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La sorpresa di Sofia
18.08.2025 |
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"«Ah! Cazzo!» urlò Anna, le unghie che affondavano nel divano, il corpo che si inarcava all’indietro per accoglierlo meglio..."
Il caldo pomeriggio estivo avvolgeva la città in una luce dorata e appiccicosa, quella che faceva sudare la pelle e appannare i vetri. Luca chiuse la porta dell’ufficio alle spalle con un sospiro di sollievo, allentando la cravatta mentre si avviava verso casa. L’asfalto sotto i suoi passi sembrava quasi vibrare, e il sudore gli incollava la camicia alla schiena, ma non era solo il clima a farlo sentire accaldato, era l’idea di rivedere Anna dopo una lunga giornata di lavoro. Aveva promesso che quella sera si sarebbero concessi un po’ di relax, magari con una birra fresca e un film, e il solo pensiero di lei, distesa sul divano con addosso uno di quei vestitini leggeri che amava indossare in casa, gli faceva già accelerare il battito.Luca chiuse la porta di casa dietro di sé con un sospiro di sollievo, lasciandosi alle spalle il caldo soffocante della giornata estiva. L’aria condizionata lo avvolse come una carezza fresca, ma non fu il sollievo dal calore a fargli accelerare il battito. Fu la scena che si trovò davanti appena varcata la soglia. lo scenario che si trovò davanti fu ben diverso da quello che si era immaginato.
Anna, sua moglie, era seduta sul divano di pelle nera, le gambe accavallate con eleganza, lo sguardo le si illuminò non appena lo vide entrare. Accanto a lei, una ragazza che non aveva mai visto prima, si voltò con un sorriso malizioso, i capelli castani sciolti sulle spalle e le labbra carnose dipinte di un rosso acceso. La minigonna nera, così corta da lasciare poco all’immaginazione sembrava quasi un indumento di cortesia, lasciava intravedere le cosce lisce e abbronzate, mentre la camicetta bianca, aderente e quasi trasparente, metteva in mostra un seno generoso, i capezzoli duri e scuri chiaramente visibili attraverso il tessuto sottile.
“Porca puttana” pensò Luca, sentendo il sangue defluire dalla testa dritto verso l’inguine. Il cazzo, già mezzo duro per il solo pensiero di Anna, ora pulsava contro la stoffa dei pantaloni, premendo contro la zip dei jeans in modo così evidente che avrebbe potuto esplodere. Non poteva fare a meno di notare come Sofia tenesse una mano posata sulla coscia di sua moglie, le dita che accarezzavano distrattamente la pelle nuda appena sopra il ginocchio, mentre Anna, invece di allontanarsi, sembrava godersi quel contatto, le labbra leggermente socchiuse, gli occhi lucidi di un’eccitazione che Luca conosceva fin troppo bene.
«Luca, tesoro, sei tornato!» esclamò Anna, con un sorriso malizioso, la voce leggermente più acuta del solito, come se stesse trattenendo un risolino. I suoi occhi scivolarono verso l’evidente rigonfiamento nei pantaloni di lui, e le labbra le si incurvarono in un sorrisetto compiaciuto. «Amore, ti presento Sofia. Lei è venuta a trovarci per farci una sorpresa.»
Sofia si alzò con movenze sinuose, allungando una mano verso di lui. «Piacere, Luca» disse, la voce bassa e vellutata, quasi un sussurro roco. Quando le loro dita si sfiorarono, lei si chinò appena in avanti, come per permettergli una vista ancora migliore della scollatura profonda. L’odore del suo profumo, dolce e speziato, gli salì alle narici, mescolandosi al sentore più familiare di Anna, un mix leggero che lo faceva impazzire. «Anna mi ha parlato tanto di te» aggiunse Sofia, le dita che sfioravano il polso di Luca con una lentezza calcolata.
Lui deglutì, sentendo la gola secca. «Ah sì? Solo cose buone, spero» rispose, la voce più roca di quanto volesse. Il cazzo pulsava e ogni piccolo movimento di Sofia, il modo in cui si mordeva il labbro inferiore, come si passava la lingua sulle labbra, non faceva che peggiorare la situazione. Il cazzo ora era completamente duro, premuto contro la cerniera dei pantaloni in una maniera che doveva essere evidentissima.
Anna notò subito il rigonfiamento, i suoi occhi scesero lungo il suo corpo, si fermarono sull’erezione, e un sorrisetto compiaciuto le incurvò le labbra. Si alzò a sua volta, avvicinandosi a lui. «Sofia stava proprio dicendo che ha una sete pazzesca» mormorò, le dita che gli sfioravano il petto, poi scendevano verso la cintura. «Perché non vai a prendere due birre in frigo, amore? Io e Sofia ci sistemiamo qui.»
Luca non era stupido. Quello non era un invito, era un ordine. E lui non aveva nessuna intenzione di disobbedire. «Certo, amore» rispose, la voce carica di una promessa che solo Anna avrebbe capito. Si voltò verso la cucina, ma non prima di aver lanciato un’ultima occhiata a Sofia, che si era nuovamente seduta sul divano, le gambe leggermente divaricate, la minigonna che si sollevava appena, rivelando un pezzo di pelle liscia sopra le cosce. “Dio, quella fighetta deve essere bagnata fradicia” pensò, immaginando già le dita di Anna che esploravano sotto quel tessuto nero.
La cucina era immersa in una penombra rilassante, la luce del tramonto che filtrava dalle persiane chiuse. Luca aprì il frigo, prendendo due bottiglie di birra ghiacciata, ma il rumore ovattato che arrivava dalla sala lo fece irrigidire. Si fermò, la mano sospesa a mezz’aria, le orecchie tese.
Gemiti…bassi, rochi, inconfondibili. Quasi un lamento di piacere soffocato. Il rumore umido di bocche che si cercavano, di dita che scivolavano su pelle bagnata. Luca si bloccò, il respiro sospeso, si voltò lentamente verso l’arco che divideva la cucina dal soggiorno. Il cazzo gli si contrasse, premendo dolorosamente contro i boxer.
Appoggiò le birre sul bancone e si avvicinò alla porta della cucina, il cuore che gli martellava nel petto. Non era un uomo che si lasciava sfuggire un’opportunità del genere. Si sporse appena, gli occhi che si adattavano all’oscurità relativa della sala.
Lo spettacolo che si trovò davanti lo fece quasi venire nei pantaloni.
Anna era in ginocchio sul divano di fianco a Sofia, che aveva le gambe aperte in un invito sfacciato. La minigonna di Anna era sollevata fino alla vita, rivelando un perizoma nero di pizzo che a malapena copriva la figa rasata. Ma non era quello a fargli venire l’acquolina in bocca. Era il modo in cui Anna stringeva tra le mani qualcosa di grosso, che spuntava dalla mini di Sofia. No, non qualcosa. Un cazzo. Un cazzo enorme, spesso, venato, che sua moglie stava masturbando con passione e decisione. L’imponente cazzo di Sofia, le dita avvolte attorno all’asta scura e venosa, il pollice che sfiorava la punta già lucida. La bocca era spalancata attorno a un capezzolo turgido, la lingua che lo leccava con avidità, mentre Sofia gemeva con le dita affondate tra i capelli di Anna, spingendola più giù.
«Così, brava… succhia bene i miei capezzoli» ansimò Sofia, la voce rotta dal piacere. «Non smettere di segarmi.»
Luca sentì un brivido percorrergli la schiena. «Porca troia», pensò. Non aveva mai visto sua moglie così. Eppure, eccola lì, a far godere l’amica, la mano che lavorava il cazzo di Sofia con movimenti esperti, la bocca che si chiudeva attorno al capezzolo, succhiando con forza. Ma non era finita lì. Sofia aveva la mano libera tra le cosce di Anna, le dita che scomparivano sotto la gonna, e dal modo in cui sua moglie si dimenava, era chiaro che stava venendo masturbata senza pietà. «Sei così bagnata, che porca che sei» ansimò Sofia, le unghie che graffiavano leggermente l’interno coscia di Anna. «Ti piace quando ti dico che sei una porca, vero?»
«Sì…» gemette Anna, la voce strozzata. «Mi piace… mi piace da impazzire.»
Luca non riuscì più a trattenersi. Il suono delle loro voci, i gemiti, il rumore umido delle dita che scivolavano dentro e fuori dalla figa di sua moglie… era troppo. Si passò una mano sul cazzo, strofinando il palmo contro la stoffa tesa, ma non era abbastanza. Voleva essere lì, in mezzo a loro. Voleva sentire il calore dei loro corpi, il sapore delle loro bocche e averle strette intorno al suo cazzo.
Slacciò la cintura, abbassò la cerniera dei pantaloni e liberò il suo cazzo, pulsante di bisogno. Lo strinse alla base, iniziando a masturbarsi, gli occhi incollati alla scena davanti a lui. Ogni colpo della sua mano era sincronizzato con i movimenti di Anna, ogni gemito delle due donne gli risuonava dritto nelle palle, facendole diventare sempre più pesanti, sempre più piene.
Anna nel frattempo aveva spostato la sua bocca sul cazzo di Sofia. Lo stava leccando come se fosse il gelato più delizioso dell’estate, la lingua che scorreva lungo l’asta prima di avvolgersi intorno alla cappella gonfia. Sofia, nel frattempo, continuava a giocare con la sua figa, la mano affondata tra le cosce aperte di Anna, le dita che lavoravano con ritmo costante, il polso che si muoveva in cerchi esperti mentre l’ altra mano stringeva i capelli di Anna, guidandola su e giù lungo la sua lunghezza imponente.
«Oddio», ansimò Sofia, la voce rotta dal piacere. «La tua lingua è… perfetta, tesoro.»
Anna gemette in risposta, il suono ovattato dal cazzo che le riempiva la bocca, e Luca sentì le ginocchia cedergli. Non riusciva a distogliere lo sguardo. Il modo in cui le labbra di sua moglie si allungavano intorno a quella mazza, il modo in cui Sofia ansimava, i fianchi che si sollevavano leggermente per farsi penetrare dalle dita di Sofia, era la cosa più eccitante che avesse mai visto.
Con un sorrisetto malizioso, afferrò le birre e tornò in sala, «Scusate il ritardo, signore» disse, la voce carica di ironia. «Sembra che avete già iniziato la festa senza di me.»
Fu allora che Sofia alzò lo sguardo e sorrise. Un sorrisetto lento, malizioso, mentre con un dito bagnato di succhi di Anna si leccava le labbra. «Finalmente» disse con voce sensuale. «Vieni qui. Fammi vedere quanto hai voglia di noi.»
Anna si staccò dal cazzo di Sofia, un filo di saliva collegava le sue labbra alla cappella gonfia. Si voltò verso di lui, gli occhi lucidi, le guance arrossate. «Hai sentito», sussurrò. «Vieni.»
Luca non ebbe bisogno di altri inviti. Si avvicinò, il cazzo che sobbalzava ad ogni passo, gli occhi fissi sul cazzo di Sofia, così grosso e gonfio che sembrava sul punto di esplodere e si fermò davanti a loro. Sofia allungò una mano, le dita fredde nonostante il caldo, gli avvolse l’asta, stringendo appena. «mmm, bello», mormorò, gli occhi incollati alla sua asta dura, le vene pulsanti, passandoci sopra il pollice per raccogliere la goccia di presborra che colava dalla fessura. «Molto bello, Anna non mi aveva detto che tuo marito era così ben dotato.»
Anna rise, una risata bassa e sensuale, prima di allungare una mano verso di lui. «Vieni qui, amore. Fammi sentire quanto sei eccitato.»
Luca si chinò, catturando la bocca di sua moglie in un bacio famelico, le lingue che si intrecciavano mentre le mani di Anna gli avvolgevano il cazzo, strofinando il pollice sulla punta sensibile. Sentì le dita di Sofia che gli sfioravano i glutei, poi scendevano più giù, fino a sfiorargli le palle, massaggiandole con una pressione perfetta.
Poi, senza preavviso, Sofia si chinò in avanti e lo ingoiò tutto d’un fiato.
Luca gemette, le dita che si aggrappavano ai capelli scuri di Sofia mentre lei lo lavorava con la bocca. Sentì la sua bocca calda chiudersi attorno al suo cazzo, le labbra che scivolavano giù lungo l’asta, prendendolo fino in fondo in un solo, fluido movimento, la gola che si contraeva intorno alla sua lunghezza. Anna non rimase a guardare. Si avvicinò, premendo il suo corpo contro quello di Sofia, e quando la ragazza si staccò dal cazzo di Luca con un gemito, fu lei a prenderlo in bocca, la lingua che girava intorno alla cappella prima di risucchiarlo a fondo.
«Cazzo!» imprecò Luca, le dita che si aggrappavano ai capelli di Anna, spingendola giù con forza. La sensazione della sua gola che si contraeva attorno alla punta lo fece quasi venire sul colpo. Ma non voleva finire così. Voleva di più. Voleva tutto.
«Oddio, sì», ansimò Luca, le mani che si muovevano tra i capelli di entrambe, guidandole su e giù, alternandole, godendosi il contrasto tra la bocca calda e umida di Anna e quella più stretta, più esperta di Sofia. Si alternavano, succhiando il cazzo e le palle, intrecciando le loro lingue sulla cappella turgida e gonfia. Nel frattempo, Sofia non aveva smesso di masturbare Anna, le dita che spingevano nella sua figa fradicia, i gemiti di sua moglie che si mescolavano a quelli di piacere di Luca.
«Voglio sentirvi entrambi», ansimò Sofia, staccandosi dal cazzo di Luca con un filo di saliva che le colava dal mento. «Voglio tutto.»
Si alzò in piedi, portandosi dietro Anna, e senza esitazione si sfilò la gonna, lasciando libero il suo cazzo, grosso, duro, che sobbalzava minaccioso mentre se lo stringeva alla base. Poi si chinò verso Anna, le labbra che cercavano quelle di sua moglie in un bacio profondo, lingue che si intrecciavano, denti che mordevano. Quando si staccarono, Sofia guardò Luca dritto negli occhi e infilò la sua lingua nella sua bocca in un bacio passionale e voluttuoso. Spinse Anna verso di loro facendola inginocchiare. Anna si spostò senza esitazione, le ginocchia che affondavano nel tappeto mentre si posizionava davanti ai loro cazzi.
Luca non poté fare a meno di gemere quando vide sua moglie aprire la bocca, la lingua che usciva per leccare la punta di quel membro enorme prima di avvolgerci le labbra intorno, ingoiandolo piano, centimetro dopo centimetro, fino a quando le sue labbra non sfiorarono la base. Sofia gemette, le mani che si aggrappavano ai capelli di Anna, i fianchi che iniziavano a muoversi in piccoli colpi, spingendo il suo cazzo sempre più a fondo nella gola di sua moglie.
Luca staccò la sua bocca dal bacio voluttuoso di Sofia per portarla sulle sue tette già strette tra le sue mani iniziando a baciarle e a succhiare avidamente i capezzoli. Sofia ansimava di quella stretta e di quella bocca mentre il suo corpo fremeva sotto le sue mani.
Anna in preda ad un'eccitazione mai provata prima continuava a prendersi cura dei due cazzi, alternandosi su entrambi i membri turgidi e vogliosi, succhiandoli e masturbandoli senza sosta provocando mugolii e gemiti di piacere dei due oggetto delle sue cure.
Nel pieno dell’eccitazione una mano di Luca scivola lungo il ventre di Sofia fino ad afferrare e stringerle il cazzo. Sofia geme a quel tocco, a quella presa e Anna, stimolata ancor di più da questa iniziativa del marito, lo aiuta accompagnando e guidandogli la mano per accarezzare quel bel cazzo. Un movimento costante e lento lungo l’asta mentre la lingua di Anna indugia ad accarezzare e leccare la cappella.
Anna, con gli occhi scintillanti di lussuria, stringe con fermezza il cazzo di Luca tirandolo fino a farlo abbassare, ad inginocchiarsi e a trovarsi l'enorme cazzo di Sofia di fronte al viso.
«Ora tocca a te», disse Sofia a Luca, la voce rotta dal piacere. Lo spinge accanto ad Anna, e prima che lui potesse reagire, gli afferrò la nuca premendo la bocca contro il suo cazzo.
Luca non ebbe scelta. Aprì le labbra e il gusto del membro di Sofia gli invase la lingua mentre lei lo spingeva dentro, sempre più a fondo, fino a quando non sentì la cappella sfiorargli la gola. Anna, accanto a lui, con le dita tra i suoi capelli lo spingeva su quel cazzo godendosi della scena, mentre lo masturbava. Luca, godeva della sensazione di essere dominato da queste due bellissime donne, gemette attorno al cazzo che gli riempiva la bocca e capì che non avrebbe retto a lungo.
Sofia, però, aveva altri piani.
Con un gemito roco, sfilò il cazzo dalla bocca di Luca e con gli occhi lucidi di lussuria, «Basta succhiare», ansimò. «Voglio vederti scopare tua moglie mentre io le lecco la figa. E poi…» si morse il labbro, «voglio che mi fai godere.»
Non ci fu bisogno di altre parole.
Luca afferrò Anna per i fianchi, facendola girare e spingendola verso il divano. Lei si piegò in avanti, appoggiando le mani sullo schienale, offrendo loro la vista del suo culo perfetto, delle cosce aperte, della figa già bagnata e fradicia, delle labbra gonfie e lucide, pronte per lui.
Non perse tempo. Si posizionò dietro di lei, la punta del cazzo che sfiorava l’ingresso bagnato, poi affondò dentro con un solo, potente colpo di reni.
«Ah! Cazzo!» urlò Anna, le unghie che affondavano nel divano, il corpo che si inarcava all’indietro per accoglierlo meglio.
Luca cominciò a pompare dentro di lei con colpi profondi e regolari, sentendo la figa stretta di sua moglie che si contraeva attorno al suo cazzo, come se volesse risucchiarlo dentro. Nel frattempo, Sofia si era messa sotto Anna, la lingua che si allungava per leccare il clitoride gonfio, le dita che si infilarono dentro la figa insieme al cazzo di Luca, aggiungendo pressione e piacere.
«Oddio, sì… così… non smettete!» ansimava Anna, la voce rotta dai gemiti, il corpo scosso dai tremiti. «Mi state facendo impazzire…»
Luca sentiva il sudore scivolargli lungo la schiena, i muscoli tesi per lo sforzo di trattenersi. Sofia sollevò lo sguardo verso di lui e capì che non avrebbe resistito ancora a lungo. Si alzò e portandosi dietro Luca, senza esitazione gli sfilò il cazzo, spostandolo, lasciando così spazio al suo membro, duro, che sobbalzava minaccioso davanti alla figa di Anna.
Sofia le afferrò i fianchi e la posizionò davanti a sé. Luca trattenne il fiato quando vide Sofia guidare il suo cazzo verso la figa di Anna, la punta che si insinuava tra le labbra gonfie, scivolando dentro con un colpo secco che fece gemere entrambe. Anna fremette e si lasciò andare ad un orgasmo che la scosse nel profondo mentre Sofia iniziava a scoparla con colpi decisi, il culo che si contraeva ad ogni spinta, il cazzo che scompariva dentro la figa fino alle palle.
«Sii», ansimò Anna, la voce rotta. «Proprio così, porca… proprio lì!»
Luca non poté resistere oltre. Si avvicinò, il cazzo gli doleva per la voglia e senza preavviso lo spinse contro il culo aperto di Sofia. Lei gemette, ma non si fermò, anzi, spinse ancora più a fondo dentro Anna, come a incoraggiarlo. Luca afferrò i fianchi di Sofia, le dita che si conficcavano nella carne morbida e con un colpo deciso affondò dentro di lei, il cazzo che scivolava nel suo culo stretto e caldo con un gemito strozzato.
«Oddio», urlò Sofia, la voce che tremava. «Entrambi… cazzo, sì…»
Il ritmo divenne selvaggio. Ogni volta che Luca spingeva nel culo di Sofia, lei affondava nella figa di Anna, i loro corpi che si muovevano all’unisono, i gemiti che si fondevano in un coro di piacere. Anna veniva, ancora e ancora, le pareti della figa che si contraevano attorno al cazzo di Sofia, i suoi urli che si facevano sempre più alti, più disperati.
«Non… non fermatevi… per favore…»
Ma poi, quando Anna percepì che il piacere saliva inarrestabile lungo la spina dorsale dei suoi amanti come un’onda incandescente, si staccò con un gemito da Sofia e Luca a sua volta si sfilò dall’accogliente e voglioso culo di Sofia. «Ora», ansimò Anna, «voglio la doppia.»
Sofia non ebbe bisogno di altre istruzioni. Si sdraiò sul divano, il corpo sudato e tremante, mentre Anna si posizionava sopra di lei. Il cazzo duro che puntava dritto verso l’alto, Anna si abbassò, guidando la punta dentro la sua figa già gonfia, e quando Sofia fu completamente dentro di lei, si inarcò all’indietro, offrendo a Luca il suo culo aperto, bagnato, pronto.
Non ci pensò due volte.
Si posizionò dietro di lei, il cazzo che premeva contro l’ano stretto, e con un colpo deciso affondò dentro, sentendo le pareti calde di Anna stringersi attorno a lui mentre Sofia spingeva dal basso, riempiendola completamente. Anna urlò, il corpo scosso da spasmi violenti, le unghie che graffiavano le spalle di Sofia mentre veniva trafitta da entrambi i lati, i cazzi che si muovevano dentro di lei in un ritmo sincronizzato, implacabile.
«Vi voglio», ansimò Anna, le parole che si perdevano tra i gemiti. «Non… non smettete… mai…»
I corpi ondeggiavano in una danza primordiale di lussuria, si sfioravano mentre si muovevano insieme. Sofia continuava a spingere da sotto mentre Luca pompava da dietro. I due cazzi, determinati a farla godere più e più volte, creavano un contrasto sensuale mentre entravano e uscivano dai buchi bagnati di Anna. Le sue grida di piacere echeggiavano nella stanza, lei veniva ancora una volta, le pareti strette e sottili del suo culo stringevano il cazzo di Luca facendolo strusciare su quello di Sofia risucchiato dalla figa.
Continuava il ritmo frenetico, ma era troppo. Il piacere era troppo intenso.
Luca sentì il suo orgasmo montare, inarrestabile, e quando Sofia gemette, «Ora… ora…», si ritirò insieme a lei. Anna, afferrando il suo cazzo e quello di Sofia, li masturbò entrambi sopra il suo corpo tremante.
I primi fiotti di sperma schizzarono su di lei, caldi e densi, ricoprendole il seno, il ventre, il viso, mentre Sofia veniva con un grido, il suo seme si mescolava a quello di Luca, inzuppandola, ricoprendole la pelle con la loro sborra.
Anna ansimava, il corpo coperto di liquido appiccicoso, gli occhi semichiusi, le labbra dischiuse in un sorrisetto malizioso di pura soddisfazione.
Quando finalmente si staccarono, tutti e tre ansimanti e sudati, Luca si lasciò cadere sul divano, il corpo esausto ma appagato. Anna si accoccolò accanto a lui, la testa appoggiata sulla sua spalla, mentre Sofia si sdraiò dall’altro lato, una gamba gettata sopra le sue, le dita che tracciavano pigri cerchi sul suo seno.
«Be’,» disse Anna, la voce ancora tremante per l’orgasmo, «direi che questa serata sia stata molto meglio di un film…è stata…indimenticabile.»
Sofia rise, un suono basso e sensuale. «E dire che tutto è iniziato con una semplice birra.»
Luca sorrise, chiudendo gli occhi, il corpo ancora scosso da piccoli brividi post-orgasmici. Sapeva una cosa con certezza: quella notte sarebbe rimasta impressa nella sua memoria per sempre.
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