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Scambio di Coppia

La consapevolezza


di jasmine-morgan
29.03.2026    |    106    |    1 8.7
"E’ tutto dolce e spontaneo, ma rimane pur sempre una parentesi di ciò che siamo, pian piano torniamo a noi, con naturalezza , i momenti dell’amore sfumano nel caldo della stanza, le ragazze..."
Amare, condividere, scopare.
Consapevolezza.


L’immagine di Jasmine che cinge con le gambe il suo amante mentre lui la bacia è ferma sullo schermo del pc, mi turba e mi eccita in egual modo, soprattutto mi riporta alla realtà di una donna che non puoi ingabbiare in alcun confine, fisico o sentimentale che sia.
Puoi amarla alla follia come faccio io, ma non puoi pensare di essere il solo ad amarla, niente esclusive con lei, e anche se lei è fedele oltre ogni ragionevole dubbio, è una donna che si appartiene, è padrona di se stessa e proprio per questo se lei vuole, può decidere di donarsi agli altri.
Quell’immagine sullo schermo come un’ ossimoro, annienta le mie certezze e in egual modo le fortifica, siamo un tutt’uno ma niente esclusive, serietà e trasparenza innanzitutto ,ma niente esclusive.

Mi accorgo guardando la foto sullo schermo che il mio è il gioco piccolo di un omino miope, che pensa di poter far ammirare la propria moglie, mentre è lei che quando vuole si mette in mostra, da sempre godo sapendo che altri la vogliono, l’ho messo in conto quando l’ho incontrata di quanti avrebbero avanzato proposte per averla, ho fatto mio il sadico gusto di vederla desiderata, toccata, presa e usata da mani non mie, ma la mia stupidità non sta nel saperlo, ma nel pensare di poter gestire una mente intelligente su un corpo di femmina che sa quanto vale, credere che tocchi a me l’ultima pennellata sulla sua tela ,ma il mondo è pieno di pittori e pittrici attratti da questa tela , l’opera è già li e si scopre da sola, attende le pennellate che lei vuole ricevere, quelle che lei attrae guidando la mano di chi dipinge.

L’immagine ferma sullo schermo e queste prime righe sono l’antefatto a questa notte vissuta in modo intenso, un susseguirsi di accadimenti non gestibili, un racconto vero che non rimane fermo, corre veloce ,ruzzola fra i sentimenti, lo schermo mostra solo il frame di un’esperienza vissuta oltre i limiti, una notte che ha spostato più in là ancora i confini della perversione, della passione e persino dell’amore.
Una notte dove si sono mescolate e si sono sfumati fra loro sentimenti e voglie, l’amore che dal fraterno passa al carnale, l’amicizia che si perde e si rafforza fra le pieghe di lenzuola intrise di sudore e umori, una notte in cui si sono messi a nudo corpi e sentimenti svelando e godendo di tutto in egual misura, è stata una di quelle notti che lasciano il gusto del sangue in bocca per quanto forte si sono stretti i denti sulla vita.

Febbraio 2025 martedì pomeriggio:

“Dove andiamo? Ci vuole ancora molto?”

E’ l’ennesima volta che mi fa le stesse domande da quando siamo partiti, non so se sia peggio lei così petulante o questa strada che sembra non finire più, la pioggia leggera che ci accompagnava ad inizio viaggio salendo di quota si è trasformata in neve, man mano che saliamo di quota ci stacchiamo dalla realtà, mi sembra di essere in un’ altro mondo, è tutto ovattato, come rallentato ,la leggera coltre bianca a bordo strada da la sensazione di perdersi.
Finalmente il cartello indica 5 Km alla meta, accelero e mi concentro sulla guida siamo già in abissale ritardo, ci staranno aspettando da più di un’ora ormai, Jasmine con l’ennesima domanda mi riporta alla strada, togliendomi dai miei pensieri.

“Come mai di martedì ?”
“Mi vuoi dire dove mi porti? Siamo soli? Mi dici qualcosa in più?”

“ Senti, già la strada è un supplizio di curve e strettoie non ti ci mettere anche tu, puoi accontentarti per una volta di aspettare e di goderti la sorpresa? Sei una curiosona impertinente”

Chiudo brusco la conversazione mentre i fari bucano il buio della sera invernale, l’ultima curva e finalmente davanti a noi la meta, un piccolo borgo di montagna che è stato ristrutturato per diventare un resort esclusivo, un luogo dedicato a chi vuole godere in pace della propria libertà, il tutto in mezza alla natura più selvaggia ,tutto sembra urlare benvenuti in un’ altro mondo.
L’aria pungente sa di neve , Jasmine si stiracchia sul sedile, faccio il giro della ,macchina e le apro la porta mentre un’avvenente cougar in accappatoio ci passa accanto, la mano curata stringe quella di un giovane che le trotterella accanto, la panterona accenna compiaciuta un sorriso verso questo mio gesto di galanteria. Si sofferma il tempo di un’occhiata e poi strattona vogliosa e padrona il suo accompagnatore sul sentiero in pietra che porta verso le piscine termali all’aperto, mentre dalla reception ci viene incontro una bella ragazza bionda che, indifferente alla temperatura della sera ci accoglie in camicia, maniche arrotolate e tette in bella mostra , la biondina mette subito in evidenza il sorriso solare che fa il paio con l’ampia scollatura su cui mmi cade l’occhio, “ca’ va san dire” accoglienza cinque stelle.

“ Prego, vi accompagno al vostro appartamento”

“Sorpresa!!!!!”

La ragazza della reception apre la porta e Jasmine viene investita dal festoso benvenuto urlato dall’interno della nostra suite, Giorgio e Clara erano li ad aspettarci.

“ Uaoooo….ma ciao belli…..che sorpresa……..fatti dare un bacio socio, lo sapevo che non poteva essere opera di Morgan, in settimana poi figurati un po' ”

“Come stai sorellona ? Sembra impossibile che ci siate riusciti, Giò vi dava già per dispersi sulla montagna con Morgan a smadonnare perché era in ritardo.
Su su, ora però muovetevi ,il percorso benessere inizia fra 5 minuti e dovete ancora cambiarvi”

Il tempo per noi due di mettere i costumi che Clara ci aveva preparato ed eravamo fuori a goderci il relax di questo percorso SPA che inizia con la stanza del sale per proseguire poi con l’idromassaggio, le vasche sono all’esterno della struttura affacciate sulla vallata, la più grande contiene a fatica tutti e quattro, un po’ di disagio ad entrare, mani e gambe che si incastrano per avere il proprio spazio, sulla mensola della vasca è pronta in fresco una bottiglia di Alta Langa con quattro calici per brindare, ormai siamo in pieno clima relax.

La tranquillità che avvolge la vallata è pesante, impenetrabile come un mantello, se non fosse per le nostre due ragazze che non smettono un momento di parlare sarebbe soffocante tutta questa silente oscurità, le loro voci contente sono addirittura fastidiose nel nulla di questo angolo di paradiso, nella vasca sotto la nostra la panterona ci lancia di tanto in tanto occhiate di studio, ma non sembra infastidita ,anzi, pare incuriosita, quasi affamata di emozioni tanto da voler cogliere le sfumature dei nostri discorsi, quasi avesse capito e volesse conferme, quasi che il giovane che si prodiga a sollazzarla fosse un di più non richiesto, mentre lei rimane concentrata su di noi.

“ Ragazzi ne ho abbastanza delle bolle di questa vasca, io esco.”
“Dai aspetta ancora un momento Morgan poi cambiamo postazione”
“No a me basta così, io esco, chiacchierate troppo voi due insieme non vi reggo, vado in sauna a cercare tranquillità.”

“Dai orso fermati un momento ancora....uffa...vabbè ti tengo compagnia allora.
Voi due rimanete pure li io e Morgan andiamo a sudare un po'.”

La mia giovane cognata esce sorridente dalla vasca, è sempre un piacere vederla in costume, lei e Jasmine si assomigliano tantissimo e non si nota la differenza di età, Clara ha il seno più piccolo della sorella, ma due gambe chilometriche e un corpo che è maturato con gli anni rendendolo molto più appetibile di quanto già non fosse. Le due sorelle emanano una naturale freschezza, che fa da cornice ad un sorriso radioso, credo che sia una questione genetica, sia lei che Jasmine nonostante le gravidanze mostrano un fisico degno di tutte le attenzioni che qualunque uomo potrebbe dedicare loro.


“Giò tu rimani in vasca?”

“Si andate pure io e la mia socia abbiamo la bottiglia e la vasca tutta per noi siamo più che a posto”

La sauna non è nulla di particolare ,molto minimale nella sua composizione, due panche in legno contro la parete, il braciere con le pietre e il secchio per l’acqua, un grande oblò davanti alle panche dal quale si vedono le vasche dell’idromassaggio.
Prendo posto sulla panca in cerca di un po' di tranquillità, sono nervoso, teso, al contrario di me Jasmine è tranquilla e serena, chiacchierare allegra, scherza con il cognato, è spensierata, serviva a tutti e due staccare la spina, ma io ancora non so come gestire i prossimi più che probabili accadimenti.

“ Fai il solitario?”
“ No Clara, stavo solo riposando la testa, tempo di chiudere gli occhi un momento e poi ci sono”
“Se vuoi riposare allora cambia posizione la panca è scomoda e fissare fuori non ti rilassa di certo ,c’è solo la notte la fuori, se vuoi possiamo andare in camera, li è più comodo”
“No grazie sto qui ,ma se vuoi vai pure.”
Clara si è messa di fronte all’oblò, mi da le spalle mentre parla con me guarda fuori, l’asciugamano legato sopra il seno arriva a malapena a coprirle il culo, da dietro si vede la linea che divide i glutei e da li partire le lunghe gambe che sembrano perdersi nel tec del pavimento.

“Dai alzati, vieni a vedere la notte com’è buia vista da qui. Non sei per niente di compagnia cognato mio, cos’hai?”
“Niente, non ho voglia di guardare.”

Non devo guardare fuori so già cosa vedrei, cosa lei sta guardando ora, osservo Clara, le guardo le scapole sporgenti, i lunghi capelli ricci raccolti con un mollettone lasciano libero il collo lucido di sudore, le spalle sono ben proporzionate le tiene diritte, le braccia lungo i fianchi, lo sguardo fisso come perso a scrutare il buio mentre osserva l’evidenza che si mostra nella notte.

Attraverso l’oblò si vedono Jasmine e Giò di spalle accoccolati nella vasca, Giò gioca con una ciocca di ricci che scende sul viso di Jasmine, lei placidamente appoggiata a lui, nella mano sinistra il calice di Alta Langa l’altra persa sotto l’acqua, le chiacchiere fra loro si sono fatte più intime, accennate, i visi sono vicini, Giò le sussurra qualcosa, il suo viso cambia espressione, si fa serio, è solo un’ attimo poi con lentezza Jasmine ruota appena il capo e appoggia le labbra a quelle del suo amante.
Si sono dichiarati con un gesto muto, ora, dopo anni a negarsi l’evidenza ,complice l’assenza di tutto ciò che è superfluo ha trovato spazio l’ineluttabile, come l’acqua della vasca così il loro istinto ribolle e trova sfogo in quel bacio.
Clara guardando fuori stringe appena il pugno, ma il corpo non cambia la postura, le spalle sempre dritte, incassa come se sapesse o se lo aspettasse, si volta ed è serena mentre volge lo sguardo verso di me, la mano sale a sciogliere il nodo che tiene l’asciugamano, sotto la ruvida tela il corpo, così come i sentimenti, sono esposti e nudi, torna a guardare fuori ,a darmi le spalle, la linea della schiena disegna un percorso di lussuria che si perde nel solco che definisce il suo culo alto e po' piatto, e mentre il cuore è preda di sentimenti contrastanti la mente è lucida e decisa.

Mi alzo lento dalla panca, il buio che ci circonda mi fa paura, l’inevitabile che si mostra agli occhi ancora di più, appoggio il mio petto alla sua schiena, ne respiro il profumo, aderisco a lei e immergo il viso nei suoi capelli che ora scendono sciolti sulle spalle.

“Amami adesso”

La sua richiesta è appena sussurrata ma frusta in modo cattivo la nostra notte , come un grido d'aiuto lanciato da chi è abbandonato su una zattera posticcia nel centro di un mare in tempesta, l’abbraccio da dietro, percorro i suoi fianchi con le mani, salgo fino alle spalle, la spingo giù.

“Ora no.”

“Ma……”

Non ascolto la sua supplica la faccio voltare, mi guarda appena, le ginocchia sul pavimento, il mio cazzo che reagisce dritto davanti al viso, poi tutto scorre da solo ,lei che apre timidamente la bocca, un’ attimo di sensibilità e poi le forzo le labbra per entrare, la scopo in gola fino a farle venire le lacrime, spingo in profondità come se dovessi spingere oltre lei, oltre questo gesto sporco e malsano, quasi liberatorio, poi lei asseconda i miei affondi spalancando la bocca e quando mi ritiro avanza famelica, vogliosa.
Sento montare l’orgasmo, non l’avverto, esplodo nella sua gola, non si ritrae anzi, mi trattiene per le gambe e lascia che scarichi tutto, rabbia e sperma, coscienza e certezze, le labbra serrate attorno al cazzo, guardo il suo corpo scosso da un fremito, quasi uno spasmo, l’orgasmo ha lasciato fra noi la consapevolezza, mi guarda compiaciuta, un ghigno porco negli occhi, solo quando perdo vigore e remore su ciò che siamo noi quattro, lascia scivolare il mio pene via dalle labbra mentre un rivolo biancastro le scende all’angolo della bocca, nell’oblò non si vedono più i due amanti.
L’ aiuto ad alzarsi, le sue ginocchia sono rosse, segnate dal pavimento, le cingo il fianco con dolcezza, la porto a me e la bacio, il gusto dello sperma e del suo lucida labbra si mescolano nelle nostre bocche.

Non eravamo soli e non ce ne eravamo accorti, sdraiata sulla panca la panterona osserva attenta e curiosa, l’accappatoio aperto sul corpo morbido, la figa carnosa lucida di umori, del ragazzo che era con lei nessuna traccia, con lo sguardo affamato sembra chiederci di restare, come a voler partecipare, stringo Clara a me e lei capisce che non è il caso e ci lascia andare.

Usciamo dalla sauna, in silenzio ci dirigiamo verso la nostra camera ,gli accappatoi addosso a difenderci dalla tensione, i piedi nudi sul vialetto che porta alla suite non sentono il freddo della neve che copre le lastre di pietra.
La pesante porta in legno, è posta li a dividere un’ altro momento di questa folle serata, passata quella non si torna indietro, Clara la spinge, la stanza è accogliente, calda, illuminata solo dal fuoco del caminetto che disegna giochi di luce sulle pareti in legno, sembra che questa stanza abbia una vita sua ,un rifugio silente fatto per i segreti più intimi, come se fosse abitata da piccoli satiri di una fiaba antica che si materializzano a indirizzare i nostri desideri, come se silenti e insolenti fossero li a spiare noi due, in tutto questo silenzio sono i bisbigli provenienti dall’altra stanza a ricordarci che non ci siamo solo noi due.

La camera da letto vive già una parte della sua notte, apro appena la porta, Jasmine e Giò sono sul letto, prendo il cellulare e scatto la foto che chiude il cerchio di ciò che noi quattro non ci siamo mai detti nelle nostre vite insieme, fisso il momento in cui Jasmine bacia il suo amante.
Entriamo tenendoci per mano, Clara si sdraia di fianco alla sorella, si apre al nostro momento, inizio a baciarla, scendo dal collo ai seni, poi più giù fino all’ombelico, giro con la lingua intorno al piercing che orna il suo piccolo tortellino, ne bacio ogni centimetro di pelle, Giò di fianco a me è già nel ventre di Jasmine, le gambe di lei allacciate ai suoi fianchi, nessuna fretta di andare avanti, nessuna premura di fare, lo sguardo di mia moglie perso in luogo sperduto, quello di Clara fisso nel mio, niente domande solo consapevolezza.
Reggo lo sguardo di Clara mentre intrecciamo le mani, la guardo e mi piace ciò che vedo, ciò che sento crescere fra noi, le dita si stringono fra loro come se non dovessimo scioglierci più, le nostre bocche si cercano affamate mentre di fianco a noi i nostri rispettivi consorti affondano le proprie carni nei loro sentimenti.
E’ tutto dolce e spontaneo, ma rimane pur sempre una parentesi di ciò che siamo, pian piano torniamo a noi, con naturalezza , i momenti dell’amore sfumano nel caldo della stanza, le ragazze vanno in bagno a farsi la doccia ,poi toccherà a noi, ci aspetta la cena……inganniamo l’attesa fumando, senza parlare, solo sguardi carichi di cattivi pensieri e la brutta sensazione di aver buttato tutto alle ortiche.










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