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La vacanza sull'isola - seconda parte


di Monelladolcissima
22.06.2025    |    295    |    5 9.4
"Era quasi l'alba, pian piano cominciava a farsi sentire la stanchezza ma era stata una notte incredibile..."
Salirono i pochi scalini verso il grande portone in legno ed entrarono in un grande locale semibuio. C'era un profumo di candele all'oppio, e musica in sottofondo. "Signori vi presento la nostra Dea e Regina, Margaret" tenendo per mano la statuaria femmina. Da dietro alcuni paravento uscirono sei giovani uomini, tutti con pantaloni neri e camicia bianca e una maschera nera sul volto. " Che si dia inizio alla nostra serata!

Vi ricordo che al segnale convenuto tutto si fermerà e Margaret potrà lasciare la stanza senza dover spiegare nulla ai presenti".

Tutti annuirono con un gesto del capo. La situazione diventava davvero molto intrigante e Margaret era curiosa ed agitata. Deglutiva a fatica ma subito vide avvicinarsi uno di loro con un calice di prosecco.
L'ultima goccia di liquido ghiacciato sembrò non arrivare mai. Era entrata in una dimensione eterea e illusoria. Il suo corpo si muoveva con leggerezza e la mente completamente libera da paure. Pietro le si avvicinò e la prese passandole un braccio dietro la schiena.

La condusse al centro dell'ampio locale, nel quale era stato disposto un grande divano bianco. Ai lati lumi neri che emanavano una luce soffice e piacevole. Sul divano era appoggiata una benda di seta nera e disposti alcuni grandi cuscini neri. Un paio di uomini si sedettero su poltrone ai lati del divano, gli altri per terra su un grande tappeto nero e argento. Margaret era totalmente pervasa da una curiosità e da una smania mai provate prima.



" La tempesta delle emozioni comincia con un fruscio lontano" disse Pietro. Un suono misterioso riempi' la stanza e Margaret fu bendata. Il primo maschio ad entrare in gioco si inginocchiò davanti a Margaret e le bacio' caviglie e piedi senza toglierle le scarpe. La sua pelle si accese in modo inaspettato, senza vedere chi fosse era tutto più intenso. Subito arrivò il secondo uomo, che le baciò il collo e il seno. Un tocco meraviglioso che stuzzicò i capezzoli sotto la seta nera dell'abito. Pietro osservava orgoglioso di aver messo in scena una tale magia, ma voglioso di entrare in azione. Ora il terzo uomo, a leccare le cosce, sfiorare l'inguine e fermarsi lì, sul monte di Venere già odoroso e invitante. " Oh mio Dio, questa è la sera più bella della mia vita" sussurrò Margaret. Il quarto uomo da dietro il divano le spostò i capelli, e con la punta della lingua gioco' con l'orecchio e il collo.

Ogni cellula di Margaret era una scintilla di desiderio. Il quinto spostò l scollatura e fece scivolare dentro un cubetto di ghiaccio che fece rabbrividire la giovane donna, seducente e porca in mezzo a tanti maschi eccitati. Ognuno di loro voleva possederla, in ogni modo e posizione, ma dovevano procedere per grado secondo le disposizioni di Pietro.
" Non fermatevi! La Regina deve impazzire!" Li incito'.
Il sesto leccò la sua bocca, e avvicinò il suo cazzo senza appoggiarlo. Ora era al centro del piacere e a breve tutti si sarebbero scatenati. Margaret respirava a fondo assaporando ogni sensazione. Le mani cercavano quei corpi tonici, quei cazzi durissimi, le bocche avide e le mani curiose. Si girava e rigirava sul divano smaniosa, mentre il vestito scivolava giù pian piano, ora preso da un uomo ora da un altro.

Rimase nuda con solo quel minuscolo perizoma fradicio appiccicato alla fica. Due dita entrarono dentro e poi fuori. Altre due cercavano il culo, massaggiando e allargando seguite poi dalle lingue alternate, a volte due nella bocca di Margaret. " Siete maestosi!" Disse Pietro. " Continuate così, la Dea vuole essere cagna, schiava, regina e puttana ....per tutto noi !"

"Oh Pietro sei magnifico, questo è il più bel regalo mai ricevuto. Sto impazzendo" mugolava la femmina calda e lasciva. La fecero voltare e accarezzano gambe e natiche, con mani , lingua e cazzi. Le cappelle infuocate giocavano senza limiti strisciando ovunque su Margaret e sfiorandosi tra loro. Un tripudio di sesso e piacere.

Ad uno ad uno si avvicinarono a lei, portando i loro cazzi sulle sue labbra per essere leccati e succhiati. Margaret li accarezzava e li baciava, li stringeva con la bocca e le mani. Due, tre, quattro cazzi per volta. E loro le parlavano , sottovoce all'orecchio o più forte incitandola a scopare.

A quel punto Pietro fece cenno agli uomini e tutti si fermarono. Margaret non capiva cosa stesse succedendo ma intuì qualcosa. Senti' le carezze sul mento e sulle labbra e istintivamente aprì la bocca. Una cappella grossa e bollente le penetrò la gola mentre la voce di Pietro le diceva di ingoiare il suo cazzo preferito. Grosso e invadente fu accolto e coccolato mentre gli altri uomini ripresero ad accarezzare e leccare e stuzzicare capezzoli e clitoride. Il cazzo di Pietro entrava ed usciva con maestria, totalmente lucido di saliva. Era pronto per possedere quella puttana meravigliosa.

Si alzò e prese per le mani Margaret facendola sdraiare sul grande tappeto. Leccò dal mento in giù, fino alla fica e poi infilò il cazzo nella carne calda di Margaret che sussultò di piacere. Uno dei presenti si mise vicino alla testa di lei e si fece succhiare. Pietro spingeva e fremeva al limite del controllo perché non voleva ancora godere. " Hey piccola, tutto bene?"chiese dolcemente. " Oh siiiii...siiii".
Diede due colpi secchi e il cazzo fece esplodere la donna. I suoi gemiti erano musica sublime. Poi fu la volta di un altro e stavolta Margaret fu seduta a cavalcioni sull'uomo. Ondeggiava dolcemente e godeva in modo continuo. Non era sicura di essere sveglia, piuttosto stava sognando e tutto sembrava molto reale.

Ognuno di loro era speciale in modo diverso e anche lei sembrava diversa ogni volta. I sensi storditi in un girotondo di sensazioni nuove, capogiri e stati di apparente euforia. A tratti sembrava soddisfatta e voleva smettere, poi ancora mani e lingue e corpi e si ricominciava.

Cercava sempre Pietro con lo sguardo e lui la rassicurava. Era quasi l'alba, pian piano cominciava a farsi sentire la stanchezza ma era stata una notte incredibile. Si appisolò sul tappeto , abbracciata a due uomini che la stringevano teneramente.

Uno squillo del cellulare la riportò alla realtà. Rispose svogliatamente, era il suo capo che la contattava per un incarico importante al rientro dalla vacanza. Si alzò e chiese a Pietro di accompagnarla in hotel per fare una doccia.

Lasciò gli uomini così, senza un saluto. In macchina non aprì bocca e Pietro non volle insistere.
"Rimani con me? Devo solo leggere un documento e inviare una email. Mi piacerebbe che tu restassi" disse con un filo di voce appena entrata in camera.
Pietro la strinse a sé, la baciò e si avviò in bagno dove riempi' la vasca per farle fare un bagno rilassante.

Non voleva ammetterlo ma quella donna lo aveva stregato; ora la voleva solo per sé, che fosse per gli ultimi giorni di vacanza o per i mesi a seguire. Come sempre avrebbe deciso Margaret.



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