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Liguria bollente


di Brigante23
01.12.2025    |    2.446    |    3 9.7
"Poi sempre più veloce, il culo che sbatteva contro le sue cosce, il rumore bagnato dei corpi che si univano..."
Agosto, ora di pranzo, la spiaggia di Paraggi era quasi deserta: i bagnanti erano scappati dal sole feroce, restavano solo gli ombrelloni chiusi e qualche lettino dimenticato.
Luca, 43 anni, torso abbronzato e un po’ di pancetta da birra, stava stendendo l’asciugamano dietro l’ultimo stabilimento, dove la scogliera crea una piccola insenatura nascosta. Aveva visto Luisa già da lontano: 48 anni portati come un peccato, costume nero intero che le stringeva il seno abbondante e i fianchi larghi, capelli castani raccolti in una coda bagnata. Era sola, il marito Carlo era rimasto in albergo con un mal di testa da prosecco.
Luisa si era sdraiata a pancia in giù, aveva slacciato il reggiseno per non avere segni. Luca si era avvicinato fingendo di cercare un posto.
«Scusa, qui c’è ombra solo da questa parte… ti dà fastidio se mi metto a due metri?»
Lei aveva alzato la testa, occhiali da sole scuri, sorriso lento.
«Se prometti di non russare.»
Dieci minuti di chiacchiere leggere. Il caldo che toglieva il fiato, il mare troppo piatto, il marito che dormiva sempre dopo pranzo. Poi Luisa si era girata sul fianco, il seno pesante si era liberato quasi del tutto dal costume slacciato, un capezzolo scuro faceva capolino.
«Mi spalmi la crema? Carlo non c’è e dietro non ci arrivo.»
Luca aveva preso la bottiglia senza dire una parola. Le mani gli tremavano appena mentre spalmava la crema sulle spalle larghe, sulla schiena morbida, fino al bordo del costume che le entrava tra le natiche piene.
Luisa aveva sospirato.
«Più in basso… non avere paura.»
Le dita di Luca erano scivolate sotto l’elastico, accarezzando la pelle calda. Lei si era inarcata appena, spingendo il culo contro la sua mano. Nessun altro in vista, solo il rumore delle onde e il battito del suo cuore.
«Luca…» aveva sussurrato lei, senza voltarsi.
«Dimmi.»
«Toccami come se fossi tua.»
Lui si era chinato, le labbra sulla nuca sudata. La mano era scivolata davanti, dentro il costume, trovando peli umidi e calore. Luisa aveva aperto le cosce quel tanto che bastava. Due dita dentro di lei, lente, profonde. Lei aveva morso l’asciugamano per non gemere troppo forte.
Poi si era girata di scatto, gli aveva preso il viso tra le mani e l’aveva baciato con fame, lingua dentro, denti che si cercavano. Il costume slacciato era caduto, i seni enormi gli si erano schiacciati contro il petto. Luca si era abbassato i boxer, il cazzo già duro le pulsava contro la pancia.
Luisa si era messa a cavalcioni su di lui, lì sull’asciugamano, senza preoccuparsi di niente. Si era infilata il cazzo dentro con un movimento lento, gli occhi chiusi, la bocca aperta in un “ah” lungo e rauco. Era bagnata fradicia, calda, stretta nonostante gli anni e forse proprio per quelli.
Cavalcava piano all’inizio, i seni che ballavano, le mani di Luca che li stringevano forte, i pollici sui capezzoli duri. Poi sempre più veloce, il culo che sbatteva contro le sue cosce, il rumore bagnato dei corpi che si univano.
«Dimmi che sei mia» le aveva ringhiato lui all’orecchio.
«Sono tua… solo tua… Carlo non lo saprà mai…»
L’aveva girata a quattro zampe, sulla sabbia calda. Era entrato di nuovo da dietro, una mano tra i capelli, l’altra sul clitoride. Spingeva forte, possessivo, sentendo il suo corpo tremare. Luisa veniva stringendolo dentro, un orgasmo lungo, silenzioso, solo il respiro rotto e le unghie conficcate nell’asciugamano.
Luca non aveva resistito più. L’aveva riempita con un gemito soffocato, spingendo fino in fondo, restando lì mentre si svuotava dentro di lei.
Dopo erano rimasti abbracciati, sudati, la sabbia appiccicata alla pelle. Luisa si era rivestita lentamente, si era chinata a baciarlo un’ultima volta, dolce, quasi tenero.
«Domani alla stessa ora. Carlo andrà a giocare a golf.»
Luca aveva sorriso, le aveva accarezzato una guancia.
«Domani ti scopo in acqua.»
Lei era andata via camminando lenta lungo la battigia, il costume ancora umido di mare e di lui. Luca era rimasto lì, a guardare il segno dei loro corpi sulla sabbia, sapendo che l’estate era appena cominciata.
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