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Gay & Bisex

IL SAPORE DELLE LACRIME ( La notte di Natale )


di kynkiass
27.12.2023    |    438    |    1 9.2
"Dimmi la verità Bruno, da quanto non scopi ! Nemmeno io sapevo da dove uscivono fuori quelle parle, anche il mentre le pronunciavo mi chiedevo se lo stavo veramente dicendo a voce alta..."
Era quasi diventato un mantra nella mia mente, continuavo a ripetermi: ma che ci faccio io qui !!!
Mi guardavo intorno e non riuscivo a trovarci nessuna connessione fra me e tutto il resto della comitiva che si trovava intorno a quel tavolo del ristorante, giusto il mio capo, e il capo cantiere Bruno mi davano un poco di conforto visto che anche loro come me erano persone di un discreto, mentre tutti i rimanente 25 era tutta manovalanza, muratori, falegnai, idraulici, elettricisti e tutte quelle figure professionali che si trovano di questi tempi su un cantiere delle grandi opere urbane.

Mi presento, mi chiamo Carlo, architetto, aspirante a una carriera nelle grandi corporazioni, ma da qualche parte dovevo cominciare, e assistente al grande capo mi sembrava un ottimo inizio di carriera.
Il fatto che il mio capo sia anche il migliore amico di università di mio padre mi ha aggevolato molto nella carriera, e non lo nascondo.

Essere un trentenne single e gay mi aggevolava nel fatto di essere sempre perennemente in giro per l’Italia e l’estero, nulla mi tratteneva alla mia città natale, anzi mi aggevolava nel potermi fare gli affari miei.

Eravamo alla fine della cena che celebrava la conclusione da parte nostra di un cantiere che ci aveva tenuti impegnati per quasi otto mesi, e ora che il centro commerciale era stato finito finalmente potevamo sentirci liberi di andarcene in vacanza per un mese intero.
Il capo si alzo dalla sedia prese il calice e ci invito a tutti noi per un brindisi.
- E bene si signori, finalmente abbiamo finito con il cantiere, volevo complimetarmi con tutti voi per l’egregio lavoro portato a termine, e ne approfitto per dirvi che molti di voi al ritorno dalle vacanze dovranno preparare le valige perche ci si trasferisce in Belgio per un cantiere che ci terra impegnati per un buon anno intero.

Io nel sentire questa notizia solbalzai dalla sedia, e a stento contenevo la mia gioia, pensavo quanto fortunato sarei stato nel potermi trasferire in un paese straniero.

Poco sapevo che dopo che tutti ci eravamo alzati dal tavolo, il grande capo in persona prese me e il capo cantiere Bruno da parte per avvertirci di alcuni accorgimenti loggistici per quanto riguardava i primi tre mesi dal inizio dei lavori di cantiere, per prima cosa che sia io che Bruno saremmo stati responsabili per tutta la parte loggistica del cantiere, e che il sito dove sarebbe sorto il villaggio di casette a schiera si trovava nel mezzo del nulla assoluto !

Io mi spavenatai, ma il peggio era che essendo io e Bruno responsabili dell’inizio del cantiere saremmo stati costretti a condividere un appartamento perchè in quella zona era poco fornita e per questo almeno per un poco di tempo ci saremmo dovuti adattare alle circostanze.
Io ero sbiancato, e visibilmente si notava il mio sconforto, e il capo mi disse: Lo so che sei abituato ad altri tipi di condizioni e privacy ma devo chiederti di potermi venire inconto questa volta, Carlo ti prometto che appena possibile ti faccio trasferire in un posto tutto tuo.

Bruno non è proprio il tuo tipico compagnone delle feste, anzi direi che la parola riservato lo descrive assai bene.
Un metro e ottanta di uomo, e tutti tratti somatici del tipico nordico lo descrivono alla perfezione, alto, chioma rossa oramai brizzolata, spalle che a mala pena lo fanno stare diritto, mani consumate e segnate dal duro lavoro, barba ancora per la maggior parte rossa e occhi verdi scuri.
Detto questo oltre non saprei cosa dire di quell’uomo di 60 anni, anche se abbiamo condiviso oramai già due grossi cantieri ancora non saprei decodificarlo.

- Senti Carlo, confido in te, questa è la tua grande occasione per dimostrare ai miei soci di che pasta sei, e delle tue superlative capacità, conto su di te e sono convinto che non mi deluderai, del resto sai che io della parola di Bruno ne faccio grande considerazione , ha speso per te grandi parole di stima e rispettabilità, dice che ci sai proprio fare sul cantiere !

Grzie capo, sono contento di sentirvelo dire, i riconoscimenti fanno sempre piacere, vedra che non la deluderò ne a te e ne a Bruno.

Mi ritrovai letteralmente a tornare dalle vacanze al farmi la valigia per la mia lunga permanenza in Belgio.
Il viaggio in treno per arrivare all’aeroporto fu breve, dopo che mi sono messo in coda per il check in mi sentii una mano sulla spalla, e nel girarmi vidi che si trattava di Bruno che per la prima volta vidi sul suo volto un leggero sorriso.
Ciao Carlo, pronto per il lungo soggiorno ?
A dire il vero sono sia entusiasta che un poco preoccupato per le responsabilità, ma sono sicuro che insieme faremo una grande forza lavoro !
Bruno non sai quanto mi fa piacere sentirtelo dire.

L’appartamento era assai confortevole, era composto da tre camere da letto,due bagni, cucina e ampia zona living.
Il paese era veramente piccolo, ma assai vicino ad un grosso centro cittadino, il clima era mite, ma i locali già mi avvertirono che gli inverni li erano assai rigidi.

La prima sera fu una piacevole sorpresa, dopo essere rientrati dal ristorante ci sedemmo in salotto e li scopri un Bruno uomo di famiglia, dalla vita assai semplice, una moglie che a suo tempo era la sua fidanzatina di adolescenza, i figli purtroppo non sono mai arrivati a gran rammarico della moglie, ma la vita continua mi disse lui.

- E tu Carletto, chi hai lasciato a casa, nessuno che ti ha riempito la vita sino ad ora ?
- Direi di no, sono focalizzato sul lavoro e la carriera, speriamo che non stia buttando via anni della mia vita.
- Ma figurati, un uomo cosi di successo nella vita non ha nulla da temere dal futuro prossimo, anzi direi che sei proprio ingamba!
Direi di ritirarci che domani si comincia presto.
Si certo, notte buon riposo a te Carlo, notte.

La prima giornata fu una giornata piena di appuntamenti riunioni con tutte le manovalanze e uffici tecnici, fu un non stop dalle 9 sino alle 20:00 di sera, rientrati a casa mi misi ai fornelli e dopo aver chiesto a Bruno se gli andava di mangiare un piatto mi disse che sarebbe stato molto carino da parte mia, mi feci una doccia veloce, mi misi in tuta e cominciai a cucinare, Bruno si presento in cucina con su un paio di pantaloncini che avevano visto giorni migliori, e una canotta bianca che a stento tratteneva il petto in essa, e la pancia dovuta a qualche birretta di più faceva intavedere il pelo che fuoriusciva sia dalla parte superiore del collo che giu sotto l’ombelico, il tavolo della cucina era con un piano di vetro, e Bruo nel sedersi sulla sedia a gambe divaricate il pacco lasciava poco all’immaginazione.

Mentre eravamo seduti uno di fronte all’altro Bruno mi parlava di cose di lavoro e con fare nervoso della gamba che continuava a squotere in modo frenetico il mio occhio non potè osservare che i coglioni ricoperti di una massa di pelo rosso su di un carnato roseo fuoriuscirono da un lato del pantaloncino.
Presi il mio piatto sporco e con uno scatto felino andai a riporre nel secchiaio il mio piatto sporco, e dando le spalle a Bruno socchiusi gli occhi e tirai un profondo sospiro.
Ma che cazzo mi era preso ! Mi stavo comportando come na verginella che per la prima volta ha visto un paio di coglioni!
Quando mi rigirai vidi Bruno che si atava sistemando il pacco con una espressione di notevole disagio.

I giorni passavano quasi tutti uguali, dopo circa un mese Bruno mi chiese se era un problema se sua moglie veniva a trovarlo per una settimana, ovviamente non gli feci alcun problema, Irma era una valchiria di un metro e ottanta, lunghi capelli biondi raccolti , una donna dalle curve morbide e i grossi seni, era assai simpatica con una risata contagiosa.
Ebbi modo di parlarci più volte e mi era capitato di uscire con lei anche per fare dello shopping insieme.
Un mattino mentre eravamo al bar a fare colazione al centro commerciale mi confido che era assai contenta che ci fossi anche io li con suo marito Bruno, e che Bruno aveva sempre grandi parole di elogio per me, io le risposi che eravamo affiatati sia sul lavoro che in casa, e che non mi dispiaceva affatto la sua compagnia, lei di tutta risposta mi prese le mani e stringendole mi guardo fissa negli occhi e senza dire nulla mi sorrise, all’epoca non capii molto quel gesto che invece ora so benissimo cosa intendeva.

ci trovammo da li a poco ad affrontare la fine del mese di Novembre, e questo significava che da li a poco ci avrebbero trovato nuove accomodazioni di alloggio sia per me che per Bruno, ma una mattina in cucina mentre facevamo colazione insieme Bruno esordi: Sai Carlo che mi dispiace dover dire addio al nostro convivere insieme !
Si infatti non ti nascondo che anche a me dispiace
E se dicessimo alla compagnia di lasciare le cosi cosi come stanno ?
Perchè no

Due giorni dopo arrivò il gran capo che portandoci fuori al ristorante alla fine disse, allora avete deciso cosa fare?

Senta capo (disse Bruno) io e Carlo ne abbiamo parlato e se per voi è lo stesso noi vorremmo continuare a stare nello stesso appartamento.
Bene ho piacere a sentirvelo dire, vuol dire che vi sopportate bene.
Assolutamente si : e questo usci simultaneamente da tutte e due le nostre bocche, ci guardamo e scoppiammo in una grossa e fragorosa risata.

Quella sera quando rientrammo a casa per la prima volta appena entrati insieme per la porta ci guardammo per un secondo di più , che invece di un secondo ci sembro un minuto intenso, balbottammo un buona notte e ci ritirammo nelle nostre camere.

Il giorno seguente era sabato il caldo del piumone mi convinse a rimanere una oretta più a lungo a letto, la neve scendeva già di brutto, sentivo rumori provvenire dalla cucina, e dopo pochi secondi senti bussare alla porta della mia camera, Bruno sporse solo il capo dentro e mi chiese se volevo il caffè appena fatto, io mi scopri di colpo del piumino e notai che Bruno rimase li a guardarmi fisso, poi capii che mi guardava il pacco che sfoggiava una erezione di tutto rispetto .
- Mi fa piacere vedere che il tuo amico è più sveglio di te HAHAHAHA ! ! ! , dai muoviti che il caffè si raffredda.

In cucina consumammo la colazione e poi ci mettemmo in salotto a gurdare un poco di TV
Certo che se continua cosi domani gli elettricisti patiranno il freddo
Per fortuna che la parte muraria è già per lo più conclusa
Infatti, a noi va bene che stiamo in ufficio.

Credo passarono pochi minuti quando ad un tratto Bruno mentr appoggiava la tazza di caffè americano sul tavolino del salotto, e continuando a guardare la TV esordi dicendomi: Senti Carlo, volevo dirti che la prossima volta se ti va di portarti in camera il manutentore del palazzo Karl, non farti problemi per la mia persona, capisco perfettamente che anche tu hai e tue esigenze.

Credo che io passai da un colorito roseo a un volto completamente avvampato rosso dall’imbarazzo
Io, senza nemmeno guardarlo risposi: Sei molto gentile Bruno, manon credo che potrà più capitare, visto che Karl non è interessato a continue frequentazioni, e io onestamente non voglio essere il passatempo di nessuno.
Bruno annuii e senza aggiungere altro mi fisso negli occhi in un modo che fino ad allora non avevo mai ne visto e nemmeno notato, poco dopo mi disse: Fai bene, meriti di più !


I giorni passarono in una susseguirsi di lavoro intenso, oramai io e Bruno ci si incontrava solo la sera dopo le nostre ordinarie 9, 10 ore di lavoro.
Eravamo quasi vicini alle vacanze di Natale , io e Bruno tramite la segreteria in italia ci prenotarono i voli di rientro, saremmo stati in ferie per ben 10 giorni, di saremmo stati in vacanza se non fosse stata per la tempesta di neve che blocco da giorni tre e aeroporti.
Dopo vari tentativi di organizzare un via alternativa di rietro dal Belgio ci dovemmo
arrendere al fatto di rimanere li dove eravamo, per poi sperare che per Natale si sarebbero riaperti gli aeroporto.

Era la notte della vigilia, dopo una sana mangiata di cenetta a basa di frutti di mare come la tradizione voleva ci spostammo sul divano, il chianti era più buono del solito, e per coccolarci un poco ne aprimmo una seconda bottiglia.

Dimmi la verità Bruno, da quanto non scopi !
Nemmeno io sapevo da dove uscivono fuori quelle parle, anche il mentre le pronunciavo mi chiedevo se lo stavo veramente dicendo a voce alta !
- Scusami Bruno, è il vino che parla per me, scusami ancora.
2 anni e 4 mesi
Scusa ?
Mi hai chiesto quanto tempo ? La risposta è 2 anni e 4 mesi, e visto che me lo hai chiesto anche prima di questi anni a me non è mai sembrato di scopare veramente, tranne quella volta che ho scoperto che la mia vita non è mai veramente appartenuta a me, vivevo in una bugia ! 
Scusami Carlo, è la vigilia e io ti affliggo con i miei raconti oppressivi !
Non dirlo nemmeno per scherzo ! Gli dissi mentre gli presi la mano nella mia.
Bruno mi fisso, era quello stesso sguardo di quella sera quando mi parlò di Karl.
Lui di tutta risposta mi strinse la mano, e una lacrima scese su quel viso segnato dalle rughe per poi perdersi nel folto della sua barba rossa brizzolata.
Posai il mio bicchiere di vino e con il pollice assciugai la lacrima, mi misi lo stesso pollice in bocca e assaggia il sapore delle sue lacrime e dissi:

Ora ci sono io per te tesoro !

Bruno porto una delle sue mani sul mio volto, se lo avvicino alle sue labbra, e con delicatezza appoggiò le sue labbra sulle mie, io socchiusi gli occhi e mi abbandonai in un bacio passionale intenso dove entrambi ci dimenticammo quasi di respirare.

i corpi si avvicinarono, e le nostre mani cominciarono a scivolare sulle nostre parti sensibili, afferrai quello che sembrava una enorme banana gofia e ricurva, ne percepivo le pulsazioni delle vene che da poi scopri che ne ricoprivano la sua intera mazza dura !
Lui non da meno mi comincio a frugare fra le chiappe, inroducendo le sue manone ruvide e possenti fra le mie chiappe, si fece strada fino ad arrivare al mio forello che oramai pulsava di voglia.

Ci spogliammo in pochi secondi e li i nostri corpi avvinghiati non si staccarono per alcuni minuti mentre costantemente ci stavamo limonando in un vortice di pura passione.
Lo allontanai per dare una occhiata a quel corpo enorme e ricoperto sia di muscoli che di un poco di pancetta, ma assai solida di chi lavora duro tutto il giorno.
Trionfante si scagliava verso l’alto una tega che a occhio poteva essere di 18cm sormontato da un ciuffetto folto e rosso, accompagnato da due palle gongie e pendenti queste erano depilate, e quando lo spinsi nuovamente sul divano lui cadde di schiena su di esso, e nel farlo le gambe si alzarano e io prontamente gliele tenni ben alzate e divaricate, e li vi era il mio dolce tesoro, un buchetto roseo circondato da pochi peli anche essi rossi come il fuoco !
Mi fiondai a mangiargli quel buco, come farebbe un etero con una fica, non mi staccai da esso per minuti, infatti venni ripagato con tanti umori anali, credo che nemmeno sua moglie gli si bagna la fregna quanto si era bagnato quel meraviglioso buco di culo !

Lui si alzo con un balzo mi afferro per i fianchi e mi mise a penzoloni sulla sua spalla a modi sacco, e mi porto con se nel suo lettone, fuori non smetteva di nevicare e Bruno non smetteva di farmi impazzire di goduria, era un alternare lingua a dita, fino ad arrivare a capire che ero pronto per la monta.
La cappella di Bruno era a forma di elmetto e rispetto al cazzo era assai più grossa, infatti per spingermela dentro al mio buco dovette usare la pressione delle sue dita su di essa, e con una sola spinta mi infila la cappella dentro, io la afferrai usando il mio sfintere quasi a bloccare la cappella li dove era arrivata, ma lui da grande maestro dell’arte amatorio che era, con poche spinte mi impalo alla sua tega dura, la monta cominciò prima lenta fino a diventare un pistone di un macchinario che senza pietà mi inculava sempre più forte e sempre più a fondo.
Bruno non poteva credere ai suoi occhi quando vide che ogni qualvolta la renga fuori usciva dal mo buco essa era ricoperta di umori anali, vischiosi e biancastri quasi come se fosse sborra, ma la mia prostata ha sempre secernato molti umori, infatti raramente devo usare lubrificanti.

Facemmo all’amore quasi tutta la notte, ci addormentammo avvinghiati l’uno all’altra, ci sveglio solo la luce del mattino, e da li a poco il cellulare di Bruno squillò.

Pronto Irma ? Si grazie cara, auguri anche a te......si è qui con me....
Io rabbrividi pensando che gli dicesse che ero a letto con lui
Esattamente come avevi previsto tu Irma, solo che ora che ho provato comè a letto farò MOLTA fatica a farne a meno di lui !
E mentre diceva questo al telefon lui mi stava guardando negli occhi, poi posò una mano sul mio volto e mi disse: Senti Carletto Irma vuole parlarti un minuto.
Io nuovamente mi sentivo morire dentro, e quasi balbettanto dissi:
Prono Irma, buon natale
Buon Natale anche a te Carletto, sei felice ? Te lo chiedo perchè Bruno sono sicura che lo sia, non sai quanto ha aspettato per questo momento con te, io e Bruno siamo diventati solo amici da quando mi ha confessato al sua vera natura, e io lo sto aiutando nella sua nuova reltà di vita, voglio solo che lui sia felice quanto lo sono anche io con il mio nuovo compagno, io e Bruno siamo separati da tre anni, e ora che so che ha trovato un nuovo amico voglio che vada per la sua strada, non mi dire nulla, chiamami solo quando mi dovrai dire se sei pronto a convivere con lui, allora sarò veramente felice, ciao e ricordatevi che io per voi ci sarò sempre.

Mentre angacio il cellulare una lacrima mi usci sorrendo sul mio viso, e allora Bruno la raccolse con un suo dito e poi se lo porto in bocca e mi disse:
Non sapevo che le lacrime avessero un cosi dolce sapore, ma forse è perchè sono lacrime d’amore!
Proprio come le tue Bruno.

Quando rientrammo in Italia quasi 6 mesi più tardi io e Bruno andammo a convivere, ora sono passati quasi 5 anni e ora sia io e che Bruno ricordiamo persempre il sapore delle nostre lacrime. 

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