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Le regole della casa della Mistress.


di WriterVM18
13.12.2019    |    801    |    0 6.0
"Ora non li fa più in maniera armonica come all’inizio, anzi si piega un po' di lato per via delle fitte che gli arrivano dall’addome..."
Un fiotto di saliva cade dalle sue labbra, con dei conati di vomito prova a sottrarre il mio dito dalla sua bocca.
Sono selvaggia e dominante e non arretro, anzi spingo ancor più l’unghia rossa smaltata nella sua cavità orale. Eccoci io e il mio nuovo schiavo.
Valerio.
Ha gli occhi chiusi e i muscoli contratti, cerca di sopportare la sensazione di un dito dentro la bocca.
Ogni tanto emette qualche rumore di soffocamento ma regge bene. Benissimo, per essere il suo primo giorno. Infilo la mano dentro la sua bocca e lo tiro per i denti verso il tavolo,
“Giù! Vai sotto”.
A quattro zampe, Valerio raggiunge il centro del mobile. Da bravo schiavo non ha trasgredito al contratto.

Contratto con la Mistress Susanna, regola 1 eseguire gli ordini senza parlare.

E ora è lì nudo come mamma lo ha fatto, seduto a terra. Quel culetto che tocca il mio pavimento, al pensiero mi viene da ridere. Vado a mettere un po' di musica, sposto il mouse e dopo un due tre tocchi parte la melodia

Havana, ooh na-na (ayy, ayy) Half of my heart is in Havana, ooh-na-na (ayy, ayy) He took me back to East Atlanta, na-na-na (uh huh) All of my heart is in Havana (ayy) My heart is in Havana (ayy) Havana, ooh na-na

Ritorno dal mio slave, che bello che è. Ancora lì fermo dove l’ho lasciato.
Non so cosa può portare un ragazzo di ventuno anni di buon lignaggio a implorare una donna di trentacinque di farne il suo schiavo. E’ arrivato il momento di divertirmi con lui.
“Esci di lì” comando decisa.
Distolgo lo sguardo da lui per non dargli quel briciolo di felicità che avrebbe se incontrasse il mio sguardo con il suo mentre esegue il mio ordine.
“Vieni” gli dico mentre faccio strada.
Con la coda dell’occhio lo vedo rimettersi sui due piedi per camminare normalmente,
“Dimmi, ti ho mai detto che potevi alzarti da terra?” domando crudele.
Valerio si tocca la barba titubante,
“No non lo ha detto. Perdono. Grazie Mistress” mi dice con la sua calda voce maschile.

Contratto con la Mistress Susanna, regola 2 rispondere sempre alle domande e ringraziare la Mistress alla fine.

Mi gusto il pensiero che da lì a poco dovrò punirlo per quella mancanza. I suoi occhi neri sono penetranti, se non fosse con le ginocchia a terra e il viso rivolto verso di me totalmente asservito avrei pensato che la sua indole fosse diversa. E invece no. E’ uno schiavo.
Mi faccio strada verso il bagno e lui mi segue zampettando a covaccioni, il suo membro oscilla avanti e indietro seguendo il moto dei suoi passi.
Arrivo al bagno.
“Tu in piedi” gli ordino.
E lui esegue, così si erge in tutta la sua altezza, una decina di centimetri più di me. Fisico tonico. Barba incolta e quegli occhi neri. Li amo quei suoi occhi virili.
Lo squadro da cima a fondo. Una cavia sotto le mie mani.
Inizio a palparlo, le gambe sono toste, monumentali. Mi piacciono.
Il culo è bello sodo, gli poggio la mano e poi lo tasto con gusto. Mi piace.
Il pene, non è ancora eretto.
“Toccati un po'” ordino. Lui esegue, con una mano prende saldamente la pelle del suo uccello e la tira verso gli addominali. Così fuoriesce la coppola violacea, è particolare, più gonfia di molto rispetto alla carne che fa scorrere. Mi piace.
“Fermo”.
Ora salgo con la mano dall’ombelico al petto ma non è sufficientemente scolpito.
Eccola la mia punizione.
“La Mistress ti ordina di fare degli addominali”,
prontamente lui poggia il sedere a terra, poi la schiena e flette il suo corpo.
Una, due, tre… dieci, undici.
Li conto.
Quel fisico che si trasforma sotto i miei occhi, ora l’addome prende sempre più forme.
Venti, ventuno.
Sta iniziando a tirare su con il fiato, il pene gli si è completamente afflosciato. Sembra alla frutta.
Mi guarda cercando un consenso di fermarsi.
“La Mistress non ha dato l’ordine di smettere”,
gli dico guardando quel cagnetto sofferente che prova a portare la testa verso le gambe.
Venticinque.
Ora non li fa più in maniera armonica come all’inizio, anzi si piega un po' di lato per via delle fitte che gli arrivano dall’addome.
Ventinove. Dai. A quaranta prometto che lo farò fermare.
Ma lui non riesce ad alzarsi più dopo il trentasei.
Lo guardo delusa.
“Rivestiti e vattene” gli ordino.

Contratto con la Mistress Susanna, regola 3 le punizioni vanno onorate fino alla fine.

Quasi piange, quell’omone così lungo, scappa a prendere i suoi vestiti, li rimette in fretta e furia e poi si richiude la porta di casa mia dietro le sue spalle.
Tornerà. Ha firmato un contratto.

Contratto con la Mistress Susanna, regola ZERO il contratto ha la durata minima di 7 giorni continuativi.
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