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Gay & Bisex

Giocando in agosto


di sonoquixvoi
31.08.2026    |    44    |    0 8.0
"" "Passa alla panchina, se non avrò altri impegni mi troverai lì" rispondo Il seguito e l'epilogo nel successivo racconto..."
Non sono passati così tanti anni da quando il mese di agosto era il mese dell'esodo di massa con le famose "partenze intelligenti" che tanto intelligenti non erano visto che già alle 3 di notte del primo giorno del mese le auto si ritrovavano incolonnate in autostrada non molto dopo esserci entrate.
Le città si svuotavano nel giro di 24-48 ore e chi restava a casa aveva l'angoscia di dover trovare i pochi panettieri aperti dove comperare il pane. Perfino trovare un bar dove andare a bere un caffè pareva essere un difficile traguardo.
Quell'anno, ancora non maggiorenne, mi ero trovato, mio malgrado ,in quella condizione: mio padre era in Sardegna con altri artigiani a finire il lavoro nella villa di un riccone, mia madre e mia sorellina erano andate in Valtellina a casa di una prozia a cui non restava ancora molto da vivere e io a casa a badare alla nonna di 85 anni e al cane.
La mattina passava in fretta tra doccia, colazione, giro col cane per fargli fare parte dei suoi quotidiani bisogni, preparazione del pranzo, (per quel poco che ero capace di fare), ma il pomeriggio era il vero castigo.
Il caldo era al massimo, non girava aria e io mi riducevo ad andare con la moto fino all'unica panchina in cemento perennemente all'ombra succhiando un ghiacciolo preso nell'unico bar aperto lì vicino.
Non c'erano videogame e cellulari con i social, solo giornaletti, per lo più porno da sfogliare e risfogliare.
E proprio un primo pomeriggio passa di lì Federico, cugino di un mio amico e figlio della "ragazza madre" padrona di quel' unico bar aperto della zona. Non eravamo amici e, seppur quasi coetanei, ci eravamo incontrati occasionalmente solo un paio di volte con altri amici comuni
"Ciao, gran caldo vero?" rispondo "Non se ne può più, non si sa dove scappare..."
"Cosa leggi? Fammi indovinare, giornaletti porno? " rispondo che non sono il tipo che nel tempo libero legge I Promessi sposi
"Ti va di venire con me a casa mia? Ho un paio di cassette che mi hanno prestato che sono meglio di quelle riviste che hai, in più abitando all'ultimo piano c'è sempre una notevole aria che gira in casa; si sta bene!"
Ci penso un attimo e mi dico che sarebbe da stupido rinunciare a una simile proposta.
Sapendo più o meno dove abita gli dico: "Sali dietro sulla moto e andiamo, ci metteremo un paio di minuti".
Nel tragitto sento Federico stringersi a me in modo particolarmente aderente. Le sue mani cingono la mia vita scivolando sotto le mie anche... Comunque, eccoci arrivati.
Saliamo in casa e appena entrati mi rendo conto che si sta davvero bene, le tapparelle abbassate fino a una spanna dal chiudersi, le finestre spalancate, il sole che non riesce ad entrare come vorrebbe, un'ombra piacevole, l'arietta che gira ovunque; una meraviglia!
"Metto un asciugamano sulla pelle del divano, fa sentire meno il caldo, anzi, togliti pure la maglietta e i pantaloncini come faccio io e starai ancora meglio". Dopo essere rimasto così seminudo va al videoregistratore e infila la cassetta.

Lo guardo: il fisico è tutt'altro che atletico, burroso un pò in sovrappeso, forme morbide e assenza di muscoli tangibili, due tettine abbastanza pronunciate che lo diventano ancora di più quando si abbassa piegando la schiena in avanti, grosse aureole brune sulle quali spiccano due capezzoli sporgenti, un bel culone bianco come il latte e privo di peli come lo è tutto il corpo. Proprio un bellissimo culo senza imperfezioni penso, coperto a fatica dalle sottili mutandine nere bordate di pizzo sulle quali non posso lasciarmi sfuggire un apprezzamento su come gli stanno davvero bene addosso. Ringraziandomi mi confida averle presoe dal cassetto del comò in camera di sua madre...

Il filmato parte con i classici titoli sovrapposti al primo piano di un grosso paio di tette. Come inizio non c'è male mi dico, a seguire poi immagini di porche tanto magre quanto mega tettute con figa slabbrata e scopate da cazzi enormi. Il tutto accompagnato da sospiri e gemiti che mi fanno diventare il cazzo duro come il marmo.
Inconsciamente scosto le mutande e inizio lentamente a masturbarmi, gli occhi non lasciano le schermo un istante, è la prima volta che vedo tette fighe al difuori dei giornaletti e i pochi cazzi che al tempo aveo massaggiato, succhiato, preso dentro non erano certo all'altezza di questi; era tutto un altro fantastico mondo!

Federico, nel frattempo, si è lasciato scivolare giù dal divano fino al pavimento, io sono talmente preso dalle immagini che neanche me ne sono accorgo. Con molta calma e naturalezza prende la mia mano e la sposta dal mio cazzo, con voce tremante mi sussurra: "Lascia, vado avanti io", lo prende e comincia a masturbarmi molto molto lentamente. Sono basito, senza parole, non mi sarei mai immaginato niente di simile ma...lo lascio fare, mi piace questo gioco. Lui non sa che sono totalmente bisex e non è mia intenzione svelare il mio segreto, per adesso.
Scivolo ancora più avanti sul divano fino ad avere la schiena totalmente appoggiata al sedile e la sola testa appoggiata allo schienale con il culo al limite del cuscino, ho le gambe completamente divaricate, Federico ci si è intrufolato tra di loro e non intende spostarsi anzi, si avvicina con corpo e testa al mio cazzo e inizia a succhiarmelo in un modo così dolce che non potrò mai scordare. succhia e lecca in modo sublime con voluttuosi giri di lingua sulla cappella, la saliva gli cola dalla bocca scivolando lenta sui miei testicoli e di tanto in tanto va a riprenderla succhiandomeli e baciandomeli. A quell'età non ci vuole molto a venire e per quanto io tenti di controllarmi gli esplodo in bocca fino a riempirla, fino a vederne addirittura uscire un po’ anche dal naso mentre tossisce quasi soffocando.
Al suo fianco ha un rotolo di carta igienica che usa per pulirsi alla meno peggio quello che non è riuscito ad ingoiare.
"Ti è piaciuto?" mi chiede dopo essersi ricomposto, "Davvero tanto, sei un vero porco tu, la tua bocca e.…quello splendido culo" gli rispondo
La cassetta è giunta ormai quasi alla fine, io dopo essere andato in bagno a darmi una veloce ripulita e dopo essermi rivestito sono pronto ad uscire. Sulla soglia della porta mentre strofina la sua mano sul mio cazzo attraverso miei pantaloncini mi dice: "Domani è sabato e avrò qui i miei nonni per il weekend ma se ci sei lunedì, potremmo vederci, ho l'altra cassetta e mi piacerebbe fartela vedere, è ancora più eccitante e ho molto di più da offrirti di quel che è stato oggi..."
"Passa alla panchina, se non avrò altri impegni mi troverai lì" rispondo

Il seguito e l'epilogo nel successivo racconto
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