Che grande Marito!
“Accompagno i bambini da tua sorella, stasera cenetta romantica solo io e te. Nella borsa c’è un vestito. L’intimo sceglilo tu”.
Un vestito attillato, nero, con un grande spacco alla gamba, ed un bella scollatura. Il gusto di mio marito è stato sempre eccezionale.
Inizio a prepararmi. Arriva il momento della scelta dell’intimo. Per un marito eccezionale, ci vuole un intimo eccezionale. Decido di non mettere intimo.
Mi manda un messaggio che è quasi sotto casa. Come giusto che sia, lo faccio attendere 15 minuti.
Scendo, salgo in auto, lo saluto, lo sorrido, mi guarda sbalordito, sempre con lo sguardo affascinato quando mi guarda.
Gli chiedo dove andiamo, mi dice che ha visto un ristorante di pesce a Caserta vecchia, ma prima si deve incontrare con tre colleghi per 10 minuti e scambi di documenti.
Quasi mi imbarazzavo per come ero preparata a dover incontrare suoi colleghi. Decido di aspettarlo in auto.
Arriviamo davanti ad un bar, mio marito scende dall’auto, si avvicinano tre uomini ed iniziano a parlare.
Lo aspetto in auto. Aspetto in auto. Abbasso il finestrino per accendere una sigaretta. Quasi a metà, si avvicina mio marito e mi invita a scendere per presentarmi i colleghi. Ero imbarazzata, ma insiste.
Scendo dall’auto, leggermente contrariata, e me li presenta. Cerco di coprirmi leggermente per non sentirmi imbarazzata.
Uno dei tre colleghi di mio marito, propone di entrare per un aperitivo. Io dico no, mio marito acconsente, dicendomi che sembra brutto. Dovetti accettare.
Per fortuna in auto avevo uno scialle, per sentirmi più coperta.
Entriamo, continuano a parlare di varie cose, molto generiche. Ordiniamo ed arrivano gli aperitivi. Notavo un suo collega che non perdeva l’occasione di guardarmi, di cercare di guardare la scollatura. Ero quasi infastidita quando incrociai il suo sguardo fisso sullo spacco sulle gambe.
Arrivano gli aperitivi, ed il collega di mio marito, quello più loquace, propone un brindisi alla compagnia, soprattutto a me, alla mia presenza.
Passa il tempo ed i discorsi erano sempre più futili. Dico a mio marito che si fa tardi per la cena, facendogli capire che preferirei andare via. Uno di loro, esordisce con un invito a casa sua per una cena tra colleghi.
Invito mio marito ad uscire per una sigaretta, era una scusa per parlare. Mi oppongo apertamente. Mi aspettavo una serata romantica, solo io e lui, da concludere con una grande intimità e gli dico che non ho neanche l’intimo per l’occasione. E soprattutto che mi sento in disagio vestita cosi tra i suoi colleghi.
Con qualche frase senza senso, cerca di convincermi che, dato che ormai ci hanno invitato, può sembrare brutto rifiutare.
Tutti i miei desideri per una serata interessante, erano andati via.
Torniamo al tavolo, gli danno una cartellina con dei documenti. Dopo qualche minuto, il collega di mio marito, rinnova l’invito. Guardo mio marito, speranzosa di una risposta negativa, ma invece accetta l’invito.
Entriamo in auto, volevo uccidere mio marito, ed esprimo tutto il mio disappunto.
Gli ribadisco che mi sento a disagio per come sono vestita, e lui mi risponde che sono bellissima, e si vede che anche loro hanno apprezzato.
Guardo mio marito, iniziando a dubitare che fosse impazzito. Mi inizia ad assalire qualche dubbio.
Dico a mio marito che sto finendo le sigarette e lo invito a fermarsi per comprarle. Gentiluomo come sempre, scende lui. Apro la cartellina che gli hanno dato, con dentro fogli con scritte cose senza senso, cose per nulla attinenti al lavoro di mio marito. Hai capito quel malandrino di mio marito.
Ritorna in auto, riprendo con le lamentele, ma dopo poco, mentre li raggiungiamo, e stiamo per parcheggiare, dico a mio marito “Peccato che sono tuoi colleghi, quello più alto, è altamente scopabile”. Avevo bisogno di capire la sua reazione. Invece di leggere sul suo volto un disappunto e negazione, era palese la faccia di chi pensa “Sorpresa a puttane”.
Saliamo in casa, visibilmente un loft appartato. Come per magia, il “collega” di mio marito aveva già vassoi di stuzzichini pronti, due bottiglie in ghiaccio e 5 calici pronti. I dubbi sono ormai tutte certezze.
Come poter entrare nel gioco? Facile. Il collega “guardone” non mi staccava gli occhi da dosso. Casualmente, mi sistemo sul divano, allargando lo spacco del vestito al massimo, quasi per mettere tutto in mostra. Non dissero una sola frase di lavoro, ma parlavano sempre del generale. Iniziai ad intromettermi nei discorsi, con qualche frase a doppio senso.
Ormai la sorpresa era andata. Chiedo se posso togliere le scarpe con il tacco, dando fastidio, in tre acconsentono. Uno di loro prende l’iniziativa e si propone anche per un massaggio. Ad un massaggio non si dice mai di no.
Stendo il piede, casualmente fino a poggiarglielo sul cazzo, era in tiro. Mio marito era dietro di me e mi accarezzava i fianchi, mentre gli altri due, quasi in silenzio, visibilmente eccitati, guardavano lo spettacolo.
Era bravino con il massaggio. E non dovevo premiarlo, apro leggermente le gambe, scavallo lo spacco, ed il “collega” che mi massaggiava, aveva in primo piano la mia figa, liscia e rasata.
Lo spettacolo dura qualche minuto. Per farmi pretendere, mi sistemo, rimetto le scarpe e chiedo di andare in bagno. Mi indica il bagno e mi dice dove trovare anche tovagliette per l’igiene.
Esco dal bagno, rinfrescata, e mi guardo intorno. Apro una stanza e come prima cosa noto un vassoio pieno di preservativi, del lubrificante. Guardo il letto, pieno di cuscini e due corde appese sulla testiera del letto.
Torno tra loro e mi riempiono il calice di vino. Lo prendo, mi siedo e metto in bella mostra la scollatura verso il collega guardone.
Guardo il proprietario di casa e gli faccio i complimenti per la casa, invitandola a farcela visitare.
Soggiorno, cucina, bagno, balconi, e… stanza da letto.
Nel momento che arriviamo nella stanza, ormai il gioco ha inizio. Entro e passo la mano tra i preservativi, anche per far capire a tutti che sto al gioco. Mi dirigo verso il letto e prendo una delle due corde, con delle manette alla fine. Mio marito è il primo a farsi avanti, mi prende i fianchi e mi dice che è una sorpresa, non sono colleghi. Lo guardo, non gli dico nulla, sorridendo.
Li guardo, mostrandogli la corda con le manette, e domando come funziona.
Si avvicina uno di loro e mi dice che potrei essere ammanettata io, con il viso verso il muro, dando le spalle a tutti noi. Me ne metto una e porgo l’altro polso per farmi bloccare anche l’altro.
Ero alzata sul letto, faccia al muro, bloccata. Il primo che sale sul letto, come giusto che sia, è mio marito.
Inizio a sentire anche le mani degli altri che mi accarezzano, toccano.
Mio marito mi aiuta ad inginocchiarmi. Uno di loro mi accarezza e. visibilmente eccitato, mi dice che vuole vedere il mio intimo.
Mi alza il vestito, e mostro il mio sedere, la mia figa a pecorina, senza intimo.
Mi sfilano il vestito, lasciato appeso alle manette che mi bloccavano i polsi.
Li sento spogliare velocemente. Giro la testa da una parte all’altra e li noto tutti e 4 nudi, eccitati, in tiro e pronti a giocare.
Mio marito, che era dietro di me, si stende, mettendo la testa tra le mie gambe ed inizia a leccarmi la figa.
Uno di loro, si avvicina ed inizia a baciarmi il seno, guardo l’altro che era alla mia destra e lo invito a baciarmi l’altro.
Restava quello più alto, quello più intrigante.
Lo sento che sale alzato sul letto, si mette tra le mie braccia bloccate, ed inizia a sbattermi il suo cazzo sul viso. Apro la bocca per averlo tutto dentro, ma me lo fa desiderare.
Ero sempre più eccitata, desideravo il cazzo in bocca, desideravo tutto. Sentivo le labbra della figa pulsare sotto le leccate di mio marito.
Finalmente si decide e mi infila tutto il cazzo in bocca, fino quasi a farmi mancare il respiro. Essendo legata, avevo i movimenti limitati e mi muovo con la testa per fargli un pompino come si deve.
Mio marito sfila dalle mie gambe, prende un preservativo, lo indossa si china dietro di me, e con la maestria che lo caratterizza, mi sfonda la figa.
Ero li in mezzo, tra i colpi di mio marito, usandoli per sbattermi il cazzo di chi mi era davanti.
I due che giocavano con il mio seno, uno alla volta, salgono sul letto, in modo di avere tre cazzi davanti al mio viso.
Sotto i colpi di mio marito, mi alterno tra un cazzo e l’altro. Belli freschi, duri.
Questo gioco continua per una decina di minuti, dove mio marito esce, lasciandomi li, a pecorina, con la figa aperta.
Neanche a riprendermi, ed uno di loro, mette un preservativo e si mette dietro di me. Invece di entrare subito, lo sento che alza una gamba, lo aiuto, chino la schiena, dandogli la possibilità di entrarmi nel culo.
Capendo che ha avuto il consenso, si allunga per prendere un tubetto di lubrificante. Me lo spalma ed entra.
Mio marito si sostituisce a chi mi era davanti. Toglie il preservativo e lo sento bollente, dovute dai colpi che mi ha dato.
Quanto mi piaceva avere un bel cazzo duro nel culo.
Finito uno, si sostituiva un altro, tra figa, culo e bocca.
Mi trovo li, dopo tempo, stesa, legata al letto, sudata, affannata, soddisfatta, con dello sperma che mi colava dal viso.
Torno in me. Era tutto un sogno. Mi sveglio. Razionalizzo che era un sogno, un bellissimo sogno. Mi alzo, chiudo la porta a chiave, mi spoglio e sbatto la figa sul viso di mio marito che dormiva. Apre gli occhi, e non si tira indietro. Qualche minuto a leccarmela per bene. Apro il cassetto, prendo un preservativo, glielo metto, ed inizio a cavalcarlo.
Mi prende e mi fa stendere, alzandomi le gambe sulle sue spalle, per sfondarmi la figa.
Lui sa come scoparmi.
Che grande scopata mattutina.
Prima io e poi lui, raggiungiamo la felicità.
Nel momento della ripresa, spiego a mio marito il sogno fatto.
La giornata prosegue normale, la sera torno a casa e trovo una busta sul letto, con scritto “Accompagno i bambini da tua sorella, stasera cenetta romantica solo io e te. Nella borsa c’è un vestito. L’intimo sceglilo tu”
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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