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incesto


Ancora mio padre

           di lisagarl

 Scritto il 05.10.2007    |    Letture: 57.263  |    Votazione 8.4:

"Concedimi 10 minuti, il tempo di una doccia, e sono da te, indossai il perizoma preferito di pizzo bianco, infilai il vestito che mi aveva comperato il..."
Giornata indimenticabile, come cambia la vita, stamattina ero a casa a rifare i letti, ora mi ritrovo qui, sdraiata al suo fianco a farci le coccole, pensando a tutto ciò che era successo.
Ero donna, il bel paparino mi aveva fatto donna, fissavo, il bel pisellone, poverino adagiato sulla gamba sinistra a riposo, il glande leggermente scoperto, non riuscivo ancora a capacitarmi, quel giocattolo mi aveva fatto donna.

Allungai la mano, al mio contatto diede dei piccoli cenni di risveglio, tirai indietro la pelle facendo fuoriuscire del tutto il glande, poverino era troppo stanco, papi mi baciò, dapprima sulla fronte, poi posò le labbra sulle mie, sentii la lingua insinuarsi nella mia bocca in cerca di qualcosa, la trovò e iniziarono a intrecciarsi tra loro, poco dopo staccandosi mi disse: ti amo, spero non ti sia pentita, per nulla al mondo risposi, rifarei il tutto, senza pensarci due volte, lui aggiunse, che ne diresti di fare una doccia e andare a cenare in un bel ristorante, per la prima sono d’accordo, per la cena ci penso io a prepararla, al mio uomo devo pensarci io, quindi lasciami fare.
Auspicavo che mi chiedesse di farla insieme, potevo sorprenderlo, magari entrando nella doccia mentre lui era li, ma, é preferii fare le cose con fantasia, vorrei continuare e trascorrere tutta la nottata credendomi una dea.
Infilai una vestaglia leggerissima senza indossare l’intimo, mi avviai in cucina, dedicandomi con armonia e fantasia nel preparare la cena, risotto alla milanese, nel frigo vi erano alcune cernie, le preparai al forno, contorno insalata mista, purtroppo la dispensa non concedeva molto, feci del mio meglio, apparecchiai la tavola, al centro misi un candelabro con candele bianche, quasi a dimostrare la mia purezza, tutto pronto, lui nel frattempo era intento a preparare il camino.

Concedimi 10 minuti, il tempo di una doccia, e sono da te, indossai il perizoma preferito di pizzo bianco, infilai il vestito che mi aveva comperato il giorno di osé avevo solo quello, calzai le scarpine acquistate sempre il giorno, mi truccai non da troia, ne misi il giusto, esaltando le labbra rosso fuoco, una spruzzatina di profumo ed ero pronta.
Quando apparvi alla porta, rimase immobile, cara, sei bellissima, prese la mia mano, si inginocchiò, e me la baciò, sei una dea.
Iniziammo la cena, non mi toglieva gli occhi di dosso, alcuni momenti mi imbarazzava, ma, pensandoci dicevo: che scema che sono, è il mio uomo lo adoro, gli confessai che in diverse occasioni non ho potuto fare almeno di spiarlo, quando era con mamma, mi disse tu ci spiavi, quando noi insomma facevamo certe cose, sì lo ammetto, in diverse occasioni vi spiavo, la prima volta, avevo poco più di 14 anni, rimasi sconvolta nel vedere il pisellone entrare dentro di lei, corsi in camera mia spaventata, chiedendomi, come potesse entrare un coso così grosso dentro una piccola fessura, sentivo un certo prurito tra le gambe, mi toccai e la cosa mi piacque, continuai a strofinarmi la mano sulla patatina, quando sentii un certo scompiglio dentro di me del liquido che usciva ebbi un po’ paura, ma dentro di me sentivo un senso di appagamento ero soddisfatta, come se avessi raggiunto uno scopo, era il mio primo orgasmo.
Devo confessarti una cosa, sai da diverso tempo i miei occhi ti guardano in altro modo, non sei più la mia piccola, ormai sei donna, la cosa mi offusca la mente, nel vederti, quando ero in bagno e tu entravi, oppure vice versa, vedendo il tuo corpo trasformarsi ha fatto un certo effetto, una sera ne ho parlato a tua madre, all’inizio ma preso per scemo, ma poi abbiamo convenuto che fosse vero il tuo corpo è perfetto.
Lei voleva aprire un certo discorso con te sul fatto di sesso, insegnarti come comportarsi, come si affronta, il rapporto con l’altro sesso, ma, aveva paura non sapeva come iniziare, mo oggi ho capito che tu sei esperta nel fatto di sesso, ti confesso che mi sento geloso, che tu abbia avuto rapporti con altri.
Il vinello bianco aveva fatto il suo effetto, dentro di me sentivo un certo eccitamento, ci sedemmo sul divano a vedere la tv, lo abbracciai e iniziai a baciarlo in bocca, lui rispose, le lingue si intrecciarono, iniziammo a limonare, mi fece allungare su divano, tirò su il vestito, volevo toglierlo, mi propose di tenerlo, disse abbassati la parte di sopra, voglio che resti con il vestito, ti voglio cosi, deve sembrare due amanti veri, come si stessimo facendo sesso in un luogo poco sicuro, prese in bocca le mie tette succhiava e giocava in i capezzoli, scese più giù raggiungendo il mio ombelico, iniziò a leccarmi, faceva la spola dal seno all’ombelico, poi continuò a scendere più giù arrivando a lei, spostò il perizoma, iniziò a succhiarmi come se stesse facendo un pompino al mio clito, con la lingua percorse strada dentro la mia topina, la sentivo insinuarsi in profondità, ormai ero un lago, alternava interna fica e clito, aggiunse il mio culetto, sotto i colpi della lingua inizio a dilatarsi, ero partita, il mio cervello era in tilt, il primo orgasmo face capolino, lui incurante del mio liquido, leccò tutto, sentivo la sua lingua dentro il mio culetto, una cosa del genere, non l’avevo mai vissuta, ero stata leccata in quel posto, ma non in questo modo, sono letteralmente invasa dalla sua lingua clito fica e culetto erano le sue prede, un secondo orgasmo mi lasciò senza fiato, non smise di leccarmi, pareva una macchina, sgrillettava e infilava dita dentro i miei canali, ne tenevo 2 in fica e due in culo, la sua mano era una macchina automatica entrava e usciva, stavo impazzendo, ancora non mi scopava e già ero venuto diverse volte.

Alzatosi mi disse è il suo turno, indicandomi il pacco, mi alzai, restando seduta sul divano, mi affrettandomi ad aprire il pantalone, abbassandolo trovai il boxer che a momenti scoppiava, spostandolo verso il basso, saltò fuori il cazzone duro come il ferro, lo presi subito in bocca senza toccarlo con le mani, lo succhiai a lungo, cercando di ingoiarne il più possibile, dovetti desistere mi mancava il fiato, portai la lingua intorno alla corona, dando dei colpettini, leccavo in tuta la lunghezza, ritornai all’incrocio con le palline, depilate com’erano, le presi in bocca, nonostante anche loro erano gonfie, succhiai a lungo alternandole, mi blocco dicendomi, se continui in questo modo, esplodo, lo strinsi a lungo alla base non volevo che venisse, perché pensandoci, il giorno già era venuto, quindi una terza non lo so se ci riusciva a farla, passarono diversi minuti, avviciniamoci al camino, propose, la coperta era li, spense la luce, l’unica fonte di illuminazione era quella del camino, e delle candele, voleva scoparmi, ma dissi, questa volta dirigo io il gioco, sdraiatosi sulla coperta, il suo cazzo svettava diritto, avvicinai la bocca e gli diedi qualche slinguatina, alzatami, lo tenni in mano, mi avvicinai con la topina, me lo passai un po’ sul clito, iniziò a entrarmi, allargandomi le grandi labbra e, lentamente me lo infilai tutto, accusai un po’ di dolore, la mia fica non era abituata ad avere corpi estranei dentro, ma, quando il mio corpo venne a contatto con il suo, il cazzo era tutto dentro non potevo crederci era la seconda scopata della mia vita, le sensazioni erano tante, pensai ero stata una scema ad aspettare tanto tempo, primo di farlo, ma, da un'altra parte di me diceva, solo con lui potevo farlo, iniziai a cavalcarlo, mi prese i capezzoli strizzandoli, con il bacino contribuiva ai miei movimenti, portò una mano al clito sditalinandomi, parevo una furia, salivo e scendevo su quel palo in modo spaventoso, un altro orgasmo mi sconvolse, mi chiese di fermarmi e aggiunse, ti va, vorrei il tuo culetto.
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Certo se mi andava, restando in quella posizione sfilai il cazzo dalla fica, e me lo diressi al culetto, unto di umori, lo sentii all’ingresso e lasciandomi cadere me lo infilai tutto dentro, che bello, mi arrivava dentro la pancia, ritornai a cavalcarlo il calore del fuoco, l'eccitamento, mi fecero perdere i sensi, non capivo nulla, mio padre mi stava letteralmente aprendo in due, sentivo il cazzo entrare e uscire, ormai ero tutta aperta, barriere non ve ne erano più, portai una mano alla fica e mi sditalinai, mi disse: non resisto più, proposi di cambiare posizione, mi misi a pecorina incitandolo a sbattermi, voglio che mi riempi, ebbe un attimo di esitazione, credeva che lo volessi far venire nella fica, ma prendendolo in mano, gli dissi, vienimi nel culetto, ricevetti dentro un fiume di sperma, rimasi immobile con il cazzo infilato tutto dentro, sentire le contrazioni del cazzo, io contemporaneamente contraevo lo sfintere, affinché non fuoriuscisse nemmeno una goccia, finito di esplodere, cadde sfinito, mi avvicinai al cazzo ebbi un attimo di esitazione oltre allo sperma vi era qualcos’altro.
Passai sopra la mano, poi mi lasciai andare, lo imboccai e succhiai tutto ripulendolo per bene, con la punta della lingua cercai di penetrare raccogliendo ancora qualche goccia di sperma, non credeva ai suoi occhi, che troietta di figlia che ho mi disse, finito avvicinai la bocca alla sua e ci baciammo a lungo mischiando saliva sperma.

Dalla borsa tirai fuori un Tampax, dissi di infilarmelo nel buchino, volevo tenere dentro di me lo sperma, restando sdraiata me lo infilò.
Trascorsero una ventina di minuti eravamo quasi alla mezzanotte, raccogliemmo i vestiti e ci avviavamo in camera, non volli fare la doccia, gli dissi: ho voglia di tenermi il tuo profumo, fino a domani mattina.

Se volete commentare [email protected]


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Votazione del Racconto: 8.4
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Commenti per Ancora mio padre:


andreadavil, singoli Lazio

Bel racconto. Anche a me piacerebbe leccarti il culetto e allargartelo per ore!
3 anni fa


tren, singoli Lazio

mi fai eccitare all'infinito
2 anni fa




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