Prime Esperienze
Al mare 3 - Lezioni di anatomia
24.09.2025 |
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"Luigi, imitando il tono dei presentatori di documentari, dice: “Potete ammirare qui un esemplare di maschio italico, dell’età di circa vent’anni..."
Abbiamo deciso di effettuare per prima la penitenza delle ragazze. Joele, che fino a quel momento era rimasta seduta sul telone, si è alzata e, in un istante, si è tolta il top, sorridendo. Le sue tette, che erano più chiare del resto del suo corpo abbronzato, erano uno spettacolo incredibile. Mirco si è messo a fischiare per scherzo e Joele ha riso per l’imbarazzo: «Dai, idiota!» Per lei, trovarsi in mezzo a così tanti ragazzi, molti dei quali conosciuti da poche ore, con le tette al vento doveva costituire un grande imbarazzo, anche perché a quel punto nessuno si faceva più problemi a osservare la nudità altrui. Ci eravamo abituati alla nudità e volevamo divertirci un poco. L’eccitazione per poco non mi ha causato una nuova erezione, che non sarebbe stata proprio l’ideale, visto che ero completamente nudo. Sara, vincendo a forza la sua modestia, si è tolta anche lei il top. Aveva delle tette piccole e pallide, con dei capezzoli più contenuti di quelli di Joele, ma di un rosso più vivo. Comparato a quello di Joele, il suo corpo non era un granché, ma per Luca quello è il piatto principale: un sorriso soddisfatto gli è apparso in volto, come se avesse scoperto un tesoro, poiché godeva della vista segreta delle tette di una compagna di classe, di solito pudicamente vestita.Ora veniva il bello. Mirco si è avvicinato a Joele. Eravamo tutti un po’ imbarazzati. Quanto ai due al centro, che dovevano fare tutto tra gli sguardi altrui, non doveva essere per nulla facile. Alla fine, tuttavia, l’intimità che si stava formando tra loro prevalse sull’imbarazzo: si guardarono dolcemente negli occhi, sorridendo per l’affetto e la vergogna. Mirco ha messo ciascuna mano su una tetta di Joele, a palmo aperto toccandola dolcemente e strofinando i pollici sopra i suoi capezzoli. Ha concluso il massaggio prendendo le tette da sotto, come se le stesse pesando, poi ha avvicinato la bocca e ha baciato il capezzolo destro. Joele si è goduta il trattamento, continuando a sorridere. L’eccitazione ci ha conquistato tutti: il mio cazzo era sulla via dell’erezione completa, ma ormai non me ne fregava più tanto. «Grazie, mio cavaliere…» ha detto Joele con una risatina. «Sono io a ringraziarvi, principessa…» «Così mi fate venire il diabete!» si è lamentato Dimitri ridendo con una faccia fintamente disgustata. Abbiamo riso tutti, calmando di poco la nostra eccitazione.
Secondo le regole che ci eravamo dati, Mirco ora avrebbe dovuto fare lo stesso con le tette di Sara, ma è stato lui a proporre altrimenti: «Scusate, ma in qualità di capitano voglio proporre una piccola variazione e dare una parte del mio premio a un mio amico. Invece di toccare le tette di Sara io stesso, voglio che sia Luca il fortunato.» Eravamo tutti d’accordo, tranne gli interessati: Sara di sicuro non voleva farsi toccare le tette da Luca, che è un suo compagno di classe e, peggio, uno degli “sfigati” della classe, mentre Luca non credeva alle sue orecchie: venendo sulla spiaggia non avrebbe mai pensato che quel giorno avrebbe toccato le tette di una sua compagna. Non appena ha compreso che l’opportunità era reale, si è avvicinato a Sara come un avvoltoio sulla preda. La ragazza ha abbassato gli occhi, ma non se l’è sentita di sfidare il volere generale (se avesse espresso qualche lamentela, gli avremmo di sicuro accordato di non farsi toccare). Avvicinatosi a passo rapido, Luca ha strizzato il capezzolo destro di Sara tra il pollice e l’indice e poi ha iniziato ad accarezzare le sue tette con la mano, con gesti vigorosi e rapidi, mentre il suo cazzo si è velocemente indurito per l’eccitazione. Sara è rimasta lì, obbediente e senza una parola, finché una strizzata parecchio forte non le ha fatto emettere un piccolo “ahi!” da cagnolino bastonato. Mirco è intervenuto subito: «Ehi! Piano con le ragazze!» Vergognandosi per il rimprovero sùbito, Luca ha ritirato le mani.
In quel momento, Martina ha notato: «Mirco, lo sai che hai proprio un bel corpo? Non preoccuparti, non ci sto provando! Mi stavo solo chiedendo se avessi mai pensato di fare il modello o qualcosa di simile. Il tuo corpo nudo non è nella media, ecco tutto.» «Grazie per i complimenti! In realtà, non ci ho mai pensato. Anche se una volta mi è capitato di mostrare il mio corpo a una ragazza in un contesto non sessuale. Almeno, non c’era nulla tra noi due. È stata un’esperienza alquanto originale, se vuoi posso raccontartela.» «Non raccontarla solo a me, ma tutti! Forza!» ha detto lei con viva eccitazione. Giorgio e Mattia erano già seduti sul telo di Martina e Lucia. Martina ha invitato tutti a sedersi per ascoltare la storia di Mirco. Lui si trovava completamente nudo di fronte a undici persone di ambo i sessi, ma non si faceva alcun problema a narrare la vicenda. Sentivo una certa invidia per la sua capacità di mostrare il suo corpo nudo senza provare la minima vergogna, una confidenza che di sicuro derivava dalla sua bellezza.
«Avevo diciotto anni. Al tempo, ero single perché avevo appena rotto con la mia prima fidanzata. Ero a casa di un mio amico: Luigi. Mi ci frequento ancora, è un buon amico, ma al tempo eravamo proprio culo e camicia, come fratelli. È piena estate e il caldo è insopportabile. Stiamo giocando alla playstation, soli in casa sua. A causa del caldo, io sto senza maglietta. Vado in cucina a prendere una coca. Invece di berla in cucina, penso di sorseggiarla lentamente e torno in camera di Luigi, sedendomi sul divano accanto a lui, che gioca ed è tutto concentrato sullo schermo. È così preso dal gioco che non si accorge che ho il bicchiere in mano e, per sbaglio, mi dà una gomitata che mi fa cadere la coca sui calzoni. Dispiaciuto per essere la causa dell’incidente, mi invita a prendere dei suoi pantaloncini. Io vado al cassetto vicino al divano, sapendo che lì dentro ci sono l’intimo e i pantaloncini. In quel momento noto come, visto che i miei pantaloncini sono di tessuto molto sottile, la coca è filtrata sotto, bagnandomi anche le mutande. Non posso certo mettermi quelle di Luigi, così mi viene l’idea di stare senza. Del resto, il piano della giornata è di giocare un altro po’ da lui e poi tornare a casa mia a cinquecento metri di distanza, nessuno noterà che non ho le mutande sotto. Quindi mi spoglio nudo per mettermi solo i pantaloncini di Luigi.»
«Eri nudo davanti al tuo amico?» ha chiesto Lucia. «Io e Luigi eravamo migliori amici e facevamo sport insieme, stare nudi un secondo per cambiarmi i vestiti non era affatto un problema. Proprio in quel momento, tuttavia, sua sorella spalanca la porta ed entra in camera sua. Noi credevamo che fosse con i genitori a fare compere, ma, per ragioni che non ricordo, aveva deciso di tornare a casa all’ultimo minuto. Con il rumore della playstation, non ci siamo accorti del suo rientro: la prima cosa che fa è entrare in camera di suo fratello per dirgli di abbassare la playstation, ma appena entra vede me nudo.» «È tipo l’incidente che ci è successo prima!» ha notato Joele. «Sì, è tipo quello, ma la sorella di Luigi non reagisce come hai fatto te. Invece, lancia un grido incredibile, come se avesse visto un ladro armato entrare in casa e chiude la porta con una velocità e un vigore che neppure un palestrato, scusandosi come se mi avesse ucciso un parente. E tutto questo anche se mi ha visto solo il culo. Io mi scuso con lei, indosso i pantaloncini di Luigi e la lascio entrare. Lei parla velocissimo con il fratello ed esce subito, imbarazzata sia da quello che è successo, sia dal fatto che io indosso solo pantaloncini sottili e nulla sotto.»
«Appena è uscita, parlo con Luigi, perché il comportamento di sua sorella mi è sembrato decisamente eccessivo. Luigi mi spiega: “Mia sorella è strana forte. Ma roba da non credere. Devi sapere che i miei sono gente molto religiosa. E per molto religiosa intendo che hanno una mentalità da medioevo. Ci hanno cresciuto che non si poteva dire una parolaccia a pranzo e non intendo una bestemmia: anche un ‘cazzo!’ se ti cadeva il bicchiere a terra bastava a metterti nei guai. A me hanno dato più libertà perché ero bravo a scuola e ora lo sono all’università, e poi perché sono maschio. Ma lei ha sempre avuto voti nella media e poi è figlia femmina e, sai, pare che tutto l’onore di una famiglia dipenda dalle figlie femmine. E poi lei ci crede davvero a Gesù e tutto il resto; quindi, è sempre stata zitta di fronte ai miei. Io rispetto le opinioni di tutti, figurati, ma per me lei è proprio esagerata. Se ne esce con vestiti lunghi pure d’estate e non si è mai fatta vedere nuda da un maschio. Ora che ci penso, credo non abbia mai visto un maschio nudo, neppure in video. E torna sempre a casa per le undici. Certo, sa come funziona il sesso in teoria, ma non ha pratica, e ormai ha diciott’anni. Penso che vedere un ragazzo nudo, di fronte a lei, dal vivo, le farebbe bene. Non voglio una suora come sorella. Ma io non mi spoglierei mai davanti a lei, sono suo fratello dopotutto.” Rispondo scherzando: “Sai, tua sorella non è affatto male. Cioè, non che mi scoperei mai la sorella di un mio amico… ma sai, mostrarle la mia mascolinità…” “Ma va, sta zitto idiota!’ replica lui, ridendo. La cosa finisce lì. Continuiamo a giocare, mentre sua sorella è nell’altra stanza.»
«Dopo qualche ora, lui mi dice: “Perché non facciamo uno scherzo a mia sorella?” “Che hai in testa?” faccio io. “Prima abbiamo detto che le farebbe bene vedere un maschio nudo. Beh, tu potresti essere quel maschio.” “Ma stavo scherzando!” “Voglio proprio vedere che faccia farà se si trova davanti un cazzo per la prima volta.” “Beh, potrei anche farlo, ma devi assicurarmi che poi lei non se ne scappa via a denunciarmi per molestie.” “Nessuna denuncia. Qui ci sono io e poi saremo onesti: se lei non vuole fare nulla, mica la costringiamo. Penso che internamente muoia dalla voglia di avere una simile opportunità.” “Vuoi farmi scopare tua sorella? Quello certo aumenterebbe l’onore della tua famiglia, no? Tuttavia, ti dico, non è il mio tipo e poi ora non sono in vena di relazioni occasionali…” “Ma che cazzo dici? Non devi mica scopartela… le faremo solo una lezione di anatomia.” “E in che consisterebbe questa lezione di anatomia, di grazia?” “La chiamiamo di qua e poi devi fare tutto quello che ti dico, di fronte a lei.” “Non posso accettare ordini da te, mica sono il tuo schiavo… a meno che non mi sfidi in una competizione onesta per dimostrare chi è il vero maschio alfa. In tal caso, mi comporterei da bravo beta.” Facevamo spesso delle sfide di questo tipo: giochi e scommesse per divertirci. La posta in palio era sempre la stessa: chi perdeva doveva fare qualsiasi cosa il vincitore gli chiedesse di fare per un certo lasso di tempo. Scommettiamo che avrei fatto quello che lui voleva davanti a sua sorella per un’ora se lui avesse vinto una partita multiplayer contro di me al gioco a cui stiamo giocando. E lui vince.»
«Luigi chiama sua sorella, che fa di nome Vanessa, nella sua stanza. Lei entra nella stanza mentre noi siamo ancora seduti sul divano, con la playstation appena spenta. “Vani, volevo chiederti…” comincia lui: “Tu non hai mai visto un pene dal vivo, giusto?” Subito le guance di lei si colorano di rosso per la vergogna e, ad alta voce, lei lo rimprovera: “Che razza di domande fai?! Abbiamo ospiti!” Lui continua imperterrito: “Non preoccuparti. Mirco è un amico. Puoi rispondere con sincerità. Hai mai visto un maschio nudo di fronte a te?” Lei replica: “Non capisco perché devi sempre dire stupidaggini di fronte agli altri” e lascia la stanza, andando nella sua camera. Lui le grida che continuando a comportarsi così nella sua vita non si sarebbe trovata nessuno tranne Gesù. “Basta! Così è troppo!” gli faccio io, preoccupato. “È mio dovere far sì che mia sorella smetta di comportarsi da bambina. Se non perde un po’ del suo pudore, finisce che diventa davvero una suora. Non che sarebbe chissà quale problema per me: ma so che lei non vuole vivere così. È solo che l’influenza malevola dei miei.” In quel momento, Vanessa rientra nella nostra stanza, gridando: “Non parlar male dei nostri genitori!” Poi, con un tono di voce molto più basso: “E poi non ho problemi a rispondere, anche se Mirco è qui. No, non ho mai visto un uomo nudo.” Il fatto che si sia presa la briga di ritornare nella nostra stanza e rispondere alla domanda piuttosto che continuare ad ignorarci mi fa capire che il tentativo di persuasione di Luigi è riuscito. “E dimmi, non ti interesserebbe sapere un po’ meglio come siamo fatti noi ragazzi?” Con la voce soffocata dall’imbarazzo, lei risponde: “So che stai pensando e ti ripeto: il sesso prima del matrimonio è immorale.” “Non sto parlando di sesso. Solo di avere qualche esperienza. Una introduzione alla materia, diciamo. Non ti interesserebbe?” “È comunque peccato…” La risposta di Luigi dimostra quanto può essere persuasivo: “Siamo tutti peccatori. La lussuria è il peccato più comune. E poi è un peccato veniale quello che ti propongo. Il Signore non se ne accorgerà neppure.” “Lui si accorge sempre di tutto. Comunque, dimmi cosa hai in mente.” “Volevo solo istruirti un poco.” “E come, di grazia?” “Beh, resta qui e vedrai.” “Va bene…” Luigi mi dice: “Forza, Mirco, in piedi! È ora della lezione di anatomia!”»
«Avevo perso la scommessa con Luigi. In vita mia, finora, non mi sono mai rifiutato di fare una cosa che lui mi ha ordinato dopo aver perso una scommessa. Per me era un aspetto quasi sacro della nostra amicizia: io ho perso, quindi Luigi è il mio padrone, e avrei fatto tutto quello che mi avesse chiesto per un’ora senza protestare. Senza una parola, mi metto di fronte a Vanessa. Un po’ impaurita, la ragazza si siede sul divano, vicino al fratello, mentre io sono al centro della stanza, a circa un metro da loro. La finestra alle mie spalle ha la serranda abbassata per evitare il caldo e anche per impedire che qualcuno possa curiosare dall’esterno. Luigi, imitando il tono dei presentatori di documentari, dice: “Potete ammirare qui un esemplare di maschio italico, dell’età di circa vent’anni. In questa puntata, ci occuperemo del suo apparato riproduttore.” Luigi interrompe la parodia e mi ordina: “Mirco, togliti i pantaloncini. Lasciati guardare.” Io obbedisco subito. Ma sono di fronte a una ragazza, ben vestita, e provo un certo imbarazzo per la mia nudità, così istintivamente mi copro con le mani. Luigi mi rimprovera, ridendo: “Mirco, via le mani. Fai il serio, è una lezione, dopotutto! Mani sul culo!” Di nuovo, obbedisco. Lascio che mi ammirino senza protezioni. Vanessa è rossa in volto, ma mi divora con gli occhi. Guardando il modo in cui mi ammira, Luigi ridacchia soddisfatto. Luigi a un certo punto si alza, mi viene vicino, e mi indica il cazzo, fermandosi giusto un centimetro prima di toccarlo. Poi si mette a spiegare: ‘Questo è il cazzo moscio. Dietro questo strato di pelle, che è il prepuzio, c’è il glande. Mirco, faglielo vedere.” Io lo guardo sbalordito. Luigi non ha pazienza: “Scopriti il cazzo, mostralo alla signorina.” Provo in quel momento un profondo imbarazzo. Ma lui non mi dà tregua: “Comportati bene, per cortesia. La signorina ha bisogno di imparare.” In quel momento porto la mano sulla punta del mio cazzo e tiro indietro il prepuzio.» Mirco ha deciso di imitare il gesto di cui ci stava raccontando e, portandosi la mano sul cazzo, ha tirato indietro la pelle, esponendo il glande. Martina e Joele hanno applaudito per lo spettacolo, che io ho trovato invece un po’ volgare. Ma non c’era modo di fermare l’eccitazione in cui ci trovavamo tutti noi.
Dopo essersi di nuovo coperto il glande, Mirco ha continuato il suo racconto: «Dopo che Vanessa mi ha ammirato per un po’, mi è permesso di ricoprirmi il glande. Poi Luigi dice: “Se il cazzo viene sfregato, diventa duro. Nel processo i maschi provano un grande piacere. È quello che facciamo quando ci masturbiamo. Mirco, procedi.” Il momento d’imbarazzo è passato e io inizio a masturbarmi da bravo soldatino. Non ci vuole molto affinché il mio cazzo diventi duro. Luigi conclude la sua spiegazione: “Questo è lo stesso buco da cui i ragazzi pisciano, ma quando è duro non possiamo pisciare. Se continuasse a masturbarsi per un po’, ci uscirebbe la sborra da là dentro.” Quello che succede mi sorprende. Vincendo il suo enorme imbarazzo, Vanessa chiede, indicandomi il cazzo: “Posso toccarlo?” Luigi si mette a ridere: “Se sei curiosa, certo. Puoi toccarlo. Del resto, non ci sono lamentele da parte di Mirco, giusto?” Vanessa si alza, mi viene vicino e tocca il mio cazzo duro con due dita. Poi, resa più sicura dalla sua stessa eccitazione, senza guardarmi negli occhi, mi tocca con il resto delle dita. Infine, alzando lo sguardo mi afferra il cazzo a mano piena. Sento l’eccitazione crescere dentro il mio corpo. In quel momento voglio solo afferrarle la mano e muoverla su e giù lungo l’asta e poi fare qualcosa al suo corpo. Ma lei è troppo imbarazzata per continuare e dopo avermi fatto una mezza sega, rimuove la mano e torna a sedersi, rossa di vergogna. Tuttavia, Luigi mi dice di continuare. Per questo, mi afferro il cazzo con la mano destra e inizio ad andare su e giù rapidamente. Forse sarà stato perché la situazione era così eccitante, ma non reggo molto e un fiume di sborra esce dal mio cazzo, cadendo sul pavimento e bagnandomi il petto e le cosce. Vanessa sembra aver apprezzato la lezione. Chiedo a Luigi della carta igienica per pulirmi, poi mi rivesto e torno a casa. Ho visto poco la sorella di Luigi da quel momento in poi, ma so che una settimana dopo la nostra lezione ha perso la verginità e rinunciato ai suoi ideali religiosi.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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