranza.
Grazie comunque,
Rachele (quella che non crede più a niente)»
La infilò in una busta, la lasciò sul davanzale con un biscottino sbriciolato (l’unico che aveva) e andò a dormire in posizione fetale.
Passarono i giorni e il Natale era sempre più vicino.
La notte della Vigilia, alle 3:17 precise, si sentì un botto sul tetto.
Rachele si svegliò di soprassalto: “Oddio, un ladro”.
Rachele, in pigiama di flanella con renne tristi armata di una spazzola per capelli si avvicinò alla finestra del soggiorno da dove arrivavano i rumori sospetti ritrovandosi davanti Babbo Natale in carne, ossa e soprattutto carne.
Rachele (con gli occhi fuori dalle orbite):
«Ma… ma… sei tu davvero?»
Babbo Natale:
«In carne e ossa,cara. Ho letto la tua letterina e ho deciso di portarti la magia del Natale»
Rachele impaurita da quella figura imponente:
«Guarda che io scherzavo… avevo bevuto ed ero disperata…»
Babbo Natale (si sfila il cappotto, sotto è nudo tranne i stivaloni e il cappello):
«Scherzavo un cazzo,Rachele. Io sono il rimedio ufficiale alla tua tristezza femminile.»
(indica l’erezione che pulsa come un albero di Natale acceso)
«Guarda qua: 24 centimetri di gioia pura. Le mie palle producono sborra carica di “Spirito Natalizio”. Una dose affronterai la tua vita nuovamente con il sorriso.»
Rachele (fissa il pacco, bocca aperta):
«Ma… è… è luminoso?»
Babbo:
«Adesso è rosso perché sono eccitato ed é pronto a portare felicità… Toccalo, è caldo.»
Rachele (ancora incredula):
«Ma davvero se… se lo facciamo spariscono tutti i problemi?»
Babbo (si avvicina, le prende la mano e se la appoggia sull’uccello):
«Giuro sulle mie renne. Regola numero uno del Polo Nord: babbo Natale é sempre sincero e porta solo felicità e buonumore.»
Rachele (stringe piano, occhi sgranati):
«Porca troia… suona anche “jingle bells”?»
Babbo:
«Esatto. E se stringi il ritmo giusto parte “All I Want for Christmas Is You”. Dai, Rachele, apri le cosce al Natale. È per il tuo bene.»
Rachele (ormai arrossata):
«E… e se non mi piace?»
Babbo (le alza il pigiama, le infila due dita e sorride):
«Bugiarda. Sei già più bagnata del Polo Nord dopo una enorme ondata di calore.»
Rachele (geme senza volerlo):
«Oddio… va bene… ma almeno sul letto, il tappeto mi fa prurito…»
Babbo (la prende in braccio come fosse una piuma):
«Letto, divano, cucina, balcone: stasera facciamo il giro completo. Prima però regola di sicurezza: devi dire la frase magica.»
Rachele (ansimando):
«Quale?»
Babbo (le mette la cappella sulle labbra):
«“Babbo Natale, riempimi di spirito natalizio fino a scoppiare”. Dilla forte, che la sentono anche le renne che ho parcheggiato sul tuo balcone.»
Rachele (con la voce rotta dall’eccitazione):
«Babbo Natale… riempimi di spirito natalizio fino a scoppiare… ti prego…»
Babbo (con un ruggito):
«BRAVA! ADESSO TI FARÒ RICORDARE LA MAGIA DEL NATALE!»
Con una mano le sollevò il bacino, con l’altra si guidò dentro, lento, profondo, fino in fondo.
Rachele inarcò la schiena e lasciò andare un gemito lungo, quasi un canto natalizio strozzato.
«Cazzo… Babbo… sei… enorme…»
«HO-HO-HO, troia mia!» ringhiò lui, iniziando a spingere con un ritmo deciso, costante, come una slitta che scende in picchiata.
Ogni colpo era accompagnato dal tintinnio delle sue palle natalizie che sbattevano contro il corpo di Rachele .
Il materasso cigolava, la testiera picchiava contro il muro, e Rachele si aggrappava alla sua schiena pelosa urlando:
«Più forte! Più forte, Babbo! Fammi dimenticare tutto!»
Babbo accelerò, sudato, rosso in faccia, gli occhi spiritati.
Esplode.
Una quantità indecente di sborra calda, densa e luccicante le riempie la fica, trabocca, schizza sulle lenzuola, arriva persino al soffitto.
Rachele viene contemporaneamente, un orgasmo che le fa vedere le renne volanti dentro la stanza.
Quando riprende fiato, Babbo è già in piedi, si asciuga con il suo stesso cappello.
Babbo:
«Fatto. Ora sei ufficialmente piena di spirito natalizio e pronta ad affrontare nuovamente la vita.»
Rachele esausta dall’incredibile orgasmo appena avuto si addormenta con il sorriso sulle labbra.
Ore 10 del 25 dicembre.
Rachele si sveglia ancora intontita e confusa se quello avuto stanotte fosse un sogno o reale, allunga la mano sul comodino cercando il suo smartphone: notifica bancaria “+48.000 € – rimborso straordinario dell’agenzia delle entrate”.
Un miagolio arriva dal balcone: il gatto morto è vivo, con collarino nuovo.
Il buco del dente? Sparito.
Persino il pigiama natalizio triste è diventato un completino sexy rosso.
Rachele (con lacrime di gioia):
Babbo Natale, grazie. Per avermi portato la MAGIA DEL NATALE.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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