Gay & Bisex
Il direttore commerciale
SkyStar
06.02.2019 |
2.415 |
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"Si rialzò, mi mise una mano sulla bocca per non farmi urlare e mi penetrò con cautela all’inizio, per poi aumentare il ritmo..."
Erano anni che lavoravo per la mia azienda e mai, poi mai, mi sarei immaginato quello che stava per accadere.Era una giornata lavorativa come tante quando, durante la pausa pranzo, si avvicinò a me – con una scusa alquanto bizzarra – il direttore commerciale della mia azienda. Inutile dire che lo avevo già notato da tempo: un uomo bellissimo sui 37/40 anni, alto circa un metro e settantacinque, spalle larghe, capelli rasati e barbetta incolta. Vestiva sempre in maniera impeccabile e, soprattutto, aveva un “pacco” che spesso era oggetto di battute tra colleghe e colleghi, perché quando te lo ritrovavi di fronte dava sempre l’impressione di essere in erezione.
Quella mattina mai e poi mai avrei immaginato che il direttore mi avrebbe chiesto di fargli compagnia in una serata di sbronze tra colleghi. Inizialmente pensai: che palle fare baldoria in settimana, poi domattina chi si sveglia. Alla fine, però, era comunque un’occasione per conoscersi meglio e accettai. Si propose di passarmi a prendere e così rimanemmo d’accordo.
In quegli anni avevo avuto modo di fantasticare su quel pacco, ma senza farmi false illusioni: era sposatissimo e, soprattutto, etero al 100%, o almeno così credevo. Mi preparai per la serata e attesi che passasse a prendermi.
Una volta arrivato sotto casa, entrai in macchina e già lì ci fu la prima sorpresa: era solo. Io pensavo fosse una serata con più colleghi, ma lui si giustificò dicendo che, in fondo, aveva solo bisogno di due o tre birre e di qualche chiacchiera spensierata, senza troppa gente.
Arrivammo al pub e iniziammo a bere. L’alcol scendeva e l’inibizione diminuiva. Fu allora che iniziò a farmi discorsi strani. Mi disse che adorava il sesso anale, che la moglie non glielo concedeva mai e che da settimane guardava sempre il mio lato B.
Io, tra l’imbarazzo e la meraviglia, lo assecondavo senza sbilanciarmi. In azienda era una figura importante e non volevo finire nei guai, anche perché sua moglie era la cognata del titolare. Continuammo la serata tra battute e allusioni. Io cercavo di non fargli capire né che desideravo saltargli addosso, né che fossi del tutto disinteressato.
A un certo punto dovette pensare proprio quest’ultima cosa: che a me non interessassero gli uomini. Del resto, sono maschile nei modi e spesso frequento anche donne. Così mi disse che era meglio rientrare.
Fu in quel momento che capii che stavo perdendo un’ottima occasione. Appena saliti in macchina, mentre stava per riaccompagnarmi senza fare altre domande, decisi di mettergli la mano tra le gambe. Quel gesto scatenò una reazione immediata: in mezzo secondo accostò in una strada isolata e spense la macchina.
Eravamo lì, io con la mano su di lui e lui che mi fissava, in attesa di un mio cenno. Presi l’iniziativa e iniziai a slacciargli i pantaloni. Solo le mutande mi separavano da ciò che avevo immaginato per anni. Le abbassai, colmo di curiosità, e mi trovai davanti il cazzo più bello che avessi mai visto: massiccio, palle piene e gonfie, peluria al punto giusto, un odore di uomo che non avrei mai dimenticato.
Mi chinai e iniziai a prenderlo in bocca, cercando con difficoltà di infilarlo tutto. Ci sputai sopra e continuai a succhiare, alternando la bocca alla mano. Poi gli chiesi di uscire dall’auto, perché odio farlo in macchina.
Si appoggiò al cofano e io mi inginocchiai per continuare. Lo provocavo guardandolo negli occhi mentre glielo succhiavo. A un certo punto mi chiese di rallentare, perché il suo obiettivo era chiaro.
Feci appena in tempo a dirgli di fare piano che mi ritrovai a pecora, con la sua lingua che lavorava e la saliva che mi colava tra le cosce. Mi stava preparando come nessuno aveva mai fatto.
Si rialzò, mi mise una mano sulla bocca per non farmi urlare e mi penetrò con cautela all’inizio, per poi aumentare il ritmo. Continuò senza fermarsi, cambiando posizione più volte, finché si sfilò e mi arrivò addosso.
Alla fine mi diede un bacio profondo, come per ringraziarmi. Ci ricomponemmo in silenzio e mi riaccompagnò a casa senza dire una parola.
Una serata incredibile, che non avrei mai immaginato potesse accadere
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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