Lui & Lei
Ultimi momenti con i compagni di scuola
02.12.2025 |
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"Fuori si sentiva ancora la voce di Marco che urlava «Ma dove cazzo sono finiti quei due?»
Loro risero piano, contro le labbra dell’altro..."
Era una calda giornata di fine giugno, pochi giorni dopo il diploma. Il sole picchiava forte sulla piscina pubblica all’aperto, quella grande vasca circondata da prato e ombrelloni dove mezza classe aveva deciso di ritrovarsi per festeggiare la fine delle superiori. C’erano Alessandro e Marta, come sempre inseparabili, insieme a Marco, Luca, Sabrina, Raffaella, Mattia e Valentina. Qualcuno aveva portato una cassa Bluetooth, patatine, bibite ghiacciate e un mazzo di carte unto di sole.I ragazzi ridevano ricordando gli anni passati: la professoressa di mate totalmente stordita, la bidella sexy con cui Marco ci aveva provato nel bagno dei maschi, il viaggio a Praga dove Mattia aveva offerto da bere a tutti in discoteca e Valentina aveva rimorchiato un ragazzo ceco che parlava solo a gesti. Giocavano a scala quaranta sul telo, si spruzzavano acqua, si spingevano in piscina vestiti.
Marta indossava un bikini bianco nuovo, comprato apposta per l’occasione. Era bionda, con le curve morbide che Alessandro aveva sempre guardato di nascosto negli ultimi due anni: seni pieni, vita stretta, fianchi che ondeggiavano quando camminava. Quando era uscita dall’acqua la prima volta, il costume bagnato era diventato quasi trasparente. I capezzoli rosa si intravedevano chiaramente, e il tessuto aderiva così tanto tra le cosce da disegnare ogni dettaglio. Alessandro aveva sentito un calore improvviso tra le gambe e aveva dovuto buttarsi in acqua per nascondere l’erezione.
Passarono le ore. Il sole cominciava a scendere, l’aria era ancora calda e umida. Stavano giocando a “chi ride perde”: Luca faceva le smorfie più assurde, Sabrina raccontava barzellette sporche, Raffaella lanciava cubetti di ghiaccio nella scollatura delle ragazze. A un certo punto Alessandro e Marta erano finiti uno di fronte all’altra, seduti sul bordo della piscina con i piedi nell’acqua.
Lei rideva con la testa all’indietro, i capelli bagnati che le scendevano sulle spalle. Lui la guardava e non riusciva più a staccare gli occhi. C’era qualcosa di diverso quel giorno, forse il diploma, forse l’estate, forse il fatto che non avrebbero più dovuto fingere di essere solo amici.
Marta si voltò verso di lui. I loro sguardi si incrociarono per un secondo di troppo. Poi, senza dire niente, Alessandro le prese il viso tra le mani e la baciò. Non un bacetto da amici. Un bacio vero, profondo, con la lingua che cercava la sua subito, come se lo aspettassero da anni. Marta gli afferrò la nuca, ricambiò con la stessa fame. Durò secondi, ma sembrò eterno. Quando si staccarono, ansimavano. Intorno a loro gli altri erano troppo presi dal gioco per accorgersi di qualcosa.
«Andiamo» sussurrò lei, la voce bassa e tremante.
Si alzarono piano, come se niente fosse. Passarono dietro l’ombrellone grande, girarono intorno al bar, entrarono negli spogliatoi femminili che a quell’ora erano deserti. La porta si chiuse alle loro spalle con un clic.
Dentro c’era odore di cloro e crema solare. La luce entrava dalle finestrelle alte, disegnando strisce dorate sul pavimento bagnato. Si guardarono un attimo, poi si avventarono l’uno sull’altra. Si baciarono di nuovo, con urgenza, le lingue che si intrecciavano, i denti che si toccavano. Alessandro le infilò le mani sotto il top del bikini, trovò i seni caldi e morbidi, i capezzoli duri contro i palmi. Marta gemette nella sua bocca.
Lei gli abbassò i boxer quel tanto che bastava. Il cazzo di Alessandro schizzò fuori, duro e pulsante. Marta lo prese in mano, lo accarezzò piano, poi più forte. Lui le fece scivolare via il pezzo di sotto del bikini: era completamente bagnata, non solo d’acqua della piscina. Le dita di Alessandro scivolarono tra le sue labbra gonfie, trovarono il clitoride, lo sfiorarono in cerchi lenti.
Si masturbavano a vicenda senza smettere di baciarsi, ansimando nella bocca dell’altro. I rumori erano umidi, veloci, disperati. Marta stringeva la base del cazzo e saliva fino alla cappella, lo strizzava appena, lo faceva impazzire. Alessandro aveva due dita dentro di lei, il pollice sul clitoride, sentiva le pareti contrarsi intorno a lui.
«Ale…» sussurrò lei, la voce rotta.
«Vengo…» disse lui quasi subito, incapace di trattenersi.
Marta accelerò, lo guardò negli occhi mentre lui esplodeva, schizzi caldi che le cadevano sul ventre e sul bikini ancora mezzo addosso. Il solo vederlo venire la fece crollare: tremò tutta, si morse il labbro per non urlare, si aggrappò alle sue spalle mentre l’orgasmo la travolgeva.
Rimasero lì, abbracciati, ansimanti, con il cuore che batteva forte contro il petto dell’altro. Il costume bianco di Marta era ormai completamente trasparente, appiccicato alla pelle, segnato da gocce di lui. Si baciarono piano, questa volta dolcemente.
Fuori si sentiva ancora la voce di Marco che urlava «Ma dove cazzo sono finiti quei due?»
Loro risero piano, contro le labbra dell’altro.
Senza rendersene conto, quei piacevoli momenti furono gli ultimi insieme.
Dopo quel giorno i destini di tutti i ragazzi presero strade diverse, alcuni andarono all’università, altri cominciarono a lavorare e qualcuno si trasferì.
Marta e Alessandro si rividero ancora a qualche cena di classe ma entrambi non parlarono mai di ciò che successe quel giorno negli spogliatoi della piscina, avevano ceduto alla passione ed era stato bello per entrambi e parlarne avrebbe solo tolto la magia di quell’improvvisa voglia reciproca.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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