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Gay & Bisex

Il mio nuovo dottore 4


di Marko-92
27.04.2026    |    314    |    1 9.3
"Mauro venne con un grugnito basso, riempiendogli la bocca di sborra calda e copiosa..."
Appena Alessandro uscì dalla villetta, ancora con il sapore del medico in bocca e il piccolo plug che gli premeva dentro, il telefono vibrò.
Mauro gli aveva scritto:

«Cucciolo, hai fatto molto bene oggi.
Per i prossimi sette giorni il tuo buchetto deve continuare ad allenarsi. Ogni sera alle 21:30 infili il plug che hai adesso e lo tieni dentro per un’ora mentre studi o guardi qualcosa.
Ogni due giorni aggiungi dieci minuti.
Voglio foto ogni sera e un vocale di almeno venti secondi in cui mi dici quanto ti senti aperto e quanto hai bisogno del mio cazzo.
Obbedisci con impegno. La prossima volta sarà più impegnativa.»

Alessandro lesse il messaggio sul treno, le guance in fiamme. Sapeva che Mauro stava preparando il suo corpo con cura. Ogni sera, puntuale, si spogliava, lubrificava il plug e lo infilava. Il bruciore iniziale era sempre presente, ma dopo dieci minuti il fastidio si trasformava in un calore profondo che gli teneva il cazzo mezzo duro per tutta l’ora e mezza.

La sera del quarto giorno, con il plug dentro, fece il vocale con la voce rotta:

«Dottore… mi apre tanto… sento il buchetto che si allarga… mi piace ma… brucia un po’ all’inizio… ho tanto bisogno che lei mi riempia davvero…»

Mauro rispondeva sempre con messaggi brevi e caldi:

«Bravo cucciolo. Continua così. Si vede che stai diventando più morbido.»

La settimana passò tra studio, plug e messaggi.

Alessandro imparò a camminare con il silicone dentro, a sedersi senza lamentarsi troppo, a concentrarsi sui libri mentre il buchetto pulsava costantemente. Ogni sera il suo ano era un po’ più cedevole, un po’ più abituato a stare aperto.
Sabato pomeriggio, alle 15:00 in punto, Alessandro suonò alla porta.

Mauro lo accolse con il camice aperto sul petto villoso, solo lo slip grigio sotto. Lo fece entrare, lo spogliò con calma e lo guidò nello studio.

«Vieni qui, cucciolo»
disse con voce bassa e tenera.

Lo fece sedere su una delle sue gambe muscolose, il culo nudo contro la coscia calda. Poi, senza fretta, gli prese il viso tra le mani grandi e lo baciò. Un bacio lento, profondo, paterno ma appassionato. La lingua di Mauro entrò con dolcezza, esplorando la bocca del ragazzo mentre lo stringeva a sé.

Alessandro gemette piano contro le sue labbra. Il bacio era caldo, umido, rassicurante.

Mentre limonavano, Mauro gli prese una mano e gli fece leccare due dita, lentamente.

«Lecca bene, piccolo… così…»

Poi, sempre continuando a baciarlo con tenerezza, portò la mano bagnata di saliva dietro e iniziò a premere un dito contro il buchetto ormai più morbido.

Alessandro spalancò gli occhi contro la bocca del medico. Il dito scivolò dentro con sorprendente facilità, fino alla nocca. Mauro lo mosse piano, ruotandolo, massaggiando la prostata.
Il ragazzo ansimò nella bocca di Mauro, il corpo che tremava. Il ditalino era profondo, insistente, piacevolissimo. Gli occhi gli si velarono di piacere.
Mauro sorrise contro le sue labbra.

«Sei molto più cedevole… bravo cucciolo.»

Dopo qualche minuto, quando sentì il corpo di Alessandro abbastanza rilassato e morbido, inserì il secondo dito.

Il fastidio arrivò subito. Lo stiramento fu netto, bruciante. Alessandro si irrigidì e cercò istintivamente di alzarsi.

Mauro lo strinse forte con l’altro braccio intorno alla vita, tenendolo fermo contro di sé.

«Shh… resta qui» mormorò contro la sua bocca, senza smettere di baciarlo.

«Lasciati aprire. Respira.»

Le due dita spingevano e ruotavano con pazienza, allargando l’anello. Alessandro gemeva di fastidio dentro il bacio, gli occhi spalancati, le lacrime che minacciavano di scendere. Il bruciore era reale, intenso, ma Mauro non mollava la presa: dolce ma inflessibile.

Piano piano il dolore iniziale si attenuò. Il fastidio si trasformò in un calore profondo. Senza rendersene conto, Alessandro cominciò a spingere il culetto contro le dita che lo aprivano, cercando di più.
Mauro se ne accorse e sorrise nel bacio.

«Ecco… così, cucciolo. Stai imparando.»

Solo allora tolse le dita e lo fece alzare.

«Adesso mettiti a quattro zampe sul lettino.»

Alessandro obbedì, il buchetto già arrossato e leggermente aperto. Mauro gli si avvicinò da dietro, prese il viso di Alessandro, gli aprí la bocca, gli mise il grosso cazzo tra le labbra e iniziò a scopargli la bocca con spinte lente e profonde. Contemporaneamente, due dita tornarono prepotentemente dentro il culo, sditalinandolo con ritmo costante mentre il cazzo gli riempiva la gola.

Alessandro tossiva, lacrimava, saliva che colava ovunque, ma non si tirava indietro. Il plug della settimana lo aveva preparato bene.
Mauro venne con un grugnito basso, riempiendogli la bocca di sborra calda e copiosa.

«Ingoia tutto… bravo ragazzo.»

Poi lo fece sdraiare sulla sedia ginecologica, gambe allargate e sollevate, il buchetto esposto e il cazzo duro che puntava verso l’alto.
Mauro si mise tra le sue gambe. Con una mano iniziò una sega lenta, sapiente, stretta al punto giusto. Con l’altra lubrificò un plug più grande, spesso quasi quanto due dita unite.

«Adesso questo, cucciolo.»

Alessandro sgranò gli occhi e disse

«E' grosso, per favore no»

Il dottore con fare professionale rispose:

«Niente scuse, passa subito, coraggio»

Alessandro non poteva sottrarsi, Mauro prese il plug e lo inserì piano ma deciso. Lo stiramento fu forte. Alessandro gemette di fastidio, ma Mauro continuò a masturbarlo senza fermarsi, il pollice che passava sulla cappella sensibile.
Il plug entrò fino in fondo. La sensazione di pienezza fu immediata e intensa.
Mauro accelerò la mano.

«Vieni per me. Vieni con il culo pieno.»

Alessandro esplose dopo pochi minuti. Un orgasmo profondo, totale. Venne copiosamente, schizzi potenti che gli colarono sul ventre e sul petto, mentre il buchetto si contraeva ritmicamente intorno al plug grosso. Gemette forte, il corpo scosso dagli spasmi, il piacere che lo attraversava dalla prostata fino alla punta del cazzo.
Mauro lo lasciò venire fino all’ultima goccia, poi gli pulì il petto con una salvietta calda.

«Bravo cucciolo… bellissimo.»

Prima di farlo rivestire, gli diede il nuovo plug, ancora più spesso.

«Per la prossima settimana questo sarà il tuo compagno. Ogni sera un’ora e mezza, alternando con le dita quando te lo togli. Voglio che il tuo buchetto sia pronto ad accogliermi tutto.»
Gli diede un ultimo bacio sulla fronte.

«Vai a casa e riposa. La prossima volta sarà ancora più intenso.»

Alessandro uscì camminando piano, il nuovo plug già dentro, il culo piacevolmente dolorante e il sapore del medico ancora sulla lingua.
Sapeva che Mauro lo stava preparando con cura.
E che presto il suo palo lo avrebbe finalmente spaccato.
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