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Gay & Bisex

LdO-09 "Rob"


di Membro VIP di Annunci69.it Boytofun
09.08.2026    |    744    |    3 8.0
"Dukat, nonostante sia ormai un attempato signore, si diverte a giocare con l'intimo del mio amico che, incautamente, avevo dimenticato per terra..."
Rob entra senza bussare, seguito da Dukat che, chissà per quale motivo, lo ha scelto come nuovo amico.

Si tocca sotto le palle. "Cazzo! Fanculo a quel bastardo: mi fa ancora male!"

"Fammi vedere."

"Sei medico tu?"

"No, ma qualche colpo l'ho preso anch'io! Suvvia: data la situazione, ogni imbarazzo mi sembra fuori luogo!"

"Ecco, guarda!"

Anche se dolorante e in condizione di riposo forzato, il suo cazzone è davvero massiccio e lo scroto altrettanto. Mi calo per osservarlo meglio e tastare sotto.

"Tranquillo, non sono gonfie e nemmeno scure... qualche ora, al massimo domani, e tornerai il torello di sempre!"

"Se lo dici tu..."

"Ci vuole solo acqua fredda e poi, magari, un po' di ghiaccio! Seguimi in bagno!"

"Veramente in bagno sono abituato ad andarci da solo!"

"Ti fidi o no?"

"Sinceramente non tanto: sembra un'altra delle tue perverse stranezze!"

"Sei buffo! Comunque, se anche fosse come dici, questo caso avrebbe una finalità terapeutica: ti conviene darmi retta!"

Rob finalmente si spoglia, rimanendo in t-shirt.

"Questi posso tenerli io?" chiedo indicando gli slip.

"Non so se mi fai più pena o più schifo!"

"Farò finta di non aver sentito questa cattiveria gratuita, frutto, evidentemente, del tuo malessere!" affermo, ma in realtà sto recitando perché la sua reazione così dura e maschia mi ha intimamente eccitato.

Con i capelli neri scompigliati e gli occhi grandi e torvi sembra un animale ferito; ciò che bramo è trasformare la sua rabbia in intimità: coccolarlo per restituirgli un vigore che, comunque, tornerebbe da sé.

"Siediti comodo sopra il bidet a gambe bene aperte e rilassati: ora aprirò l'acqua... solo un filo; sarà fredda. La faremo arrivare al bordo e tu dovrai solo stare a mollo. Ti farà bene: ripeteremo l'operazione due o tre volte, poi passeremo alla fase due, chiaro?"

"Anche la fase due?!?"

"Sarà qualcosa di molto speciale!"

Apro l'acqua, poi mi seggo a terra proprio di fronte a Rob che gioca nervosamente con i capelli neri dietro la nuca.

Non è bellissimo, ma con il viso tondo, gli occhioni, le labbra carnose e il ciuffo in disordine emana sensualità. È il più adulto dei miei giovani ospiti, 26 anni; inoltre, a differenza degli altri, non ha l'inguine depilato.

Le mani sono grandi e solide come le cosce divaricate e i piedoni saldamente poggiati a terra.

Dukat ci ha seguito e, seduto sulla tazza chiusa del cesso, guarda questi strani umani muovendo, curioso, la coda da un lato all'altro.

Si sente solo il rumore dell'acqua che, lentamente, cresce.

Senza smettere di guardarlo, afferro lo slip bianco poggiandolo tra naso e bocca.

"Mi piace il tuo odore, sai? E penso che piaccia molto anche al mio gattone, per questo ti segue sempre."

"Sarà frocio anche lui, in questa casa di pazzi!" e, finalmente, ride.

"Oh! Vedo che ci stiamo sciogliendo, era ora di smetterla di fare il musone!"

"Miao!" Anche Dukat percepisce il cambiamento d'umore e, balzato a terra dalla tazza con felina eleganza, inizia a strusciarsi contro la sua gamba: Rob allunga la mano per accarezzarlo e parte una sinfonia di fusa per il malcapitato ospite.

Ne sono quasi geloso.

"Cazzo, è ghiacciata!" Fa per alzarsi ma lo fermo bloccandogli le caviglie.

"È proprio questo che ti fa bene. Fidati: stai immobile e goditi la sensazione del freddo: dicono faccia molto bene anche alla produzione di spermatozoi!"

Rob si tranquillizza.

Scivolo sul lato destro per chiudere il miscelatore e poi inizio a baciargli la parte della coscia rivolta all'esterno partendo dall'anca e percorrendola, molto lentamente, fino al ginocchio nodoso, al polpaccio, alla caviglia.

Sono eccitatissimo con il cazzo duro e bagnato, ma evito di segarmi; semplicemente ogni tanto accarezzo l'erezione con il suo slip che poi porto alla bocca per continuare a baciarlo ovunque saggiando con la lingua la consistenza setosa della peluria della sua gamba.

"Sei davvero uno schiavo perverso! Bacia il piede, porco!" mormora.

"No, quello lo faccio solo se poi si sborra, ma adesso non succederà e lo sappiamo entrambi!"

"Prima o poi sarai tu a chiederlo se la vuoi bere!"

"Dovrai davvero portarmi al limite."

"Ti insegnerò a portare la tua troiaggine oltre ogni confine!"

"Ci conto, torello! Ora però cambiamo acqua: si vede che ti sei abituato alla temperatura ed è meno efficace."

"In effetti sto meglio."

"Fai da solo, intanto mando un messaggio."

Recupero il cellulare e chiedo a Ratisbona di portare in camera fazzoletti di cotone, un secchiello pieno di ghiaccio e un altro con champagne e ulteriore ghiaccio.

"Allora, come sta il nostro malato?" esclamo tornando in bagno.

Dukat, nonostante sia ormai un attempato signore, si diverte a giocare con l'intimo del mio amico che, incautamente, avevo dimenticato per terra.

"Stupido gatto, cosa fai?" Cerco di afferrare lo slip ma il micio non vuole rinunciare al suo nuovo giocattolo e, estraendo le unghie, allunga lo zampone per trattenerlo.

"Miao!"

"Ci mancava solo il gatto feticista!"

Ridiamo di nuovo.

"Come ti senti?"

"Meglio, ma sono stufo di stare a mollo!"

"Dai, resisti ancora due minuti poi, prima della fase due, ci sarà un piacevole intermezzo!"

"Lascio qui, signor Bart."

"Grazie, Ratis, sei un tesoro!"

"Et voilà! Champagne per brindare a uno scontro!"

"Per brindare a cosa?"

"Lascia perdere: voi giovani non sapete un cazzo! Era una citazione da Peppino di Capri!"

"Decisamente surreale come situazione, no?"

"Ti fa star male o ti crea problemi?"

"Al contrario!"

"Alla tua salute, allora! Parlami un po' di te! Cosa fai, perché sei qui, cosa desideri?"

"Perché sono qui già lo sai e il motivo è ovvio! Nato e cresciuto a Padova: famiglia complicata e zero voglia; faccio il muratore a chiamata: tanta fatica, nessuna sicurezza e una vita di merda. Ho la fortuna di piacere sia agli uomini che alle donne e così metto a frutto le doti di madre natura e provo a fare la bella vita."

"Un po' triste, no?"

"Non è che la tua vita mi sembri molto migliore, visto che ti ritrovi a comprare la gente per avere compagnia!"

"Certo non le mandi a dire!"

"Ho il mio carattere."

"Ed è bene che sia così, ma ricordati che la vita è sempre una questione di 'prospettive' e alla tua età è sbagliato essere così fatalisti perché, credimi, il tempo ci cambia e tra 10 anni non potrai vivere di scorciatoie."

"Senti: finiamola qui! Perché anche la morale da un culattone pervertito la eviterei volentieri! Anzi, sai cosa ti dico? Mi sono rotto il cazzo di stare qui con le palle a mollo a fare il coglione!"

"Che modi!"

"Tieniti il tuo champagne di merda!" prorompe alzandosi di scatto e gettandomi in faccia il residuo del flûte.

Mantengo la calma: quando è necessario so farlo molto bene.

"Se continui così devo chiamare Mario!"

"Mi hai davvero fatto incazzare!"

"Adesso," dico scandendo le sillabe, "se non vuoi essere cacciato a calci in culo e prenderti altri colpi sui gioielli, mi baci e lecchi quello che ho in faccia. Poi ti vai a stendere sul letto e proseguiamo la cura."

"E tu cosa mi dai in cambio?"

"Nuovi orizzonti."

"Vola pure basso: mi basta il cash."

"Cash e orizzonti, allora!"

"Li voglio subito!"

"Prima baci, poi torniamo di là e avrai quello che desideri."

Allargo le braccia sulle mattonelle azzurre.

"Sto aspettando!"

"Senza lingua però!"

"Aspetto."

Chiude gli occhi, mi tiene ferma la nuca e preme contro le mie labbra pronte a schiudersi, ma è solo un nanosecondo. Poi sento la sua lingua frettolosa su naso e guance. Quando ha finito, sputa sul pavimento.

Tornati in camera gli allungo un verdone.

"Il resto dopo. Adesso stenditi sul letto a gambe aperte, cuscini piegati sotto le ginocchia."

Prendo alcuni cubetti di ghiaccio e, dopo averli avvolti in un fazzoletto, mi sdraio con il viso proprio davanti alle sue palle: sono fantastiche, tonde e pienotte; con la massima delicatezza appoggio il rimedio tamponando i coglioni con movimenti leggeri.

"Ahia! Fa male!"

"Sei davvero un lamentone! Lascia fare a me!"

Acquisita sicurezza nel movimento, continuo alternando ora l'una ora l'altra.

Sono davvero arrapato da questa insolita posizione e, mentre continuo l'opera di tamponamento, bacio l'interno coscia.

Ogni tanto invece mi fermo e porto il fazzoletto sulle labbra, poi, quando queste sono fresche, gli bacio le palle e mi tocco.

Che delizia: anche Rob sembra, finalmente, apprezzare le mie cure. Noto infatti che qualcosa, al piano di sopra, sta iniziando a svegliarsi!

Arrivato all'attaccatura dello scroto vedo il suo buco da toro inviolato e vengo sedotto dall'ennesima, porca idea.

"Metti altri cuscini sotto la schiena e striscia avanti: stando sempre a gambe larghe poggia le caviglie sulla pediera."

"Cosa vuoi fare adesso?"

"Farti godere, stupido!"

Obbedisce ed ottengo ciò che desidero, ovvero la mia testa al centro dei suoi glutei, comodamente in grado sia di continuare il massaggio curativo, sia volendo, grazie alla schiena rialzata, di leccargli il buco: dopo tutte le abluzioni pomeridiane è deliziosamente fresco e pulito.

Lo lecco prima con titubanza, poi con spregiudicata malizia.

"Oh sì!" geme e sento che inizia a godere: vedo il suo enorme cazzone svegliarsi, proiettarsi esuberante verso il soffitto.

Lecco e bacio fino allo sfinimento mentre mi masturbo lentamente.

Non intendo sborrare: il mio godimento sta nel sentirlo godere, nell'aver vinto le sue difese.

"Oh cazzo! Sì! Che troia che sei!"

Affondo con la lingua, percepisco il suo contorcersi nella goduria.

"Tranquillo. Non fare movimenti bruschi: vedi che ora funziona tutto come prima?"

Dukat, incuriosito, è salito sul letto e, in posizione da sfinge, guarda incuriosito questi due strani umani che vorrebbero amarsi ma non ne sono capaci.

Fuori la luce inizia a diminuire: il crepuscolo novembrino cala veloce e per un attimo penso che sarebbe bello addormentarsi così, in questo incessante desiderio tra le sue palle e il suo buco.

Ma per la serata ho ben altre e più conviviali proposte: la notte ci sta chiamando.
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