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Gay & Bisex

Il mio nuovo dottore 5


di Marko-92
28.05.2026    |    46    |    0 8.7
"» Ale protestò, Mauro lo prese di peso e con decisione e dolcezza lo rimise sulla sedia, e gli disse: «Cucciolo dai fai il bravo, questo sarà meno fastidioso e sarai bello pulito..."
La settimana passò esattamente come Mauro aveva ordinato.

Alessandro fu davvero diligente. Ogni sera alle 21:30 si chiudeva in camera, si spogliava e lubrificava il nuovo plug più spesso. All’inizio dell’inserimento sentiva sempre quel bruciore intenso, lo stiramento che gli faceva stringere i denti e quasi lacrimare gli occhi.

Ma dopo qualche minuto il fastidio si trasformava in una presenza calda e profonda.

Imparò a tenere il plug dentro per un’ora e mezza mentre studiava, e verso la fine della settimana aveva cominciato a toglierselo per brevi periodi, sditalinandosi con due dita mentre si faceva seghe lente e intense, pensando al corpo maturo e al grosso cazzo del suo medico.

Veniva sempre con il culo aperto, gemendo piano il nome di Mauro.

Sabato pomeriggio finalmente arrivò.

Mauro lo accolse sulla porta con il solito camice aperto e lo slip gonfio. Appena Alessandro entrò nudo nello studio, il medico lo attirò a sé, lo fece sedere su una gamba e lo baciò con passione lenta e profonda. Le loro lingue si intrecciarono mentre Mauro gli infilava due dita a secco nel buchetto senza preavviso.

Il ragazzo sobbalzò ma non rifiutò l'invasione.

«Mmm… molto meglio»

mormorò Mauro contro le labbra del ragazzo.

«Sei diventato così cedevole, cucciolo. Il tuo buchetto mi accoglie quasi con dolcezza adesso.»

Alessandro gemette nella bocca di Mauro, il corpo che tremava mentre due dita lo esploravano in profondità.

Dopo il bacio lungo e umido, Mauro lo fece accomodare sulla sedia ginecologica, gambe sollevate e ben aperte, il buchetto completamente esposto.

«Oggi ti puliamo dentro, piccolo. È importante che tu sia bello pulito per accogliermi come si deve.»

Alessandro arrossì violentemente. Mauro aveva già preparato tutto: una sonda anale piuttosto grossa e una sacca da due litri piena di acqua tiepida con camomilla.

«Dottore… è grossa…» mormorò il ragazzo, nervoso.

«Lo so. Respira e rilassati.»

Mauro lubrificò abbondantemente la sonda e la spinse dentro con calma professionale.

Alessandro sentì l’intrusione profonda, fredda e spessa. Gemette forte quando la sonda gli scivolò oltre lo sfintere.

«Ah… ah... fa male … mi sento strano…»

Mauro continuò con fredda professionalità il cucciolo doveva imparare.

Terminato l' inserimento e dato qualche momento al cucciolo per calmarsi il dottore aprì il rubinetto. L’acqua cominciò a fluire dentro il ragazzo.

All’inizio fu piacevole: un calore che si diffondeva, una sensazione di pienezza morbida. Ma dopo mezzo litro iniziò il fastidio. La pancia si gonfiava, la pressione diventava sempre più intensa.

«Dottore… è troppo… mi scoppia…» si lamentò Alessandro, con il viso contratto.

Mauro gli massaggiò la pancia con movimenti circolari lenti, mentre con l’altra mano gli avvicinava il grosso cazzo alla bocca.

«Succhia, cucciolo. Concentrati su questo.»

Alessandro aprì le labbra e prese in bocca il membro spesso del medico. Mentre veniva riempito d’acqua, succhiava con impegno, la gola che lavorava intorno alla cappella. Mauro spingeva piano, godendosi il calore umido della bocca del ragazzo.
Alex non riusciva a lamentarsi nonostante il fastidio avendo la bocca piena.

Arrivato a un litro e mezzo, finalmente Mauro chiuse il rubinetto.

«Ora vai a scaricarti, piccolo. Resisti ancora un attimo.»

Alessandro raggiunse il piccolo bagno dello studio quasi correndo, le gambe tremanti. La prima liberazione fu lunga e imbarazzante.

Quando tornò, era sudato e rosso in viso.

«Bravo. Ora ne facciamo un altro, più breve, solo acqua pulita.»

Ale protestò, Mauro lo prese di peso e con decisione e dolcezza lo rimise sulla sedia, e gli disse:

«Cucciolo dai fai il bravo, questo sarà meno fastidioso e sarai bello pulito.»

Il secondo clistere fu in effetti più sopportabile. L’acqua entrò e uscì limpida.

Mauro gli regaló un doccino e gli spiegó, come si usava.

«Da adesso in poi, ogni volta che vieni da me voglio trovarti già pulito dentro. Chiaro?»

«Sì, dottore…» rispose Alessandro, la voce debole.

Mauro lo fece tornare sulla sedia ginecologica, gambe larghe e buchetto esposto. Prese un nuovo giocattolo dal cassetto: un dildo realistico di 15 cm, spesso, con una cappella pronunciata e venature marcate.

«Basta plug per oggi. Ora esploriamo più in profondità.»

Lubrificò generosamente il dildo e lo posizionò contro il buchetto ancora umido.

«Respira, cucciolo.»

Spinse. La grossa cappella aprì l’anello con forza. Alessandro urlò di dolore.

«Ahh! Dottore… fa male! È troppo grosso!»

Mauro gli tenne ferma una coscia con la mano libera, senza fermarsi. «Lo so che fa male. Devi prenderlo. Lascia che ti apra.»

Il dildo scivolò dentro centimetro dopo centimetro, aprendo il ragazzo in profondità. Alessandro sentiva chiaramente la cappella che gli forzava le pareti interne. Il fastidio era intenso, ma sotto c’era una pressione nuova, più profonda.

Quando fu quasi tutto dentro, Mauro iniziò a muoverlo con maestria: avanti e indietro, ruotandolo, colpendo la prostata senza pietà.

Contemporaneamente la sua mano grande avvolse il cazzo duro di Alessandro e iniziò una sega esperta e stretta.

Il dolore si mescolò al piacere in modo violento. Alessandro gemeva, ansimava, il corpo scosso.

«Così… senti come ti apro in fondo?» mormorò Mauro, la voce roca ma dolce.

Accelerò entrambi i movimenti. Il dildo che entrava e usciva con ritmo costante, la mano che lo masturbava con precisione. Alessandro venne con un urlo rauco: un orgasmo potentissimo, schizzi copiosi che gli colarono sul petto e sulla pancia mentre il dildo era piantato fino in fondo dentro di lui.
Mauro lasciò il giocattolo dentro, ben infilato.

«Adesso tocca a me.»

Si avvicinò al viso del ragazzo e gli infilò il cazzo ancora duro in bocca. Lo scopò in gola con spinte profonde ma controllate, tenendogli la testa ferma. Dopo pochi minuti ringhiò e scaricò una dose abbondante di sborra calda e densa direttamente nella gola di Alessandro.

«Ingoia tutto… bravo cucciolo.»

Quando finì, tolse lentamente il dildo dal culo arrossato e pulsante del ragazzo.

«Per questa settimana voglio che ti mantenga pulito dentro e voglio che giochi con questo dildo ogni sera. Almeno trenta minuti. Devi prepararti a prendermi tutto.»

Gli accarezzò una guancia con tenerezza.

«La prossima volta, cucciolo… ti impalerò sul serio.»

Alessandro uscì dallo studio camminando a gambe larghe, il culo dolorante e aperto, il sapore del medico ancora forte in bocca.
Era pronto.
O almeno, stava per esserlo.
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