lesbo
Dovere e piacere
20.09.2025 |
4.460 |
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"I nostri gemiti si mescolano, creando una sinfonia di piacere che riempie la stanza..."
Il caldo appiccicoso di quell'agosto mi si attacava addosso come una seconda pelle. La temperatura nella casa era insopportabile. Stavamo pulendo una villa in affitto, una di quelle enormi con stanze infinite.Luisa, con il suo sorriso sfacciato e quel corpo da urlo, era un’esplosione di sensualità in quel piccolo short e maglietta. “Mamma mia, Anna, che sudore! Sembri appena uscita da una sauna… e che sauna!” disse Luisa, la voce roca e sensuale. Si passò una mano lungo la coscia, sfiorandomi quasi accidentalmente. Il suo tocco mi fece sussultare. Le sue parole, sempre sul filo del rasoio, mi facevano arrossire, ma allo stesso tempo mi eccitavano. “E tu non sei da meno, tesoro,” ribattei, cercando di mantenere un tono disinvolto, ma la mia voce tradì una certa emozione.
“Ah, ma io sono fatta per sudare,” rispose Luisa, con un sorriso che lasciava intendere molto di più di quanto non dicesse. ”Soprattutto se il sudore è… provocato.” Mi lanciò un'occhiata languida, e io sentii un brivido percorrere la mia schiena.
La sua maglietta sudata si appiccicava al corpo mettendo in risalto le sue curve perfette e il suo corpo, sinuoso e abbronzato, mi faceva perdere la concentrazione. Avevo sempre pensato che fosse bellissima, una bellezza sfrontata e provocante che mi lasciava senza fiato. Irresistibilmente attraente, un'attrazione che andava ben oltre la semplice ammirazione e mi avrebbe fatto impazzire se fossi stata un uomo. Lei lo sapeva. Le sue battute, sempre sul filo del rasoio, erano un continuo gioco di sguardi di doppi sensi, allusioni piccanti e gesti che lasciavano poco spazio all'ambiguità.
Mentre spazzava, si piegò, il suo sedere perfetto in bella mostra, e sussurrò: “Sai, Anna, questo pavimento ha bisogno di una bella…scopata.” Io arrossii, ma ribattei con un sorriso nervoso, “E tu, Luisa, hai bisogno di una bella…pulizia.”
“Guarda Anna, questo scopino sembra proprio un… piccolo cazzo,” disse, indicando lo scopino con un sorriso malizioso e mimando un gesto esplicito con la mano, come se stesse masturbando un immaginario partner. Io, arrossendo, risposi con timidezza “Forse dovremmo concentrarci sul lavoro, Luisa,” sussurro, il mio cuore che batte forte nel petto. Lei ride, un suono melodioso che mi fa tremare. ”Dai, Anna, lo so che ti piace.”
Ogni gesto, ogni movimento, era un’occasione per una battuta piccante. Mentre pulivo il piano della cucina, Luisa mi passò vicino, sfiorandomi gli shorts. “Ops,” disse, con un sorriso malizioso. “Mi sembrava di aver sentito qualcosa di… umido.” Il suo sguardo era penetrante, e io sentivo il calore salire tra le mie gambe. ”Sei una diavolessa,” riuscii a sussurrare, il mio respiro era affannoso.
Con disinvoltura, non perdeva occasione per lanciarmi battute piccanti, doppi sensi che mi facevano arrossire e allo stesso tempo mi eccitavano, erano diventate una costante, un tormento e un piacere allo stesso tempo.
“Fa un caldo boia oggi,” ripeté Luisa, la sua voce, un velluto caldo che mi accarezzava le orecchie. Il suo seno, abbondante e sodo, si muoveva sotto la maglietta bianca, un’onda sotto la superficie. “Quasi quasi mi tolgo la maglietta. Tu no?”
Un rossore mi dipinse le guance. “Non esagerare, Luisa,” risposi, ma la mia voce tremava. Dentro, un fuoco si stava già accendendo.
Luisa rise, un suono che mi fece vibrare dentro. “Non fare la timida. È che non vuoi ammettere che ti piace il mio seno”
Il mio cuore martellava nel petto. ”Luisa, per favore,” borbottai, concentrandomi sul lavoro, ma i miei occhi tornavano sempre a quel décolleté che sembrava sfidare la gravità. Ogni suo movimento, ogni suo respiro, era un invito, un’offerta che non sapevo se rifiutare.
“Con questo caldo, chi ha voglia di lavorare? Dovremmo trovare modi più divertenti per lavorare” disse Luisa.
Arrossisco sentendo il calore salire lungo il collo. “Luisa, smettila,” ribatto, cercando di mantenere un tono severo, ma la voce tradiva un’eccitazione crescente. “Siamo qui per pulire, non per fare... altre cose.”
Luisa rise, un suono basso e seducente che risuonò nella stanza. “Altre cose? Come le chiami tu, altre cose?” prese una bottiglia d’acqua dal tavolo e nel berla la leccò con una sensualità che mi lasciò senza fiato. “Così, eh?” disse, con un sorriso che prometteva guai. “Ti piace?” Il suo sguardo era intenso, io annuivo, incapace di parlare. Mi sentivo eccitata, stimolata da quella sua disinvoltura, da quella sua capacità di trasformare ogni gesto in un atto erotico. Distolgo lo sguardo, ma il mio corpo reagiva nonostante la mia mente cercasse di resistere.
“Ehi, mi hai sentito?” chiese Luisa, interrompendo i miei pensieri. “Mi hai preso il telefono dalla borsa? Devo fare una chiamata.”
Annuii e mi diressi verso la sua borsa, posata su una sedia. La aprii e iniziai a frugare tra i suoi oggetti. C’erano le solite cose, portafoglio, chiavi, un rossetto. Ma poi la mia mano si posò su qualcosa di duro, nervato, di insolito. Tirai fuori l’oggetto e rimasi senza fiato. Un dildo a due estremità, a forma di cappella, il silicone lucido e invitante, luccicava sotto la luce del sole che filtrava dalla finestra. Rimasi paralizzata per un attimo, un'ondata di stupore e curiosità mi travolse. Mille pensieri mi attraversarono la mente, immagini proibite che mi lasciano senza fiato, fantasie audaci che non avrei mai osato confessare a nessuno. La mia mente iniziò a correre. “Perché ce l’ha con sé? Come lo usa? E soprattutto… come lo userei io?”
Sentii il calore salire lungo il collo e il respiro si fece più affannoso. Cercai di nascondere l’imbarazzo, rimettendo il dildo nella borsa come se nulla fosse. “Non l’ho trovato,” mentii, tornando al lavandino.
Luisa mi lanciò un’occhiata divertita. “Strano. Deve essere caduto da qualche parte. Vabbè, non importa.”
Tornai alle pulizie, cercavo di concentrarmi sul lavoro, ma la mia mente continuava a tornare a quel dildo, alle possibilità che rappresentava. Luisa, intanto, si era avvicinata a me, troppo vicina. Potevo sentire il suo profumo, qualcosa di dolce e inebriante.
Il caldo era diventato insostenibile. Luisa, mentre puliva il soggiorno da sola, si tolse la maglietta senza pensarci due volte, rivelando il suo seno perfetto, due colline morbide e sode. Entrai nella stanza e rimasi un attimo sorpresa, ma poi…apprezzavo la vista. ”Mamma mia, Luisa!” esclamai, senza riuscire a trattenere la mia voce. Lei rise, il suo sorriso sfacciato e provocante, con un suono melodioso e sensuale. “Che ne dici, Anna? Ti piacciono?” chiese, con un sorriso che mi fece sciogliere le ginocchia. “Toccale, Anna, senti quanto sono sode!” mi provocò, avvicinandosi ancora di più. ”Voglio che tu lo tocchi.”
La guardai, sorpresa. ”Luisa, stiamo lavorando,” risposi, ma la mia voce tremava. Il mio cuore batteva all’impazzata. Sapevo che non avrei dovuto, ma la tentazione era troppo forte. Allungai una mano, tremando, e sfiorai il suo seno. La sua pelle era calda e morbida, un brivido mi percorse la schiena. I suoi capezzoli si irrigidirono sotto le mie dita, diventando turgidi e sensibili. Il mio tocco sembrava farle piacere. “Vedi?” disse Luisa, la voce roca. “Non è così male, vero?”
Non riuscii a rispondere. La mia mente era in subbuglio, divisa tra il senso di colpa e il desiderio che cresceva dentro di me.
Continuammo a pulire, ma la tensione sessuale tra noi era palpabile. Luisa, con una disinvoltura che mi lasciava senza parole, non perdeva occasione per strusciarsi su di me, sfiorarmi distrattamente con una delicatezza che nascondeva una profonda sensualità.
Il gioco era iniziato, e io non sapevo più dove fosse il confine. Con una disinvoltura sconcertante, strusciò il suo seno contro il mio, sfiorandomi il seno con una mano. Il suo tocco mi fece perdere il controllo, e anche io, spinta dal caldo e dall'eccitazione, mi tolsi la maglietta, rimanendo in reggiseno. Luisa sorrise, un sorriso malizioso e trionfante.
Mentre sono intenta a pulire, sento le sue mani alle mie spalle. Prima che potessi reagire, mi slacciò il reggiseno con una delicatezza inaspettata. Mi giro di scatto, trovandomi faccia a faccia con lei. ”Ora siamo pari,” mormorò, il suo seno premuto contro il mio e con un dito, mi sollevò il mento, costringendomi a guardarla negli occhi. “Ti piace quello che vedi?” Annui, incapace di parlare. Luisa sorrise, poi sfiorò il seno con la punta delle dita. “Ora toccami,” sussurrò, la voce roca di desiderio. “Voglio sentire le tue mani su di me.” Accarezzo il suo seno, i capezzoli si induriscono ulteriormente sotto le mie dita. Geme piano, chiudendo gli occhi per un attimo, come se stesse assaporando ogni sensazione.
“Ancora,” mormorò, spingendosi contro la mia mano. “Non essere timida.”
Obbedisco, accarezzando il seno con più sicurezza, sento il corpo rispondere all’eccitazione. Il calore era palpabile, l’aria elettrica. Luisa si struscia contro di me, il seno premuto contro il mio, il respiro affannoso.
Il contatto mi fa sussultare. La sua pelle calda e morbida e il suo profumo mi avvolgono completamente. Sento le sue mani posarsi sui miei fianchi, tirandomi verso di lei. Il suo seno si struscia contro il mio, e un gemito involontario mi sfugge dalle labbra.
“Ti piace, vero?” sussurra, la voce piena di desiderio.
Non riesco a rispondere. La mia mente è annebbiata, sopraffatta dal piacere che sta crescendo dentro di me.
Mi spinge contro il muro, il suo corpo che preme. Sento un'ondata di piacere travolgermi, la mia figa pulsa di desiderio. Il suo corpo è caldo, il suo profumo inebriante. Mi bacia il collo, un bacio lento, profondo, che mi fa tremare, le sue labbra calde e morbide sulla mia pelle.
Gemo, il corpo in fiamme. “Luisa...”
“Shh, zitta” schiacciandomi al muro con una mano sulla schiena. Con l’altra, accarezza il seno, strofinando il pollice sul capezzolo turgido. Infila una mano tra le mie cosce, accarezzandomi.
Le sue mani si posano sulle mie gambe, accarezzandomi con una delicatezza che mi fa impazzire. Lungo i miei fianchi, il suo tocco mi eccita. Un brivido di piacere mi percorre il corpo. È così forte, così dominante. Sono sconvolta, agitata, ma allo stesso tempo eccitata come non mai.
Il suo corpo contro il mio, la mia eccitazione è palpabile. Luisa la sente, infila una mano tra le mie cosce, accarezzandomi la figa. La sua mano si insinua nei miei pantaloncini trovandomi già umida e tremante. “Sei pronta per me, vero?”
Annuisco, incapace di parlare, mentre Luisa inizia a muovere le dita con ritmo, esplorando il mio corpo con una sicurezza che mi fa impazzire. I miei gemiti riempiono la stanza, il piacere che monta fino a esplodere in un orgasmo travolgente. Luisa mi tiene stretta, fremo tra le sue braccia. Le sue labbra sulle mie tette, succhiandole e mordicchiandole. Godo.
Vengo nella sua mano, un orgasmo potente e travolgente che mi lascia senza fiato. Luisa mi bacia, le sue labbra che si muovono sulle mie, con passione e desiderio. Rapidamente mi sfila pantaloncini e slip, le sue labbra si posano sulla mia figa.
La lingua si muove con maestria, esplorando ogni angolo, ogni piega, stimolando ogni mio punto sensibile. Spingo la sua testa contro la mia figa, godendo di ogni suo movimento, di ogni suo tocco. Gemo, il piacere che mi travolge, sempre più intenso. Vengo di nuovo, un orgasmo ancora più potente del precedente, che mi lascia completamente svuotata. Rialzandosi le nostre bocche si incontrano in un bacio appassionato, un bacio che sa di desiderio, di passione, di sottomissione. Le nostre lingue si intrecciano in un vortice di sensazioni intense.
Eccitate, ci spostiamo in una stanza, su un letto morbido e accogliente. Luisa si spoglia completamente, rivelando un corpo perfetto, sinuoso e desiderabile. “Che corpo delizioso,” sussurro, sfiorandole la coscia e provocandole un gemito soffocato.
Le mie mani si intrecciano nei suoi capelli, tirandoli leggermente mentre il mio corpo si inarca sotto il suo peso. Le sue mani si muovono con sicurezza sul mio corpo, esplorando ogni centimetro della mia pelle. I suoi tocchi sono decisi, dominanti, e io mi abbandono completamente al suo potere, al suo controllo. I suoi baci sono avidi, brucianti, la sua lingua che esplora la mia bocca con una ferocia che mi lascia senza fiato. I nostri corpi si intrecciano, le nostre labbra si uniscono in un bacio profondo e appassionato, un vortice di lingua e saliva che ci lascia senza respiro.
“Leccami,” mi ordina, spingendomi verso la sua figa con una forza che mi lascia senza respiro. Obbedisco, desiderosa di accontentarla, di farla godere. È la prima volta, non l’avevo mai provato prima. Porto le mie labbra sulla sua vulva. È umida e profumata, mi chino, lecco avidamente. La lecco, la succhio, la massaggio con la lingua, sentendo il suo corpo tremare sotto i miei tocchi. Il suo gemito è un suono selvaggio, animalesco, che mi eccita ancora di più. Le mie dita si stringono intorno al suo clitoride, stimolandolo con movimenti circolari. Il suo corpo si contrae, i suoi muscoli tesi in un orgasmo potente e travolgente. Il suo liquido caldo mi riempie la bocca e io lo gusto con avidità, sentendo il suo sapore intenso e penetrante.
“Ora è il tuo turno, piccola troia,” dice Luisa, tirandomi su e posizionandomi a cavalcioni su di lei. La mia figa sulla sua bocca e mi ordina di continuare a leccarla. La sua voce è un comando, e io obbedisco senza esitazione.
Le nostre lingue si muovono in un gioco sensuale e proibito. Ci lecchiamo a vicenda, godendo del piacere reciproco. I nostri gemiti si mescolano, creando una sinfonia di piacere che riempie la stanza. Raggiungo l'orgasmo, un'ondata di piacere che mi lascia debole e tremante.
“Sei proprio brava, tesoro” sussurra, la sua voce piena di desiderio. “Mi fai impazzire.”
Luisa si alza dal letto e va a prendere il dildo dalla sua borsa. Lo prende in mano, lo guarda, poi mi guarda. ”Questo è per te, Anna,” dice. Il suo sguardo è deciso, autoritario. Lo infila nella sua figa, iniziando a masturbarsi con movimenti decisi e ritmici. Il suo gemito è un suono potente, che riempie la stanza.
“Apri la bocca,” mi ordina con una voce bassa e dominante, mentre si posiziona davanti a me. Obbedisco senza esitare, il silicone con i suoi rilievi e venature mi riempie la bocca, scivola tra le mie labbra. “Succhialo,” mi ordina, spingendomi il dildo in bocca. Il suo sapore è gommoso, freddo all’inizio, ma presto si riscalda al contatto con la mia saliva, diventando scivoloso e piacevole. Lo succhio con avidità. Lo spinge nella mia bocca e nella sua figa, sento il suo calore, la sua umidità, la sua energia. Il suo corpo si contrae, e io sento il suo orgasmo potente e travolgente.
Con un ultimo movimento, estrae il dildo, lasciandomi senza fiato. Si china su di me, le sue labbra che si posano sulle mie in un bacio appassionato e non posso fare a meno di rispondere con la stessa intensità. Le sue mani scivolano lungo il mio corpo, accarezzandomi con tenerezza, come se volesse assicurarsi che stessi bene.
“Sdraiati,” mi ordina, la voce ancora più bassa e seducente, mi apre le gambe. Si posiziona tra le mie gambe, che si aprono naturalmente per accoglierla. Con un gesto lento e deliberato, solleva il mio bacino e mi inserisce il dildo nella mia figa già bagnata e pronta, riempiendomi di una sensazione di pienezza che mi fa gemere penetrandomi con una forza che mi lascia senza fiato.
“Sei così stretta,” mormora, mentre inizia a muovere il dildo con un ritmo costante e profondo. I suoi movimenti sono sicuri, come se sapesse esattamente cosa mi facesse impazzire. Il dildo entra e esce, stimolando ogni nervo, ogni parte del mio corpo. Il piacere cresce, intensificandosi con ogni spinta, fino a quando non riesco più trattenermi. Gemo, urlo, il mio corpo si contrae in un orgasmo potente e travolgente.
“Luisa… sto per venire,” ansimo, le mani che si aggrappano alle lenzuola.
“Vieni per me,” sussurra, aumentando il ritmo. “Vieni sul mio cazzo.”
Le sue parole sono la goccia che fa traboccare il vaso. Il mio corpo esplode in un orgasmo travolgente, ondate di piacere che mi attraversano, facendomi gridare il suo nome. Luisa non si ferma, continuando a muovere il dildo, spingendomi verso un secondo orgasmo, e poi un terzo, fino a quando non sono completamente esausta, il corpo tremante e sudato.
Mi sento completamente sottomessa, la sua schiava, la sua bambola. Il dildo è dentro di me, e io sento il suo piacere, il suo dominio.
“Sei la mia puttana,” sussurra Luisa, mi bacia, le sue labbra che si muovono sulle mie, con passione e desiderio.
Ma Luisa non era ancora soddisfatta. Con un sorriso malizioso, mi afferra per i fianchi e mi gira e mi mette a carponi, il culo sollevato e pronto per lei. Si posiziona dietro di me, il dildo già lubrificato e pronto per la prossima penetrazione. “Sei pronta a essere dominata?” mi chiede, la voce carica di desiderio.
“Sì,” rispondo senza esitare, il corpo che trema di anticipazione.
Luisa inserisce il dildo nella mia figa da dietro, spingendolo con forza, facendomi gemere di piacere. Poi, con un movimento fluido, se lo inserisce anche nella sua figa, unendoci in un atto di piacere condiviso. Il dildo ci collega, come se fossimo un unico corpo, muovendoci all’unisono. Lei mi monta da dietro, spingendo il dildo dentro di me con forza, come se fosse un uomo che mi sta scopando senza pietà.
I nostri gemiti si mescolano, riempiendo la stanza di un’armonia perfetta. Il piacere è intenso, travolgente, e non riesco a distinguere dove finivo io e dove iniziava lei. I nostri corpi si muovono in sincronia, il dildo che scivola dentro e fuori, unendo i nostri desideri in un unico flusso di piacere.
“Vieni con me,” sussurra Luisa, la voce rotta dal piacere. “Vieni insieme a me.”
Le sue parole sono come una scintilla. Il mio corpo esplode in un altro orgasmo, potente e travolgente, mentre sento anche lei venire, i suoi gemiti, i miei gemiti. Cade su di me, esausta, il dildo ancora tra noi, simbolo del nostro piacere, un ricordo tangibile del suo dominio, della sua completa e totale possessione. Mi sento esausta, ma appagata, completamente sottomessa al suo volere, al suo desiderio. E in quella sottomissione, trovo un piacere indescrivibile, un piacere che solo Luisa può darmi. Il suo dominio è il mio piacere, la sua possessione è la mia liberazione.
Luisa, con la sua disinvoltura e la sua sensualità, mi aveva aperto le porte di un mondo nuovo, un mondo di piacere saffico che non avrei mai immaginato di poter esplorare. Avevo scoperto un lato di me stessa che non conoscevo, un lato selvaggio e desideroso, pronto ad accogliere ogni nuova esperienza con Luisa, la mia nuova amante, la mia maestra di piacere. La nostra avventura era appena iniziata, e sapevo che ci sarebbero state molte altre giornate di passione, di eccitazione, di scoperta. Mattine in cui il lavoro, la fatica, sarebbero svaniti, lasciando spazio solo al nostro desiderio.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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