Gay & Bisex
L’occasione mancata… o forse no!
SkyStar
02.01.2026 |
3.705 |
5
"Poi mi dice:
«Se allora ti avessi detto che mi facevi arrapare, avremmo rovinato tutto..."
Questa nuova esperienza è stata davvero una manna dal cielo.Mi ha sbattuto indietro agli anni 2008/2009, quando, poco più che ventenne, mi sono lasciato scappare una di quelle occasioni che ancora oggi mi fanno pensare: come cazzo ho fatto a non andare fino in fondo?
Era inverno, avevo casa libera. Stavamo organizzando il sabato sera quando Francesco mi chiese se poteva dormire da me. Aveva parenti a casa e, sapendo che saremmo rientrati tardi, non voleva svegliare nessuno. Accettai senza farmi film mentali, almeno così credevo.
Dopo la serata rientrammo, ci lavammo e ci mettemmo davanti al computer a guardare le foto. Lui seduto sulla sedia, io dietro, con le mani sulle sue spalle. Commentavamo gli scatti, parlavo vicino al suo orecchio, mentre quasi senza rendermene conto iniziavo a massaggiarlo.
Ed è lì che lo vidi.
Il pigiama, all’altezza del cazzo, era gonfio. Non poco: duro, evidente.
Quando se ne accorse arrossì, si alzò di colpo e cercò di coprirsi l’erezione con le mani. Si giustificò dicendo che era colpa del tessuto del pigiama. Io sorrisi e, ridendo, gli dissi che allora avrebbe dovuto tenerlo per quando aveva voglia di arraparsi. Ridiamo. Poi mi passa dietro e mi struscia quel cazzo duro sul culo.
E io niente. Lascio correre.
Il me di oggi si prenderebbe a schiaffi.
Negli anni successivi non ci fu più nulla. Solo incontri in gruppo, poi il tempo, la distanza. Seppi che nel 2023 si era sposato. Fine dei giochi, pensavo.
Fino a poche settimane fa.
Trasferta di lavoro, stessa città. Ci incontriamo per caso in metro. Decidiamo di passare il pomeriggio insieme. Mi dice che nel suo hotel c’è una spa. Ci vediamo lì.
Quel cazzo duro non me lo ero mai davvero tolto dalla testa, ma saperlo sposato mi teneva frenato.
Nella vasca idromassaggio ci prendiamo in giro, scherziamo. A un certo punto gli dico:
«Guarda che se resto troppo vicino poi il costume ti fa di nuovo strani effetti.»
Mi guarda, sorride senza imbarazzo.
«Magari tu sai come farli passare.»
In camera il gioco finisce subito. Il costume gli straborda come quella volta. Lo guardo negli occhi, sorrido. Entra in doccia davanti a me e mi mostra quel cazzone lungo e pesante che gli pende tra le palle.
«Ma è vero?»
«Toccalo e vedi.»
Lo stringo. È duro, grosso, reale. Un gran bel cazzo.
Sul letto non perdiamo tempo. Ci mettiamo subito a fare un bel 69. Io me lo prendo in bocca tutto, lo lecco, lo ingoio fino in fondo. Gode e me lo dice senza filtri.
«Cazzo, che bocca… non fermarti.»
Ricambia con il mio culo. Me lo lecca, mi infila la lingua, poi un dito. Mi apre bene mentre io gli bagno il cazzo di saliva. A un certo punto mi ferma.
«No, non voglio sborrare ora. Ti voglio scopare il culo. È da anni che lo voglio.»
Mi fa mettere a pecora. Con la bocca mi lavora ancora il buchetto, poi mette il preservativo, sputa sulla punta del cazzo e me lo appoggia all’ano. Spinge piano, poi sempre più forte, finché me lo infila tutto dentro.
È duro, profondo, mi riempie fino in fondo.
«Sì, cazzo… scopami così.»
Mi pompa forte, tira fuori quasi tutto il cazzo e lo riaffonda con colpi decisi, finché mi sbatte addosso. Mi gira, mette un cuscino sotto il culo, mi alza le gambe e ricomincia a scoparmi con ancora più ritmo. I nostri occhi si incrociano, ansimiamo come animali.
Godo talmente tanto che sborro senza nemmeno toccarmi.
«Porca puttana, mi hai fatto venire… continua.»
Ride mentre mi scopa ancora più forte.
«Ti ho desiderato per anni. Scopavo mia moglie e pensavo al tuo culo a pecora. È stretto, si sente che non lo dai in giro.»
Mi strizza i capezzoli, continua a pomparmi finché esce e mi sborra addosso. Mi fa godere un’ultima volta.
Restiamo un attimo fermi, sudati, abbracciati. Poi mi dice:
«Se allora ti avessi detto che mi facevi arrapare, avremmo rovinato tutto. Eravamo troppo giovani.»
Forse sì.
Ma adesso no.
Dopo tanti anni finire a letto con lui è stato qualcosa che non pensavo sarebbe mai successo. L’avevo immaginato mille volte, ma mai così.
La realtà, quella sera, è stata molto meglio di qualsiasi fantasia pensata
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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