Lui & Lei
La rinascita di Lorella
02.12.2025 |
805 |
1
"Quando il piacere divenne troppo intenso, Lorella si strinse a lui, il viso affondato nel suo collo, e venne con un lungo sospiro tremante, un orgasmo dolce e profondo che la fece tremare tra le..."
Questa volta però Lorella lo aspettava sulla soglia, in una camicetta di cotone azzurra sbottonata quel tanto che bastava a mostrare la curva morbida dei seni, e una gonna lunga che le accarezzava le caviglie. I capelli grigio-argento erano sciolti, lucidi, e negli occhi aveva una luce che Alex non ricordava di averle mai visto.
«Grazie di essere venuto, Alex… entra pure.»
La voce era bassa, un po’ roca, come se le parole le uscissero dopo essere state trattenute troppo a lungo.
Lui si chinò sotto il lavandino della cucina, come sempre. Strinse una chiave inglese, controllò le guarnizioni. Sentiva lo sguardo di Lorella su di sé, caldo e pesante. Quando alzò gli occhi, lei era lì, appoggiata al bordo del tavolo, le mani che stringevano il legno.
«Alex…» disse piano, «posso dirti una cosa?»
Lui si raddrizzò, pulendosi le mani su uno straccio. «Dimmi pure.»
Lorella fece un passo avanti. Gli sfiorò il braccio con le dita, leggere ma decise.
«Da quando ti sei trasferito qui, quattro anni fa… ti ho sempre guardato. Ogni volta che passavi nel cortile, ogni volta che sentivo i tuoi passi sulle scale… pensavo a te. A come sarebbe stato toccarti. A come sarebbe stato averti.»
Alex si irrigidì. «Lorella… tuo marito è morto da poco. Capisco che tu ti senta sola, che sia… confusa. Ma non voglio che tu faccia qualcosa di cui poi ti penti.»
Lei scosse la testa, un sorriso triste e dolce insieme.
«Non è disperazione, tesoro. È desiderio. L’ho tenuto chiuso dentro per anni, per rispetto a lui. Ma c’era. C’è sempre stato. E adesso che sono libera di provarlo… voglio provarlo. Con te.»
Gli prese la mano e se la portò al petto, sopra il cuore che batteva forte. Sotto il cotone sottile, Alex sentì la morbidezza calda del seno, il capezzolo che si induriva al solo contatto. Il respiro gli si fermò in gola.
«Lorella… sei sicura?»
«Mai stata più sicura di niente.»
Allora Alex lasciò cadere lo straccio. Le cinse la vita con un braccio, lentamente, come se temesse di romperla. Lei gli andò incontro, si alzò sulla punta dei piedi e lo baciò. Un bacio lento, profondo, pieno di tutta la fame trattenuta per anni. Le labbra di Lorella erano morbide, sapevano di rossetto e di lacrime mai piante.
Si baciarono a lungo, in piedi tra il tavolo e il lavandino, le mani che riscoprivano corpi mai toccati davvero. Alex le slacciò piano la camicetta, un bottone dopo l’altro, fino a scoprire il reggiseno di pizzo color crema. Le baciò il collo, la clavicola, poi scese sul décolleté, assaporando la pelle calda e leggermente salata.
Lorella gli tolse la maglietta, gli accarezzò il petto, le spalle forti, le braccia.
«Ti ho sognato così tante volte», sussurrò contro la sua pelle.
Lo spinse delicatamente verso il divano del soggiorno. Si sedettero, si spogliarono piano, senza fretta, guardandosi negli occhi. Quando furono nudi, si fermarono un istante a contemplarsi: lui giovane, muscoloso, segnato dal sole; lei morbida, segnata dal tempo, bellissima nella sua maturità.
Lorella si mise a cavalcioni su di lui, gli prese il viso tra le mani e lo baciò ancora, mentre piano si abbassava sul suo sesso teso. Entrò dentro di lei con una lentezza infinita. Era calda, bagnata, accogliente. Si mossero insieme, piano, in un ritmo antico e dolcissimo.
Le mani di Alex le accarezzavano la schiena, i fianchi larghi, la pancia morbida. Lei gli teneva il viso tra le mani, lo guardava negli occhi mentre si muoveva su di lui, i seni che ondeggiavano dolcemente a ogni spinta.
«Ti sento… ti sento tutto», gli sussurrò, la voce incrinata dal piacere.
Quando il piacere divenne troppo intenso, Lorella si strinse a lui, il viso affondato nel suo collo, e venne con un lungo sospiro tremante, un orgasmo dolce e profondo che la fece tremare tra le sue braccia. Alex la tenne stretta, la baciò sulle tempie, poi si lasciò andare anche lui, riversandosi dentro di lei con un gemito basso, caldo, pieno d’affetto.
Rimasero abbracciati a lungo, sudati, ansanti, i cuori che battevano all’unisono.
Poi Lorella rise piano, una risata leggera, quasi incredula.
«Quattro anni ad aspettare questo momento… ne è valsa la pena.»
Alex le baciò la fronte, le accarezzò i capelli grigi.
Rimasero abbracciati sul divano, nudi, la pelle ancora calda e leggermente appiccicosa. Il silenzio era dolce, pieno di respiri che piano piano tornavano normali. Lorella aveva la testa appoggiata sul petto di Alex, ascoltava il battito del suo cuore che rallentava. Lui le accarezzava i capelli grigio-argento, lentamente, come se ogni ciocca fosse preziosa.
Dopo un po’, lei alzò il viso e lo guardò. Aveva gli occhi lucidi, ma non di tristezza.
«Sai che non mi sentivo così viva da anni?» sussurrò.
Alex le sfiorò la guancia con il pollice. «E io non mi sono mai sentito così… necessario.»
Lorella sorrise, poi si chinò a baciargli il petto, proprio sopra il cuore. Le labbra scesero piano, lasciando una scia umida e calda. Arrivò all’addome, poi più giù, fino a trovare il suo sesso ancora semi-eretto, lucido dei loro umori. Lo prese in bocca con una tenerezza infinita, come se lo ringraziasse. Alex emise un sospiro lungo, la mano che si infilava nei suoi capelli senza spingere, solo accarezzando.
Lei lo leccò piano, lo pulì con la lingua, poi risalì e gli si accoccolò di nuovo contro.
«Voglio sentire il tuo sapore per tutto il giorno», disse con un sorriso timido, quasi da ragazzina.
Alex la strinse più forte, le baciò la fronte, le tempie, gli occhi chiusi.
«Resta qui», mormorò. «Non voglio che finisca adesso.»
Si alzarono solo per spostarsi in camera da letto. Camminarono nudi, mano nella mano, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Le lenzuola erano fresche, profumavano di lavanda. Lorella si sdraiò sul letto ancora sfatto dal sonno della notte precedente e aprì le braccia.
«Vieni.»
Alex si stese su di lei, pelle contro pelle. Non c’era più fretta. Si baciarono a lungo, baci lenti, profondi, pieni di parole non dette. Lui le baciò il collo, la gola, poi scese sui seni: li prese in bocca uno alla volta, li succhiò piano, giocando con la lingua sui capezzoli finché lei non inarcò la schiena con un gemito sommesso.
Le mani di Lorella gli accarezzavano la schiena, scendevano sui glutei, lo stringevano a sé.
«Ancora», sussurrò. «Ancora una volta, piano… come se fosse la prima e l’ultima.»
Alex entrò di nuovo dentro di lei con una lentezza quasi dolorosa. Stavolta si mossero appena, quasi immobili, solo piccoli movimenti circolari, profondi, che facevano tremare entrambi. Rimasero occhi negli occhi, i respiri che si mescolavano. Lorella gli teneva il viso tra le mani, gli accarezzava le sopracciglia, le labbra, come se volesse imparare ogni lineamento a memoria.
«Ti sento fino in fondo all’anima», gli disse con la voce rotta.
Quando vennero, fu insieme: un orgasmo lungo, silenzioso, fatto di contrazioni lente e di lacrime che scivolarono sulle tempie di Lorella senza vergogna. Alex le baciò quelle lacrime, una a una, poi rimase dentro di lei, senza muoversi, finché il corpo di entrambi non smise di tremare.
Rimasero sdraiati sul fianco, faccia a faccia, le gambe intrecciate. Fuori era già buio. La luce dell’abat-jour disegnava ombre morbide sui loro corpi.
Lorella gli prese la mano, se la portò sul cuore e finalmente dopo mesi si addormentò serenamente tra le braccia di un uomo che la facevano sentire protetta e sicura
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per La rinascita di Lorella :

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
