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Bocca di Rosa 2.0


di Membro VIP di Annunci69.it Frankinash
26.06.2025    |    1.191    |    2 9.5
"Il suo stesso cazzo le sbatte sull’addome mentre delle mani le tengono ferma la testa..."
«Lo sai. Lo hai sempre saputo che non saresti mai stata una di quelle brave ragazze da portare alla cena coi parenti.»
Eva si passa il rossetto lentamente, riflessa nello specchietto dell’Audi che l’ha appena scaricata. Rosso sfacciato, il colore giusto. Accende una sigaretta. Il filtro è già umido del suo lucidalabbra. «Ma non te n’è mai fregato un cazzo, vero?» mormora tra sé e sé, ridendo, mentre il tacco si pianta nella ghiaia del ciglio. Perché l’eccitazione degli altri ti entra sotto pelle. Perché la trasgressione, l’essere trattata come una troia, ti fa venire. Perché ogni sconosciuto è un’avventura. E quella vita, te la sei scelta. Fino in fondo.
È notte. Le luci dei camion tagliano la nebbia. Eva aspetta. Come sempre, come ogni sera. E ogni volta è un brivido nuovo.
Un faro l’abbaglia. «Eccone un altro. Non vedevo l’ora.»
Il finestrino si abbassa. Lui è giovane. Occhiali spessi, ciuffo disordinato, mani che tremano leggermente sul volante.
«Ciao… sei Eva, vero?»
«Dipende da chi lo chiede.» La sua voce è bassa, roca, divertita.
«Mi hanno parlato di te… molto bene.» Abbassa lo sguardo. Quasi pentito d’aver detto troppo.
Eva sorride, ma qualcosa non torna: troppo impacciato, troppo calmo. Gli uomini così, di solito, si fanno le seghe da soli. Non cercano bocche rosse in periferia. Eppure, la portiera si apre. Il suo corpo entra. Porta con sé un profumo dolce e un segreto evidente, ma mai svelato. Nessuno le chiede chi sia davvero. E chi lo intuisce, non lo dice. Per vergogna, o forse per paura di desiderarlo troppo.
Quella notte, lui non svolta verso la solita zona industriale. Taglia su una strada sterrata. Il motore sobbalza.
«Dove andiamo, cucciolo?»
«In un posto dove puoi divertirti.» La sua voce ora è sicura. Comanda.
Il boschetto è silenzioso. Solo grilli e brecciolino. Eva scende. I fari restano accesi. Davanti a lei, una fila di uomini.
Chi col viso coperto. Chi con la giacca slacciata e il cazzo già fuori.
«Che bella sorpresa!» Li guarda uno a uno. Li conta, come si contano i peccati. Poi si inginocchia. Da sola. Come una liturgia. Il primo le apre la bocca. Entra. Eva lo accoglie con tutto: labbra, lingua, gola.
«Che bocca, Cristo…» sussurra qualcuno.
Il secondo le afferra il volto, la schiaffeggia con il cazzo prima di venirle subito sul mento. Il terzo si ferma. La guarda in faccia. «Toccala» dice al quarto. «Senti cos’ha tra le gambe.» Una mano la esplora. Una risata, bassa, eccitata. «Dio mio… ce l’ha più duro di me.»
«Lo so» dice il terzo. «È per questo che siamo qui.»
Il segreto non è più segreto. Ma nessuno si ferma. Perché “quello” è parte del gioco.
Il cerchio si stringe. Un altro le viene addosso, spruzzandole il collo. Uno le versa lo sperma tra i capelli. Un altro le apre le gambe, le sputa sul buco culo e la prende da dietro con forza.
Il suo stesso cazzo le sbatte sull’addome mentre delle mani le tengono ferma la testa. Eva sorride. Gode, di ogni cosa.
Uno le sputa in faccia. «Troia. Sei felice così, vero?» Lei annuisce. La bocca piena, gli occhi rovesciati.
Viene scopata. Viene succhiata. Viene usata. Ogni cazzo in lei è un applauso al suo esistere.
Il bosco si riempie di fiati e odore di sesso.
Quando tutti hanno soddisfatto le loro voglie, a turno si rivestono. Eva li guarda, ancora in ginocchio.
«Dopo tutto questo bel casino, non mi ripulite?» Tira fuori la lingua.
Un ragazzo del gruppo ride. «Me l’avevano detto… ma non ci credevo.»
«Tutto vero, baby. Pisciami in bocca, ora!»
Così la circondano di nuovo. Le pisciano addosso. In faccia, tra i seni, tra le cosce. Il liquido caldo e giallo scorre sulla pelle e le inzuppa i vestiti. Sperma e piscio. Paradiso. Paradiso per Eva.
Poco più tardi, lo stesso ragazzo la riporta dove l’ha presa. «È stato come dicevano?» chiede lei, accendendosi una nuova sigaretta. Domanda retorica, lo sa già.
Si sistema i capelli, il rossetto, il sorriso. Mentre scende, la radio accende una vecchia melodia. Una delle sue preferite.
Con un ghigno malizioso, canta sottovoce: «C’è chi l’amore lo fa per noia…Chi se lo sceglie per professione…Io no. Io lo faccio per passione.»
Chiude la portiera, pronta per la prossima avventura.
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