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Prime Esperienze

Un culo per molti ma non per tutti


di AntonellaTrav6
06.02.2024    |    7.690    |    5 9.0
"Lo succhio per bene, mi eccito, poi mi giro e lo invito a scoparmi lì in piedi piegato a novanta..."
Nella nuova casa con Salvo la luna di miele durò un annetto e mezzo. Ero all'inizio del mio terzo anno di medicina quando mi comunicò che si sarebbe laureato dopo un mese e poi avrebbe fatto ritorno per sempre a Favara, dove avrebbe sposato la sua Carmelina. Caddi in uno sconforto profondo. Mi sentivo sconfitta e tradita, ma soprattutto delusa come donna. Alla sua partenza ero uno straccio ma mi rifiutai di prendere qualcun altro in casa al posto suo. Le spese per l'affitto erano raddoppiate, senza lui, e i soldi che mi passavano i miei non bastavano e non bastavano. Occorreva che mi trovassi un lavoro e anche in breve tempo. Il padrone di casa, che abitava al piano superiore al mio, era veramente una persona garbata e comprensiva, anche quando comincia a tardare nel pagamenti ogni mese. Il mio armadio, d'altra parte, ormai scarseggiava di nuovi acquisti e spesso, per rivangare i vecchi fasti, mi ritrovavo da sola a indossare una minigonna che mi aveva comprato Salvo e che adoravo, un top di latex nero e un paio di zatteroni a zeppa altissimi che mi elevavano ancora di più il culo verso l’alto, rendendolo ancora più desiderabile. Un pomeriggio di solitudine mi ammiravo allo specchio muovendomi con movenze da troia che batte: mi gustavo tutto quello che vedevo ed era bellissimo fingersi di essere una puttana da marciapiede che cerca il suo cliente. Improvvisamente bussano alla porta e, credendo fosse Salvo, apro d'istinto. Era Luca il proprietario di casa, passato per ritirare l'affitto. Sorpreso dalla visione, inizialmente, rimase ammutolito, poi, con decisione, entrò in casa e mi spinse verso la camera, afferrandomi con forza un polso. ‘"Ero certo che fossi un frocetto, sempre con quei pantaloni attillati, ma che addirittura ti travestissi da puttana, beh, questo devo dire che proprio non me l'aspettavo. Lo sapevo che eri una puttanella, un frocetto tutto da gustare, una troietta da scopare con gusto. Dai inginocchiati che voglio sentire come lo succhi.’' Senza aggiungere altro mi costrinse ad abbassarmi davanti a lui, che nel frattempo aveva aperto i pantaloni e tirato fuori un magnifico cazzo. Senza indugi me lo pianta dentro la bocca. Mi tiene fermo il capo con entrambe le mani e mi scopa in bocca in maniera dura, brutale."... Sei una meraviglia!!! Mi ricordi una giovane trav che ce lo succhiava in gruppo, in caserma durante il militare" – diceva mentre continuava a scoparmi infilandolo sempre più dentro la mia gola, incurante del fatto se mi potesse piacere o meno. Mi sentivo quasi soffocare con quel palo infilato in gola, ma tutta questa brutalità mi eccitava da morire. Scopro ancora una volta che mi piaceva parecchio essere maltrattata mentre succhiavo. Poi mi solleva e mi gira appoggiandomi al letto, piegato a novanta, sputa un poco di saliva sul buchetto e si lubrifica anche il cazzo, poi mi penetra con durezza piantandolo tutto dentro in un colpo solo. Urlo, mi sento sfondare, squarciare, dividere in due, le gambe mi cedono. ‘... aaaahhhhhiiiiiii…….AAAAHHHHHHiiiiiiiiii…pianoooo….ti pregoooooo……….."
M’immobilizza tenendomi per i fianchi, aspetta un momento, immobile, dentro di me, poi parte a limarmi il buchetto incurante delle mie suppliche. Mi sbatte con un ritmo costante che ben presto dà i suoi frutti, sento il piacere scorrere lungo tutto il mio corpo. ”..ah ti piaceee!!!!..Lo sapevo che eri una troietta! Visto che tardi a pagare l'affitto, mi divertirò a godere di questo culetto stretto d'ora in poi! Vedrai che alla fine ci passa pure un tir, e saldiamo ogni debito’
Mi limava il culo e mi faceva godere molto, poi si mise disteso e m’impalò su di lui mentre con le mani mi stracciava letteralmente i capezzoli dalle carni, procurandomi un piacere/dolore che mi fece sborrare senza toccarmi il cazzo. Inarcò le gambe e mi scopò velocemente, poi si sfilò e mi mise in ginocchio davanti a lui.” Dai succhialo che ti faccio bere anche la sborra!! Vedrai ti piacerà..daiii succhiaaaa …cosììì…’ M’infila di nuovo il palo in gola e poi di colpo erutta un fiume di caldissima lava che cercai di non farmela scappare di bocca. Da quel giorno divenni la sua troia e mi abbonò la seconda quota mancante dell'affitto. Prese a scoparmi e a sfondarmi non appena se ne presentava l’occasione. Mi faceva impazzire quando mi sbatteva e m’insultava: mi umiliava, dicendomi di tutto. Mi piaceva essere sottomessa e lui lo sapeva, a tal punto che quando lo provocavo, mi sbatteva con una furia ancora più selvaggia. Per circa due anni la mia vita aveva pochi obiettivi: finire gli studi e rendere felice il porco che al pomeriggio m’inondava il culetto di una quantità industriale di caldissima sborra, alla faccia dell'inconsapevole mogliettina. Avevo però necessità di un lavoretto per potermi permettere abiti nuovi per eccitare il mio nuovo amante. Un ennesimo sabato pomeriggio ero a spasso per le vie della grande città, quando alla vetrina di un negozio di abbigliamento vedo un cartello che indica la ricerca di un commesso. Entrai deciso, avevo dato tutti gli esami del trimestre ed ero in pari con l'università, quindi dovevo trovarmi un lavoro se volevo togliermi qualche sfizio. Scambiai alcune frasi con il proprietario, un bel maschio alto, spalle larghe, moro, con un filo di capelli bianchi alle basette che gli donavano un’aria veramente da maschio! Per lui il posto c'era, ma dovevo dimostrare di saper trattare con i clienti. Proprio in quel momento entrano due donne, subito mi attivai e senza saper nulla di moda, campionari o altro le invitai a provare diversi modelli. Alla fine fu un successo, le clienti uscirono solo dopo aver speso un bel gruzzolo. Franco, il proprietario rimase favorevolmente impressionato dalla delicatezza e scioltezza con cui avevo trattato le due donne e mi volle assumere subito in pianta stabile. Dopo alcuni mesi di lavoro, in una pausa pranzo, mi invitò a casa sua a mangiare un boccone. Scoprii che aveva un bellissimo attico in una zona lussuosa e nel garage megagalattico una serie di auto d'epoca. Mi sentii ancora di più fortemente attratto dal soggetto. Mi invitò a fami una doccia, e proprio mentre mi spogliavo, lo vedo osservarmi con occhi che brillano dalla gioia, come quelli di un bimbo davanti alla vetrina di un negozio di giocattoli. Dopo la doccia mi dice di usare la vestaglia della moglie e lentamente si avvicina e inizia a baciarmi il collo da dietro. Sento un grosso affare incunearsi fra il solco delle mie natiche: le gambe mi tremano, sono molto eccitata. Mi massaggia, e copre di baci, poi ci trasferiamo in camera, dove, posso prendermi cura del suo pacco che per tutto il tempo mi aveva impedito di toccare. Rispetto a quello di Luca era più piccolo di circonferenza, ma sicuramente bello lungo. Lo prendo tutto in gola. Lo lascio scivolare oltre le corde vocali, ho tanta esperienza con il cazzo di Luca che con questo mi sembra una passeggiata. Intanto lui mi aveva lubrificato bene dietro, poi si era disteso supino e mi aveva infilato dentro tutto quel gran ben di Dio. M’impalo e lentamente me lo godo a lungo. Mi tortura divinamente i capezzoli, stringendoli con un dolore che mi eccita tantissimo. Passiamo quasi tutto il pomeriggio a scopare. Devo ammettere che aveva una notevole resistenza. Nel pomeriggio del giorno successivo mi volle accompagnare a casa in macchina dopo il lavoro. Lo feci salire con me sopra. Giunti in casa troviamo in sala Luca, che, avendo il doppione delle chiavi, si stava guardando un grosso evento sportivo su Sky. Mi osserva dal divano e poi mi chiede chi sia l'altro.
‘ Lui, è un gran porco come te!’ – gli rispondo guardando verso Francesco.
I due si scambiano una rapida occhiata d’intesa. Io resto immobile, guardo Luca e poi m’inginocchio davanti a lui sul divano e prendo il cazzo in bocca, mentre Francesco ci osserva incuriosito in piedi. Lo succhio per bene, mi eccito, poi mi giro e lo invito a scoparmi lì in piedi piegato a novanta. Senza un attimo di esitazione mi lubrica sommariamente con la saliva il buchetto e me lo infila con durezza. Francesco osserva la scena segandosi il cazzo già duro. Luca lo invita a infilarmelo in gola, cosa che fa con piacere: "…è una vera troia ... e scopa meglio di una puttana ..."Per circa due ore divento l’oggetto dei desideri di questi due porci che mi trattano da vera troia, mi umiliano, e coprono d’insulti che hanno l’effetto di farmi veramente godere. Da quel momento la mia vita cambia radicalmente. Di giorno sono il perfetto commesso di abiti femminili, mentre in casa divento la puttana che fa godere i maschi. Passano alcuni anni, perfeziono sempre più la tecnica di travestimento: mi perfeziono nel vestire, depilarmi, camminare con tacchi vertiginosi e nel trucco. Con Luca scopo sporadicamente mentre con Franco, comincio a vivere esperienze sempre esaltanti. La cosa va avanti per moltissimo tempo fino a quando una sera pretende di portarmi a cena vestito da donna. Da quella sera io divento ufficialmente per tutti l'Antonella. Una sera addirittura a cena mi fa conoscere un suo amico che, davanti a lui, mi offre 200 euro per dormire una notte con lui. Carlo, questo il suo nome, era un bel maschio, non troppo alto, ma simpatico e cordiale; ci sarei andata con lui anche gratis, ma insiste per pagarmi, dice che così si eccita di più. Con il permesso di Franco passo con lui una notte da favola durante la quale mi scopa per ore con un bellissimo cazzo di notevoli proporzioni, sborrandomi dappertutto. Anche ora di tanto in tanto mi cerca e mi paga per avermi per sé tutta la notte. Essere pagata ha cominciato ad eccitare da morire anche me. Franco ne era un poco geloso, ma poi un accadimento increscioso lo convince a cambiare atteggiamento nei miei confronti. Circa un anno dopo il primo incontro a pagamento, Franco comincia ad avere problemi seri alla prostata che ne hanno compromesso la sua sempre virile erezione. Comincia così a mettere annunci su di un siti per incontri e comincia a pretendere di selezionare i maschi che mi devono montare, perché come dice lui il mio culo è per molti, ma non per tutti!
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