Gay & Bisex
Festa di compleanno
25.02.2026 |
7.061 |
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"Anche il suo accappatoio ad un tratto sparisce, spegne la luce principale della stanza, restano accese solo quelle sopra i comodini, ora lo vedo bene, l'abbronzatura quasi integrale, i peli neri..."
Era una sera di lavoro in hotel, si erano fatte le 21:30, avevo finito di fare il check in, a un gruppo di francesi, 20 persone compresa la guida, mancava solo l'autista del bus, come sempre arriva per ultimo, dopo aver parcheggiato il mezzo nello stallo a lui riservato.Dopo una decina di minuti la porta si riapre ed ecco arriva pure l'autista,
pantaloni blu un pullover con scollo a V dove si vede la camicia bianca e la cravatta un poco slacciata.
Lo riconosco è Antonio, e spesso è nostro ospite in hotel.
-Buonasera signor Antonio.
-Buonasera Giulio, ciao come va?
-Non mi lamento, oggi mi ha portato turisti francesi.
Antonio mi da il suo documento, e procedo con il check in.
-Questo è il suo documento, la chiave, come sempre per lei abbiamo riservato la sua camera numero 369.
-Grazie Giulio.
-Le faccio portare il trolley in camera?
-Grazie Giulio, ci penso io, conosco la strada.
Antonio prende la chiave e si avvia verso l'ascensore, non riesco a distogliere lo sguardo da questo uomo alto sui 180 centimetri, capelli corti neri, abbronzato,
Mentre aspetta che l'ascensore arrivi al piano, Antonio si volta verso il bancone della reception, e i nostri sguardi si incrociano, un sorriso illumina il suo volto, mentre il mio si fa rosso di vergogna.
Ormai mancano pochi minuti alle 22:00 il mio turno è quasi terminato, Riccardo è già pronto per trascorrere la notte,
alla reception, ad un tratto suona il telefono, una chiamata interna.
Il mio primo pensiero, "qualcuno sta male"
vedo il numero sul display 369.
-Buonasera sono Giulio, in cosa posso essere utile?
-Giulio, cortesemente mi fai avere il telecomando della tv? grazie.
-Certamente Antonio, mando subito qualcuno con il telecomando, e mi scuso per il disguido.
Il mio turno è terminato, prendo un telecomando dal cassetto della reception, saluto Riccardo, e mi avvio verso l'ascensore.
In ascensore inizio a fantasticare, ma non devo fare figuracce, Antonio all'anulare sinistro ha la fede, quindi è sposato.
Sono davanti alla stanza 369, busso.
-Avanti, è aperto.
Apro la porta, Antonio ha appoggiato il trolley sul letto, e sta sistemando il pullover e la camicia sulle grucce, che stanno nell'armadio,
la cintura dei pantaloni slacciata, e una maglietta bianca, dal collo si intravedeva un pò di peluria, e non posso che notare pure i capezzoli che segnano la maglietta.
-Grazie Giulio, che sorpresa, non immaginavo lo avresti portato tu?
-Il mio turno è finito, e visto che salivo per andare a dormire, ho detto a Riccardo che ci pensavo io.
-Grazie Giulio, e dormi pure tu in hotel'
-Si, quando faccio i turni resto qua a dormire, così do una mano a preparare la sala, evito di fare un pò di chilometri in auto,
e sto più rilassato.
-Fai bene Giulio.
-Buonanotte Antonio, vado in camera, se serve sono alla 370.
-Notte Giulio.
Prendo la mia chiave apro la porta della 370, e mi siedo sul letto, la mia mente però è rimasta nella stanza 369, nella mia testa ho l'immagine di Antonio, che si è tolto i pantaloni li sta piegando li mette sulla gruccia e rimane in slip, si per me lui è uno da slip.
Ero nel mio mondo fantastico, quando ad un tratto sento bussare.
Mi alzo dal letto vado a aprire.
-Signor Antonio, ci sono problemi con la stanza?
-Scusami Giulio, oggi è il mio compleanno, e avevo preparato delle paste e del vino, perché pensavo di festeggiare questa sera con Paul, ma all'ultimo minuto mi hanno cambiato il gruppo, e quindi mi hanno dato una guida che non conosco,
non vorrei avere problemi con l'agenzia viaggi, e visto che che ci conosciamo per lavoro da un pò ho deciso di chiedere a te se mi fai compagnia a fare un brindisi.
-Paul, devo dire che è un bel ragazzo, molto piacevole.
-Piacevole, disponibile, e tra noi si è creato un bel feeling.
Me ne ero accorto che Paul, era della famiglia.
Non me lo son fatto ripetere, non sapevo cosa poteva succedere, tutto o niente.
-Grazie Giulio, però ora visto che il tuo orario di lavoro è terminato, mi devi dare del tu.
Lo dice con un sorriso che illuminano i suoi occhi scuri.
Una volta varcata la soglia della camera 369 il mio cuore batteva forte.
-Che c'è Giulio?
-Spero di essere all'altezza di Paul.
-Perché non dovresti?
-Sei un bell'uomo, chissà quante corteggiatrici.....
-Dai non perdiamo tempo, prima una doccia e poi festeggiamo.
La doccia della stanza non permette di entrare in 2 quindi il primo che entra è Antonio, si toglie i pantaloni li piega li mette nell'armadio, e ora vedo Antonio è da slip.
-Giulio ti sei frizzato?
-No, prima in camera mia mi chiedevo se eri uno da slip o boxer, e ora ho visto sei da slip.
-Sono da slip ma anche boxer, però di notte mi piace stare nudo, le temperature delle stanze d'hotel sono sempre elevate,
quindi si sta bene a letto nudo, dai faccio la doccia.
Sento l'acqua scorrere e tramite lo specchio lo vedo che si sta insaponando, anche lui vedo che ogni tanto manda delle occhiate allo specchio, spegne l'acqua ed esce dal bagno indossando l'accappatoio.
-Ma sei ancora vestito, forza spogliati e vai subito a fare la doccia.
Me lo dice come lo farebbe un padre ad un figlio, e questo mi piace.
Esco dalla doccia anch'io con l'accappatoio, Antonio seduto sulla sedia, guardava il telefono, ma come mi vede lo spegne e lo butta sul comodino.
-Il telefono non mi serve.
Si alza apre il pacchetto delle paste, ci sono dei babà giganti e dei cannoli e bigne, apre il frigo toglie la bottiglia la stappa, si era portato anche 2 calici da spumante.
-Tanti auguri Antonio.
-Grazie Giulio.
Mi stringe a lui 2 baci sulle guance, ma ad un tratto il bacio si sposta sulle labbra e le nostre lingue si uniscono in un bacio appassionato.
-Dai prendi una pasta, i babà sono buonissimi.
Oltre che buonissimi sono pure grandi.
-Paul ne va matto di babà e poi la forma a lui lo eccita un sacco.
Intanto che dice questo, versa altro vino nei calici, è un rosé fresco al punto giusto.
Il vino è fresco ma scalda la passione.
Antonio mi stringe a lui e mi ribacia.
Mi toglie l'accappatoio e le sue mani mi stringono le natiche, ad un tratto mi prende in braccio e mi posa sul letto.
Anche il suo accappatoio ad un tratto sparisce, spegne la luce principale della stanza, restano accese solo quelle sopra i comodini, ora lo vedo bene, l'abbronzatura quasi integrale, i peli neri sul suo torace.
-Antonio, sei bellissimo.
Ora è sdraiato vicino a me e io inizio a baciarlo su tutto il corpo, mentre lui mi massaggia la schiena, ho i brividi, ma devo far dimenticare Paul, come io mi sono dimenticato della fede che Antonio porta all'anulare sinistro.
La mia lingua si è posata sui suoi bei capezzoli, mentre lui continua a massaggiare la mia schiena, e dalla sua bocca sento solo dire "sei bravissimo"
Scendo verso l'ombelico, la sua peluria mi manda in estasi, piano piano arrivo al suo babà, inizio a leccare il suo glande, e la sua schiena si inarca, vuole che lo mangi quel babà, lo sento crescere ancora in bocca.
Le sue mani accarezzano la mia testa e fanno da ritmo a questo mega pompino.
-Bravo, però ora aspetta altrimenti il Vesuvio erutta, vieni voglio baciarti, voglio sentire il sapore del mio babà direttamente dalla tua bocca.
Le nostre bocche si uniscono mentre lui mi stringe, sento la sua virilità sulla mia pancia, le sue gambe sono tenaglie, come se fossi per sempre legato a lui.
Ma io ero voglioso di assaggiare ancora il suo babà, lo volevo sentire nella mia gola, volevo sentire la sua vibrazione,
era molto vicina, le sue gambe strette su di me e le sue mani, tenevano la testa ferma sul suo babà, che iniziò ad eruttare.
-Bevi, è solo per te, sei magnifico.
Quando il babà lasciò la mia bocca nemmeno una goccia cadde sul letto.
Antonio, si alzò dal letto e andò in bagno, lo sentivo urinare, tornò in camera, e devo dire che il babà, era lì ancora che pulsava.
Prese i calici e versò ancora del vino, si sedette sul letto e insieme brindammo.
-Tutto bene Antonio?
-Bravissimo una bella festa di compleanno, ci avevo visto bene?
-Cioè?
-Non sono di primo pelo, ho visto come mi guardavi, mi mangiavi con gli occhi, e ho indovinato, sei un bravo quagliò.
una pelle morbida e due labbra bellissime.
A quel punto mi baciò di nuovo.
-Grazie Antonio, vado a dormire.
-Come vai a dormire, tu stanotte dormi qui con me.
Ci sdraiammo nel letto mi abbracciò e spense le luci.
Non so che ora erano ma ad un tratto sentivo le mani di Antonio che mi masturbavano, mentre sentivo il suo babà puntato tra le mie natiche.
Mi sono svegliato e le mie mani, erano bagnate dal mio precum, è stato tutto un bellissimo sogno.
Ci sarà un giorno una camera 369????
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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